ANIME SALVE


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Volti, mari e bellezze senza tempo.

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27.10.05

Non mi telefona mai nessuno

Ché poi, fossi al posto d'altri, nemmeno io m'azzarderei. Ma resta il cruccio. Mai che abbia avuto la soddisfazione di rispondere pure io a un sondaggio. Perché, perché non chiamate pure me? Forse qualche mio conoscente vi ha avvertiti: "No, quella, meglio lasciarla perdere"? Vorrei sapere. Perché mi prude la lingua, stavolta.
Ekma Ricerche, mi sentite? Chelentano, audioleso anche tu? Aprite le orecchie: la qui presente cogliona inacidita (scusate, vengo dall'ennesima notte insonne) desidera dire la sua: Biagi e Santoro, in Tv, IO NON CE LI VOGLIO.
Trovo impresentabile, a tavola, il semolino e volentieri sparerei con una carabina al mastino dei vicini. Immagino ci siamo capiti.
Non solo. La noia mortale del luogo comune biagesco non risolve i miei problemi d'insonnia. Quanto alla prevedibilità delle trasmissioni a tesi di Santoro, quella la lascio volentieri sul piatto di portata da servire alla cena dei cretini.
Last but not least, gradirei evitare un'altra legislatura sotto l'egida del Cavaliere. Conditio sine qua non: imbavagliare, ammanettare e gettare in una botola i due tapini di cui sopra, classici scarponi strapagati che segnano l'autogol decisivo al 90esimo.

26.10.05

Insonne. Di nuovo

Quelli che "la mia storia". I cimiteriali che alle esequie pronunciano il fatidico "è finita". Quelli che "volto pagina, le cose cambiano". Quegli altri, poi, "che ho conosciuto una tipa". I criminali in sedia a dondolo "io vorrei, non vorrei".
Tutta questa monnezza estetica. E le macerie. Le bombe e i crateri che lasciano. Gli addii a fin di bene.
Le passeggiate a piedi nudi su cadaveri e moribondi, i medagliati di guerre viste alla finestra, gli idioti col ticchio che chiamano "passione", i competenti, i lustrascarpe in ginocchio, in attesa di imperitura gloria letteraria.
E i piccoli burocrati, che ti cercano il pelo nel deretano e quando l'hanno trovato allora sì, che corrono felici a mostrartelo.
Mai un'idea, un tarlo, una ribellione, un ribollimento, un pizzico di furore. Mai che si intraveda in quelle espressioni zombie, animate a tratti da risate metalliche, il desiderio di spaccare tutto.
Mondi paralleli. Loro a petto in fuori, or-go-glio-si di quello che fanno. Io che vorrei solo mio padre mi prestasse la vanga, ché ho una buca da fare.
O fottutissimi simpaticunazzi, ditemi perdio come fate. A dormire, intendo.

20.10.05

IL CIRCOLO DEI VASTASI

The NeverEnding Story

Notizia di oggi: "Catania, colpito il clan Santapaola". Miii, è da quando sono nata che a cadenze fisse un blitz delle forze dell'ordine prende di mira questi scassapagghiari. Ma quanti sono, mi chiedo, a che ritmo si riproducono e com'è che non bloccano mai le assunzioni, unici in tutto il Paese?
Rassegnata, mi vedo già ultrasettantenne in dentiera, con 'sti santuzzi beddi ancora attaccati alle caviglie secche, mentre qualche supermega operazione di polizia metterà in manette il solito "numero due" di Cosa NostraVostraLoro.
Numeri tre, si sa, neanche a pagarli.

19.10.05

SENZA PAROLE

Malelingue sabaude

Dicono sia arrivato in ospedale vestito da lady.

14.10.05

I WILL SURVIVE

Stay hungry, stay foolish

Io quest'uomo lo bacerei in fronte.

13.10.05

GLORY DAYS

Piccoli sprayers crescono

E' il "nostro" uomo. Ci piacciono le sue bugie, quando lo rincorriamo per un appuntamento e lui fa il vago, non sa, forse, ha da fare, è inchiodato in redazione, è in Patagonia e tornerà presto, giura, mentre noi gli chiediamo come si chiama la zoccoletta, stavolta, e se è carina, almeno.
E poi ce lo ritroviamo lì a sorpresa, spettinato, sdrucito, con la barba lunga, che sciorina abbracci massicci e baci urticanti, mentre farfuglia improbabili scuse per il ritardo.
Si gode l'harem, davanti a un caipirinha, tra un sms all'ultima conquista e gli aspri resoconti delle nostre vite sfastidiate, mentre gli chiediamo dell'ennesimo suo cascar da un bald(r)acchino traditore a uno scomodo futon.
Scabro e sfuggente com'è non ci aspettavamo, oggi, il suo confessarsi, furtivo e imboscato dietro un monitor, orgoglioso e felice. Di noi, che siam le sue donne, e del nostro miracoloso amarci sempre e non perderci mai.
A chi lo dici, bello.

IL PUNTO

Polemos

Sottoscrivo quanto dice Quarky. E aggiungo in calce l'eracliteo "polemos è il padre di tutte le cose".
Sicché ne deriva che l'incapacità di affrontare, superare e rendere fertile il conflitto si traduce in una prassi esistenziale che riflette l'immaturità relazionale (in senso lato) di fondo ("o con me, da mafioso, o contro di me").
Saranno idioti imperialisti, 'sti ammerigani, tuttavia, massima invidia e rispetto per il loro saper render conto della costruzione collettiva di un'idea, delle reciproche correzioni, dei passi falsi, dei ripensamenti e della ricerca delle soluzioni.

(Guardando i contenuti speciali di certi film di animazione)

11.10.05

TRENDY

Che Style!

Il pensiero è corso a Mieli, ieri, mentre uscivano i primi lanci d'agenzia.
Ah, sì, avrei voluto vedere la sua faccia mentre lanciava un'occhiata feroce al primo numero di Style, il nuovo allegato-patacca del Corsera, in uscita venerdì.
Perché il "mensile dedicato all'uomo" aveva previsto di schiaffarlo in copertina insieme con il solito Clooney, il giovane Elkann, dedicandogli la prevedibilissima sviolinata sull'eccentricità delle sue scarpe da tennis portate con il gessato blu (orrore!) e dei polsini delle camicie scopiazzati dal celeberrimo nonno, fuori una spanna dalla manica della giacca.
Scommetto che smadonnando e porconando hanno subito pensato di rimettere mano alla mappazza pubblicitaria, maledicendo in redazione questa genia di ragazzotti con la bocca sporca di latte e cocaina.
E se con il cerebro sinistro han meditato di soprassedere su Lapo-maestro di stile, con quello destro hanno sguinzagliato gli agiografi ufficiali delle nostre dinastie palazzinar-industriali.
Maria Latella, in primis. Che da quando s'è inciuciata con la Bartolini in arte Lario, ci sta frantumando i santissimi intonando risibili peana sui vari Luigi detto Lu, Barbara detta Ba, su quell'altra superpargola berluschina che ama gli uccelletti, per non parlare dell'imberbe Jaki, di donna Lavinia e di quest'ultimo discendente d'una manica di disperati che la sera se ne va per i bar di Torino a raccattare travestiti e mignottoni vari, per finire poi lungo disteso su un pavimento, più di là che di qua.
Ma non demorde, la Latella, un tempo brillante notista politico, prima dell'incontro sulla via di Damasco. Il ragazzo scalda e illumina più del sole, scrive, riportando le stupidaggini di Mario D'Urso, ed è tipo che con naturalezza trasmette a chiunque incontri "energia positiva". Ossignore, sentili. Ecco chi sono gli spacciatori che rifilano a 'sti ricchi poveracci la partita tagliata male: sono loro, i lustrascarpe di regime, le Latella, i D'Urso, i Camerana.
Bastano le loro parole per capire quant'è dura, al di là dei privilegi, crescere in mezzo alle fesserie.
"I meccanismi di formazione dei giovani Agnelli, spiega Camerana, sono sempre stati lo sport e le donne (...) Importantissimo il training con le donne: bisogna saperle sedurre, lasciare, riprendere senza farsene condizionare (...) significa saper stare al mondo. Poi all'università si può studiare diritto o ingegneria, ma questo è secondario".
Chiaro da dove nasce il fallimento generazionale? Per sport si intende giocare a fare i presidenti della Juventus e le donne, oddio... quelle son pronte a scaricare il principino, facendo sapere coram populo che loro, attricette di quart'ordine, con un povero drogato non ci stanno nemmeno se coperto d'oro.
Il rovesciamento della dialettica servo-padrone è in atto, signori. Qualcuno lo dica a Latella, prima che la seduzione per i brillocchi e la foga di infiocchettare le biografie degli eredi di cotanti patrimoni, con l'intento fraudolento di convincerci che l'azienda Italia non teme il futuro perché in buone mani, le sputtani definitivamente carriera e reputazione.

09.10.05

INDICE PUNTATO

Penitenziagite

Ma tu guarda la sorte. Rutelli, Prodi, Fassino, Turco, Bertinotti e compagnia cantante: hanno fiutato l'aria, 'sti squaletti dal rostro limato e sbiancato, diligenti nell'appuntarsi sul taccuino, alle sfilate haute couture, le ultime novità della stagione.
Mica scemi. Tornati a casa, si son buttati a rovistare cassetti, armadi e vecchi bauli. E ora stanno lì, in bella vista sul letto, file di calzettoni e maglioni coi rombi, twin set in agora, stivali antipioggia di gomma colorata, pantaloni a sigaretta, giacche anni '70, gonne a ventaglio, zie suore, genitori devoti, trascorsi oratoriani e afflati spiritual-religiosi.
Di fronte allo specchio, si esibisce in un disinvolto cambio d'abito il mangiapreti d'un tempo, ora in blazer blu sedicente cattolico, ora in giacca di velluto a coste larghe modello credente tout court, ora invece in dolcevita a collo alto stile meditante-dubbioso-in via di conversione.
Minoranze indignate? Ma no. I Fantastici 5 presiedono, plaudenti e gracchianti, al restyling, e spediscono a risuolare dal calzolaio tacchi consunti di ateismo d'antan, che facevano fico una vita fa, portati con l'eskimo, ma ora fan solo patetico coglione.
Giù, nel bidone giallo della Caritas, finisce l'ultimo paio di Clarks, per la gioia ladruncola della zingara povera di spirito, che ha imparato ad accucciarsi nel coperchio, mentre il compare, da fuori, dà una spinta alla leva e la catapulta dentro.
L'atterraggio è morbido, sul mucchio di stracci in fondo al bidone, e il bottino ricco: a prezzo di una vita miserabile, giocata ai dadi tra roulotte, sterpaglie e tir che sfrecciano lungo la statale, correndo il rischio di decapitare una zucca vuota, i due poveracci vincono un guardaroba di seconda mano e vestono intellettual-ribelle.
Trent'anni dopo, mentre stendono la mano agli automobilisti fermi al semaforo, rabbrividendo nel freddo del mattino.

TRENDY

E devi essere sempre bello

Hanno facce come scarpe vecchie, flosce per l'uso e rintuzzate in punta da imbuti di carta pressata.
Sugli zigomi, rincalzati da panetti di strutto, si tende a pelle di tamburo un sudario di tela consunta, chirurgicamente adagiato e agganciato, presumo, ai lobi delle orecchie.
Cinguettano ancora come allodole e sorridono generosamente a tutta protesi, mentre dondolano vezzose treccine calzelunghe, che accarezzano con le mani avvizzite e nodose.
Vecchie come sanno esserlo solo le stupide che han fatto le giovani, tacciono l'età, insopportabile insolenza anagrafica che affonda le unghie nella schiena. E non sono mica stanche, no, hanno ancora benzina nel motore e voglia di vivere, dicono.

Vivere?

IL PUNTO

Assodato che

- il matrimonio è una lunga emicrania
- il divorzio, un'imperdonabile mancanza di stile
- i pacs, una pezza al culo

_____________________________________ sommati gli addendi

mille ragazzi per me posson bastare

07.10.05

IL CIRCOLO DEI VASTASI

Ne rimarrà uno solo

Ci ha lavorato per anni a mani nude. Ha dissodato, scavato, interrato e livellato. Ora contempla soddisfatto il suo campo da gioco. Lui solo riconosce, da impercettibili discrepanze del terreno, il punto esatto in cui ha sistemato le mine.
Mani sui fianchi, distante e apparentemente noncurante, osserva il passo avventato dell'ultimo bracciante assunto.
Bum. Fuori. Smascherato l'ennesimo incompetente presuntuoso, pensa.
A fine giornata, tira fuori dal cassetto i suoi libri mastri, che compila annotando accuratamente il numero dei morti e dei mutilati.
Poi, con un sorriso compiaciuto, estrae la mappa della sua segreta battaglia, e traccia una croce sopra ogni ordigno saltato per aria.

04.10.05

SENZA PAROLE

Finding Nemo

Si sta, noi due, vanamente variopinti nell'acquario, affacciati sul grigio via vai d'una sala d'aspetto, indecisi se curarsi di non intorbidare ulteriormente l'acqua o piuttosto nuotare in alleanza con la nostra stessa melma.
Si cede, talvolta, alla tentazione di sabotare l'impianto di riciclo, cacando indefessi nella vaschetta, in attesa che i collezionisti di pulci d'acqua ci scodellino fuori dalla teca, via, in mare aperto.
Ed è ciak, ogni volta, sulle ultime battute del copione, tra la gioia del riscatto e il senno di poi, quando ci si ritrova a galleggiar perplessi in un sacchetto, come pesci da luna park, mentre uno domanda "E adesso?" all'altro, che trattiene a stento le risa.

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

shangrila-blog@tiscali.it