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24.06.05
I WILL SURVIVE
Cani sciolti
Capita di dimenticarsene. Quando un capo del laccio ciondola lento sul marciapiede e l'altro ti cinge lasco e noncurante. O quando fai bau bau ai mastini a loro sgraditi e salti ringhioso e sbavante alla cancellata. E' lì che compiaciuti ti lasciano fare e allungano talvolta la mano, a lisciarti il manto per il verso giusto, in un bla bla di ti stimo e t'amo pio bove, mentre districano i nodi del pelo. Ma basta che ti venga in mente d'allungare, non autorizzato, il passo. Basta che tu faccia una svolta imprevista. Che ti venga voglia di correre. Di fermarti a un lampione. Improvviso, lo strappo, il morso alla giugulare, il disappunto che strattona e tira. Capita di ricordarsene, allora. Ah, già, un cane al guinzaglio, questo ero sono e sarò. Ah, già. Poi quando hai rotto e viene l'estate, il caldo, il mare che aspetta, c'è sempre un casello sull'A1. C'è sempre una frenata, la portiera che si apre e il calcio che ti scodella fuori, mentre tutto ti sfreccia davanti a 150 all'ora, tra cestini stracolmi di lattine e cofani aperti a sbollire. Solo, libero e a collo sciolto.
Shangri-La, 18:09
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