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19.10.07
IL PUNTO
Come spilli nella memoria
Parte in quarta, Armando Torno, nel recensire sul Corriere l'ultimo tomo di Emanuele Severino, Oltrepassare. Dapprima lascia intendere significativi sviluppi nell'impianto teorico del filosofo - si allude al profilarsi di una dimensione "salvifica" «infinitamente più ampia» e di una complessità inedita rispetto al precedente Gloria - poi conclude in modo paradossale, rispetto alle premesse: «Chi scrive, più semplicemente, rivede in Oltrepassare un foglietto volante (corsivo mio) inserito nella dispensa dell'Università Cattolica Ritornare a Parmenide». In quel «più semplicemente» e nel «detto in soldoni» di qualche paragrafo prima c'è tutta la postura del giornalista che parla al popolino di filosofia e lo fa: 1) senza conoscerla né comprenderne l'esprit, 2) senza crederci (nella filosofia e nel volgo), 3) senza timore, ma con la disinvoltura tipica del nato bene, con la camicia cifrata e cucita su misura. «Si può essere d'accordo o no con Severino- scrive Torno -, comunque gli va riconosciuta una coerenza estrema nel linguaggio e nel metodo». Non so, una frase così avrebbe potuto scriverla Afef, la nuova maître à penser de sinistra. Ora, a parte il fatto che di tutti i virgolettati del pezzo a sostegno della gran novità del libro non ve n'è uno che faccia minimamente intravvedere lo spostamento di uno iota nel sistema severiniano. I citati «oltrepassamento», «superamento delle contraddizioni» e «conservazione degli eterni» sono concetti già ampiamente sviluppati. Stendiamo un velo anche sul momento voodoo («Parlare con Severino è una continua sorpresa, alcune sue frasi si ficcano come spilli nella memoria»). Il punto sono queste recensioni dietro le quali s'intuisce il mezzo pomeriggio trascorso in un gaglioffo girare e rigirare il libro, con gli occhialetti a catenella inforcati sul naso, stirando all'inverosimile la pasta della quarta di copertina per arrivare alle battute richieste dall'articolessa, che come il mestiere insegna deve iniziare e finire col botto. «Che cosa angoscia l'uomo da sempre? - esordisce Torno -La risposta è semplice: la morte». Bum! Ma «la morte - conclude -, così come la intendiamo, non esiste». Ari-bum!
Shangri-La, 21:48
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