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16.01.08

IL CIRCOLO DEI VASTASI

L'Università dell'Insipienza

Ieri, al telegiornale, studenti festanti. «È una grande, una strepitosa vittoria per noi», dicevano. Gli dimezzano le tasse, ho pensato. Più alloggi per i fuori sede. Docenti a loro disposizione quando ne hanno bisogno. Laboratori attrezzati. Niente più sovraffollamento. Basta con i test di ingresso.

Invece no. Erano felici, i giovani (giovani?) universitari, perché il Papa ha rinunciato ad andare alla Sapienza per l'inaugurazione dell'anno accademico. La felicità in effetti è fatta di piccole cose. Una tazza di the, un bellosguardo, una bella.... vabbeh. E Ratzinger che alza i tacchi - gaudium magnum- facendoti passare dalla parte del censore. O peggio di quello che si tura le orecchie e nasconde la testa sotto la sabbia. Ah sì, c'è di che brindare. Ed essere radiosi. Soddisfatti.

«La paura - spiega l'ex preside di Sociologia delle Comunicazioni Paolo De Nardis - era che dalla pena di morte passasse a parlare di aborto». Paura? Eh? Intellettuali col pannolone pieno? Non posso crederci. Ugo Rubeo, leggo sul Corriere, americanista, dice: «L'Università è la sede del dialogo ma Ratzinger alla ragione preferisce i dogmi. Padrone. Ma anche noi di non esserci. Era ciò che volevamo fare ma avremmo preferito tenesse duro. Ora ci daranno tutti addosso».

Ottimo. In una sola frase, una falsità grossa come una casa (1), una serie di incredibili ingenuità (2) e una minchiata (3).

1) Dialogo. Ma quale dialogo. I docenti pretendono la genuflessione alle loro teorie, soprattutto in sede di tesi, là dove un lavoro di ricerca dovrebbe essere intellettualmente libero e autonomo. Chiunque affermi il contrario, non ha mai frequentato un ateneo. O mente sapendo di mentire.

2) Avrebbero preferito, i genialoni, che Ratinger tenesse duro. E grazie. Questi signori bianco (o nero) vestiti tengono in piedi un'istituzione da duemila e passa anni: vuoi che si facciano infinocchiare da un manipolo di fessacchiotti? Battono in ritirata, invece, così l'elastico, lasciato improvvisamente, torna in faccia a chi lo tirava. Elementare. Elaborare strategie un filo più intelligenti, no?

3) Il Papa non preferisce i dogmi alla ragione. Il Papa non può prescindere dai dogmi. E' diverso. E questo Papa in particolare ha la pretesa di ribadire il fondamento razionale della fede. Ottimo avversario per una disputa logica e filosofica. A saperla sostenere. Il che non è di questi professorini di fisica i quali sostengono (Carlo Bernardini, ex docente di metodi matematici) che «come filosofo un credente è un po' fiacchetto». Perfetto, perfettissimo: dimostriamolo. Facciamo parlare il filosofo Ratzinger e poi lo facciamo a fettine. Poi però diciamo anche che uno scienziato, dal punto di vista di un filosofo rigoroso, è un credente. Anche un filosofo. Parliamo, fino a scarnificare l'osso, di ragione e fede. Se può darsi una ragione che non si nutra di una qualunque fede. Fosse anche, chessò, la fede nel Botox. Lo diciamo e lo spieghiamo. Discutiamo. Ci accapigliamo. Guardandoci negli occhi, please. Il che è ormai utopia dell'altro mondo, né più né meno del Paradiso. In rete, fuori dalla rete. Dappertutto. Dialogo. Pfff.

Un'idea malata, di Ezio Mauro


Commenti: L'Università dell'Insipienza

Hai un buon senso dell'umorismo... potresti venirmi anche a trovare qualche volte e vedere che scrivo... ho fatto un articolo sulla stessa cosa ma di tenore diverso oggi da me: www.ribaldo.net


ciao Lorè
Giu

Ma io leggo :)

"E' qui la festa? " chi è che la cantava nonmiricordopiù.
(Mi era venuto da scrivere, subito dopo la lettura, "standing ovation" al tuo indirizzo ma poi, per fortuna, mi sono accorta di questa dannazione del linguaggio. Questo tuo post non è uno spettacolo, la tua non è un'esibizione. E io non sono il tuo pubblico. Io STO con te. Fuori dal salone delle feste.
Fuori dal bar. Ve lo meritate Alberto Sordi! inveiva quello)

Lui era Jovanotti. E questi sono giovanotti. :)

Ci sei cascata pure tu. Nessuno ha impedito al papa di parlare alla sapienza. Semplicemente alcuni docenti e studenti erano pronti a contestarlo. Ma si sa, la chiesa è sempre stata poco incline al dialogo e alle contestazioni. E poi, diciamola tutta, questi sono duemila anni che parlano, zittirli qualche volta non può far che bene. L'articolo di Ezio Mauro potevi risparmiarcelo :-)
p.s. Un credente è sicuramente un mediocre filosofo dal momento che ha già tutte le risposte. Un vero filosofo, no.
Ti lascio con il mio prete preferito. ciao.
http://www.youtube.com/watch?v=_-V0mfrWPVM

Baol, facciamo li giochi? Io sono stata chiara: la cagnara sui giornali ha dato il destro al Papa di rinunciare alla visita. La Sapienza ne ha fatto una pessima figura. Una cosa che pensiamo in tanti, più o meno tutti quelli che ci son cascati, diciamo. Non solo Ezio Mauro (non ho capito perché dovevo risparmiarti il suo articolo: gran bel pezzo, invece). Quanto al dialogo e ai bla bla, non mi appassiona per una fava l'individuazione di chi, tra le opposte fazioni, sia più duro d'orecchi. Francamente, mi pare di vivere in un mondo di dementi. E all'Università, come si intuisce dal mio livore, credo di aver conosciuto i peggio stronzi dell'universo (tra docenti e colleghi di studi leoncavallini). Direi che, fatti due conti, non erano meglio delle stradannate suore e dei poveri preti che ho incontrato. (Oggi mi becchi in buona, guarda. Tutta santificata dalla Pasqua). Augh.

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