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14.10.08
SENZA PAROLE
Schiaffoni per tutti
Peggio d'una piaga ulcerosa. Arrivano sempre trafelati con le loro valigiette rigonfie di nulla, si salutano come parte d'una confraternita esoterica e parlottano poi confrontando l'uno con l'altro mappatura, tragitti e tempistiche dei propri appuntamenti. Soprattutto se ne fregano. Si ricevono, (virgola, sic. E ogni volta ho la tentazione di prendere una penna e cancellarla) tre informatori scientifici un quarto d'ora prima dell'orario d'inizio dell'ambulatorio recita l'avviso del medico che tenta di disciplinare l'afflusso inarrestabile di questuanti in ragione di due zecche per paziente. E' comparsa perfino un'agendina sulla quale dovrebbero prenotarsi tre e non più di tre rappresentanti ogni giorno. Senonché son più le deroghe e le eccezioni che la normalità. Oggi per esempio, se ne sono aggiunti un paio ben oltre l'orario consentito. Seduti a fianco a me, si raccontavano l'ennesimo episodio di bullismo al locale Itis. «Hai capito? Il professore l'ha ripreso e lui sai cos'ha fatto? Gli ha mollato uno schiaffone». «E' una vergogna, uno sfascio». «E i genitori, immagina un po', hanno subito preso le sue difese». «Pure!». «Il professore quasi gli doveva chiedere scusa alla fine, capito?». «Ma tu l'hai preso l'appuntamento, a proposito?». «Ah no, io mi rifiuto. Non ho mica trent'anni, io». «Io anche. Non mi sogno nemmeno».
Shangri-La, 15:57
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