Alla finestra
Volti, mari e bellezze senza tempo.
Argomenti
BOOKMARK
DIETRO LA LAVAGNA
GLORY DAYS
I NUOVI RACCONTI DEL MARESCIALLO
I WILL SURVIVE
IL CIRCOLO DEI VASTASI
IL PUNTO
INDICE PUNTATO
L'ARCO E LA FRECCIA
MIGLIOR COMMENTO
SENZA PAROLE
STRETTAMENTE PERSONALE
TRENDY
Come eravamo
Settembre 2012
Aprile 2011
Marzo 2011
Novembre 2010
Ottobre 2010
Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009
Agosto 2009
Luglio 2009
Giugno 2009
Maggio 2009
Aprile 2009
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008
Agosto 2008
Luglio 2008
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007
Novembre 2006
Ottobre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Giugno 2005
Maggio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Agosto 2004
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
Novembre 2003
Ottobre 2003
Settembre 2003
Agosto 2003
Luglio 2003
Giugno 2003
Maggio 2003
Aprile 2003
Marzo 2003
Febbraio 2003
Gennaio 2003
Links...
+ Errore404
+ 2x0
+ Malvino
+ Forma mentis
+ Azioneparallela
Velociter
+ RSS 2.0
|
|
poWWWered by
|
|
« Luglio 2009 |
torna alla pagina principale
| Settembre 2009 »
27.08.09
INDICE PUNTATO
Il pianeta delle scimmie
Il trailer di Videocrazy non verrà trasmesso dalle reti Mediaset perché (ipocriti!) rappresenterebbe un j'accuse alla tv commerciale. Ma nemmeno la Rai lo manderà in onda: secondo la pseudo tv pubblica il film violerebbe la par condicio (!) anche al di là della campagna elettorale. Ergo, il film potrebbe essere trasmesso qualora fosse seguito o preceduto a stretto giro da una pellicola che sostenga la tesi opposta, ossia che la tv italiana non è a partire dall'era berlusconiana tutta una ballonzolar di cretine siliconate (telegiornaliste comprese), ma un meraviglioso fiorire di genio femminile. Uhm. E' un'idea per un bel film di fantascienza: possibile non ci sia, in mezzo a una tal pletora di connazionali in braghe di tela di fronte al Cavaliere, qualche volenteroso sceneggiatore, qualche regista che, come Feltri, non abbia semplicemente la «stoffa del cortigiano» ma proprio quella del giullare di corte tout court? In ogni caso il punto è che il Cainano ha dato al popolino quel che il popolino voleva: il sogno mediatico di donnette disponibili che sculettano sorridenti, non fanno paura e ti accarezzano accondiscendenti e affettuose la pelata. Il guaio è che non esiste rappresentazione fantasmatica che, insistita a tal punto, non si trasformi in realtà. Oggi le carezzevoli scimmiette pronte a coccolare il maschietto sfibrato di turno si sono trasformate nel braccio armato di una virilità da operetta che lascia loro la cura delle retrovie perché deve pur dar qualche segno visibile del proprio privilegio testosteronico. E mentre queste idiote pensano di aver fatto passi avanti non s'avvedono di come ogni professione o ruolo che sia ormai svilito diventi automaticamente il regno delle donne (la scuola, il giornalismo, la medicina, la politica delle servette, eccetera).
inviato da Shangri-La, 12:26 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
SENZA PAROLE
Oltre ogni immaginazione
Questa non la sapevo. In breve, da un paio d'anni a questa parte in Lombardia - regione sotto scacco di CL -, qualora una donna abortisca (anche spontaneamente) e qualunque sia il numero di settimane di gestazione alle quali la gravidanza si interrompe, viene chiesto alla donna - a isterosuzione eseguita - di compilare un modulo tramite il quale è possibile scegliere se celebrare al feto un funerale (al costo di 3000 euro) o se destinarlo alla sepoltura in una fossa comune.
inviato da Shangri-La, 01:01 | permalink
| commenti (2)
| TrackBack (0)
24.08.09
STRETTAMENTE PERSONALE
Che il vento ti disperda
E così tal Carmine Di Martino, sedicente filosofo e all'epoca scherano di Sini, è un ciellino. Di quelli, addirittura, che intervengono a parlare al Meeting degli sciroccati di Rimini. Molto bene. Le fiamme eterne dell'inferno, destino di tutti i ciellini, mi paiono una punizione sufficiente per quest'emerito e per i compari suoi.
inviato da Shangri-La, 17:11 | permalink
| commenti (2)
| TrackBack (0)
19.08.09
IL PUNTO
Se sei figlio della solita illusione e se fai confusione
Questi leghisti sono formidabili. Ora c'è questo studente 24enne che scrive a Galli della Loggia, sul Corriere della Serva, per elencare le sue rimostranze di padano trattato come una «mucca da mungere». Inizia, il ragazzino, a sconfessare l'Unità d'Italia (come se non dovessero avanzare simili lagnanze anacronistiche le singole regioni di tutte le nazioni del mondo) e termina lamentando la paura che «l’Italia di domani di italiano non avrà più nulla». Decidersi, ragazzo, decidersi. Il suo timore, povera stella, è che ciascuna cultura venga considerata sullo stesso piano (ma dio santo, dove studiano questi mocciosi?), che si perda «quel poco di memoria storica che ancora abbiamo» (e sul quale lui e i militanti leghisti sono i primi a sputare) e che si finisca tutti come i Romani (la «romanità perduta» la cui illusoria restaurazione attribuisce egli stesso a inizio lettera al fascismo). Urge ripassino di Storia Romana e robusta cura di fosforo, tanto per rinfrescarsi la memoria su come le truppe romane abbiano ottenuto l'unificazione dell'Impero (un bel po' più grande dell'attuale Italietta).
E poi ci sono le mammolette di Verona, che protestano contro il burkini in piscina perché «spaventa i bambini». Fesserie. Mio figlio, che pure è una radiolina sempre accesa e chiede conto di tutti, anche indicando col dito nonostante le mie vivaci proteste («Perché quel signore è a torso nudo?»), non ha mai mai fatto la benché minima osservazione sull'abbigliamento di alcune mamme dei suoi compagni di scuola, nemmeno su quella del suo caro amico egiziano. Per questi bambini il mondo interraziale in cui vivono è la beata normalità: lo prendono come un dato di fatto. La cosa buffa è che magari notano occhi a mandorla e pelle nera negli adulti che incontrano, ma non nei loro coetanei. Ma nel veronese (dove si sa che che l'ingegno abbonda) ne è nata, in zona, una querelle sul «comune sentire», che per alcuni dovrebbe dettar legge in materia di comportamenti. Insomma, fare il bagno vestiti sarebbe contrario al buon senso occidentale. Ora. Ma a parte i celebri bikini testimoniati dai mosaici di Piazza Armerina, tutti sanno (o dovrebbero sapere) che a inizio Novecento (e in molte zone ancora fino agli anni '50) si usava stare al mare vestiti da capo a piedi. Scoprirsi era giudicato molto sconveniente. Ricorda Placida Signora che nel 1906 l'australiana Annette Kellerman fu arrestata negli Usa, multata e rimpatriata per aver osato presentarsi a una gara di nuoto indossando un costume che le lasciava scoperte le cosce. Il mondo è vario e i tempi cambiano: ogni occasione è buona per insegnarlo ai propri figli.
inviato da Shangri-La, 15:20 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
14.08.09
SENZA PAROLE
Nessuno dei due usa il preservativo, in effetti
Berlusconi: «Con il Papa i rapporti non sono cambiati».
inviato da Shangri-La, 23:14 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
13.08.09
INDICE PUNTATO
In questo mondo di ladri
La Regione Lombardia mi avvisa che devo pagare il bollo auto e mi elenca per lettera tutti i posti in cui posso andare a farmi rapinare di questi 129 euro. Decido di pagare via web e inizialmente provo a controllare se il mio conto online mi consente di evitare altri balzelli aggiuntivi: niente da fare, tra le tante regioni che posso selezionare - occhio e croce c'è tutta Italia - manca proprio la Lombardia, che si avvale come unici intermediari di Banca Intesa e della Banca Popolare di Sondrio (amici di? Chissà). Comunque si decida di pagare, direttamente tramite Taxtel o passando attraverso la sezione tributaria del sito della Regione, la commissione è di 2,32 euro, che all'atto del pagamento lievitano a 2,58. Poi un giorno una qualche associazione dei consumatori si darà pena di battagliare contro queste forme di estorsione autorizzata, si troverà un cavillo che ne dimostrerà l'illiceità e magari, a dio piacendo, ce ne libereremo. Tra venti o trent'anni circa, non prima. Nel frattempo, cornuti e mazziati.
inviato da Shangri-La, 19:48 | permalink
| commenti (2)
| TrackBack (0)
INDICE PUNTATO
Il Corriere della Serva
Dopo anni e anni di fedele lettura e acquisto, non compero più il Corriere della Serva. Una sola Fiorenza Sarzanini non può fare primavera, quindi adieu. E tuttavia la mancanza si fa sentire. Ogni volta che mi tocca aprire un melone, busso da mio padre: «Che c'hai...?». Lui già sa, annuisce e mi allunga una copia sgualcita.
inviato da Shangri-La, 19:40 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
INDICE PUNTATO
L'ipocrita
Carlo Sini fa la sviolinata al coraggio di Emanuele Severino in occasione degli 80 anni di quest'ultimo.
inviato da Shangri-La, 17:10 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
I WILL SURVIVE
Meglio sole, meglio poche e incazzate
Si discute, sulle pagine de L'Unità, della condizione femminile in Italia nell'era berlusconiana. In una conversazione con la docente universitaria Nadia Urbinati, Concita De Gregorio lancia un appello unitario alla condivisione delle forze, alla comune ribellione, all'alzarsi di una voce di protesta collettiva che spezzi il triste, ripiegato e lamentoso individualismo femminile. C'è bisogno di politica, dice, pur nella consapevolezza che «Il dissenso infastidisce, non se ne comprende il valore né l’utilità, non si tollera». Le fa eco in un editoriale di simile tenore Lidia Ravera, convinta che sia ormai necessario riprendere le fila di una rivoluzione, quella femminista, interrotta e perciò involuta. Mah. Ieri sera, scanalando in tv, capito su questa serie in onda su Rai Tre, Amore criminale: umanamente impossibile sorbirsi per intero la narrazione anche di una sola storia. Più d'una è cosa che sconfina nell'eroismo. Non è nemmeno necessario: non c'è sorpresa, solo dannata e prevedibile ritualità in queste pseudo storie d'amore malato che finiscono affondate nel coltello o che esplodono in una revolverata. Il tratto comune è sempre quello di una cronica dipendenza, di una femminilità che non sa dare un valore autonomo a se stessa se non attraverso lo sguardo maschile. E come ti giri, questo trovi: minchioncelli qualunque forti di un poterucolo da quattro soldi, attorniati da servili sguattere che si sfogano a far le kapò nelle camerate per dare ad intendere che far le troie del capo è meglio che subire nelle retroguardie (e non è vero, è esattamente il contrario). Queste sono le donne oggi per la gran parte. Molte altre sono lì a pender dalle labbra di qualche imbecillotto al tempo stesso irrisolto e saputello. E' con queste che dovremmo fare la rivoluzione? Con queste che fingono di pensare, nella miseria delle loro esistenze vendute, di avere alcunché che meriti d'essere invidiato? Ma per carità, che vadano incontro tronfie e stronze al destino che si meritano e che per pura cretinaggine non intravedono neppure. Meglio sole, meglio poche, risentite e sconfitte (ma solo in apparenza, in realtà vincitrici in tutto quel che conta) che male accompagnate.
inviato da Shangri-La, 15:54 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
12.08.09
INDICE PUNTATO
El pusè catif l'era l'Emilio Formigoni
Prima lezione di dialetto padano: «El pusè catif l'era l'Emilio Formigoni». Traduzione: «Il più cattivo era Emilio Formigoni». L'agghiacciante vicenda esistenziale del padre del più famoso Roberto, casto esponente della casta ciellina nonché governatore dei lumbard, è documentata con dovizia di particolari sul blog di un assessore del Comune di Casatenovo. La storia in sintesi è questa: nel 1944 tale Gaetano Chiarelli, membro della polizia militare fascista - «uno di quelli - testimoniarono i concittadini - che quando venivano a cercare i renitenti alla leva sparava tranquillamente ad altezza d’uomo, anche se c’erano civili attorno» - viene ucciso a Valaperta dal partigiano Nazzaro Vitale. Un contadino segnala l'omicidio ai carabinieri e le Brigate Nere comandate dal professor Giuseppe Gaidoni e dall’ingegnere Emilio Formigoni cominciano una spietata caccia all'uomo compiendo razzie e violenze, minacciando i contadini della zona, affamandoli e dando fuoco alle loro proprietà perché consegnino i responsabili. Dopo mesi di rappresaglie, vengono arrestati quattro partigiani: uno di loro, il Vitale appunto, si autodenuncia come esecutore dell'omicidio, ma le Brigate Nere decidono ugualmente per l'esecuzione di tutti e quattro, non prima di averli torturati e seviziati senza pietà per ben tre giorni (il cadavere di Vitale verrà ritrovato senza più denti in bocca). Secondo la testimonianza del medico del paese, del figlio e del Commissario prefettizio (che si dichiara «sgomento» di fronte allo spettacolo di «tanta barbarie»), la fuciliazione dei quattro avviene il 3 gennaio 1945 ed Emilio Formigoni fa parte del plotone di esecuzione. Dopo questi fatti, Formigoni fugge all'estero, latitante, e in contumacia viene processato nel '47 con dodici capi d'imputazione a suo carico, tra cui «la rappresaglia di ottobre a Valaperta, i rastrellamenti di Barzanò e di Monte San Genesio, le sevizie inferte a Nazzaro Vitale, la razzia di tessuti con tentata estorsione ai danni di Giuseppe Gaverbi a Casatenovo». Le malefatte di Formigoni, rubricate alla voce «collaborazionismo» (allo scopo di mantenere l'ordine e la disciplina!), vengono amnistiate: Formigoni torna in patria e diventa nientemeno che dirigente dell'Enel. Morirà nel 2000 a 98 anni. Ora il figlio Roberto, sedicente seguace di Cristo, che abbiamo visto con le giugulari grosse così inveire contro il padre di Eluana Englaro (che diversi cattolici fanatici, lo ricordiamo, hanno definito «assassino» - tant'è che il buon Roberto ha consegnato una benemerenza alle pie suore che hanno assistito Eluana a Lecco per la modica cifra di 3800 euro sborsate ogni mese dall'assassino suddetto), questo sant'uomo strenuo difensore della vita umana, dicevo, ha ovviamente negato ogni addebito circa il passato del padre, definendolo invece un uomo «esemplare». Ora io ricordo molto bene le polemiche seguite alle interviste rilasciate da Maria Concetta Riina, figlia del capomafia pluriomicida Totò, e dai figli di Bernardo Provenzano: tutti a lamentarsi, i benpensanti, perché dai rampolli dei boss non era arrivata nessuna chiara presa di distanza o abiura rispetto ai padri. E avranno anche tutte le ragioni del mondo, lor signori, ma non mi risulta che questi ragazzi (e stendiamo un velo pietoso sul primogenito di Riina, attualmente in carcere) rivestano ruoli politici di alcun rilievo né che abbiano mai fatto le anime belle ponendosi a capo, da 14 anni a questa parte, di un movimento, quello ciellino, del quale i lombardi senza fette di salame sugli occhi conoscono bene la vasta rete di interessi economici e politici qui denunciati. Perché nessuno chiede a Roberto Formigoni due parole di condanna per le azioni del padre e soprattutto un gesto di pietà postuma, foss'anche uno schifo di targa-ricordo, per quei quattro partigiani barbaramente torturati e uccisi dalle Brigate Nere comandate da paparino?
«L’unica volta in cui questa vecchia orribile storia è arrivata – di striscio – sulle pagine dei grandi giornali è stata nel 1995, quando Umberto Bossi odiava Forza Italia e i fascisti. Si era alla vigilia delle elezioni regionali, e Bossi disse che non si doveva votare per il figlio di un fucilatore di partigiani, pluricondannato (e non era vero). Formigoni figlio disse che le carte erano false, e che suo padre era un fascista come tutti gli altri. E non era vero», Marina Morpurgo, Il sangue dei vincitori.
L'intervento di Roberto Formigoni il 25 aprile di quest'anno in piazza Duomo, a Milano: «Una parola la voglio dedicare a tutti i morti della guerra di liberazione, a tutti i giovani e meno giovani che con il sacrificio hanno portato alla libertà e alla democrazia. Voglio anche dire che anche dall'altra parte ci furono alcuni in buona fede, che fecero una scelta sbagliata convinti di servire la patria. Anche a loro deve andare il rispetto di tutti». Fischiatissimo, Formigoni nega tutto (tanto per cambiare): «Oggi non ho sentito contestazioni». Amplifon, presidente?
inviato da Shangri-La, 14:27 | permalink
| commenti (3)
| TrackBack (0)
11.08.09
MIGLIOR COMMENTO
Finché c'è verità, c'è speranza
«Perché non dire che la mafia si è accasata al nord, in Lombardia, dove vive e vegeta sotto la protezione di Chiese e cappelle private, tra le mura di movimenti ecclesiali abili nel muovere capitali e affari dietro il prestanome di no profit? Si dice, si sussurra... ma appena appare il nome di Comunione e Liberazione o ancora peggio la sua longa manus affaristica, ovvero la Compagnia delle opere, allora si ha paura, si tace, non si ha il coraggio di affondare il bisturi perché si temono ritorsioni o di carattere politico, o di carattere economico o giudiziario-ecclesiastico. Tutti sanno che la Lombardia è in mano a Cl nei campi dirigenziali e alla Compagnia delle opere nei campi economici. Come si può negare ormai che negli ospedali pubblici chi ha le leve del potere è Cl? E che dire delle testate giornalistiche?», Don Giorgio de Capitani, a local hero
inviato da Shangri-La, 10:46 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
09.08.09
L'ARCO E LA FRECCIA
Can you hear me?
«Ma lei può sentirmi?» chiede l'Amministratore. «Beh, sente la tua voce», rispondo. «Allora le dico una cosa». Avvicina la testa, scandisce le parole come parlasse dentro un microfono e chiede: «Lo sai come si scrive "gamba"? G... g....».
inviato da Shangri-La, 18:38 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
06.08.09
INDICE PUNTATO
Categoria allo sbando
E poi dice, questo cosiddetto Premier, che l'informazione è in mano ai comunisti (ma chi, quando?) ed è tutta (in malafede) contro di lui: eppure i direttori prezzolati a suo servizio piazzati in ogni anfratto della tv pubblica e privata, i tg con l'acqua in bocca, le famose e compromettenti fotografie comprate all'estero e soprattutto le intercettazioni hard mai pubblicate, tutto insomma lascia intendere che questo regime fascista non conosca opposizione alcuna. Ogni tanto si leva una vox clamans in deserto: Repubblica, qualche inchiesta de L'Espresso, una sparata di Sabina Guzzanti, un'altra del padre Paolo, qualche petardo e poi nulla. Non si muove foglia. La Carfagna minaccia di querelare la Guzzanti ma poi si guarda bene dal farlo, perché ha chiaramente i carboni bagnati. Ora che il padre di Sabina, ex berlusconiano di ferro, torna alla carica, in questo silenzio tombale c'è finalmente una - una sola - direttrice di giornale, Concita De Gregorio, che si fa sentire sul suo blog per dire che quelle intercettazioni, nella Roma che conta, tra politica ed editoria, le hanno lette tutti: «pensandoci col senno di poi - scrive il direttore de l'Unità - avrebbero potuto dare indicazioni certe sulla composizione definitiva del governo. Le protagoniste dei dialoghi siedono tutte in Consiglio dei ministri». Un numero imprecisato di belle signore e signori incravattati, quindi, da mesi e mesi sa che in questo Paese si guadagnano cariche istituzionali facendosi infilzare davanti e dietro da un vecchio bavoso, imbottito di pillolina blu, come pollastre allo spiedo. E nessuno mette fuori la testa per dire almeno un «che vomito!», nessun vuol rischiare di essere tacciato di perbenismo ipocrita da donnette vittime della sindrome di Stoccolma o da ominicchi con un'età mentale da dodicenni brufolosi (il target cui si rivolge Berlusconi, per sua stessa ammissione: l'italiano tipico, disse nel 2004, è uno con una cultura da scuola media). Siamo tutti troppo avanti, moderni e di larghe vedute in quest'Italietta. Di più: pare che la Roma godona e cafonal, quella che poi si ritrova nei salotti bene capitolini, si dia di gomito da gran tempo raccontandosi le abitudini di Berlusconi, le carrettate di zoccolette - tutte omaggiate di spilla a farfallina - invitate ogni venerdì, l'andirivieni a Palazzo Grazioli, il Viagra in dose massicce e infine il premio finale alle più disponibili: un seggio parlamentare (nazionale o europeo) e poi, a salire, un ministero. Salta fuori che pure la Littizzetto le ha lette, queste intercettazioni, e ne ha citato un passo in uno spettacolo teatrale, nell'indifferenza generale. Che bello. Si san fatti quattro ghignate, questi stronzi, alle spalle del popolino deficiente che nulla deve sapere (e a volte neppure vuole, o almeno così asserisce a parole, ipocritamente infervorato di pruriginoso rispetto per la privacy, giacché così ora si chiama il mettere la testa sotto la sabbia mentre il potere ti fotte), perché nessuno ha voglia di rischiare alcunché. E in questo non dire, naturalmente, hanno lasciato che le notizie trapelassero in maniera strisciante, attraverso - lo dice a chiare lettere la De Gregorio - il passaparola e le allusioni. Ma bravi. E' questo lo spettro inquietante della sinistra eversiva agitato come uno spauracchio da Berlusconi? Uh che paura. Fa talmente paura che a tutt'oggi Ghedini si permette di minacciare querele a destra e a manca contro chi osi riprendere questo segreto di Pulcinella. Non solo: mentre l'editoria tutta dichiara nei fatti bancarotta, mentre fioccano i prepensionamenti, i licenziamenti, i tagli e chiudono le testate, i grandi benemeriti della colonna infame vengono premiati con nuove direzioni pagate a prezzo d'oro (salvo smentite ad hoc), in un vorticoso giro di poltrone che non risparmia nessuna testata di rilievo, né della carta stampata né televisiva. L'Fnsi chiede ora spiegazioni al governo circa questi ingaggi milionari (si parla per Feltri di 15 milioni di euro più tre milioni di stipendio all'anno), tenuto conto che a Libero è aperta una vertenza sindacale e che Il Giornale ha subito l'anno scorso una pesante ristrutturazione: «cifre surreali - si legge in una nota del sindacato dei giornalisti - nel momento in cui, in Italia, le imprese editoriali stanno aprendo decine di stati di crisi». Sia Feltri che Belpietro accusano i colleghi di «fantasia malata» e aggiunge, il nuovo direttore de Il Giornale (quello che si è distinto per meriti presso il suo padrone perché ha pubblicato una foto della Lario di trent'anni fa, a seno nudo) che trattasi di una fantasia propria di una «categoria allo sbando di cui la Fnsi è la giusta rappresentanza». I comitati di redazione delle rispettive testate hanno in ogni caso diritto, per contratto, ad esaminare i bilanci aziendale: o questi due verranno foraggiati sottobanco, con qualche maneggio, o la gabola salterà fuori. In ogni caso, l'unica cosa vera che dice Feltri è che si tratta di una categoria allo sbando. I fatti lo dimostrano. Sarebbero a questo punto legittimati, i lettori e chiunque abbia la cittadinanza di questa repubblichetta delle banane, a porre dieci e più domande ai direttori delle maggiori testate giornalistiche, cominciando con un quesito semplice semplice: come siete venuti in possesso delle intercettazioni e per quale motivo non le avete pubblicate quando eravate in tempo per farlo. A me non interessa la patetica foglia di fico dietro la quale si nasconde, pur rivelando nella sostanza la notizia, la De Gregorio: che i fatti non avessero rilevanza penale è giornalisticamente irrilevante, politicamente falso (altrimenti che si smetta di parlare di etica pubblica e la si faccia finita) e forse anche giuridicamente opinabile. Infine, sciuretta elegante e discreta non sono con codesta gentaglia: lo voglio sapere, io, cosa fanno nel privato, financo in camera da letto, questi buffoni moralizzatori della vita pubblica, ciarlatani timorati di Dio e della curia, tutti patria, famiglia e meritocratico lavurà. Di ogni loro meritorio lavoretto voglio sapere. Nei dettagli, grazie.
inviato da Shangri-La, 23:01 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Quasi mi commuovo
Uno dice: «Ma guarda 'ste zoccole che arrivano a mettere i piedi in testa agli altri strusciandosi addosso al capetto sminchionato di turno». E invece, povere. Basta scostare un po' i paraventi per scoprire avvilenti retroscena, che quasi muovono alla compassionevole solidarietà. «Rapporti anali non graditi - svela Paolo Guzzanti a proposito delle famose intercettazioni napoletane che vedrebbero protagoniste "altissime cariche istituzionali", cioè almeno due ministre dell'attuale governo -, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio». Giuro, mi si accappona la pelle. Più che altro perché, immaginata facilmente l'identità di una delle due, mi rimane il dubbio su chi sia l'altra (al punto che per non spingere l'horror troppo in là, mi auguro si tratti dell'ultima che ha ricevuto il bon bon ministeriale). Ma se fosse una di quelle madonnine infilzate? Del resto, non le ho già messe a fuoco da vicino le pasionarie vandeane, sempre col dito puntato, pronte alla revolucion e poi già con le mutande calate? Sempre più schifo.
inviato da Shangri-La, 11:37 | permalink
| commenti (2)
| TrackBack (0)
05.08.09
L'ARCO E LA FRECCIA
5 agosto 2009
Well surprise, surprise, surprise
Yeah surprise, surprise, surprise
Well surprise, surprise, come on open your eyes
And let your love shine down
Well surprise, surprise, surprise
Yeah surprise, surprise, surprise
Well surprise, surprise, come on open your eyes
And let your love shine down
Well today is your birthday
We've traveled so far we two
So let's blow out the candles on your cake
And we'll raise a glass or two
And when the sun comes out tomorrow
It'll be the start of a brand new day
And all that you have wished for I know will come your way
Well surprise, surprise, surprise
Yeah surprise, surprise, surprise
Well surprise, surprise, come on open your eyes
And let your love shine down
In the hollow of the evening, as you lay your head to rest
May the evening stars scatter a shining crown upon your breast
In the darkness of the morning, as the sky struggles to light
May the rising sun caress and bless your soul throughout your life
Well surprise, surprise, surprise
Yeah surprise, surprise, surprise
Well surprise, surprise, come on open your eyes
And let your love shine down
Well surprise, surprise, surprise
Yeah surprise, surprise, surprise
Well surprise, surprise, come on open your eyes
And let your love shine down (let your love shine down)
Let your love shine down (let your love shine down)
Let your love shine down
Surprise, surprise, come on open your eyes
And let your love shine down
inviato da Shangri-La, 14:51 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
03.08.09
INDICE PUNTATO
Bollywood castrata
Naturalmente dobbiamo sempre distinguerci come i soliti provincialotti supponenti del ciufolo. Rai Uno manda in onda il sabato sera un ciclo di film indiani, ma che fa? Taglia pressoché tutte le scene cantate e ballate. Musical senza musica, in pratica. Non solo. Per la prima pellicola della serie, il doppiaggio è stato affidato a quel genio di Pino Insegno che ha trasformato il protagonista in una macchietta, in una sottospecie di burino de Roma scemo. Si sente puzza di sufficienza culturale, di noiosissime donnette letterate che snobbano la fiction e il cinema popolare, di quaquaraquà che il giorno che ne indovinano una muoiono fulminati.
inviato da Shangri-La, 12:24 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
01.08.09
IL PUNTO
E dopo la scomunica, l'Avada Kedavra
Avessero lanciato l'Avada Kedavra, la più potente delle maledizioni senza perdono della saga di Harry Potter, i vescovi alle crociate avrebbero sortito miglior effetto del minacciare la scomunica per chi assuma o somministri la Ru486. L'aborto fai da te paventano, a lor dire. Eppure, da quanto leggo, pare che la facilità d'utilizzo di questa pillola abortiva sia una favola: in Italia, la liberalizzazione dell'uso della Ru486 rimarrà subordinata a un ricovero ospedaliero obbligatorio che non senza ragione l'anestesista Mario Riccio (quello del caso Welby) considera alla stregua di un regime carcerario. Ma non è finita qui. Considerato il fatto che l'interruzione volontaria di gravidanza rimane regolata dalla 194, cui anche l'uso della cosiddetta "pillola del giorno dopo" si deve attenere, e che stiamo parlando di un farmaco in uso ormai in una quarantina di Paesi, per il quale l'Agenzia europea ha individuato precisamente la casistica di utilizzo, non si capisce contro quale deriva abortiva stia facendo quadrato la Curia. Tanto più che l'utilità di somministrare la Ru486 evitando il ricorso ai bisturi è vanificata nella maggior dei casi dall'ipocrisia tutta italiana di limitare il ricorso alla famigerata pillola alle prime sette settimane di gravidanza (rispetto alle nove settimane previste in tutti gli altri Paesi europei). Gran parte degli aborti spontanei rientrano sotto questo rispetto. Mettiamo il caso di un sacco vitellino vuoto, precocemente individuato: prima di stabilire se si tratti di un ovulo cieco o di una gravidanza ancora nella fase di rodaggio (per via di un'ovulazione tardiva, per esempio), il medico consiglierà di aspettare e rimanderà ogni decisione al riguardo a tempi più maturi. Solo una successiva ecografia rivelerà se sarà il caso di brindare allo scampato pericolo o se la sfortunata dovrà affrontare un'isterosuzione: poco ridendo e per nulla scherzando, si arriverà occhio e croce all'ottava settimana di gravidanza. Stando quindi alle indicazioni d'utilizzo più restrittive adottate in Italia, una donna che si trovi ad abortire il nulla (perché nessun embrione s'è formato, se non disgraziatamente in una dimensione fantasmatica passata bruscamente dall'entusiasmo al dolore luttuoso) dovrà giocoforza sottoporsi a un intervento eseguito in anestesia generale(intervento che non di rado va ripetuto perché rimane del residuo abortivo). Tutto questo perché - volenti o nolenti - tutti ci si deve caricar la croce sulle spalle per raddrizzar le coscienze altrui, che si suppongono deviate e irresponsabili. Ahinoi, il Gran Puttaniere ha da farsi perdonare dalla curia le galoppate godute e non pagate (ché i rapporti con la mafia, le leggi ad personam, la corruttela e una serie di altre piacevolezze risultano quisquilie di poco conto): sicché il penitente sulla via di Pietrelcina ha già ringhiato che «non ci sarà un altro caso Englaro». Capito la solfa? Lui, Berlusconi, non è un santo, voi sì, dovete esserlo. Lui va a mignotte e la sfanga impunito, voi no: in galera. Lui fa abortire la moglie (ormai ex) al settimo mese di gravidanza (in una clinica svizzera, immagino) perché un figlio malformato non lo vuole. Voi... beh voi... qualche coglione sulla croce dovrà pur salirci, del resto.
inviato da Shangri-La, 19:04 | permalink
| commenti (0)
| TrackBack (0)
|