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04.10.08
I WILL SURVIVE
Affinità elettive
Non ci avevo mai pensato, ma dacché è morta mia nonna, a marzo, mi sono resa conto di non avere foto di Bagheria. Non recenti, quantomeno.
Così decido, una domenica di fine luglio, di parcheggiare la macchina in prossimità del centro e dirigermi verso corso Umberto con la digitale pronta a scattare. Senonché un'auto della Polizia locale sbarra il passaggio. Procedo ugualmente, chinandomi per passare sotto il nastro. Noto subito un capannello di persone all'altezza di via Truden. Un incidente? Qualcuno s'è sentito male? Un morto ammazzato? Scarto subito l'ultima ipotesi: no, nel feudo dell'ultimo capomafia non ci sono ammazzatine da un pezzo, che io sappia. Mi intrufolo nel gruppetto che si accalca all'imbocco della viuzza e non vedo altro che camicie appese tra un balcone e l'altro. Ben tese e già stirate, vedo. A un certo punto sento una voce maschile gridare: «Silenzio!». Tutti ammutoliscono. «Ciak!». Una bambina sgambetta lungo la stradina.
Il set di Tornatore!, penso. Provo a scattare una foto, ma un ragazzo della security me lo impedisce. «E' severamente proibito», mi ammonisce. Il "severamente", in quel contesto, mi fa sorridere. Proseguo quindi verso il centro in cerca di scorci intatti dallo scempio che ne hanno fatto i palazzinari alla Michele Aiello. Facile quanto ritrarre un volto squarciato da parte a parte evitando di inquadrare anche la cicatrice. Il cellulare suona. E' mia zia G*: «Lorè, dove sei? Ti stiamo aspettando!». Le spiego cos'ho in mente. «Ma che fai, non perdere tempo. Bagheria è come Beirut!».
Mi arrendo e torno dai miei. A tavola, si parla di vecchie fotografie.
«Io, se mi guardo - dice zia M* -, non mi riconosco proprio. Completamente. "Ma sono io quella"?, mi chiedo. Tutta un'altra persona. Un'estranea. Ce l'hai presente quel film - continua -, Orizzonte perduto mi pare si chiami. Io così mi sento: come quella giovane donna che mentre si allontana dalla città, camminando camminando, invecchia, invecchia sempre più e diventa irriconoscibile. Così, nello spazio di pochi minuti, senza nemmeno rendersene conto. Com'è che si chiamava quella città?».
«Shangri-La, zia».
Shangri-La, 19:25
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Commenti: Affinità elettive
Hahaha, bellissimo!
Quindi sei in viaggio, buon per te :-)
di andrea | 07.10.08 10:43
Ma no, sono qui con la mia manina sifula sulla quale s'è sviluppata anche una simpatica dermatite. Ero a Bagheria a fine luglio. :)
di Shangri-La | 07.10.08 10:56
Ma 'sta cosa è veramente seria ... prognosi?
di Andrea | 09.10.08 10:16
Guarda, in questo momento la mia mano è inguardabile. Tutto perché la terapia antifiammatoria ha scatenato una reazione allergica. E mi vien da ridere. Il chirurgo aveva detto: "è una faccenda ostica". Ora potrà dire anche che è "pruriginosa". Tutto sommato potrebbe essere una fortuna (mi sto spazientendo, come vedi): spero che si convinca a passare subito al laser. Che ne so io? Niente, ma detto così mi fa tanto Guerre stellari e ha l'aria di essere una mossa più risolutiva. E poi vuoi mettere passare al raggio laser? :)
di Shangri-La | 09.10.08 10:33
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