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Volti, mari e bellezze senza tempo.
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24.08.09
STRETTAMENTE PERSONALE
Che il vento ti disperda
E così tal Carmine Di Martino, sedicente filosofo e all'epoca scherano di Sini, è un ciellino. Di quelli, addirittura, che intervengono a parlare al Meeting degli sciroccati di Rimini. Molto bene. Le fiamme eterne dell'inferno, destino di tutti i ciellini, mi paiono una punizione sufficiente per quest'emerito e per i compari suoi.
Shangri-La, 17:11
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22.05.09
STRETTAMENTE PERSONALE
Epimenide cretese dice
Gli ultimi 365 giorni sono stati una reiterata lezione su quanto sia malriposta perfino la più umbratile, residuale, sconfortata e disperata fiducia nella parola altrui. Dove si arrivi, giù per questa china, ancora non mi è dato sapere. Io che mi credevo un pozzo nero di disincanto.
Sono un popolo nemico le donne, come il popolo tedesco, Cesare Pavese
Shangri-La, 23:06
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17.03.09
STRETTAMENTE PERSONALE
Delle tarantole
«Arcigna presunzione, invidia nascosta e, forse, l'invidia dei vostri padri: tutto ciò erompe nel vostro animo come una fiamma, come la follia della vendetta (...) Essi somigliano a degli entusiasti, ma ciò che li entusiasma non è il cuore, bensì la vendetta. E quando diventano penetranti e freddi, non è lo spirito, ma l'invidia che li rende tali. (...) Dalle loro lamentazioni si erge la voce della vendetta, in ogni loro parola di lode c'è qualcosa che fa male: esser giudici, questa sembra essere la loro beatitudine. Ma io vi do un consiglio, amici miei: diffidate di tutti coloro in cui è potente l'istinto di punire! E' gente di indole e origine cattiva; dai loro visi traspare il boia e il cane poliziotto! (...) E quando essi si definiscono da sé come " buoni e i giusti", non dimenticate che per essere farisei essi non mancano che di una sola cosa: potenza!» (Also spracht Zarathustra)
Shangri-La, 07:19
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07.02.09
STRETTAMENTE PERSONALE
Altrove
Stravaccata sulla poltroncina della sala d'aspetto del Pronto soccorso, con le mani in tasca e la faccia affondata nel bavero del piumino, àncoro quest'infinita attesa allo stillicidio della soluzione salina nel tubicino della flebo. Un limbo all'umor chimico, abbacinato dal neon ma non deserto di vita, l'ospedale a quest'ora. Controllo compulsivamente l'orologio: le tre e trentacinque. Un frusciare di passi felpati e brevi lascia sperare nell'epifania risolutiva, nella liberazione dal giogo. Niente. Le quattro. Entra una lettiga: «Non respiro, non respiro» dice un'anziana, affannata. Le cinque. Il pianto disperato a tutta gola di un bambino dall'ambulatorio del Pronto soccorso pediatrico ci va venir voglia di scappare. Le cinque e mezza. Tutto tace. Non rimane, nel sienzio ovattato, che l'uno-due della goccia che s'infila in vena e il su e giù cavernoso del respiro di questo ragazzo sdraiato sulle poltroncine alle mie spalle. «Sfigamerda» ha sibilato dopo aver insistito: «Vai, papi, io dormo un po', tanto mi fanno aspettare fino alle otto e mezza». «Ok, andrò dalla Cinzia a prendere il caffè», dice papi, adolescente imbiancato che dondola il passo come un imberbe di scuola media. E m'immagino lei, la giovane fidanzata del quarantasettenne, occhio e croce, che apre assonnata e prepara il caffè all'alba. Papi è appena uscito e il ragazzo già russa pesantemente. Ci sfugge un sorriso: «Buon per lui». Le sei. Starnutisco, mi gira tutto, sono a pezzi. Non mi frenasse il pudore e il senso del ridicolo, proverei anch'io a dormire su queste poltroncine. Due file più in là, padre e figlia discutono: «Ho detto di no, ho detto. Ma vuialter a insist e insist!». Lui urina sangue, gli hanno appena fatto un prelievo.
«Vai a casa anche tu» mi dici.
«Ma no».
«Vai».
«Non adesso, tra un po'».
«Vai, qui si fa lunga».
Mi atterra l'idea della lunghissima giornata che mi aspetta. Continuo a starnutire. La stanchezza e una ridda, la mia solita, di pensieri rabbiosi mi mandano in ebollizione. Ti racconto le ultime. Mi dibatto inutilmente, ne convengo. L'ignoranza regna sovrana. E mentre tenta, patetica, di apparire arguta, non fa che esibire il suo laido mignottismo di fondo, la miserabile weltanschauung di chi non ha altro da rincorrere se non l'ombra flaccida del proprio ego debordante. E' una (in)sofferenza prima di tutto estetica, la mia. Ed è sempre stato così.
«Lascia perdere: miserabili. Non farti sangue amaro», mi dici.
«Vabbeh, vado», mi decido. «Chiama appena ti fanno sapere».
Il freddo umido molesto m'incattivisce. Metto in moto, penso a lui che dorme ignaro di tutto con una gamba sopra le coperte e spero di esser già a casa quando si sveglierà.
Corro soprappensiero, contando i minuti, superando semafori a quest'ora lampeggianti. Accelero. Il fracasso mi sorprende per primo. Un rumore sordo, violento, improvviso. Una fazione di secondo dopo sento la forza d'urto che mi spinge a sinistra e mi fa girare su me stessa come una trottola. Freno, d'istinto. Ma tutto ruota sotto di me senza controllo alcuno. Mi vedo proiettata contro un palo. Freno a tavoletta. Mi fermo a qualche centimetro dal lampione. Indifferenza, disappunto, calma e rabbia tutte insieme: «Non è successo a me», sento. Cerco di identificarmi, di spaventarmi, di angosciarmi, ma qualcosa dentro rimane immoto, freddo, distante. E non v'è modo di trascinarlo qui, in mezzo a questo incrocio, tra le due macchine ammaccate, la targa e il parafango dell'altra per terra. Ci ripenso a distanza. Riconosco il mio solito modo di procurarmi un trauma che funzioni da corto circuito, mi costringa al reset e mi riporti a casa quando perdo la bussola. Niente di tutto questo sta succedendo a me. Io sono Altrove.
Shangri-La, 17:50
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20.01.09
STRETTAMENTE PERSONALE
La mia miglior virtù
Una botola. E non se ne parla più.
Shangri-La, 07:00
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17.11.08
STRETTAMENTE PERSONALE
Cavalli, ronzini e asini senatori
«(...) è questo quindi un riposo meritato, così come in Burlandia si intende il merito, che è il nome che si dà ai propri privilegi, siano essi acquisiti per diritto di famiglia, briga, commercio o regalia interessata. Amministrata da una fitta rete di feudatari, vassalli, commendatori, cavalieri, praticanti del maneggio e della prestidigitazione, esperti di quadrature di cerchi e altri artieri del miracolo quotidiano, non chiede che di continuare a sonnecchiare, cullata dall'ammirazione del mondo».
Errore 404
Shangri-La, 07:32
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23.09.08
STRETTAMENTE PERSONALE
E' il dio che parla, questo
Cerco su Google: «grattarsi la rogna» (risparmiando d'aggiungere «fino a farla sanguinare mostrando così una degna disposizione al rovello interiore e all'umano dolore che tutti ci purificano e santificano attraverso un'esperienza estetica catartica»). Compare, tra i risultati, l'anteprima di un libro (Pino Cacucci ne è l'autore) dal titolo Forfora e altre sventure. Grande, il mio dio senza dio.
Shangri-La, 16:02
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17.09.08
STRETTAMENTE PERSONALE
Abele
Bello come il sole, tallonato da un'ombra lunga e torva.
Shangri-La, 18:36
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12.08.08
STRETTAMENTE PERSONALE
Principessa sul pisello. A tempo
Immobilizzata a una mano, sperimento uno scampolo di vita d'Afuf: non lavo i piatti, mi faccio imburrare il pane, la mattina, e mi diletto d'immaginarmi paladina dei poveri immigrati. Senonché il cavalier servente, qui, dopo un paio di orette di 'sta solfa mi ha subito chiesto: «Ma poi, almeno, mi regolarizzi?». Non c'è più la bella schiavitù di una volta.
Shangri-La, 11:50
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07.08.08
STRETTAMENTE PERSONALE
Saggezza popolare
Quand che la merda la munta in scagn o che la spussa o che la fa dagn.
Shangri-La, 07:00
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11.01.08
STRETTAMENTE PERSONALE
Saturno contro
«Oggi gli uomini si comportano come le donne ed è difficile avere una relazione con loro perché mi piacciono quelli "all'antica". Adoro la mascolinità e oggi è una qualità che posseggono solo le donne».
Io e Sharon (Stone) abbiamo qualche scazzo planetario in comune
Shangri-La, 07:01
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10.10.07
STRETTAMENTE PERSONALE
Baarìa
Cicciuzzo Tornatore mette insieme una bella accattata di siculi per il suo Baarìa (Bagheria, per i forestieri), dai fratelli Fiorello, ad Aldo Baglio a - forse, speriamo - Enrico Lo Verso. E' la volta che torno al cinema.
Shangri-La, 07:00
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01.08.07
STRETTAMENTE PERSONALE
Non dovresti perdere tempo a improvvisarti giornalista
Stewie: E come procede il romanzo che stai scrivendo, eh? Hai un bel po' di carta ammucchiata lì? Hai una bella storiella, un grande romanzo sul quale stai lavorando da tre anni? Hai un protagonista avvicente, eh?, forse c'è anche un ostacolo che deve superare, eh? Una bella storiella in cantiere, stai lavorando? Stai lavorando da un bel po' di tempo, sì?, hai iniziato a parlarne tre anni fa, eh?, stai lavorando senza sosta? Un bel pezzo di narrativa, inizio, sviluppo e fine? Amici che diventano nemici, nemici che diventano amici? Alla fine il tuo personaggio principale esce arricchito da questa esperienza, sì? Sì, eh? No, no, no: ti meriti del tempo libero.
Brian: Aveva detto di amarmi, ma in un programma televisivo di successo! Non posso credere di essermi fatto abbindolare dal falso mondo del reality. Sono uno di quelli che prendevo in giro!
Stewie: Oh, so che ora fa male, Brian. Ma guarda il lato positivo: hai del nuovo materiale per quel romanzo che stai scrivendo. Ricordi, eh?, quel romanzo che stai scrivendo, sai quello sul quale stai lavorando da tre anni? Ti ricordi, il romanzo, eh? Hai qualcosa di nuovo da raccontare, capisci? Forse il personaggio principale si fa coinvolgere in una relazione e patisce le pene d'amore, una cosa che tu stesso hai patito. Prendi spunto dalla vita reale, dalle pene d'amore, capisci? Lo inserisci nella trama, rendi quei personaggi un po' più tridimensionali... Un po' di esperienza che diventa ricchezza per il lettore. Puoi tenere sulle spine il lettore con altre duecento pagine, invogliandolo a scoprire il finale, dei risvolti emozionanti, un piccolo epilogo. Tutti si rendono conto che il percorso dell'eroe non è sempre così sereno! Sai, non vedo l'ora di leggerlo!
Brian: Oh, non esagerare.
- No, non esagero, sembra un articolo scritto da un vero giornalista.
Stewie: Anch'io l'ho letto, caro Brian. Secondo me non dovresti perdere del tempo a improvvisarti giornalista. Dovresti occuparti invece di quel tuo romanzo, sai quello che...
Brian e Stewie
Shangri-La, 05:06
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30.03.07
STRETTAMENTE PERSONALE
Suggestioni matematiche
Vivo in un mondo piccolo a piacere.
Shangri-La, 02:00
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12.11.06
STRETTAMENTE PERSONALE
Questo blog è andato a vivere da solo
Ringrazio innanzitutto Riccardo, il padrone di casa. Mi butto in ginocchio ai piedi del Polytropos, os mala polla, che intende rimanere innominato, nonostante io frigga per gridarne ai quattro venti la genialità multiforme. E' riuscito, il suddetto, a toglier la tovaglia sotto al tavolo apparecchiato senza far cadere un solo piatto. Non solo: ha raccolto i puzzle di tre anni di blog, sparsi tra Splinder, Clarence e Radionation, e li ha rubricati in un unico archivio. Ora, volendo, si può anche bussare: la porta è aperta e i commenti funzionanti, mentre i trackback, per lo più raccoglitori di spam, sono stati tolti. In vena, come sono, di cambiamenti, rotture radicali e vaffankiulo cosmici m'era pure venuta l'idea di cambiare dominio, nome del blog e pseudonimo, firmandomi in chiaro. Ahimé, il dominio Pizzini.sailcavolo non è libero, nonostante mi spettasse praticamente di diritto, sicché ho soprasseduto. Per il momento. Ringrazio infine Gianluca Neri, per lo spazio offertomi su Blognation.
Shangri-La, 10:03
| commenti (0)
30.03.06
STRETTAMENTE PERSONALE
Ya basta
Sapessi pietrificarmi all'istante e così rimanere. Salda, rocciosa, inamovibile, seduta su un insormontabile sonoro rotondo liberatorio no. E invece.
Loro stanno facendo una nuova, imperdibile offerta. Loro hanno tutto un percorso di lavoro alle spalle che è stato fatto appositamente per te: siine grata. Loro non accettano un no o un mai più. Soprattutto al telefono (cafona!). Loro chiedono un confronto faccia a faccia, l'ennesima occasione, nonché lunghe e articolate spiegazioni. Loro hanno altro da dire, molto da ascoltare e parecchio da proporre. Loro affrontano i problemi con piglio adulto: tu ti stai comportando come una gallina in fuga. Loro sono sinceramente offesi, financo indignati e spiacevolmente sorpresi da questo tuo improvviso voltafaccia. Loro pensavano tu fossi diversa. Mite, gentile e accondiscendente come ti sei sempre palesata. Loro contavano su di te e facevano affidamento su un lungo e proficuo rapporto di collaborazione. Loro sono disinteressati e sinceramente preoccupati di migliorare la tua vita. Loro costano, perché tu vali.
Sessantacinque euro, grazie. E questa è la ricevuta.
Shangri-La, 08:01
07.03.06
STRETTAMENTE PERSONALE
Et quod vides perisse, perditum ducas
E così hai passato la mano. Accartocciato nell'istante sorgivo, muto.
Ora c'è chi enumera statistiche, percentuali, casistiche. Chi parla di accettazione e chi invita a guardare al futuro. Cose buone e giuste. Ma tu, tu.
Shangri-La, 08:02
02.03.06
STRETTAMENTE PERSONALE
Consigli non richiesti
- Ascolta me. Devi dirgli: "Ehi, dilettantello del cazzo, io sono un professionista. Lasciami lavorare e taci. Altrimenti fai pure la tua cacchetta, ma ricordati di tirare l'acqua, dopo. Grazie". Che ne dici?
- Che non porto mica gli stivali e le tette, io.
- Povero. E come fai, senza?
Shangri-La, 08:06
31.01.06
STRETTAMENTE PERSONALE
La minchiaperla del giorno
Arrivaru Grazia, Graziella e Grazie 'sta minchia!
(di ragazze snob che camminano sempre insieme spettegolando, di Zzu Pippinu, Favara (AG))
La pagina minchia
Shangri-La, 08:13
12.12.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Tutta colpa della Basaglia
Sono stata ambigua due post più sotto, sicché mi corre l'obbligo di ricordare qui cose già scritte in passato circa il mio rapporto con Severino. In sintesi: a sedici anni, decisi che mi sarei laureata in filosofia con una tesi su Severino. Poiché sono una dai rari e capitali innamoramenti, così poi feci, a mio rischio e pericolo. Assecondando il mio istinto autodistruttivo, in nome di un'autenticità di intenti che può solo far ridere i più, ebbi la malsana idea di chiedere la tesi proprio a uno dei più acerrimi avversari del Nostro, cioè a Carlo Sini. Il quale da me s'aspettava che facessi leva sul suo pensiero per demolire la costruzione teorica di Severino (cosa che non feci e per la quale pagai il mio bel dazio). Di quest'ultimo ho letto e studiato praticamente tutto. Non solo. Ho passato in rassegna tutti i critici, compreso quel Bruno Forte che piace tanto ai cattolici e a me fa sorridere. Tralascio qui gli strascichi che la tesi poi ebbe nella conclusione del mio percorso universitario e tutti i simpatici auguri che ancora oggi, ogni tanto, faccio all'indirizzo di Sini. Dico solo questo: il Severino che io ho studiato non lo conosce nessuno. Anzi, no. A parte la sottoscritta, lo conosce Leonardo Messinese (e Galimberti, spero). Di tutti gli altri critici, non ne ho trovato nessuno che avesse fatto la fatica di prendere in mano La struttura originaria (scritta nel '58) e decostruirla mattone dopo mattone. Ora, l'avversione nei confronti di Severino da parte cattolica è comprensibile: per giudicare le sue tesi si riunì la Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant'Uffizio), che nell'aprile del '70 espresse ufficiale condanna nei confronti della filosofia del suddetto. Ma anche l'avversione della quasi totalità del mondo accademico è altrettanto comprensibile: è sufficiente orecchiare un po' del suo discorso filosofico per decidere che questo nipote di gesuiti agrigentini è scemo o pazzo. Come ho detto anche all'interessato, responsabile ne è in gran parte la politica suicida della divulgazione da lui pervicamente perseguita, che ne ha fatto una specie di De Crescenzo di alto livello. Altra cosa: quasi mai, negli articoli che scrive per il Corsera, Severino fa un minimo accenno al proprio pensiero, il che alimenta notevole confusione attorno alle sue tesi. Generalmente, l'elzeviro si limita a passare in rassegna, evidenziandone le pecche logiche, una o più posizioni filosofiche attinenti un determinato tema. Punto e basta. Risultato: il più delle volte, gli viene attribuita proprio la posizione che lui sta criticando. Non di rado, accade che il cattolico lo consideri un nichilista e il nichilista lo pensi cattolico fino al midollo. Entrambi sono fuori strada. Concludo: io non sono una filosofa. Sono stata solo una studentessa appassionata, dotata di un briciolo di talento, un pochino di puntiglio e poco altro. Con i mezzi che avevo a disposizione, ho cercato di andare a fondo di un pensiero che m'interessava enormemente e che volevo vedere fino a che punto avrebbe retto all'analisi condotta da parte di una giovane dilettante formatasi a tutt'altra scuola. Con me, la partita l'ha vinta e stravinta Severino. I suoi critici mi pareva facessero il salto della quaglia, al confronto e anche il mio relatore m'è stato di nessun aiuto nell'individuare i punti deboli del sistema che avevo preso in esame. Più che un "Severino è un cretino" da lui non ho ricavato altro. Può darsi io sia una povera ingenua, può darsi che altri al posto mio avrebbero trovato il grimaldello capace di scardinare l'intera architettura teorica, ma io no. Io, dopo un anno di studio, ho gettato la spugna. O Severino è un grande pensatore o io sono una stupida (al limite, per salvarmi la faccia, potrei dire che sono filosoficamente sprovveduta). Onestamente, la seconda opzione mi sta più che bene. Perché tra la bellezza e l'intelligenza, io scelgo la prima, ché della seconda non so che farmene. E Severino ha il coraggio folle di una visione di grande respiro e bellezza. Io lo so che uno che dice "il Tutto è la Gioia" parla una lingua fuori da questo tempo, che suscita sorrisi di compassione. Fa niente. A me piace così. (Fa niente anche che "Gioia" sta per "superamento di ogni contraddizione" e non è la cazzata enfatica e vuota che sembra di primo acchito perché bla bla bla bla...).
Shangri-La, 01:27
15.07.04
STRETTAMENTE PERSONALE
"Chi s'accompagna al ragazzino perde l'uomo forte"
Tendenzialmente, per me non si piglia se non s'assomiglia. E talebana quale sono, ci metto niente a escludere affinità elettive con chi nuota a pelo d'acqua a bocca chiusaperta, distratto da mille luccichii e pronto a tutti gli ami. Da qui lo sgomento, quando osservo il rimbalzare di pirotecniche dichiarazioni d'amore, stima, amicizia e passione da me alla negazione di me.
Shangri-La, 15:05
13.07.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Sparate alla sciura
La vicina di casa, lei sì che sta perfettamente nella parte. L'ascolto e temo con orrore il giorno in cui mi parrà di somigliarle. Voce acuta, tutta un'ottava sopra: "Cosa ti avevo detto?". "Non avevamo fatto la doccia?". "Guarda come sei conciato". "Sempre di testa tua, tu". "Basta, fuori di lì". Eccetera, ad libitum. Quel giorno, pietà: sparatemi.
Shangri-La, 11:16
22.06.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Atena
"Non ci riuscirai mai", le dicono. "Non farti illusioni". "È troppo difficile, lascia perdere". "Sono tutti raccomandati". Lei niente. Ascolta senza fare una piega e rimette la testa tra i libri. Costi quel che costi, tenterà quello stramaledetto concorso perché "Non voglio rimpianti", mi dice. La guardo e se da un lato mi inorgoglisce, dall'altro mi preoccupa. Tutte le volte che chiamo, la risposta è da una vita la stessa: "È chiusa in camera a studiare". Vorrei dirle di non esagerare, vorrei spiegarle che l'eccesso di virtù non paga, che l'idealismo è spesso sbertucciato e vorrei che mangiasse un po' di più. Poi mi rendo conto che parlo mentalmente alla me stessa di dieci anni fa e, se ben ricordo, è fiato sprecato. Così abbraccio i suoi quaranta chili tutt'ossa e le faccio i miei migliori auguri. Dovesse mai farcela, l'Irredimibile di Sciascia avrebbe una speranza in più.
Shangri-La, 11:32
20.05.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Tempo per cambiare ce n'è
Mi telefona dopo quattro anni dall'ultimo incontro e pare ieri. La vita, dice, gli è scivolata un po' addosso. Novità di rilievo nessuna, donne da ricordare nemmeno. "Ne ho quasi trentotto, adesso, e sono stanco". Stanco e demotivato, aggiunge, perché una ha tanto sofferto e non si arrischia più, l'altra gli dice siete tutti chiacchiere e distintivo, quell'altra ancora poteva anche andare ma trovarsi entrambi al momento giusto e nello stato d'animo adatto, riconoscersi, insomma, è una combinazione da Cabala e mica tutte le fortune si possono avere. E poi, porcaputtana, dovrò mica pagare per colpe non mie, protesta. Un lavoro ce l'ho, conclude, la salute anche, il resto non me lo sogno neanche più. Mentre lo ascolto, mi si accende una lampadina. Non diceva forse le stesse identiche cose quattro anni fa?, mi chiedo. All'epoca avrei dovuto registrare un nastro. Lui, bello - o convinto di esserlo -, corteggiatissimo da nugoli di belle oche e già disgustato: mi pare che il copione fosse questo. Ah, poi c'era l'interlocutrice, l'unica che si salvasse, almeno lei nell'universo, talmente eccezionale da meritare una fuga a gambe levate, se ricordo bene. Eh, ragazzo. Trentotto sono ancora pochi, mi sa. Telefonami tra vent'anni e non ti preoccupare / di tempo per cambiare ce n'è.
Shangri-La, 11:24
10.05.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Uno pari
C'è chi si chiede com'è che ci sia tutta 'sta gente livorosa (tipo la sottoscritta). Io credo che la vita converga naturalmente verso una situazione di equilibrio. Un incazzato per uno che fa spallucce. Un frustrato per un lustrascarpe. Uno smandrappato per un elegante. Un forcaiolo per ciascun illuminato. Uno pari, sempre. E palla al centro.
Shangri-La, 18:34
10.04.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Un tempo per ogni cosa
Ti individuai immediatamente, mentre mi cercavi con lo sguardo, nel piazzale della stazione di Palermo. Non ci eravamo mai incontrati, ma di certo io non potevo sbagliare. Ti avevo visto mille volte in fotografie ormai ingiallite, sorridente e bello su una Lambretta bianca, appoggiato al muro a secco di un limoneto o ritratto accanto a tua madre, insieme coi fratelli più piccoli e quel biondino in primo piano, sul cavallo a dondolo. "Trentotto anni che non torno", continuavi a ripetere. E pur dopo trentotto anni di Venezuela, rinsecchito come una prugna e rugoso come una vecchia tartaruga, "Giusè!" ti chiamò Bettina, appena ti incrociò nel vicolo di sempre, a Bagheria. "Giocavamo insieme da bambini", dicesti, come fosse normale, a me che vivo tra zombie soliti a bruciare come fuochi di paglia amori e amicizie. "Ero morto", sentenziasti lapidario, passandoti il dito sotto la gola e ridendo subito dopo, mentre raccontavi di come avevi dribblato la nera signora, solo pochi mesi prima. E ridevi di gusto anche raccontando di quella volta che, sollevando la saracinesca della pescheria, trovasti tutti e quattro i tuoi garzoni imbavagliati e legati come salami. "Bene, ecco il quinto", dicesti ai rapinatori. Mi hanno detto che l'ultima volta che hai chiamato, una settimana fa, hai salutato con un "ciao, non ci vedremo più". In questo, ti riconosco e vi riconosco, voi con quella faccia e quel naso lì, cui dicono che io somigli e mi auguro che sia vero. Buon viaggio, Pinuzzo.
Tutto ha sotto il cielo la sua ora Un tempo suo Il tempo di nascere e il tempo di morire
Shangri-La, 22:39
03.03.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Depistaggio
Piovono auguri di buon compleanno da parte dei miei carissimi compagni di ciacole su icq. Ecco, so di portarmeli bene, ma devo deludervi: non sono nata il 3 marzo 1900. Grazie lo stesso, eh. :-)
Shangri-La, 10:39
25.02.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Come la terra
Riesco a pensarla solo eterna. Una donna senza fine, salda e certa come la terra, inesauribile come il mare. "Sei bellissima" le ho detto quest'estate, abbracciandone i capelli innevati, la pelle abbronzata e gli occhi azzurri di ragazza, curiosi e vivaci come sempre.
"Il ginocchio, il ginocchio: guarda com'è malandato", si è schernita lei. "Menomale, nonna, così sei costretta a star seduta per più di cinque minuti", le ho risposto.
Ecco, se mi chiedo perché non io riesca a stare a tavola più di tanto, se mi domando cosa mi bruci dentro e cosa mi impedisca di riprender fiato anche quando sono distrutta dalla stanchezza, mi basta guardarla per darmi una risposta.
A più di novant'anni, è una delle donne più intelligenti e moderne che io conosca. Si può parlarle di tutto, del proprio lavoro, di Internet, di politica, di televisione e lei ascolta sempre con attenzione, capisce tutto e commenta con sagacia.
A sedici anni partoriva il primo dei suoi cinque figli, poco dopo si arrabattava per dar loro da mangiare, senza soldi, col marito in guerra e le immangiabili porcherie che si compravano con la tessera.
I pipistrelli che ricoprivano interamente il cielo di Bagheria, la sera, erano sostituiti da decine e decine di caccia, ma lei niente: se doveva ritirare i panni in terrazzo, andava e basta.
Il terremoto arrivava e lei si rifugiava coi bambini sotto al tavolo della cucina. La casa crollava e lei sempre in piedi, come una roccia. Una trombosi quasi la uccideva e lei rinasceva intatta.
I figli attraversavano l'oceano e lei aspettava. Le sorelle in America e lei telefonava. La morte la accarezzava e lei vestiva a lutto. Le nipoti crescevano e lei ricamava il corredo. Il padre aveva lasciato l'Ordine francescano e lei andava a messa.
Mai un dubbio sul da farsi, mai un'incertezza sul suo destino. Salda e certa come la terra, inesauribile come il mare.
Shangri-La, 22:05
10.02.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Ringraziamenti
A te che mi hai offerto asilo politico e a te che risolvi sempre i quesiti della Lory. :-)
Shangri-La, 11:59
12.02.03
STRETTAMENTE PERSONALE
Cosa dovrò mai dire, cosa
Cosa dovrò mai dire, cosa posso pensare. Alzo gli occhi e sorprendo il tuo sguardo appoggiato sul mio. Silenzio. Sostengo la tua fermezza per qualche secondo e poi nuoto via, confondendomi in un getto d'inchiostro.
Shangri-La, 22:38
10.02.03
STRETTAMENTE PERSONALE
Chi c'è, c'è
Apriti bastarda (tu, caro, non leggere) Succede questo. "Dove sei, in bagno?". "No, perché?" rispondo io. "Allora vieni ad aiutarmi!". Scendo e lo trovo che armeggia con la serratura della porta del bagno. Chiusa. Inspiegabilmente chiusa dall'interno. Eppure in casa ci siamo solo noi due e siamo lì davanti, come due pisquani, a chiederci come sia possibile. Tentiamo di sollevare la porta da sotto, proviamo a spingere, sudiamo. Alla fine, non so come, ce la facciamo. La bastarda si apre. Io comincio uno sproloquio contro il falegname che ha fatto i lavori: "Questa volta c'è andata bene, ma la prossima son guai!".
E succede anche questo, davanti ai fornelli, in cucina. Squilla il cellulare, vado alla porta e... Chiusa. "Scusa", gli chiedo, "hai chiuso la porta mentre stiamo cucinando?". "Io? Io no!". "Ma è chiusa a chiave, guarda!".
Ora, andiamo per ordine. Se mentre sono in casa da sola e sento aprire e chiudere la serratura dell'ingresso, so che è irrazionale ma lo faccio: scendo di corsa le scale e vado a vedere se per caso becco il ladruncolo sul fatto. Mi par di sentire una voce femminile nel corridoio? Mi metto in ascolto e poi concludo: calma, è un'allucinazione. Ma se per ben due volte trovo chiusa a chiave - e una volta dall'interno! - una porta che nessuno aveva intenzione di serrare, mi chiedo se devo aprire il cranio del falegname o se devo rivolgermi a una medium. Vuoi vedere che vivo nella casa degli spettri?
Shangri-La, 14:44
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24.01.03
STRETTAMENTE PERSONALE
Nel vuoto
Gelassenheit!, diceva. Lasciar essere, far spazio. Nel vuoto, tutto fiorisce. E sia. Eppure, pare a me che il vento scompigli le fronde a suo piacimento, senza darmi il tempo di accordare un sia pur tacito assenso. Inavvertito, qualcosa emerge dallo sfondo. Una sigaretta brucia nel buio e ti chiedi com'è. Com'è essere filtro. Una mano sfiora il tavolo e vorresti essere solo quella cosa. Pura superficie.
Shangri-La, 18:52
22.01.03
STRETTAMENTE PERSONALE
La povera Berta
Io e il mio karma professionale dobbiamo fare un discorsetto. Dopo anni di onesto servizio nella soap Un posto sotto sale, dove recito la parte di una redattrice di serie B in un magazine di alta moda, dico basta. Chiedo urgentemente un colloquio con la produzione. Di più. Voglio incontrare personalmente gli sceneggiatori. Mi devono spiegare, lor signori, perché costringono sempre la povera Berta (d'accordo, con quel nome dove vuole andare 'sto personaggio?) a essere marginalizzata. Dentro e fuori dal set, intendo. Lo dirò a chiare lettere: ho intenzione di inoltrare regolare domanda di revisione del copione. In caso contrario, lascio la soap.
Mi ricordo che sì, si escludeva per motivi che oggi fanno solo ridere mi ricordo che sì, si escludeva per primi quelli che facevano paura: chissà perché?!? mi ricordo che sì, si escludeva ... sempre il più debole mi ricordo che "non si voleva" però neanche i più brutti come me...
E avanti così...
facciamo due comunità diverse facciamo due comunità diverse facciamo due comunità diverse!!!
Shangri-La, 14:58
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