ANIME SALVE


Alla finestra

Volti, mari e bellezze senza tempo.

Argomenti

BOOKMARK
GLORY DAYS
I NUOVI RACCONTI DEL MARESCIALLO
I WILL SURVIVE
IL CIRCOLO DEI VASTASI
IL PUNTO
INDICE PUNTATO
L'ARCO E LA FRECCIA
MIGLIOR COMMENTO
SENZA PAROLE
STRETTAMENTE PERSONALE
TRENDY

Come eravamo

Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009
Agosto 2009
Luglio 2009
Giugno 2009
Maggio 2009
Aprile 2009
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008
Agosto 2008
Luglio 2008
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007
Novembre 2006
Ottobre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Giugno 2005
Maggio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Agosto 2004
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
Novembre 2003
Ottobre 2003
Settembre 2003
Agosto 2003
Luglio 2003
Giugno 2003
Maggio 2003
Aprile 2003
Marzo 2003
Febbraio 2003
Gennaio 2003


Links...

+ Errore404

+ 2x0

+ Malvino

+ Forma mentis

+ Azioneparallela


Velociter

+ RSS 2.0


poWWWered by



 « torna alla HOME 

03.06.10

TRENDY

Ma picchì, picchì, bedda matri!

Al telefono, voce con marcato accento palermitano: "Buongiorno, abbiamo visto che vi sta scadendo la tessera Mediaset Premium. Vi offriamo da qui alla fine dell'anno una promozione: con 10 euro al mese, tutta Premium Gallery". "Grazie, ma al momento non ci interessa". "E perché? Non guardate la televisione?".

TRENDY

Ma chi sei

Ci son quelli che «dov'eri l'11 settembre». E quelli, come noi, che «dov'eri l'11 luglio». L'anno era l'82 e nessuno se l'aspettava, dopo quell'avvio zoppicante: ma vuoi un'invenzione di Paolino, vuoi il gruppo cementato da gente quadrata, vuoi l'allenatore capa tosta e il presidente partigiano, fatto sta che li abbiamo fatti fuori tutti, in successione, gli argentini di Maradona, i brasiliani di Socrates, Zico e Falcão, i polacchi di Boniek e infine i panzer di Rumenigge. Nelle case, un boato. Per una sera ci siamo illusi di essere una grande nazione, proprio all'alba dei demenziali anni Ottanta. Ho rivisto sere fa il match su La7. Grande stupore: abbracci, sì, urli liberatori dopo i goal, ma sia in tribuna d'onore che in campo una compostezza di fondo ammirevole. Quasi trent'anni dopo ci riscopriamo tutti emuli di Michele Apicella, il personaggio narcisista e incontinente di Moretti: tal Emma Marrone, per dire, vince un reality musicale gne gne e si rotola in terra come tarantolata. Ma chi sei.

29.04.10

TRENDY

Il paese della morte allegra

S'era cominciato con l'angioletto a colori, nell'angolo del manifesto. Poi, la foto del trapassato. Ora si punta sul nome, stampato in rosso, blu o fucsia. Per la collezione autunno-inverno, la bara patchwork?

08.04.10

TRENDY

Notizia è l'anagramma del mio nome

O popolo di astuti enigmistici e di scienziati, voi che avete smascherato la pubblicità subliminale dell'ecocastrafismo, voi che ben sapete che il buco dell'ozono non è che l'ano delle Mentos, il tempo delle tristezze sinistre è finito: LVIS, il re del rock e delle anfetamine, è tornato tra voi e sono IO. So let's dance!

18.02.10

TRENDY

Politici in rete. O della clownterapia

Chi dispera di questo Paese, ricarichi le batterie in rete: forse un giorno tutto questo letame sarà seppellito da una risata e, chissà, il fetore sarà solo un ricordo. Mi sono iscritta al Friendfeed di Casini e mi sto divertendo parecchio a leggere. Non solo le frasette slogan del leader dell'Udc, scritte in un italiano al limite del questurino, ma soprattutto i cachinni dei commentatori. Insomma, il politico in rete è come il re della fiaba: nudo agli occhi del bambino.

Casini: le intercettazioni servono a sgominare i delinquenti, ma non possono diventare oggetto di gossip giornalistico.
Commento: "Furbacchione", "Sgominare", "Pugno duro". Secondo me qualcuno ha rispolverato la vecchia collezione di Alan Ford.

Casini: Protezione civile, abbiamo rimesso il decreto sul giusto binario
Commento: Allegorie del vomito.

Casini: Quanto PIL, lavoro, soldi sono legati al settore farmaceutico?
Commento1: Più suina per tutti?
Commento2: Potevi chiederlo a qualche cena con gli Angelucci. Lo chiedi a noi? (Fa sempre la parte di quello che è arrivato giovedì scorso. Adorabile).

Casini: la questione morale esiste, è un macigno che pesa sulla buona politica. Gli amministratori infedeli vanno messi al bando
Commento1: Ora posso ridere?
Commento2: finalmente uno vero, che non trolla.
Commento3: Formigoni non ha messo il like, Deve essere a desinare.

Casini: rastrellamenti e ronde non risolvono i problemi dell'immigrazione, la ricetta è una: accoglienza per gli onesti pugno duro verso i disonesti.
Commento1: presto truccate cuffaro da negro, per vedere se lo manda via...
Commento2: di' la verità, stai cercando di farti notare da arbore come sostituto a massimo catalano
Commento3: Grandissimo. Avanti così, il pane agli affamati, l'acqua agli assetati.
Commento4: Pugno duro? Cristiani da combattimento, su rieducational channel.

Casini: l'Italia dei Valori è un macigno su qualsiasi alternativa credibile a Berlusconi
Commento1: Prova a deglutire.
Commento2: ma noi dell'udc abbiamo una soluzione, giusto?
Commento3: tra te e Tonino c'è un tale abisso che la fossa delle Marianne in confronto è una pozzanghera
Commento4:g razie per la Binetti, ditemi dove posso recapitarvi una cassa di spumante. Per i cannoli ci pensa Cuffaro, no?

Casini: Non mettiamo la testa sotto la sabbia
Commento: sotto il cemento è meglio, eh

Casini: Quel furbacchione del ministro Zai
Commento1: Casini (o chi per lui) e' uomo d'altri tempi. Usa correntemente parole come genetliaco, sicofante e fanfaluca.
Commento2: perdinci.

Casini: Bertolaso: no alla decapitazione, ma servono regole precise
Commento: Stavolta sono con Casini. Servono regole precise: il capo della protezione civile mica deve essere costretto a telefonare per sapere se la tizia e' disponibile. Che si istituiscano delle tabelle di prenotazione: "oggi tocca a te, domani me la ripasso io. Venerdi' no che ho il dentista. Domenica ho quella rottura di coglioni del battesimo del nipote. Facciamo sabato.

Casini: Alitalia, la voce dei risparmiatori
Commento: i risparmiatori non viaggiano con alitalia.

Casini: in politica bisogna recuperare uno slancio ideale
Commento: ci vuoi vendere un prodotto dietetico?

Casini: inutile continuare a negarlo, il conflitto tra politica e magistratura esiste e va affrontato, il toro va preso per le corna
Commento: olè!

Casini: “Sogno una nuova generazione di politici cattolici”
Commento: Proprio stamattina mi sono svegliato e ho pensato "Sento il bisogno di qualcosa, ma non so cos'è"

Casini: sarete contenti, visto che vi piace tanto la politica dei due forni, con la Poli Bortone i forni diventano tre
Commento: siamo contenti come delle fottute pasque. i tre forni, ah ah, era tutta la vita che dicevo arriverà uno stracazzo di genio a farmi la politica dei tre forni e ZAC arrivi tu con la tua fascistella leccese riciclata. grazie pier, sei un grande.

Casini: Più sostegno alla famiglia
Commento: più mozzarella sulla pizza.

Eccetera eccetera. Lo trovo esilarante. Pier, tutti i miei neurotrasmettitori endorfinici ti ringraziano (te o il ghost writer). Venite, politici, venite in rete a farci sbellicare. Su, non siate timidi.

12.01.10

TRENDY

(Just a) Toy story

Buzz Lightyear: Chi comanda, qui?
Alieni a tre occhi: L'Artiglio! L'Artiglio è il nostro padrone! È lui che sceglie chi va via e chi rimane!
Woody: Uno più scemo dell'altro!

08.01.10

TRENDY

Sabato pomeriggio (a Milano)

Camminano col bacino retroflesso, fuori asse, come andassero controvento. E sotto jeans frusti, il cenno stanco di un paio di natiche rassegnate. Neanche vent'anni e il futuro tutto dietro le spalle.

22.09.09

TRENDY

E io pago

Quindici giorni per consegnarmi quattro mobili in croce. Ogni volta Testadilegno mi dà appuntamento promettendomi di portarmi un chiodino in più, che - inutile dire - ha cercato per mari e monti, proprio con quella filettatura lì.
Mentre finge di coordinare il lavoro dei suoi due collaboratori (brava gente incapace di mettere insieme quattro parole di senso compiuto), lascia il cellulare acceso sul tavolo: ogni cinque minuti parte uno squillo che si sente fino in fondo alla via. Corre subito a rispondere e si intrattiene a lungo. Telefonate di lavoro? Meno della metà, suppongo, considerato che i clienti - per accordi e quant'altro - chiamano sempre e comunque lo show room e nessun numero privato.
Fa il piacione, mi dà del tu, sottolinea il biondo naturale dei suoi capelli cui nessuno crede, dice, mi cita comuni conoscenze e si lascia andare ad affabulazioni scarrucolate per nascondere, col fumo, la cazzata che ha appena fatto e alla quale non sa (o non vuole) rimediare perché gli costa altro lavoro e fatica.
Lo guardo come un pidocchio ma lui niente, imperterrito s'industria d'infinocchiarmi vendendo la minchiata fatta per una scelta ragionata.
Uhm, commento: peccato sia una decisione unilaterale e fuori da una specifica tecnica del modello. Messo all'angolo, propone un rimedio assurdo.
Mi chiedo se è tordo lui, a questo punto, o se nello sforzo di un'urbana dissimulazione mi rivelo un'attrice da premio Oscar. Insisto, quindi, nell'illlustrargli con disegnini e pupazzetti, come si farebbe con un bambino di scuola materna, due-tre concetti a lui ostici: non è aria, per le tue frottole a casa mia non c'è mercato e la soluzione che pretendo alle magagne che hai combinato non è quella manicomiale che mi proponi.
Incassa, tace, rimanda: arriverà col materiale mancante tra una settimana. In compenso è sveltissimo, Testadilegno, a presentarmi il conto dell'avanzamento lavori. E io pago.
Prendo pure sul serio l'appuntamento perché in questo mondo di perenni tardo-adolescenti ci vivo solo da ospite e così sono abituata a fare, ma ovviamente mi dà buca. Chiamo in negozio, alquanto seccata: il materiale non c'è, mi si dice, dev'essere ancora consegnato sicché forse si faranno vivi in serata, forse nella mattinata successiva. Mi sfugge il motivo - se così stanno le cose - di fissare appuntamenti che non si possono onorare. Non ne parliamo poi dell'ideona di consegnare del materiale inadatto chiosando: «Noi ci proviamo sempre». Prego? Ribadisco che tempo, disponibilità e pazienza non sono per me risorse illimitate: fanno gli evasivi.
Ormai si lavora così in questo Paese. Chiami l'elettricista, l'idraulico, il giardiniere? E' prassi comune che costoro ti fissino appuntamenti che poi si permettono di non onorare senza nemmeno prendersi la briga di avvertire per tempo. Senza contare la trascuratezza e l'approssimazione con cui lavorano: tu paghi e i cocci sono tuoi.
Ha altro da fare questa generazione di eterni mocciosi immersi in un perenne tempo delle mele: Testadilegno, per esempio, ha appena sfasciato la famiglia per correre appresso a una cliente. Incredibile: c'è sempre una cretina pronta a sognarsi protagonista di un romanzetto rosa per ciascuno di questi quaquaraquà in saldo, in demenza senile anticipata.
La moglie lo piange, invece di ringraziare il cielo per l'insperata fortuna. Il figlio chissà: un altro con genitori moralmente a carico. E noi paghiamo.

18.09.09

TRENDY

L'ultima intervista

«Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani. Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per vent'anni. Mutevolissimo è lo spirito degli italiani: quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro, basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio. Altri potrà forse dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io», Benito Mussolini, 20 marzo 1945

31.07.09

TRENDY

Love affairs

In edicola, alla "modica" cifra di 2,90 euro, c'è Facebook mania, altra carta buona per avvolgerci i pesci. Già m'immagino il congruo numero di puzzoni fumosi che si lamentano del numero eccessivo di richieste d'amicizia. E poverini loro, meritano tutta la nostra solidarietà e il nostro rimpianto. Come si fa? Hanno una vita già così frenetica, maronna mia, e che stress tutti questi contatti, meglio chiudere l'account. E sai cosa ci perdiamo, tutti quanti (che barba, che noia).
Much ado about nothing: Facebook è un mezzuccio, un giochino, nulla di più di un divertissement che appaga la curiosità superficiale di rintracciare sui volti dei coetanei i segni della propria età e vederli ritratti e traditi nei loro figli.
Oltre a questo, è la sorprendente scoperta di come buona parte dei (ma soprattutto delle) 35-40enni di oggi sia per lo più ripiegata sul proprio privato, in un'annoiata quiescenza all'insegna del tanto peggio tanto meglio per tutto ciò che riguarda la vita pubblica del Paese, e che il problema principe, oggi come alle festicciole delle scuole medie, sia quello di trovarsi uno straccio d'uomo (o di donna). Anche quando si è già in coppia. Perché la noia, la noia, la noia che hai lasciato qui...

TRENDY

In vacanza col morto

Tutte le sante estati, spunta la foto-scandalo del cadavere in spiaggia, malamente coperto da un lenzuolo e circondato da bagnanti indifferenti. E tutte le volte, la sequenza è commentata da didascalie penose, in stile signora-mia-dove-andremo-a-finire: ecco quello che chiacchiera, quell'altro che sguazza in acqua, quell'altra ancora che prende il sole poco distante. L'intento è quello di mettere a fuoco uno spaccato della società cinica e indifferente in cui viviamo. Tanto per esser chiari e visto che ormai conviene lasciare su web le proprie volontà testamentarie: dovessi mai morire di fronte al mare (prospettiva tutto sommato tra le migliori), non vorrei d'attorno estranei salmodianti, compassionevoli, curiosi e scassaminchia vari, tra i quali spicca quello stronzetto che va scattando foto alla mia salma per poi rivendersele al giornalino locale. Un lenzuolo, un ombrellone e Signora Solitudine, in attesa di essere recuperata da chi di dovere, vanno più che bene.

30.07.09

TRENDY

Razza pura

Dopo il negher, il cinese e il romeno, ora in Padania si porta molto un classico intrambontabile, il terùn-fora-di-ball. La moda primavera-estate 2009 riporta infatti in auge un must degli anni '70-'80, la pulizia etnica (dalle scuole e dall'esercito, nella fattispecie). L'ultima sparata leghista auspica un corpo Alpini riservato ai soli polentoni, in vista di un fantomatico Esercito del Nord.
Tutto questo mentre Pantalone, ricattato dal Carroccio, dai ministri siciliani e da schiere di meretrici imbufalite, sgancia i pillari per la Trinacria. Cosa Nostra stava un po' a corto, si vede.
Ne gira di concime, nel ventilatore.

15.06.09

TRENDY

Magic Italy

Sirmione, sul Garda. Erano parecchi anni che non ci andavo. Trovo una cittadina preda dell'arraffa arraffa turistico, già congestionata il sabato, inavvicinabile la domenica. Come ormai in tutti i paesucoli italiani, anche di minori pretese, i parcheggi liberi non esistono più.
La sosta è un vero taglieggio: due euro all'ora nelle aree più distanti dal centro, due euro e venti nei parcheggi vicini alla rocca. La gente qui sembra stordita. Da uno dei porti in periferia dovrebbero partire sedicenti «navette» via acqua per il centro città. Chiedo ai gestori di un baretto sul lungolago: «Deve andare sul molo, là, non c'entriamo niente noi. Il biglietto lo fa lì». Il molo è deserto: c'è solo un tavolo, una sedia e un cartello che indica i prezzi di noleggio delle barche. Non arriva e non parte alcun battello. In compenso in un «là» sempre molto indefinito, che costa lunghe scarpinate, parte un autobus per il centro: due sole fermate, a distanza tale dagli ultimi parcheggi di periferia che conviene consumar le scarpe.
All'ufficio informazioni turistiche, c'è una ragazza dall'aria sperduta. Emette un sospiro sconfortato qualunque cosa le si chieda, anche la più banale. La città è invasa da sempre dai tedeschi: un turista le chiede se parla la sua lingua: «Solo un po'», risponde lei in italiano. Lui si adatta e sfoggia un italiano niente male. Chiede informazioni sui lidi: «Non conosco bene le spiagge del Garda - risponde lei -, ma mi dicono che questa - e gliela indica su una cartina - è molto bella».
In città si mangia mediocremente ma si spende parecchio. Non parliamo dei bar: un gelato, una granita e un succo d'arancia costano quindici euro. Dal centro, partono trenini elettrici verso le grotte di Catullo: all'andata un bambino di quasi cinque anni viene considerato abbastanza grande per pagare la corsa un euro, al ritorno no. Mistero.
Il dedalo stretto di viuzze del centro è tutto un fiorire di negozietti per seminfermi di mente. T-shirt con le solite scritte idiote, robetta in ceramica, ninnoli, gadget, ricordini, animaletti di legno, cianfrusaglie varie. Ci cascano solo gli stranieri (è quel che mi auguro, almeno) e i bambini: «Mamma, mamma, un regalino, un giochino, un qualcosa!». Mamma ha il cuore di pietra e la lingua affilata: «Non se ne parla, sono solo scemenze. E poi non puoi giocarci, al massimo le puoi mettere su un mobile. Se hai abbastanza cattivo gusto, s'intende». «E io non posso avere neanche un soprammobile?» piagnucola l'innocente. La vita è ingannevole, piccino, più di ogni cosa: tutta un rilucere di brillocchi che schiferai non appena li avrai stretti nelle mani.

28.04.09

TRENDY

Chiuso il Bagascino

Giusto in tempo per le candidature alle europee.

22.03.09

TRENDY

Soluzione finale

«Ho tolto le mense separate in Fiat perché penso sia giusto che i manager vadino a mangiare con gli operai. Nei momenti di crisi i lavoratori bisogna gasarli», Lapo Elkann

02.03.09

TRENDY

Sottocultura aziendale

Il burino in carriera usa nel 2009 la parola «comandare» (un termine da imbucati sfigati), butta merda sui collaboratori («sottoposti», nel suo miserabile universo mentale, gente che deve ubbidire, farsi umiliare e tacere), si mette a pecorina davanti a chiunque abbia n'anticchia di potere e quando ha finito di spargere letame attorno a sé, di fronte al palese disastro, dichiara apertamente: «Il cliente ha sbagliato, è tutta colpa sua».

25.02.09

TRENDY

Tutta l'Italia è Piddì

siamo conciati come il Piddì sì Berlusconi e le veline da una parte e nessuna opposizione dall'altra ecco appunto dobbiamo fare qualcosa siamo proprio al di là io adesso faccio dico 'sta cosa non la mando giù è tutto uno scaricacabarile non parlo coi morti niente sedute spiritiche quindi che si fa si aspetta no non hai capito niente di niente cancellare cassare rimuovere bianco zero fine nullità nient'altro che nullità passami il sondino va' che me l'infilo su per il naso addio

13.10.08

TRENDY

Volano le Borse

La recessione è già finita. Neanche il tempo di godersela.

10.10.08

TRENDY

Paternità consapevole

E così Cofferati non si ricandida alla poltrona di sindaco di Bologna. E' tempo di fare il nonno, pare.

30.06.08

TRENDY

Attaccati a un pelo di

Ore di fibrillazione (?) in attesa di vedere chi per primo pubblicherà le intercettazioni delle telefonate tra Berlusconi e la «show girl che è diventata ministro» (cito il Corriere). Nei palazzi del potere tutti sanno, com'è ovvio, indecisi tra lo sghignazzo e la preoccupazione. Scandalo, tsunami, bomba atomica!, pare paventino i pidiellini. Già sbadiglio.

Evoluzione politico-culturale del Paese: dai conflitti fra destra e sinistra, spostamento deciso al centro. Dove si colloca «il caso gnocca» (Libero, ieri).

19.06.08

TRENDY

Cose nostre - Razzismi dritti e rovesci

«La prima volta in Sicilia sono venuto 28 anni fa - ha dichiarato Ferzan Ozpetek -: è un posto che amo molto e mi sento veramente vivo quando arrivo qui. Dico delle banalità ma la verità è questa. Tra gli odori, i sapori, l'atmosfera e soprattuto le persone è una terra che mi piace molto. Quando faccio cast e un attore o un'attrice mi dice che è siciliana, parte da un buon punto per me. Sono quasi razzista al contrario».

Ho conosciuto una ragazza, circa un mesetto fa. Si parla del più e del meno, mi racconta della sorella. «E' pazza - mi dice -, è andata a vivere in Sicilia. Io non ci andrei mai. E da quando sta lì non sono mai andata a trovarla». Innamorata, intuisco, è volata a Barcellona (quella in provincia di Messina) e non ha nessuna intenzione di tornare. «I miei sono andati da lei, a Natale: tua sorella ha ragione, mi hanno detto al ritorno». Scuote la testa, mentre parla, e cerca assenso, convinta che io sia dalla sua.

Anni fa un collega non faceva che parlarmi male, malissimo, di questi isolani. Ascoltavo e sorridevo. Sorridevo e ascoltavo. Mai replicato, mai contestato. Un paio d'anni fa, organizza una vacanza in Sicilia. Torna estasiato e me ne parla per giorni. Ascolto e sorrido.

Dice Tornatore che le vere, autentiche facce da bagarioti non ci sono più, che i suoi compaesani si sono imbolsiti per troppo benessere, che le guance scavate e la pelle rugosa dei vecchi di un tempo ha dovuto cercarle in Tunisia, dove ha ricostruito la città e trovato gran parte delle comparse. Ho visto le foto sul Magazine del Corsera, un po' di numeri fa. Mah. Temo che il buon Peppuccio si sbagli di grosso: quelle son facce da tunisini, nasi camusi stonati rispetto alla fisiognomica isolana. Dico a un collega bagarioto: «Ma com'è che Tornatore s'è fissato con 'ste funce nìure nìure?». «Perché siamo tutti così». «Fesserie. Tra i miei, abbondano capelli biondi e occhi azzurri». «Eravate nobili, per caso?».

17.06.08

TRENDY

Match point

Duro a morire il cliché collaudato e moralistico del maschio costretto a trivellare (in alternativa affettare, infilzare, insaccare o eclissare) il vampiro femmina che lo smemora, che fa e succhia sangue, distogliendolo dalla tana della domina. Ci casca perfino Woody Allen, che l'orfana gattamorta se l'è messa nel letto e sposata, infine.

19.05.08

TRENDY

Vu' cumprà e opinion leader

A intervalli regolari, il solito articolo su quanto sia importante, per le aziende, monitorare la rete per tastare il polso delle opinioni dei clienti. «Più di metà degli acquirenti si informa online con gli altri utenti - scrive Enrico Grazzini sul Corriere Economia - prima di comperare un'automobile, un telefonino o di prenotare un viaggio. Ma le critiche in rete sono frequenti, possono fare il giro del mondo in pochi istanti e avere conseguenze devastanti». «Dopo aver analizzato le conversazioni in rete, suggeriamo alle aziende come intervenire - afferma Paolo Guadagni, presidente di Digital PR -. Possiamo consigliare di realizzare corporate blog per parlare costantemente coi clienti, come ha fatto di recente Microsoft Italia. Oppure suggeriamo di organizzare incontri con gli opinion leader dei social network, come sta facendo L'Oreal».
Ora, non voglio nemmeno stare a chiedermi chi stiano questi opinion leader. E come escano da questi lavaggi del cervello con le case cosmetiche, carichi di sportine piene di creme e cianfrusaglie varie.
La sottoscritta, tra i tanti che ormai non sgancia più un euro senza aver prima spigolato tutti i forum del caso, più d'una volta ha sentito puzza di bruciato. Di messaggi eccessivamente entusiasti o puntuali, sospetti e poco disinteressati, ne ho letti diversi. Altro che incontri e brain storming.
E' molto più semplice disseminare sapientemente la rete di commenti elogiativi sui propri prodotti o fare, con opportuni cadeau, vere e proprie avances nei confronti di questo o quel pincopallo. I sistemi per inquinare un meccanismo potenzialmente virtuoso di scambio di informazioni ci sono e se ne troveranno sempre di più raffinati. Ma la coperta, per le aziende, sarà troppo corta data la crescita esponenziale degli utenti della rete.

07.05.08

TRENDY

Surfisti

Forte, la rete. Basta che ti fotografi l'alluce, lo piazzi su Flickr e diventi subito un genio, un dio dello scatto, un Pulitzer. Se poi è tuo, l'alluce, l'arrapamento collettivo è garantito. Scrivi due minchiate e sei Pirandello. Dici che l'acqua è calda e che quel fenomeno lì, uhm, beh, sì, molto interessante, eh, e tutti si scappellano (specie se parli inglese e si capisce una mezza fava di quel che dici): hanno trovato il loro pensatore di riferimento, beati loro. Otto volte su dieci, si tratta solo di gente che ha beccato l'onda giusta. Surfisti. E manco tanto palestrati.

TRENDY

Kiss my ass

Passo, ieri sera, davanti a una farmacia. In vetrina, campeggia il solito cartellone con la tizia che si strizza la coscia. Sui ripiani, tutti i prodotti della Somatoline. Forte tentazione di entrare e chiedere a Miss zoccoletti bianchi se è sua abitudine avvisare le gentili clienti prima dell'eventuale acquisto che la tiroxina contenuta nel pregiato prodotto, in grado di drenare la melma che galleggia sui glutei, può mandare in tilt la tiroide. Che vuoi che sia, la salute.

18.04.08

TRENDY

Putin, è vero che divorzia?

«Lo sapete, mi piacciono le donne».

Certo. Le mogli mica sono donne

10.04.08

TRENDY

Infausto giorno

La aspetta al varco, stamattina.
In genere se la ride perché la serissima signora acquista ogni tanto, con fare furtivo, qualche Gormita. Più per se stessa, dice, che per il maschio che a casa combatte contro le forze oscure sputacchiando palle di lava e rumoreggiando assai.
«Forza, signora, si sbilanci», le dice, appostato vicino alle pigne di Magazine del Corriere.
In pila, a scelta, le copertine con Berlusconi, Casini, Veltroni e Bertinotti.
«Vabbeh, mi dia questo aspirante Fidel Castro, va», risponde lei.
«Il lider maximo va fortissimo, chiedono tutti lui».
«Ottimo, sono già pentita».

16.01.08

TRENDY

Mare, profumo di mare

Appositi dispenser, pare, diffonderanno soavi aromi di pisci friscu tra gli scaffali dei supermercati del futuro.

Effetto Gled Magic Water?

19.12.07

TRENDY

Cosa vuoi di più?

Suv da ipermercato, a 15.900 euro: pare che a Milano già in 40mila abbiano richiesto il preventivo. «E' un'auto vera e propria - scrive il Corsera - con il telaio cinese e il motore italiano, per la precisione lucano, di derivazione Fiat».

26.11.07

TRENDY

La covata

Tacco alto, collant, gonna, top scollato, golf annodato in vita, sguardo severo nero prugna: oggi sto in scena così, con le energie sguinzagliate e digrignanti. Domani, se mi gira, jeans e dolcevita assorto, a collo alto. «C'è un uomo?» mi chiedevano tempo fa, nei giorni in tiro. «Hai un colloquio?», commentano oggi. Ordini di priorità, ma non solo.

Uomini, rari e isolati. Non si strizza l'occhio ai molti, non più, noi ruvide e selvatiche più che mai. Nessun patto con accorti ragioneri tutti emoticon accomodanti, in pace col mondo, che se vai in corteo sono con te, figuriamoci, e pacche sulla spalla molte, sul sedere giammai.

Questi che un'indignazione vera, a vene gonfie, mai nella vita, furori autoerotici al massimo e passi vincenti, parecchi, senza fallo, avanti marsch! Il sesso di mazza orfano di sogno, che la povertà non sa, l'espediente neppure, lo lascio a te, femminista quieta, tutta rabbia finta, voce impostata e copione già scritto. A te, castratrice in mezzo ai castrati, che vai sul sicuro, sul già pensato e sul pubblicabile. A te, che il nemico lo covi e lo figli. A occhi chiusi.

21.11.07

TRENDY

Giustizialismo italico

Corriere della Sera, Cronache, pagina 18 e 19. Titoli:

«Sono stato in quella casa ma non la sera dell'omicidio».
«Scarcerato Patrick: un incubo».
«Sollecito: coinvolto perché sono un terrore».
«Amanda: anch'io voglio uscire presto».

Problema comune. In effetti anch'io voglio uscire presto. Dall'ufficio.

05.10.07

TRENDY

Mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto di merda

La solita arteriosclerotica scampanata di palle mosce nelle mutande lasche, cui seguono nell'ordine: vigorosa grattata, dondolìo su un piede e poi sull'altro, scrollata di spalle, scatarrata, sputo in terra e bestemmia sui ggiovanidimmerda. Ma schioppa, va.

02.10.07

TRENDY

Autonomia consumatrice

- Senti, mi dicono che all'Esselunga di ***, previa richiesta di aggiornamento carta Fidaty con nuova fantastica feature....
- Eh?
- Che ora la spesa si può fare così: acchiappi all'entrata tennologico aggeggio, scegli orata fitusa, passi il suddetto sul codice a barre e arrivi alla cassa con lo scontrino già fatto. Niente-sbattimento-tira-fuori-rimetti-dentro. Paghi tutto contento.
- Ah, però.
- E alla fine ti clonano pure il bancomat. Comodo, no?

28.09.07

TRENDY

Al di là di ogni ragionevole dubbio

C'è chi dice: la morbosità. E la tendenza forcaiola, anche. Sarà pure. O sarà che è nei vicoli del centro di Garlasco, tra la panetteria e il bar latteria di mio nonno, è lì che si sono conosciuti il maresciallino magro e nervoso e la ragazza che amava il Pascoli perché tanto di stelle, lei che al primo incontro già l'aveva visto in faccia, al ragazzo biondo, il figlio che sarebbe venuto, con quel nome già scelto centomila stelle cadenti prima.

Sarà che quel dedalo di strade che so essere timide e insicure le ritrovo stranite e quasi incredule a sapersi riprese da una telecamera, come chi ascolta la propria voce registrata e non la riconosce - «Possibile, son proprio io?» - e nondimeno l'attimo dopo, irriconoscibili e trasfigurate, le scopri atteggiarsi a dive da autografo, di quelle che i conoscenti possono dire: «Io una volta ci ho parlato». Ché mi par quasi di sentirla, mia nonna, dire a tanti chilometri di distanza: «La piazza, sì, me la ricordo, anche la Chiesa e quel vialone lì».

Così mi sono letta ogni rigo sulla faccenda e nei battibecchi - «E' una prova». «No, un indizio». «Nemmeno: una fissa degli investigatori e nient'altro» - ci son finita con tutte le scarpe. A proposito di scarpe: sneaker, sabot valdostani, pantofole insanguinate, è tutto un inseguirsi di orme confuse, un'unica centrifuga di calzascarpe, attizzatoi, biciclette, alibi e moventi, in cui un omicidio vale l'altro, le vittime rimosse, il massacro un rebus che nutre la passione enigmistica e la ricerca della verità un tantalico allungar la mano verso la prova ultima, costantemente di là da venire. Complici, colpevoli, testimoni: la confessione è comunque un vezzo d'altri tempi, al più figlia di intimidazione, di momentanea confusione, di tornaconto personale o inspiegabile spirito di vendetta. Il dado, insomma, è tratto: al di là di ogni ragionevole dubbio, c'è solo un altro dubbio e un altro ancora.

21.06.07

TRENDY

Provo anch'io? No, tu no

Mi è venuta una luminosa idea. Di quelle che ti svegli e ti chiedi: «Com'è che non ci ho pensato prima?». Ho pensato di risolvere una volta per tutte il problema delle vacanze. Un'isola esotica, di mia proprietà, potrebbe bastare. I soldi? No problem: pago coi debiti.

02.05.07

TRENDY

Questione di Style

Mamma Macaria e papà Oronzo giurano che alla nascita Allegrotta Giulivi Sanfelice, invece di piangere, abbia riso di gusto: inevitabile, quindi, la scelta di un nome appropriato per una bambina così bendisposta nei confronti della vita. Nomade per vocazione familiare, ma ancestralmente legata al palazzo avito dietro il Duomo di Firenze, Allegrotta ha vissuto a Washington D.C., Londra, Parigi, Montecarlo, Sidney e a Dubai, prima che diventasse meta vacanziera di moda. Dalla famiglia ha ereditato, oltre al blasone, un carattere forte e saldi principi, che a volte spaventano i numerosi corteggiatori. Chi la conosce, dice che dietro i modi raffinati e l'aria algida, c'è una donna dolce e alla mano, pronta a sorridere e capace di stupire gli amici portandoli tutti in campagna, nella tenuta di famiglia, per un aperitivo fuori dai cliché. Solo per i più intimi, si esibisce al pianoforte (e chi l'ha sentita suonare sostiene che è impossibile non innamorarsene) e traduce poesie all'impronta dal francese, dall'inglese, dal greco antico e perfino dal russo. La sua prima galleria d'arte, a New York, ha riscosso un grande successo: ma donna Allegrotta, eclettica e mai doma, non si contenta della pittura. Cosmopolita e curiosa per indole, ha avuto modo di farsi apprezzare come reporter per i più noti magazine. Per coltivare l'ultima delle sue passioni, quella per la scrittura, Allegrotta è tornata a vivere stabilmente in Italia. Attualmente sta scrivendo un romanzo che attinge alle incredibili storie del suo casato. Chi ha letto i primi capitoli, giura che è un capolavoro, tant'è che una grande casa editrice s'è già fatta avanti. Nel tempo libero scrive per Il Foglio, porta a spasso Candido, il suo dogo argentino, e si diverte a scoprire piccole trattorie fuori mano con il fidanzato, figlio di un noto giornalista (ma i due non amano far pubblicità sulla loro relazione: presto la ufficializzeranno, del resto, terrorizzati dall'idea di essere definiti una "coppia di fatto").

04.04.07

TRENDY

Vorrei ma non posso

Ho come la tentazione di cavalcare l'onda e infiocchettarmi addosso una biografia da ex nerd-secchiona, con gli occhialoni sul naso, le scarpe ortopediche, l'apparecchio ai denti, i brufoli e il cerchietto. E dare a intendere che il tempo, almeno lui, è galantuomo e che si parte male, vessati dal bullismo altrui, ma si recupera sulle lunghe distanze.

26.02.07

TRENDY

Letteradura

Io c'ho una cosa, una malattia degenerativa suppongo, che nove volte su dieci leggere mi fa zzzzzzzzzzare, non so se mi spiego. E ce n'ho pure un'altra - è un periodaccio, son piena di acciacchi - che quando vedo quelle robe scritte lì, tipo libreria a zig zag a mezza altezza sopra il divano, mi si accavallano i nervi ottici e alle sinapsi, povere, comincia il singhiozzo. E mi vien sempre da pensare, poi, ma se la son fumata una sigaretta, dopo la scopata triste? E quanto gli puzza l'alito, pure, mi chiedo. Ma son domande oziose. Ché il vero problema è non capire l'arte. E non poterla mettere da parte.

03.02.07

TRENDY

Che me lo dicano le amiche - «I blog, che puttanata» -, passi, tanto lo sanno che non faccio una piega.
Che me lo dicano pennivendoli col broncio, costretti a occuparsi delle "menate" altrui, passi ugualmente, tanto, con questi, come succhiare un pezzo di ferro, stesso sapore. E chi ci parla più.
Che lo dicano i blogger, i mezzi tali, blogghericchi e blograquà, tenutari di paginella che siano o possessori della chiave del vespasiano in centro, dove si va a pisciare fuori casa, mi pare alquanto singolare.
Come chi cerchi una postura, tra l'implicita volgarità del dire e la presunta eleganza del tacere, e tenti ora l'accavallo, ora l'affondo nella poltrona, ora la schiena dritta e infine i piedi sul tavolo.
E com'è, come non è, solo rumore, per giunta molesto, ne esce. Null'altro.

22.11.06

TRENDY

L'agnello

Funziona, ha sempre un gran successo di pubblico, ed è da millenni replicato il plot del gesucristo che s'immola per tutte le sue pecorelle, soffre e patisce e quelli manco pa' capa.
Gli appioppano in testa una corona di spine, gli ingrati, la croce sul groppone, le frustate sulla schiena, i chiodi alle caviglie, la spada nel costato.
Mentre lui, grandissimo sulla montagna, perdona perché non sanno quello che fanno. Ai piedi della croce (e dove, se no?), le donne in gramaglie.
Per Girard, è noto, il capro espiatorio, dilaniato dalla folla in quanto reo di un crimine invisibile, è il motore della Storia.
Ma lo slittamento di significato che il Cristianesimo introduce nel canovaccio mitico è trascurato. Con l'agnello di Dio entra in scena la colpa collettiva e tutto il suo corollario: la vergogna, il rimorso, il perenne ricatto morale, la fine di ogni ragione. Il popolo dei Giuda, lungi dall'avere la durezza metallica dei sicari, è la vera vittima taciuta, che rimane stramazzata sul campo, condannata in eterno o perdonata con condiscendenza. Ma anche, contestualmente, delegittimata e assorbita al Male.
Mentre il Dio, presunta vittima suprema, avoca a sé tutte le ragioni (e le parole) del mondo, stordendo per sempre la memoria collettiva con la scena indimenticabilmente truculenta del tradimento e dell'assassinio.
L'agnello vince a man bassa, sempre e comunque, e insegna ai poveri di spirito che in fondo atteggiarsi a povere vittime paga. Tanto più che qualche buona prefica in vena di lacrimucce facili, ai piedi della croce, si trova. Sempre e comunque.

11.05.06

TRENDY

Du cielu cadìu, a terra m'apparau

salve,
mi scusi per il disturbo vorrei sapere un po' i metodi di pubblicazione di un libro vista la mia voglia di mettere sul mercato il mio .
mi sono rivolta a una casa editrice che mi propone questo:

zero costi pagano tutto loro le copie vengono messe sul mercato solo al superamento della 500 copia

mi chiedono di pagare solo il codice che compare alla copia 501 e viene messa sul mercato!
io inizio a guadagnare dalla 501 copia solo il 5% secondo lei è un contratto vantaggioso o mi sta fregando magari potrei guadagnare di più?

la ringrazio ***


_________________________________________

Gentile ***,

mi spiace non poterle essere utile: non saprei proprio se quello che le hanno proposto sia un contratto più o meno vantaggioso. Posso solo dirle che io non accetterei mai di pubblicare a queste condizioni, a meno che non si tratti di divulgare la Bibbia che ci renderà finalmente tutti più buoni. In ogni caso, le faccio i miei migliori auguri per la buona riuscita della sua opera prima.

Cordiali saluti, ***

18.04.06

TRENDY

Finché la barca va

A. Se i moderati che votano ancora DS e Margherita cambiano barca siamo a posto.
B. Ma dove vanno? Siamo al Truman show, ricorda: lo sai cosa succede quando prendi la barca...
A. Vanno a destra.
B. Mah.
A. Non si ricorda mai abbastanza che Hitler ha avuto milioni e milioni di voti... E' stato democraticamente eletto.
B. Te tu mi fai paura.
A. Perché, a guardare Calderoli non ti viene paura?
B. Sì, ma sogno sempre di vederlo imputridire tra i vermi. Da vivo.
A. Guarda che nel varesotto la Lega è scesa perché non è abbastanza secessionista.
B. Nessuno è mai abbastanza pazzo: gli elettori sono scontenti. Quelli che hanno votato e quelli che non hanno votato. Finché non scoppia la guerra civile, non son soddisfatti.
A. Appunto.
B. Vado in mensa: embrioni fritti, per essere più avanti.

30.03.06

TRENDY

Falce, ma soprattutto martello

Apprendo via email e faccio circolare:

Oggetto: Già nel 1993, Moana Pozzi orientò i suoi elettori verso Rifondazione Comunista. Il Partito dell’Amore invita quindi i propri simpatizzanti a votare per Rifondazione Comunista alle prossime consultazioni elettorali del 9 e 10 aprile.

Partito dell'Amore
+39 347 6435950
maurobiuzzi@libero.it
amp@moanamoana.it
www.moanamoana.it

TRENDY

Qui lo dico e qui lo nego

Rutelli uscirà dalla tornata elettorale con un sorriso da parte a parte.

31.01.06

TRENDY

Una risata vi seppellirà

E' già pandemia.
Non c'è uno, nel raggio di chilometri, che non abbia da rinfacciare qualcosa.
Io faccio questo, poi anche quello, io lavoro come un mulo, io mi sacrifico per voi, io mi scapicollo, io invece mi decapito senza indugi e che dire di me, che sto appeso alla croce, con i chiodi nei polsi?
Un Paese di martiri, santi e berluschini (di sinistra).
Tutti abilissimi nel camuffare il proprio tornaconto, nel nascondere le proprie magagne e nel contempo lucidarsi l'aureola da mane a sera.
E' il grande revival dei frustrati, di quelli che odiano la propria vita e passano il tempo a tenere in pugno gli altri coi sensi di colpa.
Poi fanno gli atei d'accatto, quando il cristianesimo ce l'hanno in circolo.
Stasera si legge Nieztsche, va.

21.12.05

TRENDY

Perché non sanno quello che fanno

Aria pesante, nei vagoni. Stanchezza nero pece, palpebre mortificate, vite a servizio, bollette in scadenza e bon natale tuti, viviamo soto tenda con du bambini i nienti di mangiari.
Cairoli, Cordusio, Duomo. Entrano a metà conversazione. Lui, milanese da manuale, in ventiquattrore, cappotto di cammello e cuore ibernato a meno cinquanta.
Lei, aspirante disinvolta metropolitana, munita di sguardo supplichevole ti-prego-non-guardarmi-come-una-fallita.
La mitraglia di domande: "E il lavoro?".
Lei registra la minaccia implicita e ripete il copione solito in cui il conversatore passivo si china a novanta gradi, sminuendosi per difendersi dall'attivo-aggressivo: "Sto in un'impresa privata con amministratore che può chiudere baracca e burattini da un momento...".
"Scusa - interrompe lui - a che stazione scendi? E Silvia, l'hai più sentita?".
Fotte niente, di lei, è chiaro: "Cosa fate a Capodanno?", incalza ancora.
"Andiamo a Berlino".
"Io a Dubai, senza moglie. Perché Berlino?".
"Così. Andiamo a prendere freddo. Come se qui non ce ne fosse abbastanza. E' la mia fermata, scendo".
"Ciao, sentiamoci".
"Senz'altro", risponde lei, affrettandosi verso la scala a mobile.

12.12.05

TRENDY

Chewingum

Mi affascina sempre l'inizio, il bandolo della matassa, il big bang, il la che dà inizio alla solfa.
E mi chiedo sempre, come di un ex innamorato che non si vede più da anni, dov'è, a che ora si sarà alzato e con chi e cos'avrà mangiato a colazione l'antenato di quella stirpe di fieri voltagabbana che hanno concepito la seguente brillante scusa: "Solo gli idioti non cambiano idea".
Banale verità, certo, irrilevante nella sostanza, ma di grande efficacia dacché quell'uno, che anche stamattina si è alzato, è andato in bagno, s'è pettinato e s'è fatto un caffè, ha cominciato a farsene scudo per ogni sua opportunistica porcheria.
Mi pare quasi di vederlo, mentre entra in ufficio e saluta festosamente il superiore in grado, che sa essere alle prese con le nuove promozioni. Non se lo filava di pezza, prima, ne diceva anzi peste e corna, ma ragazzi: "Solo gli idioti non cambiano idea".
E sarà sempre lui, l'adorato mio, o sarà suo cugino, quello che a un certo punto ha imparato a zittire qualsiasi critica dicendo: "Non bisogna mica avere la puzza sotto al naso"?

10.12.05

TRENDY

Timeo Danaos

I vicini pare si siano messi d'accordo.
Non c'è uno che non esibisca un Babbo Natale che blinka al cancello o, peggio, aggrappato al balcone. In atteggiamento sospetto, peraltro.
Lo guardi e pensi: sale o scende, l'intruso?
E a chi vuol darla a bere, furbescamente incappucciato nella divisa babbesca e col sacco della refurtiva a tracolla?
Quasi quasi chiamo il 112.

09.11.05

TRENDY

Uno sporco lavoro

Curioso come gli abitatori del tempo friniscano tal quali cicale d'estate alla luce del tramonto, aedi del divenire cosmico e pure comicamente incistate nel vuoto che s'inabissa tra un punto e l'altro della linea che credono retta.
Cantano e cantano che l'ora fugge, ma a guardarle mentre girano in tondo come trottole c'è solo da sorridere, mentre il tapis roulant sotto le loro zampe s'avvolge a spirale lungo rotaie tutte sue e mai che chiarisca, il bigliettaio, se il ticket è di andata e ritorno o c'è pure da esser multati, a fine corsa.
Ci vuol coraggio, per morire. Crepare si crepa, nema problema, con una pallottola nel cuore e un po' di ketchup che cola, ma chiudere gli occhi di propria volontà è cosa da pochi.
E abbandonare il conosciuto, alzando i tacchi senza voltarsi, ne son capaci uno e mezzo, ché i più aspettano il calcio d'inizio della loro fine a centro campo, col culo sul dischetto.
Ancor meno ne ho visti con l'occhio di lince di chi coglie sul nascere le crepe sul muro, capaci di sedere sullo scranno del successo come nulla fosse, senza mai cedere al vezzo infantile di metter mano al pallottoliere per contare l'uno, i mille, i diecimila pidocchi che passeggiano sulle loro teste.
Nulla vale, se non il nulla, predicano costoro, incrostati come patelle allo scoglio, nello zaino consunto qualche ideologia usata, un po' di bertinottismo d'accatto e una sciarpetta lisa maître à penser da esibire all'occorrenza.
Ogni minuto è buono per un sermone, ma che non li si distragga troppo, impegnati come sono ad aggiungere carbone alla stufa del padrone, aiutati dalla servotta con le poppe al vento.

Va da sé che i predicatori se la facciano, scesi dal pulpito, con tutti i peccati capitali in ordine alfabetico. Del resto, come si dice, uno sporco lavoro, ma qualcuno....

11.10.05

TRENDY

Che Style!

Il pensiero è corso a Mieli, ieri, mentre uscivano i primi lanci d'agenzia.
Ah, sì, avrei voluto vedere la sua faccia mentre lanciava un'occhiata feroce al primo numero di Style, il nuovo allegato-patacca del Corsera, in uscita venerdì.
Perché il "mensile dedicato all'uomo" aveva previsto di schiaffarlo in copertina insieme con il solito Clooney, il giovane Elkann, dedicandogli la prevedibilissima sviolinata sull'eccentricità delle sue scarpe da tennis portate con il gessato blu (orrore!) e dei polsini delle camicie scopiazzati dal celeberrimo nonno, fuori una spanna dalla manica della giacca.
Scommetto che smadonnando e porconando hanno subito pensato di rimettere mano alla mappazza pubblicitaria, maledicendo in redazione questa genia di ragazzotti con la bocca sporca di latte e cocaina.
E se con il cerebro sinistro han meditato di soprassedere su Lapo-maestro di stile, con quello destro hanno sguinzagliato gli agiografi ufficiali delle nostre dinastie palazzinar-industriali.
Maria Latella, in primis. Che da quando s'è inciuciata con la Bartolini in arte Lario, ci sta frantumando i santissimi intonando risibili peana sui vari Luigi detto Lu, Barbara detta Ba, su quell'altra superpargola berluschina che ama gli uccelletti, per non parlare dell'imberbe Jaki, di donna Lavinia e di quest'ultimo discendente d'una manica di disperati che la sera se ne va per i bar di Torino a raccattare travestiti e mignottoni vari, per finire poi lungo disteso su un pavimento, più di là che di qua.
Ma non demorde, la Latella, un tempo brillante notista politico, prima dell'incontro sulla via di Damasco. Il ragazzo scalda e illumina più del sole, scrive, riportando le stupidaggini di Mario D'Urso, ed è tipo che con naturalezza trasmette a chiunque incontri "energia positiva". Ossignore, sentili. Ecco chi sono gli spacciatori che rifilano a 'sti ricchi poveracci la partita tagliata male: sono loro, i lustrascarpe di regime, le Latella, i D'Urso, i Camerana.
Bastano le loro parole per capire quant'è dura, al di là dei privilegi, crescere in mezzo alle fesserie.
"I meccanismi di formazione dei giovani Agnelli, spiega Camerana, sono sempre stati lo sport e le donne (...) Importantissimo il training con le donne: bisogna saperle sedurre, lasciare, riprendere senza farsene condizionare (...) significa saper stare al mondo. Poi all'università si può studiare diritto o ingegneria, ma questo è secondario".
Chiaro da dove nasce il fallimento generazionale? Per sport si intende giocare a fare i presidenti della Juventus e le donne, oddio... quelle son pronte a scaricare il principino, facendo sapere coram populo che loro, attricette di quart'ordine, con un povero drogato non ci stanno nemmeno se coperto d'oro.
Il rovesciamento della dialettica servo-padrone è in atto, signori. Qualcuno lo dica a Latella, prima che la seduzione per i brillocchi e la foga di infiocchettare le biografie degli eredi di cotanti patrimoni, con l'intento fraudolento di convincerci che l'azienda Italia non teme il futuro perché in buone mani, le sputtani definitivamente carriera e reputazione.

09.10.05

TRENDY

E devi essere sempre bello

Hanno facce come scarpe vecchie, flosce per l'uso e rintuzzate in punta da imbuti di carta pressata.
Sugli zigomi, rincalzati da panetti di strutto, si tende a pelle di tamburo un sudario di tela consunta, chirurgicamente adagiato e agganciato, presumo, ai lobi delle orecchie.
Cinguettano ancora come allodole e sorridono generosamente a tutta protesi, mentre dondolano vezzose treccine calzelunghe, che accarezzano con le mani avvizzite e nodose.
Vecchie come sanno esserlo solo le stupide che han fatto le giovani, tacciono l'età, insopportabile insolenza anagrafica che affonda le unghie nella schiena. E non sono mica stanche, no, hanno ancora benzina nel motore e voglia di vivere, dicono.

Vivere?

25.09.05

TRENDY

Il pieno, grazie

Roteava, abbassava e inarcava lo sguardo tenendo in grembo le mani intrecciate, studiatamente nervose e intimidite.
Ridacchiava, talvolta, durante i siparietti maliziosi che apriva nel mezzo della rappresentazione di sé quale irraggiungibile dea, miracolosamente apparsa, nelle mitologiche sembianze di cangugiraffa, a un manipolo di stortignaccoli pastorelli catodici.
Solerti apostoli ne trascrivevano i vaticini - uhuh e ahah pare abbia detto -, mentre lei dardeggiava di nuovo con gli occhietti, mezzo giro giù, mezzo su e di nuovo giù, impareggiabile seduttrice come le mocciose nel cortile del condominio, quando giocano alle signore.
Saettava inquietante, la psicotica furbetta, brillando come un vetro rotto in cima alla discarica, fintamente modesta e sgraziata, astuta, d'istinto, nel simulare l'impaccio dell'albatros che zompetta sulla battigia.
Fiumi di lacrime correvano ai piedi dell'Altissima, madonna dei benzinai e patrona di tutti i venduti a miglior offerente, mentre procedeva, al suo cospetto, il solito straziante corteo di orfanità disperate, padri latitanti e musi lunghi d'onore.
Chiudevano la processione i devoti trampolieri della val Formazza, impegnati nel tradizionale ballo dell'albanese con la scopa.
E non uno, di questi scimpanzè senza dio, che s'alzi mai a dire, a teofania conclusa: "Madonna, il pieno, grazie, e niente bollini".

(Con un bicchierino di grappa, tra la Kidman e il Truman Show, mentre pensavo che mi stessero rubando il tempo...)

19.08.05

TRENDY

Bentenni fitrulli

"Ueh, mi viene da gomitare!".
"Sgomitare?".
"No, bello, gomitare".
"Nel senso di vomitare?".
"Ma sì, dai!".
"Ma come parli, scusa?".
"Beh, non lo sai che noi giovani parliamo così?".
"Così come?".
"Cambiando la prima consonante delle parole, no?".

02.08.05

TRENDY

Soliti problemi di Eros

No, dico. Ma la Hunziker che dichiara d'essersi lasciata col fidanzato perché "ormai non c'era più passione, eravamo come fratello e sorella"?
Dev'esserci in giro un'epidemia. Gente insospettabile, che si direbbe chissà che capriole, la sera se ne va a nanna dopo il rituale bacino e 'notte, amore.
C'è un machismo e un fighettismo tutto chiacchiere e distintivo che poi, stringi stringi, si rivela tiepidissimo tra le lenzuola. Ma allora ditelo prima.

28.07.05

TRENDY

Un segno del destino

"Quando il direttore Fabrizio del Noce mi ha fatto la proposta, mi sono detta: è impossibile, come faccio a chiudermi per mesi in uno studio tv, dopo aver vagato per anni da un angolo all'altro del pianeta, raccontando, tra una bomba e l'altra, le storie tragiche di tanta gente?"*.

Già, come puoi farcela? E come possono sopravvivere alla tua assenza tutti quei poveri disgraziati, ora che per un anno - un anno intero, mioddio! - non ci sarai tu a camminare sulle loro teste come un gesùcristo sulle acque? La vita è difficile, mia cara. Ma puoi farcela, baby.

"Poi però ho riflettuto: perché no? Fermarsi un attimo vuol dire guardare quelle stesse storie da una diversa prospettiva. Mi è sembrato quasi un segno del destino: ho accettato".

Tanto più che la vera tragedia, l'autentica bomba nelle mutande, è quello sciroccato di Giurato, no?

"Io la donna del Tg1, lui l'uomo di Raiuno. Un cambiamento divertente, anche perché Giurato, serissimo professionista, ha apparentemente quell'atteggiamento svagato che strappa qualche sorriso in più alla mia rigidità".

Sei un mito, non ti smonta nessuno. Elmetto in testa, da vera vietcong dell'informazione, ti inoltri spavalda, come cronista embedded, perfino nella boscaglia cerebrale del tuo partner tibbù e ne esci con un sorriso da orecchio a orecchio. Va bene, MonicaMaggioni, mi hai convinta: ti rubrico alla voce "bombardate mentali", insieme con quel po' d'altre pulzelle d'Orleans che non si fanno un bello shampoo da tempo. E dio sa quanto ne avrebbero bisogno.

* "La Sampò esclusa, ma non è colpa mia" - Monica Maggioni condurrà Unomattina, Corriere della sera di oggi

20.07.05

TRENDY

Paese di mevda

Un giorno riuscirò a essere di moda. Per esempio, quest'anno vanno molto quelle orrende babbucce cinesi ad altezza tombino. Indossate da certe matrone romane col quaranta di piedi, poi, sono uno spettacolo. Fatto sta che non riesco nemmeno a guardarle.
Sarà che mi parte come un embolo l'immediata associazione di idee con quella pratica odiosa della fasciatura dei piedi cui venivano sottoposte le bambine cinesi. Una follia. Poiché si credeva che le estremità atrofizzate conferissero più grazia all'andatura, si martirizzava anno dopo anno il piede per chiuderlo a pugno fino a ottenere il "Loto d'oro", considerato il massimo della bellezza: un piede non più lungo di 10 cm. Quello d'argento, il secondo in ordine di rarità in questa classifica dell'orrore, non doveva misurare più di 12 cm.
Un'atrocità idiota che è stata ufficialmente proibita da Mao solo nel '49. Bello il mondo, eh?
Ma dicevo. Le succitate babbucce. Credo facciano pendant con un altro must dell'estate 2005: vergognarsi, schifarsi, sputare, vomitare, scaccolarsi, indignarsi d'essere italiani.
Sì, me li vedo certi supercafonal alle feste d'ordinanza, in completo azzurrino scicchissimo, con piattino di micromaccheroni finger food in una mano, compagna odaliscata accanto, in seminudo mignottesco - fa caldo, Antò, fa tanto caldo!-, un Martini-no-party in bilico sulla rotula e il tormentone di quest'anno sulla punta dell'erre moscia: "Paese di mevda, mio cavo Lapo, Paese di mevda".

03.05.05

TRENDY

Superbloggers

Allora, mr. Incredibile, lei ha un'identità segreta?

Mr. Incredibile - Ogni supereroe ha un'identità segreta. Non ne conosco nemmeno uno che non l'abbia. Chi ce la farebbe a sopportare la pressione di essere sempre super?

Elastic girl - Ma certo che ho un'identità segreta. Mi ci vede vestita così, chessò, al supermercato? Ma andiamo! Vestita da elastico per fare la spesa?

Siberius - Le superlady? Cercano sempre di svelarti la loro identità segreta. Sono convinte che consolidi la relazione o roba del genere. Io dico: ragazza, non voglio sapere qual è il tuo rispettoso alter ego, non mi interessa. Insomma, tu mi dici che sei una super mega pupa ultra fulminante? Sta benissimo anche a me, perfetto. Perfetto.

Mr. Incredibile - Per quante volte uno salvi il mondo, quello riesce sempre a rimettersi di nuovo nei guai. Insomma, a volte vorrei dirgli: resta in salvo!, capisce? Mi sembro quella cameriera: ho appena finito di pulire, qui dentro, si può cercare di non sporcare per dieci minuti?
A volte mi piacerebbe una vita semplice, capisce? Rilassarmi un po', metter su famiglia...

Elastic girl - Sistemarmi? Lei scherza. Sono all'apice della carriera, lavoro con i pezzi grossi. Ragazze, andiamo! Lasciar salvare il mondo agli uomini? Non ci penso nemmeno!

Gli incredibili, una normale famiglia di supereroi - Pixar Animation

22.02.05

TRENDY

Otium e negotium

Quest'abbondanza di tempo di cui alcuni sembrano godere a piene mani non manca di stupire anche me. Nemmeno nei più clamorosi periodi di svacco son mai riuscita anche a lontanamente tallonare certi incredibili net-prezzemolini.
Ora arriva pure con l'ultimo treno tal Corinne Maier a suggerire che il cazzeggio senza sensi di colpa a spese del datore di lavoro ti salva l'anima.
L'irrinunciabile scoperta dell'acqua calda probabilmente costerà all'ex dipendente dell'Edf lo stipendio da qui all'eternità, ma che gliene importa a lei: ormai è una Scrittrice, perdio.
Sicché ho pensato: o taluni, da queste parti, accarezzano analoghe speranze di sviluppi di carriera nel rutilante nulla dell'editoria oppure hanno le terga incollate alla sedia dell'ufficio e sono praticamente inamovibili.
Pagati per blogchattare, in pratica, o, più nobilmente, per scrivere il prossimo Guerra e pace.
Il che in genere succede a chi, alla voce "professione", risulta dirigente leccaculo. Gente che - mi si perdoni l'orrida rima - non sposti neanche con un mulo.
E io vi dico beati, doppiamente beati perché di voi è il regno aziendale.
Messe da parte le grondanti invidie della sottoscritta, due cose mi vengon da dire.
1) L'eccesso di otium genera mostri meritevoli della leggendaria epigrafe di Bridget Jones: "Lo sanno tutti che i diari sono pieni di stronzate!".
2) L'eccesso di negotium impoverisce l'economia. Volete che io consumatrice sia invogliata a dilapidare lo stipendio leggendo, ascoltando musica, viaggiando, comprando vestiti, andando al cinema, al ristorante e diosadove? Datemi vagonate di tempo libero, signori. Se no, fallite e chiudete bottega, con la mia benedizione.
(Dilemma reale ma pressoché irrisolvibile, come ha dimostrato il fallimento dell'introduzione delle 35 ore in Francia. E allora, allons enfant de la patrie).

08.01.05

TRENDY

Con una sola pallottola

"In fondo i blogger sono innocui".

Alessandro Trocino, oggi sul Corriere della sera

10.12.04

TRENDY

E così sia

L'idolatria del reale è l'ultima, la più raffinata delle astuzie intellettuali.
L'intellettuale devoto non avrà altro dio che la cosiddetta Realtà e ricorderà di santificare cinque volte al giorno il successo mondano di qualsivoglia minchiata.
Sua cura sarà l'officiare a tutte le feste comandate il solenne rito della scoperta dell'acqua calda, di fronte a folle di fedeli osannanti.
Salito sul pulpito, pronuncerà lunghissimi sermoni in cui spiegherà per filo e per segno perché tutto ciò che accade è buono e giusto.
Di diritto, spetterà all'intellettuale di riferimento di tutte le genti il posto d'onore nel presepe di Natale.
In mezzo, tra il bue e l'asino.

18.11.04

TRENDY

No baby no cry

Tesoro, tranquillo. Mammina ha trovato il traduttore automatico strillo-italiano, italiano-strillo.

Grazie, Miky :-)

28.10.04

TRENDY

Ogni cosa sai far tu

Mariarosa Bertolli viene al mondo mentre una cometa attraversa il cielo ed è subito chiaro a tutti che qualcosa di eccezionale è avvenuto. I primi vagiti della piccola - che mostra in fronte una cicatrice a forma di emoticon - gorgheggiano un motivo di Mino Reinato.
L'intera sala parto - incredula - è tutta un ohhh di stupore e le ostetriche fanno il coretto.
I parenti invece, pazzi di gioia, sparano razzi e fuochi d'artificio nell'area di atterraggio dell'elisoccorso.
Ne rimangono mutili a una mano tre e orbi a un occhio due, prontamente ricoverati nel reparto Grandi Imbecilli.
La madre, intanto, viene ricucita al ritmo della compilation dell'ultimo Festivalbar e per Mariarosa tutto questo è segno di un chiaro destino.
Da grande, sposerà Nek, farà licenziare Mario Luzzato Fegiz e scriverà un'appassionata recensione dell'ultimo disco del genio musicale di tutti i tempi, Biagio Antonacci.
Riempiendo pannolini e pannolini di pepite d'oro, Mariarosa cresce sviluppando un'interessante escrescenza di carne molle tra il mento e l'ombelico, che ne decreterà la fortuna mediatica.
Per immortalarla, si farà vivo il noto fotografo, nonché malato terminale, Richard Avedon che, dopo un solo scatto, esclamerà: "Grazie Signore, bastonaci Signore. Ora posso anche morire".
A due anni, nel tentativo di risolvere le sue prime preoccupanti crisi autistiche, i genitori le regalano, nell'ordine, un Black&Decker, Il Grande Libro del Voodoo, l'abbonamento al cinema a luci rosse Pussy Cat, il pallone Wilson e la scatola del Piccolo Cinico.
Dopo sei mesi, Mariarosa comincia a soffrire di crisi epilettiche e a parlare in diverse lingue, sempre rigorosamente in terza persona.
Infila dunque le sue cose nello zainetto Hello Kitty, prende da sola un treno diretto in Moldavia e lì vive per qualche anno, riuscendo a convertire al satanismo tutti i bambini dell'asilo e trovando conferma della propria vocazione alla leadership.
A cinque anni si laurea giornalista professionista, a sei - sotto il nume tutelare del poster di Ciaccio Sanfilippo, appeso nella cameretta - diventa editore e direttore del giornalino della scuola elementare.
A sette, a titolo di spirito di conciliazione tra Occidente e Oriente, si fa ritrarre in chador e calze a rete nella quarta di copertina del suo primo libro, La mia vita è un romanzo.
Seguono articolesse e pubblicazioni tradotte in tutti gli idiomi, swahili compreso, e trascritte anche in cirillico.
A dodici anni assolda il suo primo killer e a tredici si sente matura per la sua prima biografia: "Brava brava Mariarosa", sottotitolo: "Quando la vita è sempre rosa".
Il resto è storia. O storiella, fate voi.

26.10.04

TRENDY

Desidero, ergo sum

La cosa buffa di tutti questi antioccidentali e buddhisti della domenica, infatuati di yoga, "filosofia" new age, non violenza, dieta vegetariana e ricette esistenziali insaporite da spezie orientali è che nessuno di loro prova mai a mettere seriamente in discussione la tirannia del desiderio.
Eppure il nocciolo della questione è tutto lì.

19.10.04

TRENDY

Buon appetito

Lo senti latrare fin dall'inizio della via e ringhiare a denti sguainati per ogni passo che avverte prossimo al cancello.
E' un cane di successo e s'immagina invidiato, mentre ulula alla luna e al palmizio che rabbrividisce nella nebbia.
Signoreggia, il tarantolato, nel piccolo quadrilatero a ridosso del vascone di cemento e delle sdraio di questa patetica Rimini casalinga, dove d'estate si sguazza coi boxer fiorati a ritmo di tunz tunz.
E' un cane di successo, sì, e tutti si fa a gara a lanciargli bocconi di carne trita e crocchette, certi del suo avventarvisi ingordo e sconsiderato.
Lungo disteso, con l'occhio rovesciato all'indietro e le mascelle rilasciate, l'altro giorno dormiva satollo. O così sembrava.
Oggi, invece, la sorpresa di un inedito silenzio.
Polpette avvelenate, pare.

11.10.04

TRENDY

Dimmi come parli

Venti, trent'anni fa, in questo Paese, si insisteva nel sottolineare la differenza fra terrorismo e stragismo (di Stato, si precisava).
Deduco si trattasse, allora, di una questione di lana caprina, se nessuno si dà ora pena di resuscitare questo distinguo lessicale.

04.10.04

TRENDY

Magnifiche sorti e progressive

Su una cosa sembran tutti concordi: la clonazione, mai. Ipocriti.
Sanno bene che nessuna legge né imperativo pseudo etico fermerà questo treno in corsa. La clonazione si farà, garantito.
All'inizio clandestinamente. Poi si dirà che bisogna far rientrare il sommerso nell'alveo delle pratiche sanitarie regolamentate e allora si discuterà la legge.
I cattolici ingaggeranno la solita battaglia persa contro la tecnica e i radicali faranno una campagna referendaria degna di uno spot di Spike Lee: gigantografia del Mahatma e slogan "clonarne uno per educarne un milione".

02.08.04

TRENDY

Partenze intelligenti

No, dico: siete tutti in vacanza.

ora mi annoio più di allora,
neanche un blogger per chiacchierar...

22.07.04

TRENDY

Viva la gente

Della mia infanzia conservo qualche ricordo, poche foto e una musicassetta.
Se nelle Polaroid rido a tutta bocca o piango disperata - in lacrimoni persino a Carnevale, vestita da Cappuccetto Rosso -, nella cassetta incisa da mia zia sono uno spasso.
Col naso chiuso (ma non potevano aspettare che mi passasse il raffreddore?), la vocetta incerta e un po' stridula, stantuffo a fiato corto leziosissime poesiole con le quali le suore m'imponevano di zuccherare mami e papi nelle feste comandate, racconto barzellette e, non paga, canto le mie canzoni stonate (e storpiate) ante litteram.
Insomma, son lì consegnata ai posteri mentre pasticcio Sciuri sciuri inventandomi un improbabile lavai u' pi' basai so macciumbori e soprattutto mentre canto a squarciagola e con molta convinzione

Viva la gente la trovi ovunque vai
viva la gente simpatica più che mai!
Se più gente guardasse
alla gente con favor
avremo meno gente difficile
e più gente di cuor


Non male, come esordio, per una misantropa poco emotiva e chiusa come un riccio.
E tuttavia, la gente...
Quella che dà fastidio, sì, che ce n'è sempre troppa, che pungola la mia pigrizia, cannibalizza il mio esser così e cosà e mi fa sbuffare, molesta come asfalto rovente di calura agostana e stolida come un cane che abbaia a sproposito.
Questa massa informe che l'Io addita sempre come altro da sé - salvo dichiararsene parte in uno slancio oratorio di calcolata modestia - e che un giorno chiama sul banco dei testimoni, un giorno su quello degli imputati, questa gente, dico, dov'è, perché non riscuote i diritti d'autore per ogni volta che viene evocata, perché non esonda come un fiume in piena, terribile e distruttiva come inermità accumulata?
La gente. Quella che fa comodo mentre ingrassa, infossata in poltrona, i suini telecomandati, ma che poi, forcaiola pidocchiosa assetata di sangue, pugnala a tradimento e non sta mai con i tuoi, dalla parte giusta del mondo, non veste, non parla, non scrive, non frequenta bene e fa tanto tanto schifo. Viva la gente. La trovi ovunque vai, oh yeah.

09.07.04

TRENDY

La vita è tutta una televendita

E' un vero peccato dovermi trattenere. Leggo cotali minchiate che mi piacerebbe assai passarci sopra con un Tir e fare pure marcia indietro. Ma non posso.
Trattasi di distillato di pura idiozia, sì, ma molto quotato sul mercato e non si può dirne male, ché qui siamo un po' come a Telemarket e il bravo venditore con l'occhio spiritato alla Carmelo Bene è lì in agguato, pronto a giurare e spergiurare che capolavori così non li hai mai letti e una genialità di questa caratura non l'hai mai vista nemmeno col binocolo e insomma: compra, compra, che è tutta salute.
Ah, convinto lui, mancato mattatore di teatro e ora sprecato piazzista di croste e tappeti persiani, convinti tutti.
E sì, lo ammetto, che rimango qui tra l'inebetito e l'affascinato a seguire il roteare fintamente smarrito dello sguardo, mentre, istrionico, chiede al gentile pubblico di interrompere le telefonate - per favore, per favore, la regia tolga il numero in sovraimpressione, altrimenti qui usciamo pazzi! - tanto numerosi son quelli che si accalcano per imbrattare le pareti con "un Gonzaga, signori, un Gonzaga. Guardate che meraviglia questi cavalli... non vi viene voglia di correre, liberi e belli anche voi?".
Sì, in effetti ci vien voglia di correre. Veloce e lontano.

01.07.04

TRENDY

Farsi un nome

In fondo non è nulla più dell'infilarsi i sandali con la zeppa o con tutti i laccetti emostatici intorno alle caviglie, come detta la moda.
E mettersi il gloss perché quest'anno la bocca dev'essere lucida e carnosa, chiedendo al primo passante: "Scusa, hai una paglia?".
E' stare nella corrente e nuotare insieme a tutti gli altri pesci, attenti al minimo movimento del branco, che cambia in un attimo direzione e birignao.
Questo è il bello scrivere che tu leggi col cuore fermo e a mente fredda, poi sollevi lo sguardo e apri il pugno, pieno di mosche.
Qualcuno, sai, dice che è solo un altro tiro di dadi, è la vita che si dibatte e rimbalza su pareti di vetro, come l'eco sorda del nulla.
Si tratta solo di far passare del tempo, tra l'inizio e la fine, facendosi un nome.

Fatt'u nome e vatt' a cuccate
(Trad.: fatti un nome e va' pure a dormire).

12.05.04

TRENDY

La miglior difesa è l'attacco

Conosco uno che più modaiolo non si può. Gli parli di un locale dove sei appena stata e lui già annuisce: come minimo, ha presenziato all'inaugurazione.
Nel suo centone di luoghi comuni c'è naturalmente una grande passione per il cinema e tutto il corredo del giovin signore metropolitano, compresa l'attitudine a prestare un'attenzione ossessiva agli altri e a prenderli per i fondelli sistematicamente.
Salvo poi aggiungere sornione: "Non bisogna mica prendersi sul serio".

31.01.03

TRENDY

Voyeur al supermercato

Velo tanga, sapone depilatore, carote, carta igienica, insalata, confezione di prosciutto a dadini (naaaaaaaa, il buco di Rubik al polifosfato!). Giuro, non volevo guardare. E' che mi trovavo lì, in coda al nastro della cassa, e l'ho fatto. Ho sbirciato dal buco della serratura. Il Garante della Privacy non dice niente?

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

shangrila-blog@tiscali.it