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26.11.07
TRENDY
La covata
Tacco alto, collant, gonna, top scollato, golf annodato in vita, sguardo severo nero prugna: oggi sto in scena così, con le energie sguinzagliate e digrignanti. Domani, se mi gira, jeans e dolcevita assorto, a collo alto. «C'è un uomo?» mi chiedevano tempo fa, nei giorni in tiro. «Hai un colloquio?», commentano oggi. Ordini di priorità, ma non solo.
Uomini, rari e isolati. Non si strizza l'occhio ai molti, non più, noi ruvide e selvatiche più che mai. Nessun patto con accorti ragioneri tutti emoticon accomodanti, in pace col mondo, che se vai in corteo sono con te, figuriamoci, e pacche sulla spalla molte, sul sedere giammai.
Questi che un'indignazione vera, a vene gonfie, mai nella vita, furori autoerotici al massimo e passi vincenti, parecchi, senza fallo, avanti marsch! Il sesso di mazza orfano di sogno, che la povertà non sa, l'espediente neppure, lo lascio a te, femminista quieta, tutta rabbia finta, voce impostata e copione già scritto. A te, castratrice in mezzo ai castrati, che vai sul sicuro, sul già pensato e sul pubblicabile. A te, che il nemico lo covi e lo figli. A occhi chiusi.
Shangri-La, 19:35
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