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19.08.09
IL PUNTO
Se sei figlio della solita illusione e se fai confusione
Questi leghisti sono formidabili. Ora c'è questo studente 24enne che scrive a Galli della Loggia, sul Corriere della Serva, per elencare le sue rimostranze di padano trattato come una «mucca da mungere». Inizia, il ragazzino, a sconfessare l'Unità d'Italia (come se non dovessero avanzare simili lagnanze anacronistiche le singole regioni di tutte le nazioni del mondo) e termina lamentando la paura che «l’Italia di domani di italiano non avrà più nulla». Decidersi, ragazzo, decidersi. Il suo timore, povera stella, è che ciascuna cultura venga considerata sullo stesso piano (ma dio santo, dove studiano questi mocciosi?), che si perda «quel poco di memoria storica che ancora abbiamo» (e sul quale lui e i militanti leghisti sono i primi a sputare) e che si finisca tutti come i Romani (la «romanità perduta» la cui illusoria restaurazione attribuisce egli stesso a inizio lettera al fascismo). Urge ripassino di Storia Romana e robusta cura di fosforo, tanto per rinfrescarsi la memoria su come le truppe romane abbiano ottenuto l'unificazione dell'Impero (un bel po' più grande dell'attuale Italietta).
E poi ci sono le mammolette di Verona, che protestano contro il burkini in piscina perché «spaventa i bambini». Fesserie. Mio figlio, che pure è una radiolina sempre accesa e chiede conto di tutti, anche indicando col dito nonostante le mie vivaci proteste («Perché quel signore è a torso nudo?»), non ha mai mai fatto la benché minima osservazione sull'abbigliamento di alcune mamme dei suoi compagni di scuola, nemmeno su quella del suo caro amico egiziano. Per questi bambini il mondo interraziale in cui vivono è la beata normalità: lo prendono come un dato di fatto. La cosa buffa è che magari notano occhi a mandorla e pelle nera negli adulti che incontrano, ma non nei loro coetanei. Ma nel veronese (dove si sa che che l'ingegno abbonda) ne è nata, in zona, una querelle sul «comune sentire», che per alcuni dovrebbe dettar legge in materia di comportamenti. Insomma, fare il bagno vestiti sarebbe contrario al buon senso occidentale. Ora. Ma a parte i celebri bikini testimoniati dai mosaici di Piazza Armerina, tutti sanno (o dovrebbero sapere) che a inizio Novecento (e in molte zone ancora fino agli anni '50) si usava stare al mare vestiti da capo a piedi. Scoprirsi era giudicato molto sconveniente. Ricorda Placida Signora che nel 1906 l'australiana Annette Kellerman fu arrestata negli Usa, multata e rimpatriata per aver osato presentarsi a una gara di nuoto indossando un costume che le lasciava scoperte le cosce. Il mondo è vario e i tempi cambiano: ogni occasione è buona per insegnarlo ai propri figli.
Shangri-La, 15:20
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