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26.07.07
IL PUNTO
Quest'amore è una camera a gas
Scopro in grandissimo ritardo d'esser stata presa nel mucchio d'una certa casta di blogger, della quale qualche anno fa (passa, il tempo) venni creduta parte in virtù di circostanze aleatorie e d'una serie di equivoci scioltisi nel frattempo come neve al sole, con logiche (e ben accette) conseguenze. Poiché un gigantesco chissenefrega campeggia al momento per me sull'intera questione blogosfera, mi servo dello spunto unicamente perché il j'accuse alla conventicola de sinistra proviene da un credente che, nella sua paginetta di autopresentazione, denuncia il dilagare in rete di un pensiero preventivamente anticattolico. Visto che Massimo ha generosamente citato sul blog di Simone di Cristicchi i miei (peraltro rarissimi) consigli di lettura, approfitto di entrambe le tardive scoperte per una nota a margine che non suoni anticristiana al buon Lapalisse. Ecco: perché non rileggere (o leggere, per chi - come me e molti altri - non l'avesse mai fatto sistematicamente) i Vangeli? Io li ho presi in mano in questi giorni da Marco a Luca, passando per Matteo. Tra le riflessioni che vado facendo intorno alla narrazione, ne evidenzio due. Le numerose immagini di copiosità, abbondanza e prosperità, intanto. Non ci avevo mai fatto caso e conservavo invece una sensazione generale di miserabilismo, dagli ascolti più o meno distratti che posso aver fatto nelle non frequenti Messe a cui ho assistito. E c'è, sì, tutta una folla di storpi, indemoniati, ciechi, muti, paralitici e financo morti via via miracolati da Cristo. Ma anche moltiplicazioni di pani e pesci, vasi di costoso unguento profumato cosparsi senza avarizia, tuniche preziose senza cuciture, tagliate in un pezzo unico, oro, mirra e beni messi a disposizione da benestanti signore al servizio dei Dodici. Altra e più importante evidenza dalla quale sono stata colpita: l'intera narrazione ha un fortissimo polo d'attrazione nella Creatura, molto più che in Dio. Per quanto sia frequente l'esclamazione «razza di vipere!», non si può sfuggire alla tensione disperata e struggente che la divinità sembra patire suo malgrado nei confronti degli uomini. Il sacrificio del Figlio voluto dal Padre non avrebbe senso senza questa invincibile passione del soprannaturale per la natura umana. Quest'amore, insomma, è decisamente una camera a gas.
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25.07.07
L'ARCO E LA FRECCIA
Capisci il maschietto?
Pianti e lacrimoni. Il treenne pretendeva, ieri sera, di indossare seduta stante la maglietta con Saetta McQueen e la company di Cars. «Caas, cass!», gridava.
- Ma ti rendi conto?
- E' che gli hanno comprato la tuta di Star Trek. Egli può uscire di casa come un eroe.
- Al nido.
- E proiettarsi verso nuove avventure.
- E' una t-shirt!
- Essa non è una normale maglietta. Capisci il maschietto?
inviato da Shangri-La, 05:10 | permalink
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