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12.08.05
I WILL SURVIVE
Nomadi
Mi piace, la sera, indovinare dietro le finestre illuminate l'accoccolarsi di abitudini sconosciute in casa d'altri e immaginare l'inedita partitura del tintinnare di posate e accenti estranei. Sullo sfondo, la muta condiscendenza dei soprammobili. Sempre mi chiedo come graffi diversamente l'anima l'infinita varietà dell'abitare e come sedimenti l'intimo precipitato di un'infanzia giocata su un balconcino altro un metro da terra, tra la rampa delle scale male illuminata e l'ascensore di cui conosci a memoria ogni scricchiolio. Mi incuriosiscono le vie di fuga di anime cresciute in un mondo di solido cemento, cui fa da contraltare l'accovacciarsi sull'erba dura e secca dei nomadi in sosta lungo la statale, le gambe incrociate sotto le gonne ampie, i capelli stopposi e il miraggio di una libertà su quattroruote.
Shangri-La, 17:14
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