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13.06.06
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Metamorfosi
Interessante la metaformosi della vandeana stracciavesti, ieri tutta compunta in incompresa solitaria genialità blabla, col cristoincroce da par suo a far da sponsor.
Se ne sta ora tutta pinta, ind'a vanedda come santa vergine immacolata assunta in cielo prega e vaticina per noi, con l'aureola in testa e il sangue che gocciola sulle guance rigate.
Talvolta ride come babbuina, tutta gengive e tartaro, ché non si può sempre stare a piangere e si fa tardi all'"ape".
Ammannisce ai pellegrini scalzi, ginocchia sbucciate numerose e benedicenti come la misericordia diddio, qualche vana profezia su quel che accadde l'altrieri.
Ché gli oroscopi di doman l'altro sono del resto al momento segretati, concessi in esclusiva a qualche pusher che li venderà a 16 e 50.
E se all'appello qualche fedele manca, fa la conta peggio del prevosto e della perpetua mess'insieme.
Ma tu guarda le metaformosi della mosca. E come va di spazzola, con le lunghe zampette, sui piedi altrui, senti come attraversa di muta in muta l'intero regno animale e frinisce, cinguetta e barrisce quand'è il momento di fare il culo ai passeri.
Deh come passa il tempo, come trasmuta le cose la blandizie dei maggiordomi in ghette e scopa nel retto, quanti basci e caresse e slinguate, come muore affogato nella melassa, col braccino in su, quel frustolino di talentucolo da rigattieri.
Guardi e pensi che è tutto un puttaneggiare lo stare al mondo, il brigare, proporre, farsi avanti, telefonare, scassare e poi dire mi cercano tutti, non ho tempo per nessuno, vi faccio una sega, sì, ma dopo le sei. E che la la coerenza è dei cretini, come amano dire gli infami. Appunto.
Shangri-La, 08:00
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