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31.07.09
TRENDY
Love affairs
In edicola, alla "modica" cifra di 2,90 euro, c'è Facebook mania, altra carta buona per avvolgerci i pesci. Già m'immagino il congruo numero di puzzoni fumosi che si lamentano del numero eccessivo di richieste d'amicizia. E poverini loro, meritano tutta la nostra solidarietà e il nostro rimpianto. Come si fa? Hanno una vita già così frenetica, maronna mia, e che stress tutti questi contatti, meglio chiudere l'account. E sai cosa ci perdiamo, tutti quanti (che barba, che noia). Much ado about nothing: Facebook è un mezzuccio, un giochino, nulla di più di un divertissement che appaga la curiosità superficiale di rintracciare sui volti dei coetanei i segni della propria età e vederli ritratti e traditi nei loro figli. Oltre a questo, è la sorprendente scoperta di come buona parte dei (ma soprattutto delle) 35-40enni di oggi sia per lo più ripiegata sul proprio privato, in un'annoiata quiescenza all'insegna del tanto peggio tanto meglio per tutto ciò che riguarda la vita pubblica del Paese, e che il problema principe, oggi come alle festicciole delle scuole medie, sia quello di trovarsi uno straccio d'uomo (o di donna). Anche quando si è già in coppia. Perché la noia, la noia, la noia che hai lasciato qui...
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TRENDY
In vacanza col morto
Tutte le sante estati, spunta la foto-scandalo del cadavere in spiaggia, malamente coperto da un lenzuolo e circondato da bagnanti indifferenti. E tutte le volte, la sequenza è commentata da didascalie penose, in stile signora-mia-dove-andremo-a-finire: ecco quello che chiacchiera, quell'altro che sguazza in acqua, quell'altra ancora che prende il sole poco distante. L'intento è quello di mettere a fuoco uno spaccato della società cinica e indifferente in cui viviamo. Tanto per esser chiari e visto che ormai conviene lasciare su web le proprie volontà testamentarie: dovessi mai morire di fronte al mare (prospettiva tutto sommato tra le migliori), non vorrei d'attorno estranei salmodianti, compassionevoli, curiosi e scassaminchia vari, tra i quali spicca quello stronzetto che va scattando foto alla mia salma per poi rivendersele al giornalino locale. Un lenzuolo, un ombrellone e Signora Solitudine, in attesa di essere recuperata da chi di dovere, vanno più che bene.
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30.07.09
TRENDY
Razza pura
Dopo il negher, il cinese e il romeno, ora in Padania si porta molto un classico intrambontabile, il terùn-fora-di-ball. La moda primavera-estate 2009 riporta infatti in auge un must degli anni '70-'80, la pulizia etnica (dalle scuole e dall'esercito, nella fattispecie). L'ultima sparata leghista auspica un corpo Alpini riservato ai soli polentoni, in vista di un fantomatico Esercito del Nord. Tutto questo mentre Pantalone, ricattato dal Carroccio, dai ministri siciliani e da schiere di meretrici imbufalite, sgancia i pillari per la Trinacria. Cosa Nostra stava un po' a corto, si vede. Ne gira di concime, nel ventilatore.
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29.07.09
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Cultura locale: se l'è?
Come previsto, questi imbecilli demagoghi e reazionari di leghisti (razza di cinghiali che in questi tempi bui hanno dalla loro insospettabili menti di tutto rispetto) hanno fatto marcia indietro sul dialetto. Niente esame di cadrega per i futuri professori lombardi. Ma il test di cultura regionale, quello sì, nel loro diabolico progetto è previsto. Aria fritta. Lo si chiedesse loro, lo si domandasse a quella figa di legno della Gelmini - che ora "apre" alla proposta (e per forza, altrimenti le tolgono la suddetta cadrega da sotto il deretano) - in cosa diavolo consista questa benedetta cultura locale li si vedrebbe boccheggiare come tante carpe nello stagno d'acqua ferma in cui nuotano da sempre. Il dialetto, poi. Ormai da queste parti lo parlano solo i moribondi e le maestre d'asilo col diplomino magistrale in tasca. Naturalmente non si tratta che di strategia di consenso. Sull'Afghanistan, per esempio, sa benissimo Bossi che quell'animatore da crociera di Berlusconi non può fare marcia indietro: a Washington, dove il cosiddetto premier è andato non più tardi di un mese e mezzo fa a fare anticamera per un caffè, la promessa di rafforzare il contingente italiano è stata premiata da Obama offrendo all'italiota protezione mediatica e complimenti pelosi per l'organizzazione del G8. Sicché il "bring 'em home" del Senatùr è solo uno degli altri alert che periodicamente il leghista lancia all'utilizzatore finale di prostitute oltre che naturalmente l'ennesima strizzata d'occhio al proprio elettorato (in pieno analfabetismo di ritorno e magari bastonato dalle recenti copiose bocciature scolastiche dei propri figli, tutta colpa dei professori meridionali, come accadde al figlio di Bossi, appunto). E comunque mi rimane la curiosità. Vivo in un paesone dell'hinterland milanese che conta almeno 30mila abitanti: l'unica tradizione locale che mi viene in mente è la Fiera di Ottobre, ormai in piena decadenza, durante la quale viene allestito tra i negozianti un concorso delle vetrine più belle (sempre più disertato). Che altro, poi? Ah, una ventina d'anni fa si sono inventati una specie di Palio tra contrade, a imitazione di quello senese. Fine. Mia madre è nata e cresciuta in un borgo del pavese noto per due cose: una nota discoteca e una morta ammazzata. Fine anche lì. Beh, tutto sommato questo test di tradizioni locali mi pare facilino, eh. Sembrerebbe quasi uno di quegli esamini che fanno fare all'Università di Pavia.
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28.07.09
IL PUNTO
Il silenzio degli innocenti
«Quando una persona consiglia lo scrittore e gli dice "devi cambiare stile" oppure "i tuoi personaggi femminili sono troppo deboli", non si chiama editing.
Quando una persona consiglia lo scrittore di non scrivere racconti bensì romanzi e quindi consiglia di fondere insieme tutti i racconti fin lì scritti in un romanzo, non si chiama editing.
Quando una persona può costringere uno scrittore a 1) aggiungere o togliere personaggi, 2) modificare la disposizione dei capitoli, 3) cambiare l'inizio, 4) cambiare la fine, 5) cambiare la lingua, 6) cambiare la persona, 7) cambiare il tempo dei verbi, 8) cambiare il luogo dell'azione, 9) cambiare il tempo dell'azione, non si chiama editing.
Quando una persona può riscrivere quello che lo scrittore ha scritto, buttando via quello che gli pare, e aggiungendo le sue proprie stronzate, non si chiama editing.
Io non so come si chiamino queste cose che le persone fanno sulle pagine scritte da altre persone, per ognuno dei casi va trovato un termine adeguato.
Ma per l'ultimo caso, che è quello del povero Carver e del disgraziato Gordon Lish, la parola è facile facile: stupro», Dario Voltolini, Editing e scrittura.
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15.07.09
GLORY DAYS
"Perdi tutte le coppe, torna al Via"
Mia madre, santa donna, conserva sempre tutto. Fosse per lei avrebbe ancora nei cassetti le tutine che indossavo da neonata. Ora sta riesumando dalla soffitta i miei vecchi giochi e li rifila al nipote. Sicché io mi ritrovo tra le mani frammenti di infanzia che avevo rimosso. Come quella mia personalissima rivisitazione del Gioco dell'oca, da me disegnata e incollata sul retro della tavola originale. Tema, i Giochi olimpici. Si vincevano coppe per tutte le specialità olimpiche (rigorosamente di atletica leggera), ci si inoltrava nel Tunnel del guadagno, si superavano Imprevisti e Probabilità, si accedeva al Salone del Corredo, dove si acquistavano tuta, scarpe, cronometro e metro. "Torna allo Snack Bar" recitava una casella, "Vai alle tribune" quella successiva e infine "Ti sloghi un polso e vai in infermeria" intimava l'ultima.
«Agonistica, eh». «Mah». «Ah beh, ma c'è anche la casella "Un ammiratore ti getta una rosa"». «Pff». «La solita lenza».
inviato da Shangri-La, 17:31 | permalink
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