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11.10.05
TRENDY
Che Style!
Il pensiero è corso a Mieli, ieri, mentre uscivano i primi lanci d'agenzia. Ah, sì, avrei voluto vedere la sua faccia mentre lanciava un'occhiata feroce al primo numero di Style, il nuovo allegato-patacca del Corsera, in uscita venerdì. Perché il "mensile dedicato all'uomo" aveva previsto di schiaffarlo in copertina insieme con il solito Clooney, il giovane Elkann, dedicandogli la prevedibilissima sviolinata sull'eccentricità delle sue scarpe da tennis portate con il gessato blu (orrore!) e dei polsini delle camicie scopiazzati dal celeberrimo nonno, fuori una spanna dalla manica della giacca. Scommetto che smadonnando e porconando hanno subito pensato di rimettere mano alla mappazza pubblicitaria, maledicendo in redazione questa genia di ragazzotti con la bocca sporca di latte e cocaina. E se con il cerebro sinistro han meditato di soprassedere su Lapo-maestro di stile, con quello destro hanno sguinzagliato gli agiografi ufficiali delle nostre dinastie palazzinar-industriali. Maria Latella, in primis. Che da quando s'è inciuciata con la Bartolini in arte Lario, ci sta frantumando i santissimi intonando risibili peana sui vari Luigi detto Lu, Barbara detta Ba, su quell'altra superpargola berluschina che ama gli uccelletti, per non parlare dell'imberbe Jaki, di donna Lavinia e di quest'ultimo discendente d'una manica di disperati che la sera se ne va per i bar di Torino a raccattare travestiti e mignottoni vari, per finire poi lungo disteso su un pavimento, più di là che di qua. Ma non demorde, la Latella, un tempo brillante notista politico, prima dell'incontro sulla via di Damasco. Il ragazzo scalda e illumina più del sole, scrive, riportando le stupidaggini di Mario D'Urso, ed è tipo che con naturalezza trasmette a chiunque incontri "energia positiva". Ossignore, sentili. Ecco chi sono gli spacciatori che rifilano a 'sti ricchi poveracci la partita tagliata male: sono loro, i lustrascarpe di regime, le Latella, i D'Urso, i Camerana. Bastano le loro parole per capire quant'è dura, al di là dei privilegi, crescere in mezzo alle fesserie. "I meccanismi di formazione dei giovani Agnelli, spiega Camerana, sono sempre stati lo sport e le donne (...) Importantissimo il training con le donne: bisogna saperle sedurre, lasciare, riprendere senza farsene condizionare (...) significa saper stare al mondo. Poi all'università si può studiare diritto o ingegneria, ma questo è secondario". Chiaro da dove nasce il fallimento generazionale? Per sport si intende giocare a fare i presidenti della Juventus e le donne, oddio... quelle son pronte a scaricare il principino, facendo sapere coram populo che loro, attricette di quart'ordine, con un povero drogato non ci stanno nemmeno se coperto d'oro. Il rovesciamento della dialettica servo-padrone è in atto, signori. Qualcuno lo dica a Latella, prima che la seduzione per i brillocchi e la foga di infiocchettare le biografie degli eredi di cotanti patrimoni, con l'intento fraudolento di convincerci che l'azienda Italia non teme il futuro perché in buone mani, le sputtani definitivamente carriera e reputazione.
Shangri-La, 14:52
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