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08.02.10
SENZA PAROLE
Amare significa non dover mai dire "Viva il Führer"
Guia Soncini riporta in buona fede questo fantasioso aneddoto sulla relazione tra Martin Heidegger e Hannah Arendt. L'aneddoto che tal professore di latino e greco ha raccontato all'allieva trasognante vede un Heidegger duramente fedele all'amore di vent'anni prima (quando, professore accasato e con figli, invitava la matricola diciottenne nel suo studio di notte, attraverso un segnale convenuto) il quale, intabarrato e "spaurito", si confonde nel pubblico accorso ad assistere alla conferenza dell'ormai affermata Arendt. Lei lo riconosce tra mille e lo saluta, accesa di inestinguibile passione. Non andò così, naturalmente. Hannah - che non aveva affatto "sposato un uomo di convenienza" (Gunther Stern) come afferma cotal professorino - non aveva gran voglia di rivedere Heidegger nel '50, quando tornò in visita in Europa. Non ne aveva voglia, come confidò all'amico Blucher, e nello stesso tempo non poteva sottrarvisi. Dopo aver fatto visita al maestro Jaspers, col quale s'era poi laureata dopo che Heidegger l'aveva caldamente invitata a cambiare ateneo, e dopo avergli svelato per la prima volta dopo tanti anni la lunga relazione con Martin, Hannah andò a Freiburg e lì ruppe gli indugi: scrisse a Martin proponendogli un incontro nell'albergo in cui alloggiava. Lui si presentò immediatamente e la invitò a cena a casa sua, alla presenza della "terribile" Elfride, la moglie alla quale aveva ormai confessato la relazione con Hannah. Alla cena seguirono molte lettere, una anche tra Hannah ed Elfride, e altri incontri più o meno chiarificatori. Heidegger desiderava che le due - l'ebrea e l'antisemita! - diventassero amiche e così ovviamente non fu, nonostante l'immensa pazienza della Arendt. Al di là della dinamica della relazione tra i due, io impazzisco all'idea che un professore imbottisca la testa di una studentessa di improponibili revisionismi del genere: "Martin, che era iscritto al partito nazionalsocialista, nonostante non ne condividesse le idee", "finita la guerra cadde in disgrazia, come tutti coloro che avevano rivestito una qualche carica sotto il nazionalsocialismo". Heidegger innamorato, Heidegger appassionato, Heidegger disgraziatamente e immeritatamente caduto in disgrazia, Heidegger in disaccordo con i principi del nazionalsocialismo, Hannah che si sposa il primo che passa perché, povera ebrea, ha bisogno di sostegno: le cose che non si dicono per impapocchiare un'allieva ingenua! E questa è l'unico schietto insegnamento che proviene dall'omininicchio Martin, che ahinoi conviveva con il geniale professor Heidegger. Io Hannah, l'innamorata, sì, la fedele Hannah, preferisco ricordarla così, lucida nonostante tutto:
Questo suo vivere a Todtnauberg imprecando contro la civiltà e scrivendo "Sein" con la y è davvero, se vogliamo parlare con franchezza, soltanto la tana del topo in cui si è ritirato partendo dal presupposto, peraltro ragionevole, che un personaggio come lui ha bisogno di vedere solo uomini pronti a un pellegrinaggio e sospinti da incondizionata ammirazione. Non è facile che uno salga a 1200 metri per fare una scenata a quell'uomo. Se poi qualcuno lo facesse, troverebbe un uomo esperto nel mentire; costui farebbe affidamento sull'azzurro del cielo e sul fatto che nessuno, guardandolo in faccia, vi riconoscerebbe i tratti del mentitore. Egli ha creduto bene di poter pagare il proprio debito nei confronti del mondo in questa maniera, e quanto più è possibile a buon mercato; di riuscire a svignarserla, con un imbroglio, da ogni situazione sgradevole, e di poter fare filosofia e soltanto filosofia.
Shangri-La, 23:23
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