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Volti, mari e bellezze senza tempo.
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24.09.08
L'ARCO E LA FRECCIA
Perché non parli?
Questo post è dedicato a un bambino che ho incontrato quando stava ancora nel pancione e al quale auguro tutto il meglio, alla sua mamma, a tutti i piccoli grandi Amministratori che governano le nostre case, agli ottusangoli e a quelli che hanno capito che l'amore non è cieco, no: ha dieci decimi e la vista molto lunga.
Si narra che Michelangelo, incantato dal perfetto mimetismo realistico dell'opera da lui forgiata, prendesse a martellate il suo Mosè e gli chiedesse: «Perché non parli?». Ora so di ennemila bambini interrogati in modo analogo da occhi allarmati e angosciati. «Perché non parli, perché non parli?». L'Amministratore era tra questi. All'età di due anni - due anni e mezzo, inserito al nido, mio figlio era l'unico tra i suoi compagni di classe a non proferire verbo. Né sì, né no, né mamma, né papà, né nonno, né nonna. Niente di niente. L'educatrice mi telefonava spesso e volentieri. «Non risponde quando lo chiamo, nemmeno si gira» mi diceva presa dal panico. «Oh, lo fa anche a casa: è semplicemente molto assorto nel gioco» le rispondevo. «Uhm», replicava. E capivo, capivo perfettamente tutto quel che le passava per la mente. «E poi ogni tanto fa dei saltellini, cammina sulle punte...» rincarava. «Sì a volte lo fa. Quando vuole scherzare» replicavo. E la chiudevo lì. Dovevo proprio sembrare uno di quei malati terminali che si presume essere all'oscuro della tragica verità. La sentivo infatti prossima a rompere gli argini, come un fiume in piena, trattenuta solo dallo scrupolo che io non fossi forte abbastanza forte o m'indignassi o chissà che. A tratti, la vicenda aveva del grottesco.
[CONTINUA...]
inviato da Shangri-La, 16:28 | permalink
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23.09.08
STRETTAMENTE PERSONALE
E' il dio che parla, questo
Cerco su Google: «grattarsi la rogna» (risparmiando d'aggiungere «fino a farla sanguinare mostrando così una degna disposizione al rovello interiore e all'umano dolore che tutti ci purificano e santificano attraverso un'esperienza estetica catartica»). Compare, tra i risultati, l'anteprima di un libro (Pino Cacucci ne è l'autore) dal titolo Forfora e altre sventure. Grande, il mio dio senza dio.
inviato da Shangri-La, 16:02 | permalink
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IL CIRCOLO DEI VASTASI
Chic, pop e trash
Meravigliosa, sottile perfidia quella di Aldo Grasso. Recensisce l'ultimo realityboh delle reti Mediaset (tale Il ballo delle debuttanti), ne sottolinea la dominante estetica (nonché culturale) omosessuale e tra parentesi, con apparente noncuranza, aggiunge: «C'è persino Diaco con una sua giovane accompagnatrice». Una frasetta stringata che, in mezza riga, mette alla berlina la Ghergo, affascinante carampana che introduce al bel (?) mondo il giovane cicisbeo nonché l'insopportabile e diffuso costume del paghi uno prendi due, ovverossia l'imporre al mondo intero l'esibizione della propria protesi sentimentale nelle sembianze di un qualche fidanzato/marito/compagno. Va di moda, insomma, l'aziendina familiare, notoriamente cemento del successo economico di questo Paese nel buon tempo che fu. Io e lei. Lui e io. Una comparsata a testa e poi cenetta a lume di candela.
inviato da Shangri-La, 15:21 | permalink
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17.09.08
STRETTAMENTE PERSONALE
Abele
Bello come il sole, tallonato da un'ombra lunga e torva.
inviato da Shangri-La, 18:36 | permalink
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11.09.08
IL PUNTO
Facce da internet
Ora come cinque anni fa, Oliviero Toscani si mostra convinto che la tv prima e internet poi ci rimbecilliscano. E trasformino, letteralmente, la nostra morfologia. Ci rendano, insomma, visibilmente banali, omologati, insulsi. Ebeti. «Quando ho iniziato, 50 anni fa - dichiara -, c'erano facce più nobili, volti più dignitosi, più profondi, facce intense con occhi curiosi. Oggi fotografo occhi spaventati, vittime della nefasta e volgare influenza televisiva: capelli tinti in stile berlusconeide costretti dalla moda sempre più schifosa». E non è il solo a pensarla così. «Il vero rischio è internet: sui corpi stanno arrivando gli effetti della realtà virtuale - afferma l'antropologo visuale Paolo Chiozzi -. Il rischio è quello che la Rete trasmette a livello di modelli. Internet è virtuale: l'apprendista velina che va in tv almeno si mette in gioco, chi va in rete non mette neppure in gioco la sua fisicità. Siamo all'etica antropologica connessa alla diffusione dell'immagine digitale. La realtà virtuale è una grande truffa che ha un risvolto sull'apparire: penso all'uso diffuso di fenomeni come tatuaggi e piercing. E' questa non capacità di distinguere tra realtà vissuta e realtà virtuale, (che non è realtà) che ha un risalto sull'apparire. E i volti si omogeneizzano nella loro apparenza». La dittatura del canone sembrerebbe essere, per Toscani, il problema. Ma questo non è che uno dei tanti aspetti del mondo greco che, deprivato dell'elemento di trascendenza che gli è proprio, si dispone a replicarsi indefinitamente e sterilmente. Il punto è: la trascendenza è nelle cose o nello sguardo? Appartiene alla faccia o all'artista che la fotografa (e che forse non la sa più vedere)?
inviato da Shangri-La, 15:29 | permalink
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