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16.05.05
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Quelli che ci piace il verde
Li riconosci dall'attrezzatura. Scarponcini da montagna, calzettoni arrotolati alle caviglie e zainetto verde militare. Quando non scarpette tecniche e tutina con le chiappe rinforzate, occhialoni, borraccia e assetto a culo in su, da giro d'Italia. Qui ci veniamo da sempre, noi, in jeans, maglietta e scarpe da tennis, con le bici scassate o in motorino, e più di trent'anni fa ci facevamo pure il bagno, in queste acque. Poi ci furono gli esiziali anni Settanta, i cacciatori che a momenti ci sparavano tra il chiaro e lo scuro e tanto di quello schifo e schiuma e merda industriale che scappammo a gambe levate. Noi, gli animali e gli uccelli. Ora siamo tornati, cicogne comprese. E se ci vieni in settimana, è facile incontrare il muso timido e curioso di qualche camoscio, indovinare tra le felci del sottobosco le penne brillanti d'un fagiano o sorprendere il balzo a orecchie tese delle lepri selvatiche. Gli eco-milanesi hanno scoperto il fiume azzurro e il suo parco da una decina d'anni, non di più. Venivano qui alla spicciolata, all'inizio. Ora a frotte, così nel weekend non si trova più da parcheggiare. Impagabili. Sfrecciano a tutta velocità in mezzo al bosco, tra alberi inscheletriti dai parassiti e pallidi di morte come sepolcri imbiancati. Sfrecciano in mountain bike e nemmeno s'accorgono di spazzare a craniate i sentieri, dove sotto l'intreccio dei rami imbozzolati dall'ifantria pendono lunghe fila di larve. Corrono come matti, ché c'è quasi da buttarsi a margine per schivarli, e salutano sempre, come i crucchi su per i bricchi. "Buongiorno!", dicono. E noi, che se ci incontriamo tra paesani siamo soliti girare la faccia dall'altra parte, "salve" rispondiamo. "E grazie!", in cuor nostro, "per i sentieri ripuliti e per i vermi che passeggiano sulla vostra bandana".
Shangri-La, 15:59
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