|
« Pupari e manichini |
HOME
| Qualcuno con cui correre »
14.08.06
SENZA PAROLE
Medioriente
Rotola e spiana, la palla di ferro. Con le mani nei capelli, impotenti, ne seguono il cranio liscio correre al mare, spremere i succhi dei nuovi germogli e inebetire nell'urto le cavità tarlate di tronchi radi, a ridosso dei tumuli.
Rasoiata da solchi feroci, l'intera vallata si rannicchia a capo chino sotto i colpi del metallo pesante.
E' tutta un gemito sordo, la terra, rapinata di una discendenza che le imputridisce nelle viscere come feto abortito o che si affaccia torva e spettrale a distillare linfa mortale.
Goccia a goccia, finché il riverbero lunare non la fa brillare, nella notte scura.
Shangri-La, 08:00
|