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28.07.09
IL PUNTO
Il silenzio degli innocenti
«Quando una persona consiglia lo scrittore e gli dice "devi cambiare stile" oppure "i tuoi personaggi femminili sono troppo deboli", non si chiama editing.
Quando una persona consiglia lo scrittore di non scrivere racconti bensì romanzi e quindi consiglia di fondere insieme tutti i racconti fin lì scritti in un romanzo, non si chiama editing.
Quando una persona può costringere uno scrittore a 1) aggiungere o togliere personaggi, 2) modificare la disposizione dei capitoli, 3) cambiare l'inizio, 4) cambiare la fine, 5) cambiare la lingua, 6) cambiare la persona, 7) cambiare il tempo dei verbi, 8) cambiare il luogo dell'azione, 9) cambiare il tempo dell'azione, non si chiama editing.
Quando una persona può riscrivere quello che lo scrittore ha scritto, buttando via quello che gli pare, e aggiungendo le sue proprie stronzate, non si chiama editing.
Io non so come si chiamino queste cose che le persone fanno sulle pagine scritte da altre persone, per ognuno dei casi va trovato un termine adeguato.
Ma per l'ultimo caso, che è quello del povero Carver e del disgraziato Gordon Lish, la parola è facile facile: stupro», Dario Voltolini, Editing e scrittura.
Shangri-La, 18:31
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