ANIME SALVE


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Volti, mari e bellezze senza tempo.

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30.10.08

GLORY DAYS

Uomini poco allineati

A* mi dice di aver scoperto Massimo Fini e di essersi riconciliato con l'umanità dopo averlo letto. Mi chiede se lo conosco. E mi riporta alla memoria un'intervista del 2006, uno di quei rari momenti che uno può salvare in anni da buttare. E' ancora attuale, perciò la linko: «A 300 all'ora sul treno sbagliato».

MIGLIOR COMMENTO

Questo è amore

Un mio affezionato lettore:

«Cosa pretendi da una che si chiama P.?».

«Io, prima di tutto, manderei la signora L.P. a praticare la professione di bracciante agricolo, onde si renda conto di cosa significhi lavorare per portare il pane a casa...».

«Vedi, ammetto di essere un po' troppo diretto... ma ritengo anche che VERAMENTE la gente in italia non sia disposta a lavorare... la signora P. ha quello che ha non perchè sia brava e bella (anzi), ma perchè suo nonno, con ogni probabilità, si alzava alle cinque di mattina per andare a lavorare... penso che un po' di quella vita non farebbe male a nessuno».

29.10.08

INDICE PUNTATO

I fantuttoni, «fannulloni indaffarati»

Strepitoso Francesco Merlo, ieri su Repubblica:

«Le piaghe del lavoro italiano non sono i "fannulloni", che non esistono come categoria determinante, ma i "fantuttoni" alla Brunetta. Non quelli che "fanno nulla" ma quelli che "fanno tutto" meglio di tutti: economia, scuola, cancelli, tornelli, lucchetti, giustizia... E difatti non è più un caso di agitatissima demagogia, ma di psicopatologia politica l'idea che il lavoro possa essere regolato dal cartellino e dai chiavistelli».

Noto con stupore la deriva lavorativa brunettian-berlusconiana fatta di energumeni tascabili e non (esistono anche in versione pennellona), di Silvietti in scala minore ma non meno dotati di ego ipertrofici, sensibilità irritabili, protagonismi e tendenze dittatoriali, nonché del relativo codazzo rosa di solerti Mariastelle con fiocco e grembiulino, Stefanie piangenti ma obbedienti e di aMare carfagne. «Fannulloni indaffarati».

26.10.08

L'ARCO E LA FRECCIA

All day long

Vive in un tempo suo, l'Amministratore, in un eterno presente che si dilata e contrae a piacimento, che guarda avanti al passato e indietro al futuro. Un tempo istintivamente saggio e creativo. Il tempo dell'anima e del cuore.

«Io, quando ero grande».
«Quando sarò, vorrai dire».
«Eh sì... l'altra volta... ma io, quando sarò grande, mi cadranno i denti da latte».
«Già, per ciò conviene che ti abitui a lavarli sempre già da ora».
«Eh, poi mi verranno quelli definitivi e quelli lì li terrò tutto il giorno».

24.10.08

I WILL SURVIVE

Sono in forma, in formissima

Massima potenza, rapidità e scatto: all'età di 39 anni, dicono gli studiosi di neurobiologia, il cervello è nella sua migliore condizione.
E io che credevo di essermelo fumato. Invece no, vedi. Però, che disdetta. Proprio adesso che ho smesso di pensare.

23.10.08

SENZA PAROLE

«Pulizia» aveva detto, non «polizia»

Le solite strumentalizzazioni della sinistra facinorosa.

GLORY DAYS

«Ti ho sempre amato»

Ricordate il luogotenente nazista dei Blues Brothers, che mentre precita dal ponte nella scena finale dell'inseguimento confessa al suo capo la passione che prova per lui? Beh, ora si scopre che Haider aveva una relazione omosessuale. Meraviglioso.

20.10.08

MIGLIOR COMMENTO

Ricordati di non ricordare

«Per saper vivere bene bisogna avere cattiva memoria e buona salute»: saggia donna, Ingrid Bergman.

INDICE PUNTATO

Povere ma belle

Ne hanno prese quattro. Mediamente bellocce, benvestite e squattrinate. Dietro le quinte han fatto capire loro, i padri padroni, che di piccioli neanche l'ombra.
La faccia fotogenica avevano? E quella solo dovevano metterci. Una - la più ingenuotta e di primo pelo - ci ha provato, all'inizio, a protestare per i tagli pesantissimi al suo ministero. L'hanno presa tra il chiaro e lo scuro e le hanno fatto capire chi comanda, al governo.
S'è zittita, s'è armata di un paio di forbici da sarta e taglia, taglia teste e stipendi. E loro dietro, a ridere: le avevano promesso carriera, potere e gloria presso i i posteri e l'hanno trasformata in uno zimbello per le piazze.
Quell'altra è pronta a mettersi contro l'Europa per continuare a fare la tirapiedi dell'amico del miglior presidente americano che si sia mai visto. Cavalla di razza, nitrisce come nessuna. E ogni tanto dice una cosina giusta, tanto per confondere le acque. Un po' come Quello, che sui treni in orario e la pensione per tutti ancora ci campa. Pure da morto.

17.10.08

SENZA PAROLE

Vomito

Ieri ad Annozero ho sentito parlare questo signore, tal Benedetto Della Vedova, e m'è salita la pressione. Un giorno, lo so, perderò lo stupore. Anche quello.
E sentir definire una «forma positiva di esportazione del federalismo» l'infame clientelismo che, grazie ai buoni uffici di La Russa, ha traslocato a Paternò il call center dell'Ospedale di Legnano, ecco tutto questo un giorno, forse, mi lascerà indifferente.
Dev'essere, la faccia di kiulo, una sorta di malattia autoimmune che si contrae a un certo punto della vita. O, chissà, sarà una questione di dna in merito alla quale prima o poi i genetisti diranno: «Eureka, abbiamo trovato il gene responsabile!». Me lo chiedo da molto, molto tempo. Ma mai così intensamente come ora.

Post scriptum: avevo due cosette da dire a questo clone di Capezzone di minchia, voltagabbana capace di passare dai Radicali al Pdl (ma come si fa, diosanto, come si fa?), senonché è impossibile commentare i suoi post. Il messaggio che compare è questo:
NB. per evitare fenomeni di spam, e' possibile inserire commenti solo per alcuni giorni successivi alla pubblicazione del post.Commenti a: Benedetto Della Vedova a Annozero.

14.10.08

SENZA PAROLE

Schiaffoni per tutti

Peggio d'una piaga ulcerosa. Arrivano sempre trafelati con le loro valigiette rigonfie di nulla, si salutano come parte d'una confraternita esoterica e parlottano poi confrontando l'uno con l'altro mappatura, tragitti e tempistiche dei propri appuntamenti. Soprattutto se ne fregano.
Si ricevono, (virgola, sic. E ogni volta ho la tentazione di prendere una penna e cancellarla) tre informatori scientifici un quarto d'ora prima dell'orario d'inizio dell'ambulatorio recita l'avviso del medico che tenta di disciplinare l'afflusso inarrestabile di questuanti in ragione di due zecche per paziente.
E' comparsa perfino un'agendina sulla quale dovrebbero prenotarsi tre e non più di tre rappresentanti ogni giorno. Senonché son più le deroghe e le eccezioni che la normalità.
Oggi per esempio, se ne sono aggiunti un paio ben oltre l'orario consentito. Seduti a fianco a me, si raccontavano l'ennesimo episodio di bullismo al locale Itis.
«Hai capito? Il professore l'ha ripreso e lui sai cos'ha fatto? Gli ha mollato uno schiaffone».
«E' una vergogna, uno sfascio».
«E i genitori, immagina un po', hanno subito preso le sue difese».
«Pure!».
«Il professore quasi gli doveva chiedere scusa alla fine, capito?».
«Ma tu l'hai preso l'appuntamento, a proposito?».
«Ah no, io mi rifiuto. Non ho mica trent'anni, io».
«Io anche. Non mi sogno nemmeno».

13.10.08

TRENDY

Volano le Borse

La recessione è già finita. Neanche il tempo di godersela.

10.10.08

TRENDY

Paternità consapevole

E così Cofferati non si ricandida alla poltrona di sindaco di Bologna. E' tempo di fare il nonno, pare.

04.10.08

I WILL SURVIVE

Affinità elettive

Non ci avevo mai pensato, ma dacché è morta mia nonna, a marzo, mi sono resa conto di non avere foto di Bagheria. Non recenti, quantomeno.
Così decido, una domenica di fine luglio, di parcheggiare la macchina in prossimità del centro e dirigermi verso corso Umberto con la digitale pronta a scattare. Senonché un'auto della Polizia locale sbarra il passaggio.
Procedo ugualmente, chinandomi per passare sotto il nastro. Noto subito un capannello di persone all'altezza di via Truden. Un incidente? Qualcuno s'è sentito male? Un morto ammazzato? Scarto subito l'ultima ipotesi: no, nel feudo dell'ultimo capomafia non ci sono ammazzatine da un pezzo, che io sappia.
Mi intrufolo nel gruppetto che si accalca all'imbocco della viuzza e non vedo altro che camicie appese tra un balcone e l'altro. Ben tese e già stirate, vedo. A un certo punto sento una voce maschile gridare: «Silenzio!». Tutti ammutoliscono. «Ciak!». Una bambina sgambetta lungo la stradina.

Il set di Tornatore!, penso. Provo a scattare una foto, ma un ragazzo della security me lo impedisce. «E' severamente proibito», mi ammonisce. Il "severamente", in quel contesto, mi fa sorridere. Proseguo quindi verso il centro in cerca di scorci intatti dallo scempio che ne hanno fatto i palazzinari alla Michele Aiello. Facile quanto ritrarre un volto squarciato da parte a parte evitando di inquadrare anche la cicatrice.
Il cellulare suona. E' mia zia G*: «Lorè, dove sei? Ti stiamo aspettando!». Le spiego cos'ho in mente. «Ma che fai, non perdere tempo. Bagheria è come Beirut!».
Mi arrendo e torno dai miei. A tavola, si parla di vecchie fotografie.
«Io, se mi guardo - dice zia M* -, non mi riconosco proprio. Completamente. "Ma sono io quella"?, mi chiedo. Tutta un'altra persona. Un'estranea. Ce l'hai presente quel film - continua -, Orizzonte perduto mi pare si chiami. Io così mi sento: come quella giovane donna che mentre si allontana dalla città, camminando camminando, invecchia, invecchia sempre più e diventa irriconoscibile. Così, nello spazio di pochi minuti, senza nemmeno rendersene conto. Com'è che si chiamava quella città?».
«Shangri-La, zia».

01.10.08

SENZA PAROLE

Ora sì che l'hanno assunto

Vicino, molto vicino. Per età - un paio d'anni più di me -, per prossimità - abitava a qualche isolato da casa mia - e per insularità d'animo. Lo cercava il Padrone di Casa per riscuotere l'Affitto. Il che, a ben pensarci, è condizione esistenziale universale.
Gli aveva telefonato più volte, il proprietario dell'appartamento. Nessuna risposta.
Che si fa così, non si paga?
E allora è andato a citofonare.
Che puzza. Madonna che puzza.
Chiama i carabinieri: eccolo, l'affittuario moroso. Lungo disteso a fianco del letto da fine agosto.
«Il 41enne, originario della Sicilia, di Catania, domiciliato ad Abbiategrasso, aveva più d'un problema fisico. E i problemi, forse, stavano alla base della difficoltà di trovare un lavoro fisso e anche uno provvisorio. L'uomo, riferiscono i carabinieri, non aveva un'occupazione. Ma la stava cercando. Con insistenza. E una certa angoscia. Viveva da solo, il 41enne. Ed era anche un tipo solo. Non uno che, in un mese, l'abbia cercato».

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

shangrila-blog@tiscali.it