ANIME SALVE


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31.05.10

SENZA PAROLE

Inclemente

Mastella ha fatto tante cose discutibili, nella sua vita. Nessuna di queste, tuttavia, regge il confronto con l'idea di chiamare Pellegrino suo figlio.

21.04.10

SENZA PAROLE

Considerazioni inattuali di grande attualità

Non hanno pane? Che mangino brioches.

SENZA PAROLE

Rammarichi

Si straparla di Heidegger ed è ormai passato un anno dalla morte di Franco Volpi. Perdiamo i pochi maestri, la memoria, le parole, tutto.

24.03.10

SENZA PAROLE

Alla funciazza! (Punti di vista)

Mi chiama l'assicuratrice, dice che la polizza è scaduta. E ce lo so, scaduta e già rinnovata, cara, con la stessa compagnia ma online, le rispondo. Quanto ti fanno?, chiede. Trecento euro di meno, dico. Figli di puttana, sbraita, ci rubano tutti i clienti!

SENZA PAROLE

Ucci ucci sento odor di cristianucci

Oggi alla scuola dell'infanzia (giunta di centro-destra, perché.noi.ci.abbiamo.le.nostre.tradizioni.porcoggiuda), la lavagnetta annuncia pomposamente il "menù pasquale": secondo piatto, cosciotto di maiale. Sic.

Povero Ahmed. E povero anche il maiale.

08.02.10

SENZA PAROLE

Amare significa non dover mai dire "Viva il Führer"

Guia Soncini riporta in buona fede questo fantasioso aneddoto sulla relazione tra Martin Heidegger e Hannah Arendt. L'aneddoto che tal professore di latino e greco ha raccontato all'allieva trasognante vede un Heidegger duramente fedele all'amore di vent'anni prima (quando, professore accasato e con figli, invitava la matricola diciottenne nel suo studio di notte, attraverso un segnale convenuto) il quale, intabarrato e "spaurito", si confonde nel pubblico accorso ad assistere alla conferenza dell'ormai affermata Arendt.
Lei lo riconosce tra mille e lo saluta, accesa di inestinguibile passione. Non andò così, naturalmente. Hannah - che non aveva affatto "sposato un uomo di convenienza" (Gunther Stern) come afferma cotal professorino - non aveva gran voglia di rivedere Heidegger nel '50, quando tornò in visita in Europa. Non ne aveva voglia, come confidò all'amico Blucher, e nello stesso tempo non poteva sottrarvisi. Dopo aver fatto visita al maestro Jaspers, col quale s'era poi laureata dopo che Heidegger l'aveva caldamente invitata a cambiare ateneo, e dopo avergli svelato per la prima volta dopo tanti anni la lunga relazione con Martin, Hannah andò a Freiburg e lì ruppe gli indugi: scrisse a Martin proponendogli un incontro nell'albergo in cui alloggiava. Lui si presentò immediatamente e la invitò a cena a casa sua, alla presenza della "terribile" Elfride, la moglie alla quale aveva ormai confessato la relazione con Hannah. Alla cena seguirono molte lettere, una anche tra Hannah ed Elfride, e altri incontri più o meno chiarificatori. Heidegger desiderava che le due - l'ebrea e l'antisemita! - diventassero amiche e così ovviamente non fu, nonostante l'immensa pazienza della Arendt.
Al di là della dinamica della relazione tra i due, io impazzisco all'idea che un professore imbottisca la testa di una studentessa di improponibili revisionismi del genere: "Martin, che era iscritto al partito nazionalsocialista, nonostante non ne condividesse le idee", "finita la guerra cadde in disgrazia, come tutti coloro che avevano rivestito una qualche carica sotto il nazionalsocialismo".
Heidegger innamorato, Heidegger appassionato, Heidegger disgraziatamente e immeritatamente caduto in disgrazia, Heidegger in disaccordo con i principi del nazionalsocialismo, Hannah che si sposa il primo che passa perché, povera ebrea, ha bisogno di sostegno: le cose che non si dicono per impapocchiare un'allieva ingenua! E questa è l'unico schietto insegnamento che proviene dall'omininicchio Martin, che ahinoi conviveva con il geniale professor Heidegger. Io Hannah, l'innamorata, sì, la fedele Hannah, preferisco ricordarla così, lucida nonostante tutto:

Questo suo vivere a Todtnauberg imprecando contro la civiltà e scrivendo "Sein" con la y è davvero, se vogliamo parlare con franchezza, soltanto la tana del topo in cui si è ritirato partendo dal presupposto, peraltro ragionevole, che un personaggio come lui ha bisogno di vedere solo uomini pronti a un pellegrinaggio e sospinti da incondizionata ammirazione. Non è facile che uno salga a 1200 metri per fare una scenata a quell'uomo. Se poi qualcuno lo facesse, troverebbe un uomo esperto nel mentire; costui farebbe affidamento sull'azzurro del cielo e sul fatto che nessuno, guardandolo in faccia, vi riconoscerebbe i tratti del mentitore. Egli ha creduto bene di poter pagare il proprio debito nei confronti del mondo in questa maniera, e quanto più è possibile a buon mercato; di riuscire a svignarserla, con un imbroglio, da ogni situazione sgradevole, e di poter fare filosofia e soltanto filosofia.

21.01.10

SENZA PAROLE

Violenze sui minori

«Questa è la carezza del re», Cuore, De Amicis
«Questa è la carezza del Papa», Giovanni XXIII
«Questa è la carezza di Berlusconi», Berlusconi a L'Aquila

(Decadenza di un Paese)

14.01.10

SENZA PAROLE

Minchia, papà!

Anna Craxi: «Non tutti ci credettero, quando dissi che non sarei tornata in Italia. Invece vivo nella nostra casa sulla collina, con la sua pensione da parlamentare: 5.127 euro».

Cinquemilacentoventisette euro al mese. In Tunisia. Povera donna.

27.08.09

SENZA PAROLE

Oltre ogni immaginazione

Questa non la sapevo. In breve, da un paio d'anni a questa parte in Lombardia - regione sotto scacco di CL -, qualora una donna abortisca (anche spontaneamente) e qualunque sia il numero di settimane di gestazione alle quali la gravidanza si interrompe, viene chiesto alla donna - a isterosuzione eseguita - di compilare un modulo tramite il quale è possibile scegliere se celebrare al feto un funerale (al costo di 3000 euro) o se destinarlo alla sepoltura in una fossa comune.

14.08.09

SENZA PAROLE

Nessuno dei due usa il preservativo, in effetti

Berlusconi: «Con il Papa i rapporti non sono cambiati».

22.05.09

SENZA PAROLE

Gente poco raccomandabile

Entri fiducioso nella tua filiale. Hai appena concluso una compravendita: casa nuova, vita nuova. E devi sottoscrivere un nuovo mutuo. «Spiacenti, signore, non è possibile». Chiedi insistentemente perché: gli impiegati ti guardano con compassione, scuotono la testa, allargano le braccia. Nessuno risponde. Batti il chiodo per una settimana, fino a che scopri di essere entrato mesi addietro, a tua insaputa, in una black list di debitori insolventi. Il vecchio mutuo non pagato per mesi? Non è possibile: il conto non è in rosso e tu non puoi aver dimenticato le rate, visto che il pagamento avviene tramite Rid. Un errore del sistema, dicono nella tua filiale. Capita: a chi tocca, tocca. E non ci si può far nulla: nessuno ti ha mai avvisato per tempo, nessuno si fa carico dell'assurdo, nessuno ti concederà un mutuo.

21.05.09

SENZA PAROLE

Il mattino ha i massimi sistemi in bocca

In pigiama, ancora assonnato: «Mamma, mi spieghi la vita?».

SENZA PAROLE

Insofferenza totale

Senza Volto si trascina debordando a destra e a manca in mezzo alla pletora di spiriti deformi di questa città disincantata: a ogni passo ingurgita a grandi sorsate di odio allo stato puro con immutata ed ebete espressione. Ormai è tutta monnezza. Voce, moine, finzioni, trascorsi: tutto trovo ributtante, tutto mi puzza, tutto metterei nella pressa. La somma di ogni possibile umana disgrazia, mi pare. Schifo schifo schifo senza requie né compassione.

29.04.09

SENZA PAROLE

Cose che voi umani

Sghignazzi con le lacrime agli occhi, stamattina. Leggiamo a voce alta.

Ma ti rendi conto questa? Senti qui: «Papi? Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme». Come quelli che vanno dalle puttane solo per parlare!

15.04.09

SENZA PAROLE

Uno vale per me diecimila se è il migliore

E così, travolto in bicicletta da un'auto, se n'è andato Franco Volpi, esegeta, traduttore e filosofo tra i più acuti, puntuali e profondi, intellettuale di raffinata ironia e autentico maestro. Al pastore tedesco che ciarla a vanvera di Nietzsche converrebbe studiarselo bene, Volpi. Lo stesso se volesse capire qualcosa di Heidegger. Ahinoi, i geni ci lasciano, gli zuccotti restano.

«Nietzsche non vuole essere un «predicatore di morte». Non intende adagiarsi nella negazione dei valori e nel cupio dissolvi. Al contrario, vuole superare il nichilismo: vuole far sì che esso si compia in modo da «averlo dietro di sé, sotto di sé, fuori di sé». (...) La sua critica della mentalità e della morale «del gregge», la sua difesa di quello che potremmo definire un «diritto all'eccellenza», è un tentativo di superare la sterilità della semplice proibizione, dell'abnegazione e della rinuncia, che mortificano la vita. Nietzsche vuole che la vita si realizzi in tutte le sue potenzialità. (...) In tal senso la sua nuova morale è una sorta di «estetica dell´esistenza» il cui imperativo raccomanda: «Diventa quello che sei!» (...) Uno dei problemi della Chiesa attuale è che la produzione della felicità le è sfuggita di mano. Ma non è colpa di Nietzsche se la forza dei Vangeli svanisce e la condizione dell’uomo occidentale è sempre più paganizzata» (l'ultimo articolo di Franco Volpi, apparso su Repubblica il 10 aprile scorso).

15.03.09

SENZA PAROLE

E poi dicono che c'è la crisi delle vocazioni

«Leonardo Notarbartolo* rubava perché aveva la vocazione», Joshua Davis

*Autore del colpo all'impenetrabile caveau della World Diamond Center di Anversa nel 2003, bottino di venti milioni di dollari (mai ritrovato) in diamanti, oro e gioielli. Notarbartolo è stato scarcerato per buona condotta

14.03.09

SENZA PAROLE

I letterati, che brutte creature

«Oca, sindacalista di merda, lei non capisce un cazzo. Io sono il presidente e quindi faccio quello che mi pare», Giuliano Soria

«(...) dal ciclone si era lasciata beatamente travolgere l'intera società letteraria italiana, sempre ironizzando (tra sé e tutt'al più col suo vicino di piatto) sul gigantismo pazzesco di quel caravanserraglio, ma sempre precipitandosi all'occorrenza in veste di premiati, di segnalati, di giurati, di moderatori e di moderati, di conferenzieri, di soci promotori e di membri d'onore, di attavolati rotondi e quadrati e soprattutto di debitamente attovagliati nei migliori ristoranti (...)», Paolo di Stefano, Corriere della Sera

09.03.09

SENZA PAROLE

Up idiots to arms

Carfagna: «Volevo fare la carabiniera». Benemerita...

05.03.09

SENZA PAROLE

«Ma voi siete giornalisti o volontari?»

«L'hanno scorso», «un'altro», «blacout», «Azzannato dal proprio cane a un anno è morto a Roma»...

Lista passibile di aggiornamento.

New entry fresca fresca: «si sono scagliati pure l'oro contro i prof».
«Carla Bruni vuole un figlio da Sarkozi».

25.02.09

SENZA PAROLE

Merende e festicciole a casa Franzoni

L'Amministratore ha ricevuto un invito ieri. Ufficiale, su cartoncino. Indirizzato alla signoria sua, un metro di altezza e una lappa tanta. Sul retro, una mappa stradale, con una freccia che indica la meta. Al locale Pinco Pallo, vi si annuncia, si festeggia il compleanno di Martina. Pregasi confermare la presenza al 347******. Da presentarsi alla cassa.

Il cretinismo dilaga.

24.02.09

SENZA PAROLE

Cerco casa in via Po, 1 a Rho

Ti preghiamo di attendere, un operatore ti risponderà al più presto.
Sei ora in chat con 'A. B.'.
A. B.: Benvenuto nella chat ***, in cosa posso esserti utile?
L: Salve, sto cercando di richiedere un carnet di assegni, senonché - compiuta la procedura - mi si segnala un "Errore di sistema. Non è possibile procedere"
A. B.: quanti caratteri contiene l'indirizzo di spedizione?
L: metto il flag sull'opzione"Presso il tuo indirizzo di corrispondenza che ci hai fornito". Quindi, nessun carattere
A. B.: ma il tuo indirizzo quanti caratteri contiene?
L: il mio indirizzo completo è "Via privata ***, n**". Non so se vi risulta anche la dicitura "privata" :)
A. B.: si ma indicando anche il comune e la provincia è superiore ai 30 caratteri
L: In effetti abito ad ***. Un guaio. E quindi che faccio, cambio casa? Potrei trasferirmi a Rho, in via Po 1. Non dovrebbe creare problemi e così potrei avere il mio carnet di assegni
A. B. no basta selezionare la spedizione presso la nostra sede e poi una volta ricevuta la mail di notifica per la disponibilità allo sportello chiedere l'invio al tuo indirizzo, oppure selezionare spedizione presso cercando di abbreviare l'indirizzo
L: in ogni caso io non digitavo niente, flaggavo un'opzione che in teoria non dovrebbe porre problematiche di lunghezza caratteri
A. B.: il flag consente solo di evitare di digitare l'indirizzo ma non evita il controllo sul numero dei caratteri
L: sì, chiaro. Però, posso dire? Dal punto di vista della programmazione, non esiste al mondo 'sta cosa, è una bestialità. Comunque, non capisco ma mi adeguo. Grazie e buonasera
A. B.: Grazie per aver contattato ***, se necessiti di ulteriori informazioni non esitare a ricontattarci.
L: Non esito, no

13.01.09

SENZA PAROLE

Scemi di guerra

Ride e sfotte. Conta i bossoli per terra e i corpi senza vita sul cemento. I numeri gli danno ragione.

26.11.08

SENZA PAROLE

Il giorno dei morti viventi

Con la mano sinistra stringo una palla, come raccomanda la fisioterapista succhiaeuri a tradimento. Col gomito destro scrivo. Fotte niente di niente. La Creatura si muove disarticolata nella stanza. L'hanno tirata fuori dall'armadio delle scope qualche mese fa. Stava lì imbalsamata da anni nel più totale oblio. Finché, un rumore. Bussano? Chi è? Andiamo ad aprire, scemi che siamo. E vedi il gioco bastardo delle circostanze: un corto circuito e come rana galvanizzata la Creatura riprende vita. Non solo. Ora mette per iscritto i suoi singulti e si picca pure d'avere un'anima, una coscienza e perle da regalare ai porci, raccolte là nell'oltretomba da cui proviene.

«Impegnati, basta solo volerlo».
«Puoi farcela anche tu».
«Ti stai dando dell'incapace da sola».

La Creatura sentenzia, io prendo appunti. E' il giorno dei morti viventi. La molla è carica e tocca aspettare. O sperare in un blackout.

07.11.08

SENZA PAROLE

Progressi significativi

«Hai sentito l'Emerito?».
«Certo: la laurea del coglione a chi lo critica».
«Abbiamo risolto il problema dei pochi laureati in Italia».
«E abbiamo fatto un passo avanti: l'anno scorso si son beccati del coglione senza nemmeno la laurea».

23.10.08

SENZA PAROLE

«Pulizia» aveva detto, non «polizia»

Le solite strumentalizzazioni della sinistra facinorosa.

17.10.08

SENZA PAROLE

Vomito

Ieri ad Annozero ho sentito parlare questo signore, tal Benedetto Della Vedova, e m'è salita la pressione. Un giorno, lo so, perderò lo stupore. Anche quello.
E sentir definire una «forma positiva di esportazione del federalismo» l'infame clientelismo che, grazie ai buoni uffici di La Russa, ha traslocato a Paternò il call center dell'Ospedale di Legnano, ecco tutto questo un giorno, forse, mi lascerà indifferente.
Dev'essere, la faccia di kiulo, una sorta di malattia autoimmune che si contrae a un certo punto della vita. O, chissà, sarà una questione di dna in merito alla quale prima o poi i genetisti diranno: «Eureka, abbiamo trovato il gene responsabile!». Me lo chiedo da molto, molto tempo. Ma mai così intensamente come ora.

Post scriptum: avevo due cosette da dire a questo clone di Capezzone di minchia, voltagabbana capace di passare dai Radicali al Pdl (ma come si fa, diosanto, come si fa?), senonché è impossibile commentare i suoi post. Il messaggio che compare è questo:
NB. per evitare fenomeni di spam, e' possibile inserire commenti solo per alcuni giorni successivi alla pubblicazione del post.Commenti a: Benedetto Della Vedova a Annozero.

14.10.08

SENZA PAROLE

Schiaffoni per tutti

Peggio d'una piaga ulcerosa. Arrivano sempre trafelati con le loro valigiette rigonfie di nulla, si salutano come parte d'una confraternita esoterica e parlottano poi confrontando l'uno con l'altro mappatura, tragitti e tempistiche dei propri appuntamenti. Soprattutto se ne fregano.
Si ricevono, (virgola, sic. E ogni volta ho la tentazione di prendere una penna e cancellarla) tre informatori scientifici un quarto d'ora prima dell'orario d'inizio dell'ambulatorio recita l'avviso del medico che tenta di disciplinare l'afflusso inarrestabile di questuanti in ragione di due zecche per paziente.
E' comparsa perfino un'agendina sulla quale dovrebbero prenotarsi tre e non più di tre rappresentanti ogni giorno. Senonché son più le deroghe e le eccezioni che la normalità.
Oggi per esempio, se ne sono aggiunti un paio ben oltre l'orario consentito. Seduti a fianco a me, si raccontavano l'ennesimo episodio di bullismo al locale Itis.
«Hai capito? Il professore l'ha ripreso e lui sai cos'ha fatto? Gli ha mollato uno schiaffone».
«E' una vergogna, uno sfascio».
«E i genitori, immagina un po', hanno subito preso le sue difese».
«Pure!».
«Il professore quasi gli doveva chiedere scusa alla fine, capito?».
«Ma tu l'hai preso l'appuntamento, a proposito?».
«Ah no, io mi rifiuto. Non ho mica trent'anni, io».
«Io anche. Non mi sogno nemmeno».

01.10.08

SENZA PAROLE

Ora sì che l'hanno assunto

Vicino, molto vicino. Per età - un paio d'anni più di me -, per prossimità - abitava a qualche isolato da casa mia - e per insularità d'animo. Lo cercava il Padrone di Casa per riscuotere l'Affitto. Il che, a ben pensarci, è condizione esistenziale universale.
Gli aveva telefonato più volte, il proprietario dell'appartamento. Nessuna risposta.
Che si fa così, non si paga?
E allora è andato a citofonare.
Che puzza. Madonna che puzza.
Chiama i carabinieri: eccolo, l'affittuario moroso. Lungo disteso a fianco del letto da fine agosto.
«Il 41enne, originario della Sicilia, di Catania, domiciliato ad Abbiategrasso, aveva più d'un problema fisico. E i problemi, forse, stavano alla base della difficoltà di trovare un lavoro fisso e anche uno provvisorio. L'uomo, riferiscono i carabinieri, non aveva un'occupazione. Ma la stava cercando. Con insistenza. E una certa angoscia. Viveva da solo, il 41enne. Ed era anche un tipo solo. Non uno che, in un mese, l'abbia cercato».

10.06.08

SENZA PAROLE

Potter, ma non fa magie

Su Minimokarma il resoconto della vicenda del piccolo Davide, il neonato affetto dalla sindrome di Potter, scritto dallo zio stesso. «Non so cosa è diventato questo paese. Dove è finito il volto della gente? Chi guarda più i volti?».

03.06.08

SENZA PAROLE

L'ultima patatina

Soddisfatte dai figli le ultime volontà di Fredric J. Baur, inventore delle Pringles: le ceneri del defunto conservate in un barattolo di chips e così tumulate.

16.05.08

SENZA PAROLE

Penso positivo

Si parla di salari, aumento dei prezzi e carovita. Un commentatore sbotta contro i giornalisti che fanno propaganda. «La smettete di dire che la benzina costa di più? Non è vero niente! Io da anni faccio sempre venti euro. E venti son rimasti».

18.04.08

SENZA PAROLE

...

«Danny and I worked together for 40 years - he was the most wonderfully fluid keyboard player and a pure natural musician. I loved him very much...we grew up together». Bruce Springsteen

25.03.08

SENZA PAROLE

Così

Consapevole di sé. E lucida, caustica, tagliente. Oggi s'è svegliata nel cuore della notte gridando: «Sto morendo, sono morta, morta!». Pensavano delirasse. Ha ragione, mia nonna. Ha sempre ragione lei.

01.02.08

SENZA PAROLE

Prof, io mi credevo che oggi spiegava

Tal Manenti, direttore generale della clinica di San Giovanni di Paliemmo, dice che la mafia, sì, ne ha sentito parlare, ma non si sente preparato sull'argomento ed eventualmente approfondirà in futuro. Ecco, forse quando sarà in pensione leggerà qualche libro o vedrà qualche film in tema. Una cosa però sì, se la ricorda... Quella faccenda dello sbarco degli Americani. «Ma perché ho interessi storici», aggiunge. Magistrale.

18.01.08

SENZA PAROLE

Così è, se vi pare

«Bertinotti scarica Chavez - titola Libero - lui si consola insultando Bush: Addio Chavez». «Il saluto di Fausto Bertinotti al presidente del Venezuela era ben più di un saluto formale. Aveva l'amaro retrogusto di un congedo politico da parte del leader di Rifondazione».

«"Caro presidente". "Caro presidente". L'incontro più cordiale di Bertinotti - scrive il Corriere della Sera - nel suo secondo tour sudamericano è con Hugo Chavez che (...) per Bertinotti resta "uno dei maggiori leader del rinascimento politico dell'America latina"».

16.01.08

SENZA PAROLE

Peggio la toppa...

«Il mio ex mi ha chiamata a letto con il nome dell'altra (tale Magda) e voleva farmi credere che avessi sentito dire "mamma". Ma va', va'».

15.01.08

SENZA PAROLE

Prendila con filosofia!

Simone de Boudoir

19.12.07

SENZA PAROLE

E l'ultimo spenga la luce

«Il 60% non sa perché viene la notte». Piano d'emergenza per le scuole medie

Adesso vado dal primo dirigente che incontro e glielo chiedo, perché fa notte.

29.11.07

SENZA PAROLE

Non c'ero e se c'ero dormivo

Così, tanto per, mi sto leggendo qualche resoconto del concerto di ieri sera. Colombati è un po' stracco e si vede: l'età, dice. Su, su, ce la possiamo fare, dai. Se gliela fa quello, del resto, con 20 anni di più sul groppone...
Comunque, sottoscrivo: «Chi non ha mai visto Springsteen dal vivo non può saperlo, e forse non riuscirà a capirlo: ma per due ore mi è sembrato che ogni cosa fosse al suo posto».
Poi leggo 'sto pezzo su La Stampa e mi dico: «Ohibò, codesto giornalista ha i poteri. Vede e sente cose che nessuno mai». Per dire: sostiene che Bruce abbia dato giustificazioni dell'assenza (deprecabile) della Scialfa, mi hermana. A Milano non l'ha fatto, nossignore. Forse a Madrid. Ma qui no. E vabbeh, quisquilie.
Senonché poi questo prodigioso signore scrive: «Ci sono lunghe parentesi di antiche virtù: la sommessa Darkness in the Edge of Town, una sensuale She’s The One, e perfino Tunnel of Love che non cantava da fine ’80. Un’epica cavalcata da lasciare senza fiato. Trionfo».
Per la serie: non c'ero e se c'ero dormivo (o fumavo o tracannavo birra): né di Darkness né di Tunnel of love s'è sentita una sola nota. Questa, collega, la trama del film che non hai visto.

28.11.07

SENZA PAROLE

Ktêma es aei?

«Capisci? - mi dice - Sono entrato da Feltrinelli, niente. Da Mondadori, neppure. Cortina, idem. Una volta c'era la sezione dei classici: non ha mai avuto mercato, d'accordo, ma la si teneva aggiornata e i libri venivano ristampati ugualmente. Era un fatto religioso. Poi è stata via via emarginata. Due scaffali, uno, nessuno».
«Quindi, niente più edizioni critiche: e gli studenti come fanno?»
«Mah, fotocopiano, presumo».
«Qualche branetto, forse. Converrà battere all'asta i Lorenzo Valla, tra un po'. Pure te, però, che vai in giro per giorni a cercarti Pausania. Dove vivi?».

02.11.07

SENZA PAROLE

Come nuova. Mai perquisita

In bella evidenza, sulla vetrina di un'agenzia immobiliare:

GARLASCO
Splendida villa residenziale
Immersa nel verde
Trattativa privata

Dallo schizzo, somigliantissima...

17.10.07

SENZA PAROLE

Cinico ufficio

Terzomondista e dedita al volontariato: «Voglio andare a tirar su tende per i profughi nel Darfur».
«Perché?»
«Come, perché?»
«Sono profughi, ma le mani ce le hanno».

01.10.07

SENZA PAROLE

Murder incorporated

Franca Leosini in tv: «Uccidere è una cosa che può capitare a chiunque». Oggi a me, insomma, domani a te. Il rischio val bene una polizza: furto, incendio e omicidio.

19.09.07

SENZA PAROLE

Sì, sgozzami

Ricevo segnalazione, via email, di una rassegna di narrativa e saggistica a Vattelapesca, focalizzata su gialli e noir. Bene, bravi, bis. Il punto, sant'iddio, è il titolo dato all'iniziativa: La passione per il delitto. Ma come state, dico io, come state messi.

23.08.07

SENZA PAROLE

...

Giornate così.

13.08.07

SENZA PAROLE

Come non detto

Uno (una) dice e scrive: dai, rileggiamoli, chi se li fila più i Vangeli? Salvo poi scoprire che tale Francesca Zenobi detta Pocahontas, la squillo dello scandalo Mele per intendersi, se li tiene sempre appresso «perché sono religiosa - dice -, ma ora ne ho bisogno più di prima. Dio salva sempre le persone come me». E mica solo Dio, le salva. C'è la tv, c'è Corona, Lele Mora: i legionari di Cristo, insomma, con tutte il loro seguito di pecorelle smarrite.

11.03.07

SENZA PAROLE

E devi essere sempre contenta

Pensare, mai più. Il mio e il tuo, confini labili.
I come e i perché, tutto scorre nell'inutile e nell'insignificanza, tutto da tacere.
E tuttavia - curioso, no? - l'incistarsi dell'inane pare l'unica ragione dell'Essere.

15.02.07

SENZA PAROLE

Le Mummie: il ritorno

Docenti chiarissimi di m(i)aoismo in un ateneo frequentato da gatti randagi di quartiere sostengono che uno Stato come questo, che «stermina» trilioni di persone «in tutto il mondo», non abbia diritto di difendersi. Ovviamente, solidarietà ai «compagni» e bla bla bla. Da quarant'anni così. Anzi no, ben peggio, a dire il vero.

31.01.07

SENZA PAROLE

Bravo, sì

Per crearla, ci abbiamo messo tutto il nostro amore. Abbiamo curato ogni dettaglio per costruire un'auto davvero italiana, dentro e fuori. E le abbiamo dato anche un prezzo di cui innamorarsi: da 14.900 a 22.800.

25.01.07

SENZA PAROLE

Avvertenze preliminari

Su un Tir.

Non è che non mi lavo: sto facendo i fanghi

14.08.06

SENZA PAROLE

Medioriente

Rotola e spiana, la palla di ferro.
Con le mani nei capelli, impotenti, ne seguono il cranio liscio correre al mare, spremere i succhi dei nuovi germogli e inebetire nell'urto le cavità tarlate di tronchi radi, a ridosso dei tumuli.
Rasoiata da solchi feroci, l'intera vallata si rannicchia a capo chino sotto i colpi del metallo pesante.
E' tutta un gemito sordo, la terra, rapinata di una discendenza che le imputridisce nelle viscere come feto abortito o che si affaccia torva e spettrale a distillare linfa mortale.
Goccia a goccia, finché il riverbero lunare non la fa brillare, nella notte scura.

19.07.06

SENZA PAROLE

Nissan killed the radio star

Prima l'instupidimento dell'Intelligent key, che mi costringe a ricorrere all'apertura manuale (e non centralizzata) delle portiere. Poi la batteria colta da ictus, che stramazza in garage. Siamo ai ferri corti, io e la mia Micra. Di più, siamo all'ultimo coltello io e tutto il mondo Nissan.
Dunque, succede questo: con l'alimentazione a zero, va in reset l'impianto audio. Porto dal meccanico la sciagurata, mi cambia la batteria, risalgo in macchina e scopro che la radio non funziona.
Sul display, compare un enigmatico 0000. Mi metto forsennatamente a pigiare tutti i pulsanti, a caso. Lo faccio un numero imprecisato di volte, porconando assai. La mutola non parla e tuttavia si esprime a segni. Il messaggio sul display è cambiato: «Wait 1 h», mi ammonisce.
D'accordo. La colpa è mia, che una volta acquistata l'auto non mi sono messa sul comodino il libretto delle istruzioni. Ora lo sfoglio disperata, alla ricerca di lumi. Del messaggio non si fa parola. A mie spese, scopro di aver inavvertitamente mandato in protezione la radio, ma di non poterla più richiamare dall'oltremondo.
E' evidente che i tecnici Blaupunkt che hanno concepito questo sistema kafkiano sono rimasti con la testa infilata nei cespugli dello zoo di Berlino. Di tossici marci, in giro, che ancora rubino autoradio non se ne vede più l'ombra. Il drogato oggi è un rispettabile 40enne, mediamente danaroso e con incarichi di responsabilità in azienda. Si fa allegramente di cocaina, mi considera una tapina senza speranza che non gliela dà e ha un macchinone tanto. Della mia autoradio s'impippa, cari signori.
«Wait 1 h», dunque. E io aspetto. Aspetto aspetto aspetto. Con il quadro acceso e il sangue al cervello. Un'ora, due, tre. Cinque, sette. Niente di niente di niente. «Wait 1 h», fankiulo.
Furibonda, mi attacco al telefono. Prima tampino l'autofficina autorizzata Nissan. Mi risponde il solito tecnico strafottente. In un momento di lucidità visionaria e telepatica, gli vedo scorrere in sovraimpressione, sulla fronte, la scritta: «Quando cazzo finisce di rompere questa cretina?».
E la cretina parla, discetta, spiega l'antefatto, il fatto, illustra le ipotesi, le possibili conseguenze. Quello sbuffa: «Non c'è nulla da fare. Deve aspettare», dice. «Sì, ma quanto?». «Un'ora». «Già fatto!». «Aspetti ancora» e chiude la chiamata. Chiamo l'assistenza clienti Nissan: «Deve rivolgersi alla sua concessionaria, signora - mi dicono - o a un'officina autorizzata».
Bene, chiamo la concessionaria: «Non è la prima, sa, con questo problema», mi dice. E questo me l'immaginavo anche da sola. «Tenga acceso il motore per un'ora», mi consiglia l'astuto venditore. «Scusi, ma se tengo acceso il quadro, perché dovrei anche far girare a vuoto il motore e sprecare benzina?», chiedo. «Mah, non so: provavo a suggerirle qualcosa di diverso», si giustifica il tizio.
«Mi pare un pensiero magico, il suo», replico indispettita. Ed ecco l'affondo: «Comunque è stata lei a sbagliare. Noi quando vendiamo le macchine avvertiamo i clienti», spergiura. E' falso, sta mentendo, ma sono troppa stanca per continuare.
Ci provo con l'assistenza tecnica Blaupunkt: «Non c'è un massimale di ore d'attesa, col quadro accesso, oltre il quale finalmente la carcassa riprende vita?», chiedo. «Ci sarà senz'altro», mi risponde l'esperto. «Bene: qual è?». «Non lo so», mi liquida.
Richiamo l'autofficina: «Si rassegni: deve aspettare, col quadro acceso». Faccio presente che l'ultima volta sono passate ben sette ore e la paziente non è uscita dal coma. «Alla mala parata - conclude scocciatissimo il meccanico - viene qui, le smontiamo la radio, la mandiamo in riparazione e non la vede prima di settembre».
Ah, certo. Si tratta, comunque, di restare in dolce attesa. Prima o poi, il vagito si farà sentire. Un vero peccato che non ci siano più i tossici di una volta. Quelli sì, avrebbero saputo come sbloccare questo fottutissimo software.

17.07.06

SENZA PAROLE

Milanesi a Napoli

Arrivano al parcheggio a pagamento, al coperto. È al completo, dannazione: non un solo posto macchina libero.
Innestano la retro, delusi, pronti ad andarsene. Subito esce un omino dal gabbiotto e fa loro segno di avvicinarsi, mulinando il braccio nell'aria. Si scambiano tra loro sguardi interrogativi.
«Ci penso io, capo», dice incoraggiante il tizio. Fiduciosi, scendono dall'auto, lasciando le chiavi sul cruscotto. L'omino entra, fa manovra con gesti sicuri e parcheggia.
Fuori, sotto il sole, su un marciapiede adiacente all'area parking. E in divieto di sosta. «Ecco, è a posto - dice -: un euro all'ora, grazie». Interdetti, non osano replicare e pagano.

27.04.06

SENZA PAROLE

Cu è chistu?

Lo chiamarono - mani in alto, Lorè! -, ma nenti ci risse iddu, impertubbabbile rimase.
Epperforza.

18.04.06

SENZA PAROLE

Povericucci

B. L'hanno arrestato.
A. Ohhh, povero.
B. Già.
A. E adesso la sventola?
B. Gli porterà le arance.
A. O i meloni?

02.04.06

SENZA PAROLE

Se c'è, un Dio

Piange inconsolabile il male che non dorme mai.
Solo, in un bosco.

16.02.06

SENZA PAROLE

«In ottimo stato di conservazione»

Grazie, Luigi. Per aver dimostrato, tuo malgrado, che la verità, in mano agli imbecilli, non è che un'ossessione necrofila.

E se ci diranno che nel mondo la gente
o la pensa in un modo o non vale niente
noi che non abbiamo finito ancora di contare
quelli che il fanatismo ha fatto eliminare
noi risponderemo, noi risponderemo
No no no no no no no no

15.01.06

SENZA PAROLE

No comment

"Io mi sono rivolta alla mammana e ho rischiato la vita. Oggi sono qui per difendere la 194". Ha gli occhi lucidi Lorenza Masone, anche se sono passati trent'anni.
Oggi di anni ne ha 63 (...) e racconta: "Anche allora non era semplice arrivare alla fine del mese, ho dovuto decidere di avere solo due figli. Così ho abortito più di una volta". Oggi scende in piazza "perché nessuna donna deve subire quello che ho subito io".
"L'orrore della mammana che viola il tuo corpo con acqua bollita e sapone - quando va bene - è un ricordo indelebile. Ma la terza interruzione l'ho fatta in una clinica milanese che ti operava, nonostante fosse illegale. Bastava cucire 300mila lire".
"Io stessa prestavo casa mia a un'ostetrica per gli aborti clandestini".

Testimonianza raccolta dal Corriere della Sera di oggi

14.01.06

SENZA PAROLE

Gennaio

Costeggio il Naviglio, in macchina, in queste mattinate gelide e terse.
Il respiro delle acque esala vapori lattescenti e la linea dell'orizzonte è orlata di nebbia appena imbiondita dal sole, distesa a velo sui campi.
Guido a radio spenta, mentre svaporano piano i tormenti di tutta una vita.
Non c'è nulla che valga la pena e tutto che valga la gioia.
Anche quella, misera, di rabbrividire nel gennaio della propria vita.

12.01.06

SENZA PAROLE

Mi scoppia la testa

"Il dottore m'ha spiegato - ha rivelato la sublime Marcuzzi - che ho un seno ghiandolare: io corro a diminuirlo, ma lui cresce, cresce, cresce".
E' fantastico. La mitopoiesi moderna indossa il camice, impugna il bisturi e si esprime in termini medico-scientifici.
E l'invasata sacerdotessa di Apollo dei giorni nostri è una Satragni con le orbite al cielo, che esclama: "oddio, ha fatto boom!".

06.12.05

SENZA PAROLE

Ha chiesto una donna e...

Caduti dalle nuvole i genitori dell'adolescente che ha violentato una 14enne.
"Tutto gli abbiamo dato. Niente gli mancava - dice la madre in un'intervista al Corriere della Sera - Chiedeva la Playstation 2, ecco la Playstation 2. Chiedeva soldi, pronti i soldi. Le scarpe da tennis firmate, pronte! I jeans di Dolce e Gabbana, eccoli qua...".

15.11.05

SENZA PAROLE

Della lungimiranza

- Certo che le donne sono una palla al piede.
- ...
- Un peso, un problema devastante per le aziende.
- ...
- Con questa menata della maternità, eh!

SENZA PAROLE

Cretinoir

Dura la vita dello scrittore. Insomma non crediate, cari miei, che sia tutto sterco quello che puzza. Trattasi, a volte, di concime chimico.

14.11.05

SENZA PAROLE

'Ndocoio coio

Potenza del Tamiflu. I Giappo hanno scoperto che la simpatica pastiglietta ti salva (con beneficio d'inventario) dalla peste dei pennuti, ma ti induce a buttarti di sotto.

10.11.05

SENZA PAROLE

Fantasia al potere

Ricchi premi (si fa per dire) e cotillons per i genitori in dolce attesa che riusciranno a immatricolare i nascituri entro la fine del 2005. Niente trippa per neonati, invece (e nessuna agevolazione per chi sottoscrive un mutuo), nella Finanziaria del 2006.
In compenso, alle gestanti pensa il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo in Mastella, che s'è messa in testa di promuovere il parto naturale in Campania.
Benissimo. Mi chiedo solo come. Forse che la signora, animata dal desiderio di condividere con le partorienti la soddisfazione carnale "del grande mistero della vita bla bla bla...", abbia in animo di presentarsi in tutte le sale travaglio del Regno borbonico con mascherina, camice, guanti e legge regionale sottobraccio?

07.11.05

SENZA PAROLE

Milano città chiusa

Parigi in fiamme. Berlino che segue a ruota. E noi qui, a girarci i pollici in attesa del boom.
Che non è detto accada. E non è detto che questo sia un bene. Succede questo, qui. Che la città non c'è. E' emigrata, s'è chiusa in casa, è fuori porta.
Ha deciso d'impiccarsi alla cintura dell'accappatoio.
Non prima d'aver fatto un giro all'Ikea, però. Al Carrefour. All'Auchan, all'Ipermercato, all'Esselunga.
Sì, ha fatto così, Milano.
E' andata a comprarsi uno sgabellino da montare, seguendo scrupolosamente le istruzioni.
Poi s'è presa un pollo alla griglia, un po' di patatine al forno, un'insalatina.
L'ultima cena.
Ha aperto la scatola della Bassetti, un regalo per il prossimo Natale, e ha festeggiato in anticipo.

19.10.05

SENZA PAROLE

Malelingue sabaude

Dicono sia arrivato in ospedale vestito da lady.

04.10.05

SENZA PAROLE

Finding Nemo

Si sta, noi due, vanamente variopinti nell'acquario, affacciati sul grigio via vai d'una sala d'aspetto, indecisi se curarsi di non intorbidare ulteriormente l'acqua o piuttosto nuotare in alleanza con la nostra stessa melma.
Si cede, talvolta, alla tentazione di sabotare l'impianto di riciclo, cacando indefessi nella vaschetta, in attesa che i collezionisti di pulci d'acqua ci scodellino fuori dalla teca, via, in mare aperto.
Ed è ciak, ogni volta, sulle ultime battute del copione, tra la gioia del riscatto e il senno di poi, quando ci si ritrova a galleggiar perplessi in un sacchetto, come pesci da luna park, mentre uno domanda "E adesso?" all'altro, che trattiene a stento le risa.

23.08.05

SENZA PAROLE

.

E’ stato qualcosa di piuttosto inquietante ma non di pauroso

19.08.05

SENZA PAROLE

Fermi al palo

Sarà la disorganizzazione, sarà la solitudine, sarà lo spaesamento che regna sovrano nelle Università. Fatto sta che a molti, dopo un po' che frequentano uno dei nostri atenei, va in bomba il cervello.
Non connettono più, si trascinano in maniera insensata e si infilano in un tunnel del quale non vedono la fine. A casa, rassicurano parenti e amici: "L'esame è andato bene: 28. Ho avuto solo una piccola incertezza, alla fine".
E così via, mese dopo mese, anno dopo anno. A scadenza regolare, escono presto, la mattina, per correre all'appello a riempire un fantomatico libretto di firme e voti.
Fino a che, un bel giorno, annunciano la data della seduta di laurea. E più si avvicina la sospirata discussione della tesi, più cresce il panico e prendono corpo, nella mente, le peggiori fantasie.
Fuggire? Suicidarsi? Ammazzare i genitori? Svelare il terribile e vergognoso segreto?
Da lì in poi, tutto è possibile.
C*, fidanzata di A*, è arrivata alla soglia di un inesistente diploma. Pochi giorni prima che si scoprisse che aveva dato solo pochi esami, è scappata di casa. Non ne hanno avuto notizie per anni. Poi un giorno A* l'ha incontrata per caso, a Firenze. Faceva la cameriera.

18.08.05

SENZA PAROLE

Scemo for president

"Credo nel risparmio, credo nell'avere una casa, credo nella pulizia, credo nella ginnastica".
Cristopher Walken, candidato alle presidenziali Usa del 2008.

16.08.05

SENZA PAROLE

Passeggeri sull'orlo di una crisi di nervi

Mi dice: «Sono tutti andati. Fuori di cucuzza. Bruciati».
«Ellamadonna, cos'è successo?».
«Presi dalla psicosi. In pieno panico».
«Uh».
«Il tempo era brutto, l'aereo ballava un po'. A un certo punto, uno ha cominciato a gridare "Hostess, hostess!"».
«C'è da capire, ne cade uno a settimana, ormai».
«Dopo un po' un tizio si mette a belare: "Sento un rumore strano!"».
«Bell'atmosfera».
«All'atterraggio, tutti si sono scartavetrati le mani in un applauso corale mentre una voce cavernosa, dal fondo, lanciava un urlo liberatorio: "Siamo vivi!!!"».

19.07.05

SENZA PAROLE

Schiaffo alla miseria

Negozio Ralph Lauren, via Montenapoleone.
Entra la classica sciura incartapecorita e ingioiellata, con cane a sagoma di topo al seguito.
"Cerco un maglioncino per il mio popi", chiede.
"Prego, s'accomodi", la invita il commesso, mentre accompagna al piano superiore chihuahua e padrona.
"Di che colore lo vuole?", chiede il buonuomo, mentre squaderna un'ampia scelta di tonalità.
Con l'artiglio adunco, lei indica quello giallo. "S'intona col pelo, vero?".
"Come sei bello, come ti sta bene!", cinguetta poi, quando fa provare l'affarino al coso.
Il cagnetto abbaia un po' istericamente, ma approva l'acquisto. "Sceglie" pure un nuovo guinzaglio, il ragnetto - "ti piace, amore?" - e se ne esce sculettando, griffato da testa a coda.
Il prossimo Natale, mi raccomando: d'obbligo il telefonino per cani a forma di osso.

13.07.05

SENZA PAROLE

Scrivere col sangue

Memore dell'imperativo nietzschiano, fiorisce, tra le mani di moribondi sotto emotrasfusione, una letteratura imbrattata di ketchup, sciolta in lacrime di glicerina. E coltiva, truccata di pallore tossico da zoo berlinese, passioni obitoriali che chiama impegno civile virgola rivoluzione virgola lotta dura senza paura virgola verità punto.

08.07.05

SENZA PAROLE

Uragano Dennis

Giuro. Per un attimo ho pensato alle solite esagerazioni di quelle dame della carità di Radioitaliasolomusicaitaliana.

28.06.05

SENZA PAROLE

Mary con la ipsilon, forse

Era tale la passione.
Così bruciante il furore.
Tanto irriducibile il convincimento amoroso.
A tal punto indimenticabile l'amplesso.
Che quando gli chiesero: "Come andò quella straordinaria notte del giugno 2003?", fu lì lì per dire: "Uno sballo".
Ma poi fu assalito da atroci dubbi.
La spazzatura. Se c'è una prova sta lì, pensò.
E corse a frugare nel sacchetto, casomai un preservativo usato gli desse conferma che sì, aveva consumato.
Ravanando ravanando, ne uscì col trofeo penzolante e ciancicato. "L'avevo detto io", annunciò trionfante agli amici, "e adesso birra per tutti!".
Ci brindò sopra al bar, con i pari suoi. Ma il nome di quella, proprio non lo ricordava.
Samantha col tiacca? Jessica con la gei? Marika col cappa?

10.06.05

SENZA PAROLE

Senza famiglia

"Giuliana ebbe la fortuna di avere una famiglia, mentre Clementina...". In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Valentino Parlato ammette a malincuore che il sequestro della Cantoni è stato percepito come un rapimento di serie B "da tutti. Dal mondo pacifista, dai mezzi di informazione, dall'opinione pubblica".
Parlato è una persona intelligente, non credo certo che vi siano toni di stupore in quel che constata. Dovrebbe saperlo, no?, di che pasta sono fatti quelli che s'infervorano nei ritagli di tempo, quando non hanno nulla di meglio da fare, languono argomenti migliori e con affanno cercano motivi plausibili per incazzarsi gratuitamente, travasando un po' della loro bile in eccesso sul mondo, dietro l'alibi di ferro dell'impegno politico e morale.
Che poi queste son cose che creano sempre un po' di seguito, tanto più che di gente che coltiva sensi di colpa come gerani sui balconi ce n'è sempre in abbondanza. Quanto poi alla sacra famiglia del Manifesto, beh, ho già dato.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Niente di nuovo tranne il ridicolo. Il modo in cui Parlato si spiega l'interessamento tiepido di media e pasionari vari rispetto a questo caso ha infatti dell'umoristico.
Dunque, perché della Cantoni se ne sono fregati pressoché tutti? "Un po' perché Clementina faceva un mestiere modesto, non era una giornalista, assisteva le donne...".
La Pari e la Torretta erano volontarie quanto la Cantoni, eppure c'è stata per loro una massiccia mobilitazione, contesta a Parlato l'intervistatore.
Ed ecco la sorprendente risposta di Valentino vestito di vecchio: "Sì è vero. Però occorre tener presente che le due Simone furono le prime due donne italiane a essere sequestrate. E poi avevano lo stesso nome. Questo, credo, alzò il tasso dell'emotività".
Oh. Sentili, i paladini dell'informazione, che lamentano l'ingerenza di interessi economici nell'esercizio del loro nobile lavoro (che non è modesto, dunque, par di capire). Sentili, come ammettono quasi senza rendersene conto che la cosiddetta notiziabilità e tutti i loro fottuti principi, nonché le loro indignazioni a tempo perso, sono solo questione di marketing e affare da copy.

06.06.05

SENZA PAROLE

Striscia la notizia

E' andato in onda pochi minuti fa, al Tg5 delle venti, un servizio suggerito dalla boutade leghista di invocare il ritorno della lira.
Il giornalista va in un negozio di scarpe dove, pare, si riesca ancora a pagare tranquillamente con la vecchia valuta.
Possibile, mi chiedo? Intervistano il proprietario del negozio e mi dico: "ma io questo tizio l'ho già visto".
L'inquadratura si allarga e riconosco perfettamente il posto dove ho appena comprato un paio di sandali e dove ho già fatto moltissimi acquisti.
'Sta faccenda delle lire però non mi torna. Figuriamoci. E' già difficile trovare qualcuno che paghi in contanti, visto che tutti fanno come me, carta di credito e via.
Ma no, insistono, e per essere più credibili maneggiano mazzette di banconote, giurando e spergiurando che sono in tanti a presentarsi lì con Maria Montessori e compagnia briscola e che non c'è nessun problema: i prezzi sono tutti in euro, ma basta un convertitore et voilà, tu paghi in lire e loro ti danno il resto in euro.
Non ci credete? Il giornalista piazza il microfono davanti a una signora bionda, che stringe in mano un rotolo di 50 e centomila lire. "Come mai paga in lire, signora?".
E lei, pronta: "Le ho trovate in un cassetto!", mentre la inquadrano coi suoi acquisti sottobraccio.
Oh, finalmente ho capito tutto. La signora è la persona alla quale una settimana fa ho pagato le mie scarpe e credo proprio sia la moglie del proprietario del negozio.
Non solo non si vergognano, 'sti commercianti, d'aver praticamente raddoppiato i prezzi al momento del passaggio all'euro. Fanno pure dell'ironia e cacciano balle senza remore, per un po' di sporca pubblicità. Ora mi manca solo di venire a sapere che il giornalista è figlio di 'sti due tapini, così il cerchio è chiuso.

19.04.05

SENZA PAROLE

Per le amiche, Cassandra

Sfacciatamente mi complimento con il mio istinto.

31.03.05

SENZA PAROLE

Finalmente è finita

Alla prossima reincarnazione, scegliti un marito un po' meno testina, Terry.

22.03.05

SENZA PAROLE

Ma dimmi una bugia!

Erano lui e lei, in paradiso. Soli e senza intrusi tra loro.
La cacciata è arrivata in fretta, nel giro di pochi mesi.
Prima qualche indizio, un sospetto. Poi la certezza: c'è un altro, ha pensato.
Teneva duro, lui, eroicamente, ma ogni giorno di più il terzo incomodo si faceva largo tra loro.
Ti amo ancora, ti amo lo stesso, ti amerò sempre, spergiurava lei, mentre preparava il letto a quell'altro.
Teneva duro, lui, eroicamente, finché lei, in un giorno da dimenticare di inizio marzo, gliel'ha presentato.
"Ti piace? E' il tuo fratellino, fagli un bacino".
"No".
"Su, da bravo".
"Quando torni a casa, mamma?".
"Fra due giorni".
"Ma questo lo lasci qui, vero?".

04.02.05

SENZA PAROLE

Stile libero

In piscina, dondolando mollemente, appeso al galleggiante.
"Ciao, come-ti-chiami-quanti-anni-hai-sposata-fidanzata-convivente-sperabilmentesingle?".
"?".
"No sai, perché...".
"Ah, certo".
"E quindi hai un figlio?".
"Già".
"Ma non mi dire".
"Eh".
"Vabbeh, allora ti presento mio figlia".
"?".
A bordo vasca, la ragazza mi rilancia un sorrisetto imbarazzato. Si sistema la cuffia e parte in quarta.

24.01.05

SENZA PAROLE

E povero anche il cavallo

La carezza di Ciampi sulla bara di Simone
"Prima che i quattro fari si avvicinino il presidente Ciampi, la signora Franca, Gianni Letta, Follini e Martino per il governo, Fassino per l'opposizione, Fisichella e Contestabile, vicepresidenti del Senato, incontrano il povero padre, la povera madre, la povera moglie e il povero fratello di Simone".
Andrea Garibaldi, oggi sul Corsera

Il figliuolo si slanciò verso di lui, ed egli gridò: - Qua, piccino, che ho ancora calda la mano! - e gli passò la mano intorno al viso, dicendo: - Questa è una carezza del re (Cuore, Edmondo De Amicis)

Ho visto un re!
Ah beh, sì beh, ah beh, sì beh...
Un re che piangeva seduto sulla sella,
piangeva tante lacrime...
ma tante che
bagnava anche il cavallo
Povero re!
E povero anche il cavallo!
(Ho visto un re, Fo-Jannacci)

23.01.05

SENZA PAROLE

Se ci sei, guarda giù

"Buongiorno, posso entrare? Sto distribuendo volantini che spiegano com'è importante leggere la Bibbia".
Niente di nuovo, sotto il cielo d'acciaio di questa domenica mattina. La solita litania questuante degli sfigati di Geova s'è fermata stamane sotto casa mia.
Ma c'è un un fatto inedito in questa rituale catechesi domenicale. La voce è quella di un bambino.
Alle sue spalle, la madre sovraintende compiaciuta al discorsetto sciorinato dal figlio.
Me lo immagino, tra vent'anni, raccontare alla fidanzata scampoli della sua infanzia: "La domenica mattina, mia madre mi portava di casa in casa a convertire la gente e tutti mi sbattevano la porta in faccia".
Non lo lascio finire. Sono tentata di aggredire verbalmente quella sciagurata e di chiederle cos'abbia nella testa, oltre a un bel po' di segatura. Ma di fronte al bambino non posso.
"Mi spiace, non siamo interessati, qui, alla Bibbia".

09.01.05

SENZA PAROLE

Apocalittici e integrati

"Con questa catastrofe, Dio ha voluto dare uno spunto di riflessione".

Vittorio Messori, oggi su Tg2 Dossier

26.12.04

SENZA PAROLE

Ah, beh

Leggo su Tgcom:

Maremoto alle Maldive
le star del calcio salve

Tutti illesi i numerosi calciatori che erano in vacanza sugli atolli

Menomale, va. Stavamo in pensiero.

21.12.04

SENZA PAROLE

Conoscerete la nostra velocità

Non esistendo per (quasi) tutti la verità e non rimanendo altro, sul tavolo da gioco, che carte taroccate - recanti l'una l'effigie di un Cristo in croce, l'altra di un Voltaire, l'altra ancora di un Nietzsche -, si sta nel traffico di punta, tra lo strombazzare di un'auto e lo sfrecciare di una moto, come buzzurri alla guida d'un calesse.

10.12.04

SENZA PAROLE

Scemo, scemo!

C'è gente impagabile. Gente che piazza il culo sulla sedia e conciona sui massimi sistemi con somma disinvoltura.
Osservo questi che palleggiano tra le dita i destini del mondo, la politica del cortile, i fatti di costume, dio e la filosofia, indecisa se ammirare cotanta sicumera o allontanarmene inorridita.
Non so. E' che le lingue sciolte fanno sensazione, di primo acchito, ma poi.
Mi vien da pensare che quel poco che so - davvero poco - mi è costato immane fatica e grande dispendio di neuroni.
E proprio perché ne conosco i tranelli, quello è il terreno sul quale più esito.
Ora, toccherebbe a me rileggere con cognizione di causa l'ultimo articolo di Severino sull'embrione, apparso sul Corsera di qualche giorno fa.
Dovrei perché - tanto per cambiare - il buon Emanuele ha fatto incetta di grandi complimenti, dal cretino allo scemo (in modo più o meno paludato).
Ma poi mi rendo conto che è tutto inutile. E quindi va bene: è cretino, è nichilista e lo pagano pure.

04.12.04

SENZA PAROLE

Rifiuto solido urbano

Sola, finalmente.
Tutto un mondo deflagra in lei, mentre spinge a forza dietro la porta chiusa a chiave la folla di sospetti, rimproveri e sguardi indagatori che da mesi la insegue e ora bussa furiosa.
Fuori. Tutti fuori.
Serra le mascelle, stringe i pugni, poggia i piedi contro il muro, a far leva, e prega un dio, uno qualunque.
Non voltarmi le spalle anche tu, devo finire, lo supplica.
E' un masso che rotola, inesorabile. Le preme le reni, la travolge in un'ultima spinta ed esce da lei con un grido soffocato.
Fuori! Fuori anche tu.
Stremata, cerca a tentoni le forbici, si risolleva e taglia il cordone.
Non voglio guardare, non voglio.
Ma poi non resiste. Lo tocca piano, a palpebre socchiuse, gli mette una mano sulla bocca, per tacitarne il pianto, cede al desiderio e apre gli occhi.
Come sei, come sei.
Lui è un inerme tremito di freddo, un pianto disperato fatto a immagine e somiglianza che la trafigge per sempre.
Non posso, non posso.
Raccoglie tutte le sue forze, apre il sacco nero e lo adagia dentro. Piange, lo accarezza, non ti accorgi di niente, gli sussurra, e stringe il nodo.
Il sacco si dibatte, urla, si muove, si muove, si muove, si muo...
Fine. Finito.
Svuotata, si rialza, ripulisce di sangue e placenta e piano si riveste.
Prende il sacco, esce e raggiunge a fatica il cassonetto più distante da casa.
Solleva il coperchio, lo getta e torna sui suoi passi, mortalmente sollevata.
E sola, finalmente.

21.11.04

SENZA PAROLE

Oh happy day

Il calendario 2005 di Frate Indovino?
No, grazie.
Un euro per la giornata mondiale dei bambini?
Ho solo una moneta da due euro, mi spiace.
Tre euro per un chilo di riso, il ricavato in beneficienza?
Dannazione, ho lasciato il portafoglio a casa.
Una libera donazione tramite bollettino postale per i biglietti d'auguri realizzati da pittori che dipingono con la bocca o col piede?
Mah. Ci penso.
E la bustina salvavita dell'Unicef, che con una dose di sali reidratanti salva la vita di un bambino affetto da disidratazione acuta?
Eh? Fatemi capire. Con 0,07 euro - il costo di una bustina - si salva una vita e voi mi dite che 2 milioni di bambini sono morti quest'anno per disidratazione e che "secondo l'Unicef queste morti sono inaccettabili, proprio perché bastano pochi centesimi per evitarle"? Ma quand'è che vi licenziano tutti?

15.11.04

SENZA PAROLE

Cretinismi collettivi

"Piace perché è un fenomeno incomprensibile. Non si capisce assolutamente perché possa piacere. E appena si capirà, smetterà di piacere".

Cesare Lanza dixit

02.08.04

SENZA PAROLE

Glasnost

- Guardi, se lei passa al Conto *** gode di parecchi vantaggi.
- Ah sì'? Sentiamo. Io mi sono stufata alquanto dei vostri disservizi e volevo addirittura chiudere il conto da voi.
- Beh, intanto è un conto a canone fisso.
- Quanto risparmierei?
- Dipende da quanti prodotti intende acquistare. Non ha intenzione di investire?
- No. Non ci tengo a moltiplicare i miei quattro pidocchi.
- Comunque lei ha ben poco su questo conto, per cui le conviene lo stesso.
- Faccia un po' di calcoli: quanto risparmierei?
- Dunque, al momento lei paga 20 euro di spese di gestione conto, poi ci sono le comunicazioni bancarie e infine le spese di trasparenza, che dipendono da altri fattori.
- Oh sì, le vostre indispensabili comunicazioni. Mi è scaduta la carta di credito e non vi siete nemmeno sprecati ad avvertirmi in tempo. E poi 'ste spese di trasparenza non so manco cosa siano. A quanto ammontano?
- Mah, non so. Difficile dirle. Proprio per questo le consiglio di passare al Conto ***: almeno lì il costo mensile è fisso e non ci sono spese nascoste.
- Trasparenza, eh?

30.07.04

SENZA PAROLE

Working day

- Com'è andata oggi?
- :-(
- Allora?
- Una dura giornata di ozio.
- In cosa diversa dalle altre?
- A un certo punto, non sapendo più cosa fare, sono andato in bagno e mi sono lavato i piedi.

26.07.04

SENZA PAROLE

Dietro un silenzio

Mi conosco. Arriva sempre il momento in cui salgo in macchina, giro la chiave e il motorino d'avviamento fa i gargarismi, girando a vuoto.
Riprovo dopo una pausa meditativa a dita incrociate. Niente. L'innesco latita e la quattroruote si pensiona, parcheggiata a lato della vita.
Non resta che scendere, chiudere la portiera e rientrare in casa. E' successo di nuovo, mi dico, lo presentivo nei cumulonembi che lievitano imbrociati all'orizzonte, nei borbottii sfastidiati del cielo e nel grigiobuio che scalza il giorno prima dell'ora.
Le avvisaglie mi sono chiare: la voce che si spegne, la mano stanca e una strana quiete rassegnata sono antiche compagne di strada. Amiche forse no, ma salvavita anti corto circuito, quello sì.
"Perché non parli", mi sento dire, mentre mi muore in gola il troppo e il nulla che avrei da dire, taciuto dietro il sorriso di vetro di chi per un attimo, un attimo solo ti ha visto sulle assi di un palcoscenico, mattatore di un dramma in unico atto in cui ora chiami l'applauso del pubblico, ora ne invochi la maledizione e strepitando e pestando i piedi "dammi un segno", urli, "e reagisci, perdio!".
Ma il motorino non gira, la benzina non c'è, la macchina non parte e del resto tu, con me, non saresti mai voluto venire.

23.07.04

SENZA PAROLE

Due, anzi tre

"Che tipo di persona è questo assassino?".
"Uno normale. Uno come me (!)".
"Cos'avete scoperto su di lui?".
"L'abbiamo pedinato e abbiamo indagato a lungo su di lui. Mostra di avere due personalità. Anzi tre, per la precisione".

20.07.04

SENZA PAROLE

Colpo di scema

E adesso daranno la colpa a qualche vicino di casa oppure diranno che è stato il fratellino, colto da un raptus.

16.07.04

SENZA PAROLE

Blog&talk

Ascoltare certe voci è un po' come tacitare il doppiaggio interiore e scoprire a malincuore che Al Pacino non parla come Ferruccio.
Infantile disappunto, come quando nel cuore della notte un imprevisto cascar di scatole di giocattoli svelò i due furtivi impostori che si spacciavano per Babbo Natale.

08.07.04

SENZA PAROLE

La scena primaria

La stagista ce l'ha con i suoi perché "fanno ancora quelle cose a sessant'anni".
"Sentite, belìn", gli ha detto, "per me potete pure fare quello che volete, ma almeno chiudete la porta!".
"Dai, non sei contenta che si vogliano bene e che siano ancora così... così vivaci?", la punzecchiamo.
"No, scusate, voi non capite. La loro camera sta davanti alla cucina e io devo poter fare colazione senza sorbirmi quello che monta la mamma".
Risate omeriche. "Sei una figlia rompicoglioni", le dico.
"Ma senti", replica lei, "certe volte mio padre al pomeriggio mi chiede se per caso non devo andare al supermercato, ti rendi conto?".
"Pover'uomo".
"Lui? E io?", ribatte lei. "La prima volta che li ho beccati avevo sedici anni. Sono arrivata a scuola sconvolta e ho detto ai professori che non ero in giornata perché avevo appena visto questo e quest'altro".
"E poveri anche i professori".

24.06.04

SENZA PAROLE

Come ti fotto il turista

"Mangiato bene?", chiede di prammatica il cameriere, quando passa a riprendere il piatto.
Lo guardi appena e fai una smorfia, che vorrebbe essere un mezzo sorriso d'assenso, pur privo di vera partecipazione.
"Sì, certo. Ottimo il cous-cous di pesce con tutte le scaglie dentro".

23.06.04

SENZA PAROLE

Libero mercato

Viste da qui, sembrano tante formichine. Tutte in fila, una dietro l'altra. Si muove una, le altre seguono per forza d'inerzia.
Così le classi dirigenziali delle aziende. Silurato il primo capoccione e trasferitosi in luoghi più ameni (dalla diretta concorrenza, in genere), comincia la colonizzazione delle terre barbare.
Nel giro di sei mesi, massimo un anno, tutta la cosca trasloca dall'azienda d'origine verso i dirimpettai, fino a che non s'esaurisce il flusso. E poi qualcuno si chiede perché i prodotti si somigliano tutti.

SENZA PAROLE

Fuori dai denti

"I pirla vanno a casa!" titola questo speciale.

03.06.04

SENZA PAROLE

Nel paese delle meraviglie

In casa di Alice è arrivata Alice.
Ha bussato, non invitata, e si è installata. La suscettibile padrona di casa se l'è presa, convinta che nel paese delle meraviglie due omonime siano troppe.
"Eh? Ma siete pazzi? Io non ho mai firmato niente, non ho mai richiesto niente e non intendo pagare!", sbraita con l'operatrice del call center.
La mafia burocratica scuote la testa, dall'altro capo della cornetta.
"Le consiglio di pagare, prima. Poi potrà protestare", si sente suggerire.
Rido, mentre mi dice che questa è la ciliegina sulla torta, dopo l'ultima bolletta da cento euro piovuta grazie al solito programmino che reimposta la connessione internet.
"Siti porno, eh, birbantella".
"E non ho neanche goduto".

01.06.04

SENZA PAROLE

Una questione personale

C'è chi dice ne faccio una questione personale. Chi s'illude - come il mio rimorso - che basti trattenersi sulla riva della parola anonima e immateriale per salvare l'anima della scrittura e continuare indisturbati, come prima che tutto accadesse.
E c'è chi sogna di sparire, cancellare le tracce e scolorire il ricordo di sé per tornare là dove io e me si parlavano e capivano come non facevano da anni.
Ma il terzo sta sulla soglia e guarda, comprende, dice sì, no, forse, dice sempre qualcosa, ma tu non sai a chi.
Non è facile eludere il terzo. Ora plaude e blandisce, ora disapprova e compatisce: al terzo non puoi dire guarda, non hai capito e lascia stare, ché la quadratura del cerchio che mette insieme le mie parole e i miei occhi non c'è.
Non puoi. Al terzo non c'è scampo. Sua è l'ultima parola, tuo l'ultimo silenzio.

SENZA PAROLE

Lo specchio

Sei un orologio fermo, un lungo sguardo duro che il tempo non ammorbidisce, un pozzo silenzioso dentro cui precipitano centinaia di perché e come mai detti.
E sei quello che mi tiene su lo specchio, sempreverde che non impallidisce, ciclico e stagionale, fermo e ostinato come la terra.
Sei il teorema che non torna, lo scacco ai miei postulati, l'errore di calcolo che perplime, la domanda senza risposta.
Aspetto da vent'anni il giorno in cui, stanco, ti vedrò gettare la spugna. Aspetto ma non so. Forse hai ragione tu: non capisco niente.

31.05.04

SENZA PAROLE

Fanalini di coda

"Peggio di noi, solo la Grecia". Quante volte l'ho sentita questa frase? Qualunque sia la nuova meta verso la quale corrono la tecnica e la civiltà occidentale - dall'espianto di organi alle convivenze gay - , le recalcitranti Italia e Grecia risultano sempre in coda alle classifiche dei meritevoli. Curioso, no?

SENZA PAROLE

Allah ti vede, Mao no

C'è maretta al paesello. La comunità islamica prenota il campo di calcetto al bocciodromo e lo trasforma in un'improvvisata moschea, andandoci a pregare invece che a infilare il pallone in porta. Mentre infuriano le polemiche, la sinistra, serafica, propone che la biblioteca comunale acquisti libri in arabo. "Mancano perfino libri di letteratura italiana", protesta un consigliere. "Fascista, nazista", gli rispondono. E i cinesi stanno a guardare.

24.05.04

SENZA PAROLE

Babelfish

"Leggete questo post, è bellissimo".
(trad. "La pensa proprio come me, non è meraviglioso?")

14.05.04

SENZA PAROLE

Addii

A caldo, è ancora tutto malleabile come metallo incandescente. Ma è quando la lama si raffredda che s'avvicina la decisione. Un taglio netto e nessun ritorno.

10.05.04

SENZA PAROLE

Colpa di Alfredo

Grande rammarico, sabato sera, quando torno a casa e scopro di essermi persa una signora puntata de L'infedele, cui intervenivano Emanuele Severino, Franco Volpi e Vattimo, per citare solo alcuni degli ospiti.
Quel poco che sento in chiusura di trasmissione mi basta per concludere che Severino è il solito pazzo.
Solo a lui può venire in mente di andare in televisione a dire, secco secco: "I motivi del tramonto del comunismo sono gli stessi che porteranno alla fine del capitalismo e del cristianesimo". Ho sentito Lerner deglutire.

07.05.04

SENZA PAROLE

Ondate migratorie

Amici e colleghi migrano inspiegabilmente verso MSN Messenger, abbandonando il fidato Icq. Perché, perché, perché, ho chiesto. Inutile. Gli innamoramenti mica si spiegano. Beh, mi sono iscritta anch'io per verificare. Nessun colpo di fulmine, al momento. Dev'essere uno di quei messenger carini che non mi acchiappano.

03.05.04

SENZA PAROLE

Benedetti uffici stampa

Stamattina, momento di puro sollazzo all'apertura della casella di posta. Ricevo una newsletter inviata a mezzo mondo, con tutti gli indirizzi in chiaro. Così, se voglio importunare via email una serie di papaveroni tra intellettuali, giornalisti, politici, figli di e illustri blogger non ho che da scegliere.

28.04.04

SENZA PAROLE

Il caso Bilancia

Si fa presto a dire giornalismo. A me quelli che pretendono di sondare il lato oscuro della mente umana con un paio di occhialetti tondi inforcati su domandine da strapazzo fanno ridere.
Del resto, mentre l'arte latita, la letteratura è iscritta a un corso di scrittura cretina e alla politica è venuto l'ictus, il meno che possa capitare è che una manica di grattugiaballe in cerca d'autore si picchi d'essere la reincarnazione di Buzzati e ci venga a titillare con la cronaca nera, tra un quiz e un tip tap.
E tutto questo perché in Rai non sapevano che cartucce spararsi contro la concorrenza spietata di quel fondo di magazzino della De Filippi, tal Costantino.

20.04.04

SENZA PAROLE

Cerco l'uomo

Ah, quanto acume, queste faccette ordinarie, scipite e buone per tutte le stagioni. Che consolazione questa bellezza d'asino assai ragliata, d'occhi spenti e cosce cascanti, di curiosità malevole, tette ignoranti e battute attiragonzi.
Che luccicore la cultura da aperitivo, i weekend da figli di babbo, il bavaglino al collo, il ciripà al culo e l'orrore simulato per le cose brutte del mondo.
Uh, la sagacia delle anime belle, il successo, la letteratura da supermercato e le mirabili iniziative da salotto buono, tutti in cerchio col Sapientino.
Ah, lo spettacolo del loro darsi di gomito, patetica corte dei miracoli alla porta dell'editor col grugno mastino, e la tenacia, l'ostinata volontà di potenza che trivella e trivella prima o poi il varco si apre e il fumo maître à penser invade le stanze.

Scende il silenzio, plana, greve, la stanchezza. Io non amo. Da sempre, non amo. Te solo ascolto, che in pieno giorno reggi una lampada accesa: cerco l'uomo, mi dici.

16.04.04

SENZA PAROLE

Cannoli ai porci

Non gli ha offerto nulla, il giorno in cui ha compiuto gli anni, passando col vassoio oltre, in segno di evidente spregio. Oggi, che il festeggiato era lui, ha mangiato, s'è riempita lo stomaco e gli ha fatto cadere dall'alto un'ironia fuori posto: "Grazie, sono molto stupita per la tua generosità".

SENZA PAROLE

Cervelli spappolati

Tutte le occasioni sono buone, per certuni. Sempre la solita solfa, sempre. La solita piccola storia ignobile di chi si indurisce simulando uno spirito critico che non cede di fronte a nulla, di chi fa l'ecumenico fingendo di amare l'umanità intera e di piangere per tutte le vite che ogni minuto secondo uno schifo di guerra o la malasorte spediscono all'altro mondo, senza eccezioni.
E proprio perché il destino di cinque miliardi di persone pesa sulla sua animella con tutto il suo gravame di disgrazie non può mica scegliere un dignitoso silenzio, di fronte a uno che muore da uomo, o parole almeno un po' rispettose. Non può, no che non può.
Ah beh, ha le sue sacrosante ragioni, l'individuo. Ce l'ha coi buttafuori, ce l'ha coi militari, ce l'ha coi mercenari, ce l'ha con quelli che si pigliano due pallottole nel cranio per l'avidità (ma senti che sermone, senti!) di guadagnare diecimila euro al mese.
E mica si vergogna di fare i conti in tasca a un cadavere. Si sente nel giusto, anzi. Di più, è indignato per l'ipocrisia generale e la retorica annessa, lui che scrive cazzate grondanti populismo da due soldi, del genere "nella mia squallida vita ho avuto molti più problemi con i buttafuori e con i militari di vario grado che con palestinesi che mi si fanno saltare addosso". Patetico.

SENZA PAROLE

A occhi aperti

Sembrava facile. Sembrava bastasse metterli in ginocchio, coi passaporti in mano e i mitra alle spalle. Dì il tuo nome, dillo due volte. Un gioco da ragazzi, umiliare la dignità di un uomo davanti al mondo intero. Poi, l'imprevedibile. Uno alza la testa, pretende di aprire gli occhi e di guardare in faccia la fine che arriva da dietro, vigliacca, alle spalle. Guarda come so morire ti dice serafico e la grandezza di quell'uomo bendato, a mani legate e con una pistola alla tempia ti sconfigge con la sua insospettata e sconvolgente irriducibilità. Ora vengono a dirci, i microfonati di Al Jazira, che per questioni di deontologia professionale non hanno mostrato quelle immagini. Troppo cruente, si sono giustificati. Bugiardi. Non le hanno mandate in onda per ben altri motivi.

15.04.04

SENZA PAROLE

C'è qualcosa nell'aria

Animali meditabondi, stamattina. Mentre esco con la macchina, mi accorgo di una macchia rossiccia nell'erba. È il gatto dei vicini, saporitamente assopito vicino al cancello. Innesto la retromarcia e vado dritta verso l'uscita, sfiorandolo di poco: niente, neanche una piega. Strano, penso, normalmente fugge anche di fronte alla sua ombra. Arrivo al solito parcheggio, scendo, percorro a piedi tutto l'isolato e mi avvicino all'entrata dell'ufficio.
Un topo sul marciapiede. Lo guardo due volte, incredula. Non sto sognando: è proprio un topo e se ne sta immobile, rannicchiato e ingobbito ad annusare un pezzetto di pane o di formaggio, non capisco bene. Passo vicinissima a lui, mi aspetto che almeno alzi il muso, si ritragga, insomma, che faccia qualcosa. Niente, neanche una piega. Mi volto ed è ancora lì, marmorizzato nella stessa posizione. Solo le narici si muovono.
Oggi va così: gli animali pensano, profondamente concentrati. C'è qualcosa nell'aria, sì, e mi piacerebbe sapere cosa.

Update: mi telefona un collega, alle 19.30, e mi dice che il "mio" topo è ancora lì, fermo sotto la pioggia, a fissare un punto indistinto davanti a sé. Gli ha fatto pure una foto con il telefonino. Veramente inquietante.

14.04.04

SENZA PAROLE

Scusa un corno

Qua e là mi è capitato di aprire pop up che esordivano con questo simpatico messaggio:
Scusa ma non ti è permesso lasciare commenti su questo blog

Marò, quanto mi infastidiscono questi atteggiamenti da clubbettino chiuso e supponente. Ma ripigliatevi, va.

07.04.04

SENZA PAROLE

Lavoratori!

"Lavoratori!". Perentorio quanto grottesco, il richiamo sferza il torpore cerebrale di questa manica di nullafacenti sbarcalunari senza arte né parte, chierichetti svogliati di una liturgia solenne con l'ostia in mano, le dita nel naso e le Superga che fanno capolino sotto la tunica. "Lavoratori!" si sente gridare a gran voce, mentre dal retrobottega della memoria si leva chiaro il suono di una sonora pernacchia e il gesto dell'ombrello, irriverente e vitellone. Profetico Sordi.

29.03.04

SENZA PAROLE

Carta straccia

Cassa integrazione, chiusure, licenziamenti, proprietà in mano al curatore fallimentare: qui come altrove il boom economico è un lontano ricordo. Eppure i conti non tornano al paesello. Trentamila abitanti circa, un relativo benessere, molta quiete, pochi furti, ché i topi d'appartamento e i ladri d'auto vanno tutti in trasferta nei comuni vicini, rari arresti per spaccio di droga e trentasei, dicasi trentasei sportelli bancari. Uhmmm, no, i conti non tornano.

25.03.04

SENZA PAROLE

Spaventapasseri

Lo incontro pressoché tutti i giorni. Non so chi sia, né come si chiama. So solo che frequenta questi stessi corridoi e che un giorno ha preso a salutarmi. "Ciao", ricambio sempre. Capita l'altro ieri che mi trovi a girovagare per stanze sconosciute cercando una persona e che, vedendolo passare, gli chieda informazioni: "Scusa, sai per caso...?".
Ha smesso di salutarmi. Ecco, non vorrei si fosse intimidito, di fronte alla mia scabrosa domanda, perché magari quel giorno lì non aveva i boxer del colore giusto. Del resto lo so: non capita tutti i giorni che una spaventapasseri ti chieda un'informazione.

24.03.04

SENZA PAROLE

I commenti che non ti ho scritto

Mi ritrovo a leggere, ad aprire la finestra dei commenti, a compilare i campi con i miei (miei?) dati e a fissarla per dieci minuti buoni. Poi scrivo, cancello e chiudo. Chiari sintomi della fase machimelofafare, noneraimportante, lasciamoperdere, stazittacheèmeglio.

23.03.04

SENZA PAROLE

Quelli del folletto

"Sì, chi è?".
"C'è un avviso per lei".
"Un attimo".
Il postino a quest'ora, mentre sono ancora in pigiama, 'orcoggiuda?
"'Giorno, lei ha mai sentito parlare del folletto?".
Ah, il postino un beneamato. Ma tu guarda 'sti scimuniti, fanno i furbi con la storia dell'avviso.
"Il tristemente noto folletto, intende, quello che nonna ormai - ogni volta che un rompicoglioni suonava al campanello - diceva "sono quelli del folletto" anche se erano i Testimoni di Geova?".
"Veramente... sì, quello, ecco".
"Come evitare di conoscerlo?".
"La prossima settimana passiamo per una dimostrazione".
"Un peccato perdersela. La saluto".

19.03.04

SENZA PAROLE

Costantino chi?

"Pronto".
"Gne gne gne gne".
"No, scusa, l'intervista nun se fa ora, sto a guardà Costantino alla tivvù".
"Ah, scusi per l'interruzione".
"Poi te racconto".

18.03.04

SENZA PAROLE

In carriera

"Molto da lavorare?"
"Eh, sì".
"Ma tutti i giorni così?"
"Devo farmi una posizione".
"Senti un po', ma perché non te la fai con me una posizione?".

SENZA PAROLE

Bon ton d'ufficio

Benedetta stagista. La poverina è sconvolta. Quando le chiedono come si trova qui in ufficio, non sa cosa rispondere.
"Sono tutti più grandi di te, vero?"
"Eh, sì, sarebbero più grandi, però, veramente..."
"Che succede?"
"Mah, uno lo chiamano sistematicamente chiattone, l'altro minimè o nano, perché è piccolo, un'altra puttanella...".

11.03.04

SENZA PAROLE

La nausea

Dev'essere per un eccesso di nausea metafisica che quella fisica non so nemmeno cosa sia.

SENZA PAROLE

Ogni favola è un gioco

Che finisce quando si arriva a dirsi: "Stiamo solo giocando".

09.03.04

SENZA PAROLE

Nel guscio

Venerdì sera ho mangiato in un ristorante siciliano, a Milano. Anzi no, è più corretto dire che ho stramangiato. Dopo portate di pesce pesce pesce, sono stata finita con un cannolo grande così. Beh, l'unico piatto un po' snobbato dai quattro moschettieri a tavola è stato un piatto di lumache. Niente a che vedere coi babbaluceddi che da bambina mi piacevano tanto e reclamavo sempre in una lingua tutta mia - nonna, mi fai le lucamine?
Io li guardavo, questi animaletti rintanati nel guscio, e mi sentivo tanto simile a loro.

SENZA PAROLE

The voice

"Poi ne parliamo lunedì".
"Senz'altro".

Ma che m'importa di tutti questi problemi tecnici! Tu parla, parla, beautiful voice, che io quasi m'addormento d'un sonno ipnotico, capisco la metà e dico sempre di sì.

05.03.04

SENZA PAROLE

L'illusionista

Elegantissimo, con un mantello nero brillantato sulle spalle, si inchina al pubblico, sorride, apre l'astuccio nero ed estrae lo strumento. Mentre la lama seghettata della sega riluce sotto i riflettori, entra in scena lei, raggiante, felice di infilarsi nel loculo che l'attende a centro sala e pronta a offrirsi in sacrificio. Et voilà. Il taglio - netto e preciso - separa le due metà di un sogno. Anima e cuore da una parte, il resto del corpo dall'altra: la donna ideale, signori.

03.03.04

SENZA PAROLE

Regressione

A proposito d'età. Il tizio che mi dà ostinatamente della sedicenne e che aggiunge: "trovi sempre una scusa per non compiere mai i 17" non ha tutti i torti. Sono in piena regressione adolescenziale. Rivolgetemi la parola, chiedetemi una qualsiasi cosa che non sia strettamente speculativa, e io arrossirò. Violentemente, stupidamente, irrimediabilmente.

02.03.04

SENZA PAROLE

Generazione di fenomeni

Taormina, l'estate scorsa. Un gruppo di bambini gioca con la sabbia ghiaiosa: vogliono costruire un castello e hanno cominciato a scavare il fossato tutto intorno, con tanto di cinta turrita.
Un moccioso duenne in pannolino li guarda poco lontano e, appena vede che le mura difensive sono pronte, parte all'attacco, lanciando un grido di guerra: "Ahhh!". Atterra col piede giusto giusto sul terrapieno appena compattato.
Mi aspetto che si scateni una rissa da bar in scala ridotta. Invece niente. Alcuni bambini alzano lo sguardo perplessi e ciondolano la testa, disapprovando. Uno di loro sbuffa e prega il piccolo teppista di andare a giocare altrove.
Figuriamoci. Pannolone se ne va via a culo dritto e sembra che la cosa sia risolta lì. Invece sta solo temporeggiando. Lascia che loro ricostruiscano le mura distrutte, riprende la rincorsa e "Ahhh!". Colpito e affondato.
"Bambino, va' a giocare più in là", gli dice il biondino beneducato, mentre io rimango a bocca aperta di fronte a cotanto aplomb. Cerco con lo sguardo i genitori di Pannolone: lei è una ventenne precocemente imbolsita, lui, un mastino castrato, osserva con lo sguardo assente le prodezze del suo piccolo clone e non fa una piega.
La scenetta va avanti per tre quarti d'ora buoni: i ragazzini costruiscono e lui distrugge, sistematicamente. A un certo punto, tutta la spiaggetta davanti all'Isolabella è presa da questo cinemino, dove si spera voli un meritato scapaccione, prima o poi. Niente. "Bambino, per favore, se fai così non ti facciamo giocare".
Non credo alle mie orecchie. Mi confronto con una generazione di alieni che sembra uscita da un telefilm. La conclusione è misera: a breve distanza, partono le ultime due-tre spedizioni punitive. "Ahhh, ahhh, ahhh. Ho vinto!", grida Pannolone trionfando a braccia alzate sulla sabbia bagnata, mentre gli altri raccolgono secchiello e paletta, in silenzio. Basita, osservo questo sparuto gruppetto di piccoli gandhiani. Ce la metto tutta, ma non li capisco. La madre, annoiata, rotola sulla spugna e riprende a dormire. Sogni d'oro.

SENZA PAROLE

Presto, nasconditi!

Giochiamo, dai. Facciamo che tu sei un conte e io una contadina. Oppure no, facciamo che io sono una contessa e tu un contadino (sì, così mi pare meglio). E ce l'hanno tutti con noi, che ci amiamo a dispetto di tutto.
- Attento, attento, che arriva il nemico. Presto, vieni qui, nasconditi dietro la tenda!
- La tenda è corta, tesoro, ti si vedono le scarpe.
- Ssssttt, ci sentono!

- Voglio fare anch'io la sceneggiatrice di successo, caro. Ho già pensato a un nome d'arte: Bambi PiGreco Puppini.
- Brava, fantastico.
- Ho in mente una storiona d'amore in costume. Consigli da darmi?
- Punta tutto sui cavalli, loro sono bravissimi.

24.02.04

SENZA PAROLE

Lutto

Ho perso tutte le vostre mail. Se sul portatile di casa non riuscirò a leggere nemmeno le ultime, non mi rimarrà che il suicidio.

18.02.04

SENZA PAROLE

Benvenuto

Dice che è finito su Marte e che di post, commenti, sms non gliene importa più nulla. Ok, non dice nulla. È più icastico, come sempre. Insomma, benvenuto.

09.02.03

SENZA PAROLE

Sentiti ringraziamenti

In metropolitana (sentita da U* sotto Natale):
"Buon Natale a tutti! Una moneta, prego, una moneta". Tende il bicchiere di carta di una Coca Cola media, tutto smangiato ai bordi, sbuffando per soffiar via il ciuffo lungo dagli occhi. Olivastro, faccia da schiaffi e accento slavo, il ragazzo ripete la sua nenia con voce monocorde, senza guardare in faccia nessuno: "tanto bene tanta fortuna tutti vostri cari, una moneta, prego". Una, due stazioni, poi capisce che questa gente ha il cuore di pietra. Ma le buone maniere sono buone maniere: mentre esce, a mani vuote, esclama: "Grazie, diocristo!"

07.02.03

SENZA PAROLE

L'implacabile

Ah ah ah... Igino-Knauss colpisce ancora.

29.01.03

SENZA PAROLE

U* dixit

"Sto facendo più moffa di un formaggio alpino". Da La vita agra di un programmatore cipiùppiù.

20.01.03

SENZA PAROLE

Esselunga rap

Compra, fidaty, cogli l'occasione, paga due e prendi tre /
forza, corri, abbiamo innumerevoli vantaggi in serbo per te /
avanti, presto, riempi il carrello, raccogli i punti e vinci un ombrello!

SENZA PAROLE

Sprechi

S* dixit: "Ho un oroscopo fantastico e lo sto sprecandoin questo posto di merda".

15.01.03

SENZA PAROLE

Quando scappa, scappa

Te la ricordi come correva in bagno con uno scatto da centometrista, picchiando selvaggiamente la porta chiusa? Nemmeno Sonia Braga in Dancin' days avrebbe recitato una minaccia di aborto come fosse un attacco di dissenteria.

14.01.03

SENZA PAROLE

Matiz

Compra una Daewoo Matiz, mi dice.
Carina, economica, consuma poco.
Sarà. A me ricorda tanto le polacchine correttive che mi costringevano a indossare da bambina perché ero (fin da allora e per eredità genetica) una piedipiatti. Le scatole cinesi passino, ma quelle sudcoreane, per di più rottamate da General Motors, no!

11.01.03

SENZA PAROLE

Tabaccaia rapinata

Tabaccaia rapinata tra botte e minacce: "Che male!".
"Il boom" è alla fonte.
Ancora una spaccata ma i ladri non vanno a segno.
Picchiata a sangue perché non voleva mollare la borsa.
Servizi anche ai ricchi.
Assalto alla meningite.
Pace, non a muso duro.

La provincia è riassunta qui, nel modo in cui apostrofa se stessa sul giornale locale. Si vive col gomito. Ci si dà di gomito. Si lavora con olio di gomito. Si alza un po' il gomito. E poi si scrive.

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

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