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25.11.05
L'ARCO E LA FRECCIA
Zeus
I padri son così. Fatti apposta per distruggere ogni tua speranzosa fantasia. Ogni tuo candore. E tutta l'ingenua fiducia che hai nel mondo.
Lo rivedi, il glaucopide, nel bagliore metallico di quest'incrocio di lame, lo senti come il sasso che grava sul petto, il pugno chiuso nello stomaco, il figlio che non partorisci mai.
Sta lì, col mantello nero nel vento tagliente, a dirti che non c'è amico, né amante o rifugio.
Nessuna mano disarmata e gratuita, dietro il dono del greco.
Non c'è tetto che non debba costruirti con le tue nude mani, né fuoco che altri ti permettano d'avvicinare.
Eremiti silenziosi, liberano dal cranio le amatissime loro, che abbracciano, senza mai sfiorarle, d'un amore deserto e muto, con lo sguardo volto altrove.
Le vogliono forti. Spinose e dure all'arsura come cactus.
Vive e resistenti a dispetto.
Shangri-La, 08:00
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