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20.11.07

IL CIRCOLO DEI VASTASI

Dice Caracaterina, citandomi, che han portato tutti il cervello all'ammasso. E non manca nessuno, all'appello, in effetti. Come tutte le cose poco intelligenti, ne attira a pacchi. C'è pure, dico, tal Melissa Panarello. E, in prima fila, il più brutale maschilismo misogino impotente che abbia mai conosciuto. Tanto per dire. Gente che ora serve messa all'altare. Pfff.
Ma qui lo scandalo non è l'ipocrisia. Né la pecoronaggine. Si mettono in conto, entrambe. Il prurito viene per altro.
E precisamente: l'esser stranieri, il non esser parte, il puzzare, l'esser sospetti, malvisti e messi nel mucchio, l'essere infine candidati al ruolo di capro espiatorio rappresentano una dimensione antropologica: 1) ineludibile, 2) trasversale, 3) ricca, anzi: ricchissima. E questa è una cosa della quale ciascuno è chiamato a essere consapevole. Senza piagnistei. Chiunque si trova ad esser straniero in centomila situazioni e - in quanto tale - non gode degli stessi privilegi che toccano agli autoctoni.
Pretendere che questa differenza sia elisa è da idioti. Decidiamo, sul piano del diritto, che la legge è uguale per tutti? Benissimo. Ma poi lo sappiamo, vero che lo sappiamo?, che il mondo iperuranico del logos, non appena si piega in un dia-logos, entra immediatamente in un gioco di rapporti di forza?
E quindi lo sappiamo, vero che lo sappiamo, che nulla è e può essere uguale per tutti? E che se uno, a casa propria, butta il mozzicone a terra, al massimo riceve una zoccolata dalla moglie, ma se lo fa da ospite, in casa altrui, verrà probabilmente messo alla porta?
E che tutto questo snocciolar numeri su quanti reati compiono i connazionali in un anno e quanti gli stranieri non ha senso alcuno, perché nella percezione sociale i due fenomeni non hanno e non possono avere lo stesso peso?
Tutta colpa dei giornalisti? Complotto mediatico? Ma fatevi uno shampoo, va.


Commenti:

Ho visto che sei scesa solitaria nell'arena di NI prendendoti la tua parte di sberle(ffi). Porta pazienza, lì. A mio avviso è inutile alimentare il conflitto ad armi così ìmpari, con armi da stranieri. A me viene in mente il Gran Lombardo di Conversazione in Sicilia. Ecco. Così.

uhm. come personaggio volevo dire l'Arrotino. il Gran Lombardo va bene ma, qui, meglio l'Arrotino.

Guarda, non ho ancora visto quale generi di sberleffi mi sia guadagnata. Frankly, my dear, I don't give a damn. Ma a proposito delle armi impari e dell'inutilità eccetera: vedo la faccenda nel senso opposto. Ho imparato a vederla così. Questione di esperienza. La marginalità - ed era quel che propriamente volevo dire - non è affatto una posizione di debolezza assoluta. E' quella collocazione material-esistenziale che ti permette di delinquere. Al romeno. E alla sottoscritta. :)

Certo che sì! E' esattamente il modo che amo.
Ma pure portare a casa il bottino e farla franca è una bella soddisfazione, neh?

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