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19.07.06

SENZA PAROLE

Nissan killed the radio star

Prima l'instupidimento dell'Intelligent key, che mi costringe a ricorrere all'apertura manuale (e non centralizzata) delle portiere. Poi la batteria colta da ictus, che stramazza in garage. Siamo ai ferri corti, io e la mia Micra. Di più, siamo all'ultimo coltello io e tutto il mondo Nissan.
Dunque, succede questo: con l'alimentazione a zero, va in reset l'impianto audio. Porto dal meccanico la sciagurata, mi cambia la batteria, risalgo in macchina e scopro che la radio non funziona.
Sul display, compare un enigmatico 0000. Mi metto forsennatamente a pigiare tutti i pulsanti, a caso. Lo faccio un numero imprecisato di volte, porconando assai. La mutola non parla e tuttavia si esprime a segni. Il messaggio sul display è cambiato: «Wait 1 h», mi ammonisce.
D'accordo. La colpa è mia, che una volta acquistata l'auto non mi sono messa sul comodino il libretto delle istruzioni. Ora lo sfoglio disperata, alla ricerca di lumi. Del messaggio non si fa parola. A mie spese, scopro di aver inavvertitamente mandato in protezione la radio, ma di non poterla più richiamare dall'oltremondo.
E' evidente che i tecnici Blaupunkt che hanno concepito questo sistema kafkiano sono rimasti con la testa infilata nei cespugli dello zoo di Berlino. Di tossici marci, in giro, che ancora rubino autoradio non se ne vede più l'ombra. Il drogato oggi è un rispettabile 40enne, mediamente danaroso e con incarichi di responsabilità in azienda. Si fa allegramente di cocaina, mi considera una tapina senza speranza che non gliela dà e ha un macchinone tanto. Della mia autoradio s'impippa, cari signori.
«Wait 1 h», dunque. E io aspetto. Aspetto aspetto aspetto. Con il quadro acceso e il sangue al cervello. Un'ora, due, tre. Cinque, sette. Niente di niente di niente. «Wait 1 h», fankiulo.
Furibonda, mi attacco al telefono. Prima tampino l'autofficina autorizzata Nissan. Mi risponde il solito tecnico strafottente. In un momento di lucidità visionaria e telepatica, gli vedo scorrere in sovraimpressione, sulla fronte, la scritta: «Quando cazzo finisce di rompere questa cretina?».
E la cretina parla, discetta, spiega l'antefatto, il fatto, illustra le ipotesi, le possibili conseguenze. Quello sbuffa: «Non c'è nulla da fare. Deve aspettare», dice. «Sì, ma quanto?». «Un'ora». «Già fatto!». «Aspetti ancora» e chiude la chiamata. Chiamo l'assistenza clienti Nissan: «Deve rivolgersi alla sua concessionaria, signora - mi dicono - o a un'officina autorizzata».
Bene, chiamo la concessionaria: «Non è la prima, sa, con questo problema», mi dice. E questo me l'immaginavo anche da sola. «Tenga acceso il motore per un'ora», mi consiglia l'astuto venditore. «Scusi, ma se tengo acceso il quadro, perché dovrei anche far girare a vuoto il motore e sprecare benzina?», chiedo. «Mah, non so: provavo a suggerirle qualcosa di diverso», si giustifica il tizio.
«Mi pare un pensiero magico, il suo», replico indispettita. Ed ecco l'affondo: «Comunque è stata lei a sbagliare. Noi quando vendiamo le macchine avvertiamo i clienti», spergiura. E' falso, sta mentendo, ma sono troppa stanca per continuare.
Ci provo con l'assistenza tecnica Blaupunkt: «Non c'è un massimale di ore d'attesa, col quadro accesso, oltre il quale finalmente la carcassa riprende vita?», chiedo. «Ci sarà senz'altro», mi risponde l'esperto. «Bene: qual è?». «Non lo so», mi liquida.
Richiamo l'autofficina: «Si rassegni: deve aspettare, col quadro acceso». Faccio presente che l'ultima volta sono passate ben sette ore e la paziente non è uscita dal coma. «Alla mala parata - conclude scocciatissimo il meccanico - viene qui, le smontiamo la radio, la mandiamo in riparazione e non la vede prima di settembre».
Ah, certo. Si tratta, comunque, di restare in dolce attesa. Prima o poi, il vagito si farà sentire. Un vero peccato che non ci siano più i tossici di una volta. Quelli sì, avrebbero saputo come sbloccare questo fottutissimo software.


Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

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