ANIME SALVE


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30.06.08

TRENDY

Attaccati a un pelo di

Ore di fibrillazione (?) in attesa di vedere chi per primo pubblicherà le intercettazioni delle telefonate tra Berlusconi e la «show girl che è diventata ministro» (cito il Corriere). Nei palazzi del potere tutti sanno, com'è ovvio, indecisi tra lo sghignazzo e la preoccupazione. Scandalo, tsunami, bomba atomica!, pare paventino i pidiellini. Già sbadiglio.

Evoluzione politico-culturale del Paese: dai conflitti fra destra e sinistra, spostamento deciso al centro. Dove si colloca «il caso gnocca» (Libero, ieri).

IL CIRCOLO DEI VASTASI

«Derelitti in abito elegante»

«Non sanno più che cosa sia un'emozione dal 1990».

Io ed S*, sui pirocchi arrinisciuti che ci han sempre camminato in testa.

26.06.08

GLORY DAYS

Without losin' the love that remains

«E' una festa tra amici». Parrebbe retorica, ma il collega ha ragione. Un divertentissimo, emozionante, energico e struggente party tra sessantamila e oltre invitati. Dello spettacolo e del fenomeno Bruce dice tutto Gino Castaldo, oggi su Repubblica. Della commozione che suscita Bobby Jean (impossibile non pensare a Danny Federici e a Terry McGovern, evocati da quelle due fasce nere sulle braccia del Boss) può capire solo chi l'abbia conosciuta, nella vita, una tale comunanza d'anime. Il che è possibile a una condizione: che non si arretri di fronte al prezzo da pagare. The price you pay è il concetto cardine, il pilastro "filosofico" ed esistenziale del manifesto estetico springsteeniano. Nel senso che la promised land che a tutti è dato di raggiungere qui e ora (e di questo hic et nunc si nutre la passione, la rabbia e la speranza della musica del Boss) è il beautiful reward che tocca a chi abbia il coraggio della propria singolarità. Si paga, si paga tutto in moneta sonante, sull'unghia e senza sconti. Oh girl that feeling of safety you prize / Well it comes at a hard hard price / You can't shut off the risk and the pain / Without losin' the love that remains / We're all riders on this train.

25.06.08

GLORY DAYS

'Cause summer's here and the time is right

Leggo che la fanzine online di Colombati richiede per il concerto di stasera del Boss Racing in the Street. Sottoscrivo. Il finale, struggente, commuove ogni volta:

She sits on the porch of her daddy's house
But all her pretty dreams are torn
She stares off alone into the night
With the eyes of one who hates for just being born
For all the shut down strangers and hot rod angels
Rumbling through this promised land
Tonight my baby and me we're gonna ride to the sea
And wash these sins off our hands

Tonight tonight the highway's bright
Out of our way mister you best keep
'Cause summer's here and the time is right
For goin' racin' in the street


E poiché i calunniatori insistono nel dirmi che son rossa, una Red headed woman, tutto sommato...

19.06.08

TRENDY

Cose nostre - Razzismi dritti e rovesci

«La prima volta in Sicilia sono venuto 28 anni fa - ha dichiarato Ferzan Ozpetek -: è un posto che amo molto e mi sento veramente vivo quando arrivo qui. Dico delle banalità ma la verità è questa. Tra gli odori, i sapori, l'atmosfera e soprattuto le persone è una terra che mi piace molto. Quando faccio cast e un attore o un'attrice mi dice che è siciliana, parte da un buon punto per me. Sono quasi razzista al contrario».

Ho conosciuto una ragazza, circa un mesetto fa. Si parla del più e del meno, mi racconta della sorella. «E' pazza - mi dice -, è andata a vivere in Sicilia. Io non ci andrei mai. E da quando sta lì non sono mai andata a trovarla». Innamorata, intuisco, è volata a Barcellona (quella in provincia di Messina) e non ha nessuna intenzione di tornare. «I miei sono andati da lei, a Natale: tua sorella ha ragione, mi hanno detto al ritorno». Scuote la testa, mentre parla, e cerca assenso, convinta che io sia dalla sua.

Anni fa un collega non faceva che parlarmi male, malissimo, di questi isolani. Ascoltavo e sorridevo. Sorridevo e ascoltavo. Mai replicato, mai contestato. Un paio d'anni fa, organizza una vacanza in Sicilia. Torna estasiato e me ne parla per giorni. Ascolto e sorrido.

Dice Tornatore che le vere, autentiche facce da bagarioti non ci sono più, che i suoi compaesani si sono imbolsiti per troppo benessere, che le guance scavate e la pelle rugosa dei vecchi di un tempo ha dovuto cercarle in Tunisia, dove ha ricostruito la città e trovato gran parte delle comparse. Ho visto le foto sul Magazine del Corsera, un po' di numeri fa. Mah. Temo che il buon Peppuccio si sbagli di grosso: quelle son facce da tunisini, nasi camusi stonati rispetto alla fisiognomica isolana. Dico a un collega bagarioto: «Ma com'è che Tornatore s'è fissato con 'ste funce nìure nìure?». «Perché siamo tutti così». «Fesserie. Tra i miei, abbondano capelli biondi e occhi azzurri». «Eravate nobili, per caso?».

17.06.08

TRENDY

Match point

Duro a morire il cliché collaudato e moralistico del maschio costretto a trivellare (in alternativa affettare, infilzare, insaccare o eclissare) il vampiro femmina che lo smemora, che fa e succhia sangue, distogliendolo dalla tana della domina. Ci casca perfino Woody Allen, che l'orfana gattamorta se l'è messa nel letto e sposata, infine.

13.06.08

I WILL SURVIVE

Ombrelloni-oni-oni

Tornavo a casa in macchina l'altro giorno pensando tra me e me: «Vabbeh, le riviste da parrucchiera son costretta a sfogliarle, amico, Husserl invece sta lì a prender polvere, Heidegger pure, Nietzsche invece no (ma tu, tutto certezze e facili equazioni, li avresti capiti fino in fondo, poi?) e sai che c'è... Un'estate al mareee / stile balneareee / con il salvagenteee / per paura d'affogare...».

Alla radio, Giuni Russo. Palermitana (e detto questo, detto tutto). Potente voce lirica. Le contaminazioni artistiche, la ricerca musicale, le influenze arabeggianti, gli studi dei testi sacri antichi, i ritiri spirituali con le Carmelitane: niente, della sua biografia, può stupire chi conosca un po' dell'assolutismo siculo. «Era una donna che non accettava compromessi, con una severità esistenziale impressionante. I discografici non la capirono» disse Battiato. E a schifìo finisce, come ben sappiamo. Ché da morta ti fanno ombra al camposanto gli ombrelloni-oni-oni.

E però mitica estate, quella dell'82.

10.06.08

SENZA PAROLE

Potter, ma non fa magie

Su Minimokarma il resoconto della vicenda del piccolo Davide, il neonato affetto dalla sindrome di Potter, scritto dallo zio stesso. «Non so cosa è diventato questo paese. Dove è finito il volto della gente? Chi guarda più i volti?».

05.06.08

IL CIRCOLO DEI VASTASI

Il meraviglioso mondo delle telecomunicazioni

«Gliel'ho detto, al colloquio».
«Sei pazzo?».
«No, è che non voglio che mi facciano un'offerta».
Sarà stato per il gusto di vedere la faccia che avrebbe fatto il selezionatore mentre gli tirava una freccetta in fronte, fatto sta che gliel'aveva predetto, A*: «Vi licenzieranno».
S'era infatti stabilito, tra noi del club dei vaticinatori di pranzo, che entro due anni al massimo sarebbe calata la scure degli esuberi su Telecom. Gli indizi erano chiari: oltre al noto abissale deficit, assumevano a tutto spiano (ne conosco un po' che ora si staranno mangiando i gomiti). Beh, l'unica sorpresa è stata la velocità con cui si sono mossi.

03.06.08

SENZA PAROLE

L'ultima patatina

Soddisfatte dai figli le ultime volontà di Fredric J. Baur, inventore delle Pringles: le ceneri del defunto conservate in un barattolo di chips e così tumulate.

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

shangrila-blog@tiscali.it