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11.12.07

IL CIRCOLO DEI VASTASI

Perché La7 è una grande famigghia

Questi che si accomodano in poltrona. Che sorridono, si vogliono bene, si rispettano, lavorano coi parenti e hanno carta bianca (ma non la sporcano, no, sono responsabili, loro). Questi che cambiano nome alle cose del mondo. E l'editore lo chiamano papà.

Com'è che la cessologia di Luttazzi va bene finché non tocca tuo cuggino?


Commenti: Perché La7 è una grande famigghia

Bhe se ho capito bene non sopporti luttazzi. Manco Io!
ciao Giulio

Luttazzi, boh. Non l'ho mai ascoltato per più di un minuto. Tuttavia c'è chi ride. E chi dice che sia, a tratti, geniale. Ne prendo atto. E tuttavia tutto 'sto can can m'è parso una dimostrazione di incredibile ipocrisia. Intanto, Luttazzi ha sempre fatto della volgarità una sua cifra stilistica. Fino a qualche giorno fa - prima di toccare i fili dell'alta tensione - lui era una povera vittima del sistema. Dipende da chi si offende, quindi. Ora tutti 'sti simpaticoni amici di Ferrara vogliono farci credere che questa volta Luttazzi ha passato la misura: offese oggettive, irriferibili! Ma per carità: c'è chi si offende se gli dai del ladro matricolato corrotto e corruttore (Berlusconi) e chi si offende se si vede dipinto in un'immagine iperbolica in cui tizio e caio gli pisciano sul groppone. Non esistono le offese oggettive. Quindi, se ha ragione paparino "sant'uomo" CDO (come lo chiamano gli intimi), aveva ragione anche Berlusconi. Ricordo Forattini che disegnava Spadolini nudo con un pisellino piccolo così: pare che l'interessato si offendesse assai. Vogliamo dire che era troppo suscettibile? Ah beh, da fuori possiamo dire qualsiasi cosa. E rimane una questione di sensibilità personale. A me per esempio la battuta incriminata di Luttazzi non fa né caldo né freddo. Scopro di vivere in un mondo di educande scandalizzate. Beate loro. Comunque, Giulio, di cose da dire ce ne sarebbero tante: un'azienda è un'azienda, non una famiglia. Vigono rapporti di forza, non importa se e quanto sublimati dai sorrisi e dalle pacche sulle spalle. E nelle aziende si oggettivano gli stessi rapporti di forza che, a livello macro, fanno la differenza tra un tuo pari e uno che invece, per esposizione mediatica, relazioni e libertà decisionale, rappresenta appunto il potere. E il potere si spernacchia. O gli si piscia in bocca: è esattamente quel che fa la satira.

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