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08.12.05
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Ambrogino d'oro per tutti
Non stava benissimo, A*, ma quando suo padre gli ha chiesto di accompagnarlo al supermercato, non se l'è sentita di tirarsi indietro.
Dopo "due ore di delirio consumistico", racconta, si accodano finalmente alle casse. A un certo punto, il padre ripercorre la lista della spesa e si ricorda d'aver dimenticato qualcosa: torna tra gli scaffali e lascia A* a tenere il posto in fila.
Sarà la fatica, sarà l'influenza, sarà lo stress, fatto sta che A* sviene e finisce lungo disteso sul pavimento, dopo aver dato una bella ginocchiata al carrello.
Ancora a terra, apre gli occhi: nessuno muove un dito. Lui guarda gli altri clienti, loro guardano lui, ma non uno che accenni ad aiutarlo. Dopo un minuto, A* riesce ad aggrapparsi al carrello, si rimette in piedi e finalmente torna suo padre.
"Adoro i milanesi - mi scrive -. Sono così discreti... pur di non disturbarti ti lascerebbero rantolare in tutta pace fino all'ultimo istante di vita".
Del resto, A* ricorderà quella volta che arrivai all'aperitivo col cuore in gola perché un ueh ueh milanès aveva deliberatamente cercato di investire la sottoscritta. Donna con pancione di sette mesi = settecento punti, suppongo.
Shangri-La, 10:12
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