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31.03.06
INDICE PUNTATO
Welcome to the new world order
Giorni fa, convalescente, sento la grande fustigatrice del tibbù-trash evocare, seria seria e tutta compresa nel ruolo, "la gente a casa". Ce l'ha con me, mi son chiesta, o siamo di fronte a un'inedita categoria ontologica, che rubrica chiunque si sintonizzi con lo sparaminchiate satellitare? E quand'è, mi son domandata, che risulto di diritto arruolata nel branco degli appantofolati col cervello brasato? Quando apro la porta, appena mi sveglio, sempre - anche quando dormo -, oppure solo quando accendo la scatola? E se io sono quella che sta "a casa", in quale punto dell'universo semantico devo collocare codeste testoline catodiche, frequentatrici di salotti televisivi, stalle, confessionali e velieri all inclusive con l'alibi del documentario? Forse sul limitare di un orizzonte pubblico che mi scalza, scaraventandomi in uno spazietto privato di sessanta metri quadri calpestabili? Ah no, giusto: nella mappatura del nuovo ordine mondiale - il Privato (= casa), il Quasipubblico (= blog) e il Pubblico (tv e giornali) - potrò sempre dire che arranco a metà strada.
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INDICE PUNTATO
"Pronto, sono Tizia, in cosa posso esserle utile?"
Google immagini. Keyword, "call center". Risultato: bella gente, volti sorridenti, felici, schiene dritte, aria quasi manageriale e una piccola, graziosa appendice cerebrale che contorna la guancia. Un microcosmo leibniziano, il migliore dei mondi possibili, insomma. E poi pontifichiamo sulla censura delle immagini del Dalai Lama nel Google con gli occhi a mandorla?
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30.03.06
TRENDY
Falce, ma soprattutto martello
Apprendo via email e faccio circolare:
Oggetto: Già nel 1993, Moana Pozzi orientò i suoi elettori verso Rifondazione Comunista. Il Partito dellAmore invita quindi i propri simpatizzanti a votare per Rifondazione Comunista alle prossime consultazioni elettorali del 9 e 10 aprile.
Partito dell'Amore +39 347 6435950 maurobiuzzi@libero.it amp@moanamoana.it www.moanamoana.it
inviato da Shangri-La, 08:04 | permalink
L'ARCO E LA FRECCIA
Scrittori in erba
L'Amministratore, impegnato in lavori di giardinaggio, chiede e pretende l'uso di paletta, zappino e badile. Quanto alla carriola, da giorni è in piagnucolante attesa di regolamentare patentino di guida. Ne vado fiera: l'attrazione dell'unenne verso la vanga prelude a rosei orizzonti d'imperitura gloria letteraria. E pazienza, se sarò consegnata ai posteri come madre maniacodepressa ed etilista di lungo corso. Dovrà pur costruirsi, l'amor mio, una biografia d'effetto.
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STRETTAMENTE PERSONALE
Ya basta
Sapessi pietrificarmi all'istante e così rimanere. Salda, rocciosa, inamovibile, seduta su un insormontabile sonoro rotondo liberatorio no. E invece.
Loro stanno facendo una nuova, imperdibile offerta. Loro hanno tutto un percorso di lavoro alle spalle che è stato fatto appositamente per te: siine grata. Loro non accettano un no o un mai più. Soprattutto al telefono (cafona!). Loro chiedono un confronto faccia a faccia, l'ennesima occasione, nonché lunghe e articolate spiegazioni. Loro hanno altro da dire, molto da ascoltare e parecchio da proporre. Loro affrontano i problemi con piglio adulto: tu ti stai comportando come una gallina in fuga. Loro sono sinceramente offesi, financo indignati e spiacevolmente sorpresi da questo tuo improvviso voltafaccia. Loro pensavano tu fossi diversa. Mite, gentile e accondiscendente come ti sei sempre palesata. Loro contavano su di te e facevano affidamento su un lungo e proficuo rapporto di collaborazione. Loro sono disinteressati e sinceramente preoccupati di migliorare la tua vita. Loro costano, perché tu vali.
Sessantacinque euro, grazie. E questa è la ricevuta.
inviato da Shangri-La, 08:01 | permalink
TRENDY
Qui lo dico e qui lo nego
Rutelli uscirà dalla tornata elettorale con un sorriso da parte a parte.
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12.03.06
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Come una scatola di cioccolatini
La serpe è gentile. Striscia inavvertita tra i sassi e vibra i sognali su frequenze ipnotiche e ammalianti. Modula il sibilo in crescendo, fino a emettere un suono perforante e continuo che indebolisce le resistenze, rammollisce i no e piega l'altrui volontà. Si infiltra di soppiatto, non invitata, per una visita di cortesia. Vuole vedere come stai. Lo vuole con gli occhi, le antenne e ogni scaglia della pelle mutante. Non c'è dissuasione che valga. Ma sì, che male c'è, pensi. Non si tratta, in fondo, che di una piccola cosa, di scarsa durata e nessuna importanza - ti ripeti -, quel po' d'assenzio che s'inghiotte ogni giorno per quieto vivere. Una dose più, una meno, cosa vuoi che sia - sussurri alla tua pazienza, per rabbonirla. Ah quant'è urbana, la serpe. Com'è affabile, inappuntabile e più robotica del manuale di donna Letizia. E con quale incoercibile e imperdonabile asprezza marinaresca ne accogli le carinerie. Una martellata, le daresti. A lei, che vuol solo vedere come stai - non è bello, in fondo? -, scrutare dove ti prude la rogna e capir se si può grattarsela un po' insieme, giusto per passare un po' il tempo, ché una disavventura analoga ce l'ha pure lei nel repertorio e non è forse, questo, un gesto di buon vicinato, di grazia? Ma tu "non ho niente da dire e non ne voglio parlare", esordisci cafona, mentre le pende indignata e a peso morto la lingua biforcuta. Sicché t'allunga indispettita il presentino omaggio. Una scatola di cioccolatini. "Per il compleanno", spiega, con aria di rassegnata e incompresa superiorità morale. "Grazie, non doveva", dici. E intendi letteralmente, quel "non doveva", ché certi giri di boa si fanno a occhi chiusi e mascelle strette, senza torte né stappi di spumante. E mentre richiudi la porta, con le narici che ti fumano, pensi che a volte non ci sono abbastanza sassi e che sì, Zemeckis è un genio.
Mamma diceva sempre: La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita! (Forrest Gump)
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11.03.06
I WILL SURVIVE
Sguardi
Nella notte più fonda, due occhi felini trapanano il buio.
Quello azzurro mi attende sull'uscio, fissa muto e allunga schivo il più raro e prezioso dei baci.
"Riposa, adesso", dice, richiudendo piano.
Quello verde è il disteso brillare di umori primaverili ai piedi di roccia dolimitica, il letto erboso di un abbandono senza remore ed è il virile cedimento del vero.
Nella notte più fonda, due fari accesi mi fanno strada. E non tradiscono mai.
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07.03.06
STRETTAMENTE PERSONALE
Et quod vides perisse, perditum ducas
E così hai passato la mano. Accartocciato nell'istante sorgivo, muto.
Ora c'è chi enumera statistiche, percentuali, casistiche. Chi parla di accettazione e chi invita a guardare al futuro. Cose buone e giuste. Ma tu, tu.
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L'ARCO E LA FRECCIA
Educational channel
Sparpaglia libri e giornali per terra, fruga tra cd e dvd, apre i cassetti, spignatta col pentolame, poi mi osserva in silenzio chiudere l'oblò e programmare, ignara, lavaggio, ammmorbidente e centrifuga a penne, matite, viti e cacciaviti che ha furtivamente buttato in lavatrice.
Si accuccia e aspetta l'urlo materno, tra il preoccupato e il divertito.
Fermi e costanti nei rimproveri, così si dovrebbe essere, secondo gli esperti.
Ma se l'Amministratore afferra del lodatissimo ciarpame, pronto a metterlo in ammollo, alla buona educatrice non resta che riderci sopra e chiedere: "Ammi, se devi fargli fare una brutta fine, avverti: almeno partecipo allo scempio".
inviato da Shangri-La, 08:00 | permalink
02.03.06
STRETTAMENTE PERSONALE
Consigli non richiesti
- Ascolta me. Devi dirgli: "Ehi, dilettantello del cazzo, io sono un professionista. Lasciami lavorare e taci. Altrimenti fai pure la tua cacchetta, ma ricordati di tirare l'acqua, dopo. Grazie". Che ne dici?
- Che non porto mica gli stivali e le tette, io.
- Povero. E come fai, senza?
inviato da Shangri-La, 08:06 | permalink
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Indovina chi non viene a cena
"Stasera ceno con Tizio, domani con Caio. Ieri sera invece ero con Cozza e abbiamo mangiato cavallette del Mar Morto. Peccato, sarebbero stati più buoni gli scarafaggi di Tutankamon". I giusti e gli eletti, son gente di mondo. Sbafano in compagnia al ristorante e non perdono occasione per farlo sapere in giro, con l'aria di dire: "Occhio a non mettersi contro di me perché non sono un isolato. Mi trovo un giorno sì e uno no a crapulare con i miei scherani". Antipasti, primi, secondi, dolce, caffè e ammazzacaffè: si mangia a scrocco, tanto paga Pantalone, quello col grano in tasca.
In un angolo del locale, due donne avventate.
Due che avevano gente intorno, prima. Amiche, conoscenti, colleghi. Poi a 'ste due salta in mente di dire quello che pensano. E quello che pensano non piace, rompe le fila, rompe i coglioni, rompe tutto. Avevano gente intorno. Finte amiche, conoscenti pavidi, colleghi viscidi. Si ritrovano al ristorante a mangiare una di fronte all'altra. E a fine cena, come fanno le persone dabbene, pagano il conto. Ciascuna il proprio.
C'è un libro in più, a casa. Firmato da Alessandra Di Pietro e Paola Tavella
inviato da Shangri-La, 08:00 | permalink
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