Alla finestra
Volti, mari e bellezze senza tempo.
Argomenti
BOOKMARK
GLORY DAYS
I NUOVI RACCONTI DEL MARESCIALLO
I WILL SURVIVE
IL CIRCOLO DEI VASTASI
IL PUNTO
INDICE PUNTATO
L'ARCO E LA FRECCIA
MIGLIOR COMMENTO
SENZA PAROLE
STRETTAMENTE PERSONALE
TRENDY
Come eravamo
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008
Agosto 2008
Luglio 2008
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007
Novembre 2006
Ottobre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Giugno 2005
Maggio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Agosto 2004
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
Novembre 2003
Ottobre 2003
Settembre 2003
Agosto 2003
Luglio 2003
Giugno 2003
Maggio 2003
Aprile 2003
Marzo 2003
Febbraio 2003
Gennaio 2003
Links...
+ Errore404
+ 2x0
+ Artifiziale
+ Malvino
+ Forma mentis
+ Azioneparallela
Velociter
+ RSS 2.0
|
|
poWWWered by
|
|
« Non mi telefona mai nessuno |
HOME
| Milano città chiusa »
04.11.05
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Kosta, svegliati, Loro sono già qui
Dite a Kavafis che l'attesa è finita. Sono arrivati e strologano alla grande. Convinti, beati loro, d'essere graffianti, selvatici e messi di traverso (avrei detto accoccolati sul triclinio, ma tant'è). "Perché chi viene qui, alle Invasioni barbariche, si smolla sempre un po'" s'è detto nel bel mezzo del solito agiografico autoritrattino televisivo in cui l'intervistatore (-trice, nella fattispecie) regge lo specchio delle brame al bencapitato di turno. I barbari - aveva ragione Costantinos - sono una soluzione. Sono il tipico quadretto paesaggistico piazzato sul muro altrimenti disadorno del salotto buono, col sentierino in mezzo al bosco, spennellato nei toni tra il marrone e il verde esausto d'inizio autunno, che campeggia sulle poltrone in velluto coi profili in acciaio e il tappetto di pelle bovina, in mezzo alla chincaglieria fine anni Settanta-inizio anni Ottanta. La barbarie è l'abitudine, è la lode che imbroda, sono le presenze autogiustificantesi per il semplice fatto d'essersi accampate e zitti tutti, inetti invidiosi, è l'azzurro stoviglia della signorina Felicita, le piccole cose di pessimo gusto, la tavola ben imbandita con i commensali che mangiano con le mani, succhiandosi le dita. Barbaro è quel rimbalzare da una signora all'altra di buoni propositi che stridono come un gessetto squadrato sulla lavagna: "Non mi pare il caso di satanizzarlo". "No, no, non satanizziamolo". Ma sì, non diavolizziamola 'sta tibbù. E nemmeno 'sta vita. Non la si faccia spessa, ché è tutto un gioco. Vince chi non si prende sul serio. E ti prende per i fondelli.
Shangri-La, 08:00
|