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28.04.06
GLORY DAYS
We shall overcome
Starei a guardarlo per ore. E' serietà, è estatica concentrazione, è il divino fanciullo che gioca a palla con il mondo. Lui sei tu quando affondi le radici nella terra, quando bevi a sorsate e sollevi in alto il futuro, che dondola i piedi nel vuoto e ride spettinato. E' il colpo di tacco che dai quando hai toccato il fondo e alzi lo sguardo oltre il muro di fango. E' la musica che hai dentro, che riprende a suonare.
Sottoscrivo.
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27.04.06
GLORY DAYS
Kiss my ass
Il capo detestabile, stracciamutande e sadico, a cui auguri un giorno sì e l'altro pure ogni felicità (!). Quello, dunque. Che un bel dì si dimette - e poco ci manca che si stappi tutti lo champagne - salutando l'universo mondo aziendale con la zuccherosa e-mail di rito, e quanto mi dispiace come è stato bello tanti auguri bla bla bla. Legge immobile, il capro espiatorio, rincagnato davanti al pc. In silenzio, lui e la sua rabbia, allevata e innaffiata con cura per mesi e mesi. Come in un sogno, la mano scrive - reply all: "Baciami il culo" -, guida il mouse, clicca Invia messaggio. E' un attimo. Parte a bordo campo, soffocata a stento, la corale ovazione, prudono le mani per le congratulazioni entusiaste, saltano felici le viscere nello stomaco. Lettera di richiamo, of course, "per uso privato dei mezzi aziendali". Ma son giorni, questi, che baciami due volte, babe.
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SENZA PAROLE
Cu è chistu?
Lo chiamarono - mani in alto, Lorè! -, ma nenti ci risse iddu, impertubbabbile rimase. Epperforza.
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20.04.06
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Un post politico, a ben intenderlo
Prendo il vassoio, vi adagio lenzuolino di carta e tovaglioli ed entro nel labirinto. A fine percorso, il mostro.
Cartelli indicatori mi segnalano, all'inizio del dedalo, l'"angolo delle delizie". Al di là del banco, mellifui sorrisi di robotica gentilezza mi offrono ogni prelibatezza. Nel rispetto, s'intende, di misteriose tabelle alimentari.
"Niente prosciutto, se le do il tonno, signora". "Perché, scusi?". "L'insalata è già completa così". "Ah, molto bene". "Desidera un po' di carotine, signora?". "No, grazie". "Allora cosa posso aggiungere, signora?". "Metta altre mozzarelline". "Gliene posso mettere una soltanto". "Una?". "Beh, se tutti chiedete le mozzarelline, le finiamo". "Ineccepibile". "E ricordi: questo piatto è un secondo più contorno, signora". "A guardarne la consistenza, a dire il vero, pare a malapena un contorno: dove si nasconde il secondo?". "Secondo più contorno: è la regola". "Quindi posso aggiungere al limite un dolce?". "Esattamente, è la regola". A fine labirinto, il mostro con lo sguardo laser passa in rassegna il contenuto del vassoio. "Lo yogurt è in più". "Ma non ho preso il primo piatto, scusi". "Lo yogurt è in più. Può prenderlo solo in sostituzione di un contorno: è la regola". "Allora se lo tenga", le rispondo indispettita, posandolo sul banco della cassa. "Se vuole, può prenderlo il suo collega, poi lo dà a lei". "Scusi, che senso ha?". "Nessuno, è la regola". Finalmente esco, arrivo al tavolo e mi accorgo, disdetta!, di aver dimenticato la bottiglietta dell'acqua. Torno a malincuore dal mostro: "Scusi, ho dimenticato prima di prendere l'acqua, posso?". "No, signora. Non posso fidarmi che lei l'abbia veramente dimenticata". "Se vuole, vado a riprendere il vassoio e glielo dimostro". "Potrebbe averla appoggiata sul tavolo, come faccio a sapere?". "Certo, giusto. Potrei essere una ladra, lei che ne sa. Alto le mani, questa è una rapina: mi dia la bottiglia dell'acqua". "Non posso lasciarla passare: se tutti facessero come lei, avremmo settecento persone che prendono due bottiglie d'acqua ciascuna". "Ma io non ne voglio prendere due: solo quella che mi spetta". "Per questa volta passi, ma che non si ripeta". "Certo, è la regola".
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18.04.06
SENZA PAROLE
Povericucci
B. L'hanno arrestato.
A. Ohhh, povero.
B. Già.
A. E adesso la sventola?
B. Gli porterà le arance.
A. O i meloni?
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TRENDY
Finché la barca va
A. Se i moderati che votano ancora DS e Margherita cambiano barca siamo a posto.
B. Ma dove vanno? Siamo al Truman show, ricorda: lo sai cosa succede quando prendi la barca...
A. Vanno a destra.
B. Mah.
A. Non si ricorda mai abbastanza che Hitler ha avuto milioni e milioni di voti... E' stato democraticamente eletto.
B. Te tu mi fai paura.
A. Perché, a guardare Calderoli non ti viene paura?
B. Sì, ma sogno sempre di vederlo imputridire tra i vermi. Da vivo.
A. Guarda che nel varesotto la Lega è scesa perché non è abbastanza secessionista.
B. Nessuno è mai abbastanza pazzo: gli elettori sono scontenti. Quelli che hanno votato e quelli che non hanno votato. Finché non scoppia la guerra civile, non son soddisfatti.
A. Appunto.
B. Vado in mensa: embrioni fritti, per essere più avanti.
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13.04.06
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Basta, non gioco più
Plebiscito o niente, chiede il ragazzino. Se no, si china platealmente sulla tazza a vomitare sul paesedimmerda. E due minuti dopo aver infilato la scheda nell'urna, esce di casa e va a comprarsi una scatola di chiodini per il povero Democristo in croce, che - mal gliene incolga - s'immola per tutte le sue pecorelle. Ché i suoi, altro che agnellini: lupi mannari assetati di sangue, sono, infelici al cappio delle loro rispettabili cravatte, alla perenne ricerca di qualcuno da odiare e di capri espiatori da macellare sull'altare della loro inarrivabile Giustizia. Falsi come Giuda, all'occorrenza spergiurano di contentarsi del meno peggio e di militare tra i moderati che aborrono gli opposti estremismi, ma intanto circolano con la lingua penzoloni, la bava alla bocca e le zanne in astinenza, in queste notti di luna piena, proiettando lungo i muri la loro lunga ombra triste.
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INDICE PUNTATO
The godfather
Dunque, come funziona? 'U parrino ha chiare preferenze politiche e le comunica sui pizzini. I bravi picciotti ricevono, annuiscono e alzano la lupara: anch'io, anch'io voterò così. Cittadino esemplare, il buon mafioso. Non mantiene segreto il suo voto perché è "un brav'uomo", come giustamente dichiara, uno sincero, che non ha niente da nascondere, a parte qualche insignificante scheletro nell'armadio. E' il primo a entrare in cabina elettorale e a mettere la sua brava crocetta. Senza indugio e incertezza alcuna. Prossimo (?) step: i pizzini pubblicati online. Su un blog.
Per la serie: come lo sfoggio e il pubblico elogio di pseudo virtù assolute sia una lama a doppio taglio.
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GLORY DAYS
The day after2
La Rodotà sul Corriere impartisce "Consigli per non odiare il vicino". Nel box si legge: "Paese spaccato in due: a rischio i rapporti amorosi, amichevoli e di lavoro". Si sottintende che il problema sia quello di riuscire a non covare ostilità e malevolenza nei confronti di chi ha votato diversamente da te. Ecco, io avrei il problema opposto, Maria Laura: che si fa?
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GLORY DAYS
The day after1
Entra e mi sibila all'orecchio: "Terroni maledetti". Lo guardo con aria interrogativa. Dunque, Tommaso è stato seppellito, cos'altro ci sarà? Ah già, certo. "Tutta colpa loro". E 'sti sondaggi, pff. Escono dai seggi, dicono di aver votato Prodi e poi...". "Beh - replico -, finché la gente rischia l'ostracismo sociale se ammette di non votare a sinistra...". "Allora hai votato Silvietto, tu, vero?", mi chiede. Nego svogliatamente. "Quelli che l'hanno votato sono tutti coglioni", rincara. "Uhm, questa dei coglioni non mi suona nuova".
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12.04.06
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Di nuovo alle urne
- Beddamatri, ora si dovrà votare di nuovo per l'elezione del nuovo boss.
- Maddai, ho sentito che la Sicilia era in festa per questa cattura.
- Era in festa perché manco a noi ci piaceva il governo di 'stu boss.
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04.04.06
INDICE PUNTATO
Io non parlo con voi
Chiamo la nota giornalista de sinistra. Mi qualifico. Mi scambia per una in forza al Nemico e sentenzia: "Io non parlo con voi". Voi chi?, mi chiedo. Colgo al volo l'equivoco e le faccio notare il qui pro quo, con l'aggravante che è la seconda volta che mi rimbalza, sempre per lo stesso motivo: la prima, aveva cancellato un appuntamento con un preavviso di qualche ora, adducendo scuse improbabili. "Oh, scusi", dice. A questo siamo arrivati. Alle idiosincrasie a fior di pelle, ai tiri di cerbottana dalle finestre, al parlare solo con i vicini d'ombrellone del bagno Piero, di provata fede politica, ai reportage delle guerre di cortile, con microfono in mano e pashmina al collo, alla paura, la paura, la paura. E questa è la gente che pretende di raccontarci come e perché, nel mondo, la gente si scanna. Ma parlaci di te, bella signora.
inviato da Shangri-La, 08:01 | permalink
IL PUNTO
Della complessità
"La tesi di Galimberti è che più aumenta la complessità della tecnica, più la democrazia entra in crisi, lasciando il passo a retori e sofisti che imboniscono le masse con effetti discorsivi. E la telecrazia è lesempio compiuto di questo processo".
Ecoblog
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02.04.06
SENZA PAROLE
Se c'è, un Dio
Piange inconsolabile il male che non dorme mai. Solo, in un bosco.
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