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31.03.05

SENZA PAROLE

Finalmente è finita

Alla prossima reincarnazione, scegliti un marito un po' meno testina, Terry.

24.03.05

INDICE PUNTATO

Botte da (urbi et) orbi

Il cardinale Ratzinger (il futuro pontefice?) scrive i testi della via Crucis e non risparmia le bastonate per i confratelli: "Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui. (...) Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano".

Il testo completo nel blog di Sandro Magister

22.03.05

SENZA PAROLE

Ma dimmi una bugia!

Erano lui e lei, in paradiso. Soli e senza intrusi tra loro.
La cacciata è arrivata in fretta, nel giro di pochi mesi.
Prima qualche indizio, un sospetto. Poi la certezza: c'è un altro, ha pensato.
Teneva duro, lui, eroicamente, ma ogni giorno di più il terzo incomodo si faceva largo tra loro.
Ti amo ancora, ti amo lo stesso, ti amerò sempre, spergiurava lei, mentre preparava il letto a quell'altro.
Teneva duro, lui, eroicamente, finché lei, in un giorno da dimenticare di inizio marzo, gliel'ha presentato.
"Ti piace? E' il tuo fratellino, fagli un bacino".
"No".
"Su, da bravo".
"Quando torni a casa, mamma?".
"Fra due giorni".
"Ma questo lo lasci qui, vero?".

15.03.05

L'ARCO E LA FRECCIA

Il piccolo filosofo

A bocca aperta succhi intero il mondo e tutto poi lo scuoti e lo sprimacci, strizzando gli occhi per il gran fragore.
Che baccano, ti dico. Ma tu sardonico rilanci di rimando un deciso no, mami: sopraffina musica delle sfere, questa.
E senza tregua filosofeggi a cinque dita, ancora maldestro, sulla superficie corrugata delle cose.
L'uno che è nei molti febbrilmente cerchi, nel tuo metafisico gattonare per pozzi a naso in su, di mira le stelle.
Lo trovi infine. Sorridi e felice l'accarezzi a lungo, come solleticassi la segreta verità del tutto: che il demiurgo ha gli occhi a mandorla e nulla plasma che non rechi l'etichetta made in China.

11.03.05

IL PUNTO

Come un vaso di terra cotta

Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s'era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.

(...)

"E perché dunque, potrei dirvi, vi siete voi impegnato in un ministero che v'impone di stare in guerra con le passioni del secolo? Ma come, vi dirò piuttosto, come non pensate che, se in codesto ministero, comunque vi ci siate messo, v'è necessario il coraggio, per adempir le vostre obbligazioni, c'è Chi ve lo darà infallibilmente, quando glielo chiediate?
Credete voi che tutti que' milioni di martiri avessero naturalmente coraggio? che non facessero naturalmente nessun conto della vita? Tanti giovinetti che cominciavano a gustarla, tanti vecchi avvezzi a rammaricarsi che fosse già vicina a finire, tante donzelle, tante spose, tante madri?
Tutti hanno avuto coraggio; perché il coraggio era necessario, ed essi confidavano. Conoscendo la vostra debolezza e i vostri doveri, avete voi pensato a prepararvi ai passi difficili a cui potevate trovarvi, a cui vi siete trovato in effetto?
Ah! se per tant'anni d'ufizio pastorale, avete (e come non avreste?) amato il vostro gregge, se avete riposto in esso il vostro cuore, le vostre cure, le vostre delizie, il coraggio non doveva mancarvi al bisogno: l'amore è intrepido.
Ebbene, se voi gli amavate, quelli che sono affidati alle vostre cure spirituali, quelli che voi chiamate figliuoli; quando vedeste due di loro minacciati insieme con voi, ah certo! come la debolezza della carne v'ha fatto tremar per voi, così la carità v'avrà fatto tremar per loro.
Vi sarete umiliato di quel primo timore, perché era un effetto della vostra miseria; avrete implorato la forza per vincerlo, per discacciarlo, perché era una tentazione: ma il timor santo e nobile per gli altri, per i vostri figliuoli, quello l'avrete ascoltato, quello non v'avrà dato pace, quello v'avrà eccitato, costretto, a pensare, a fare ciò che si potesse, per riparare al pericolo che lor sovrastava...
Cosa v'ha ispirato il timore, l'amore? Cosa avete fatto per loro? Cosa avete pensato?".
E tacque in atto di chi aspetta.

A. Manzoni, I promessi sposi

07.03.05

INDICE PUNTATO

Adiós, compañeros

Cent'anni fa, nella scomoda ostilità di uno scompartimento ferroviario, rannicchiavo la morte nel cuore dentro le ali spiegate de Il Manifesto. Come appoggiare una pezza fredda sulla fronte febbricitante. Ah, che lenimento, quale frescura.
Mentre l'acqua saliva, arrivava alla gola e le gambe si dibattevano, la corrente mi portò un salvagente al quale mi aggrappai. C'erano senso, appartenenza, verità a chiare lettere, menzogne svergognate e un mondo interpretato, lì dentro. Nero su bianco. Non v'era che da leggere e assentire: sì, sì, sì.
Ora non ricordo più l'ora né il giorno, il come e il perché dell'ultima copia. Decisi, credo, quando il magma si cristallizzò e sentii la disperazione farsi adulta e insofferente di appigli e palliativi.
Pagai l'ultimo pedaggio al casello d'uscita da quell'autostrada a quattro corsie, abbassai il volume dell'autoradio e feci ciao con la manina agli amici in diretta da radio-maria-popolare.
Distinti saluti al loro sempiterno vittimismo, alle loro fedi gemelle, ai riti sciamanici, alle ostie benedette, ai loro chi non è con me è contro di me, a trincee, battaglie, nemici, invasamenti dionisiaci e apparizioni soprannaturali.
E profondi ossequi ai visionari delle centomila pallottole a salve, deviate da mani materne, abbracci sinceri ai depositari di sconvolgenti verità, secretate e sigillate in ceralacca perché i tempi non son maturi.
Buffetti alle guance dei poveri Brancaleone che ringhiano goffe smentite, consapevoli che la miglior difesa è l'attacco, e calde carezze a questi scribacchini da Vivibaghdad, in caftano e pashmina, bambini che fanno oh in giro per mercatini e moschee, con un po' di spik inglish in tasca, il sorriso sprovveduto di chi si sente dalla parte giusta, una macchinetta digitale, qualche foto malfatta e tanto, tanto amore.
Mille baci a tutti questi inutili dilettanti pieni di ardimento e convinzione, che del mondo arabo nulla sapevano, nulla sanno e nulla spiegano.
E convinti battimani ai tanti dervisci della parola, roteanti come trottole in girotondi inconcludenti, che per un po' ho pure pensato però, bravi, prima di vedere che la fumata era sempre nera.
Saluti carissimi ai valorosi reduci dell'Hotel Palestine, che appena scesi a Ciampino corrono direttamente al Quirinale a ritirare qualche premio giornalistico, mentre l'Africa langue in un fiume di sangue, ma lì non ci sono gli yankees e quindi si fottano tutti, che abbiam da fare la morale agli idioti.
Ciao ciao anche ai convertiti dell'ultim'ora, col ciglio umido per l'amico Nicola, bravuomo e soprattutto utile, sebben che fosse di vil razza dannata.
E già che ci siamo, buon otto marzo alle ritanne risvegliate che alla loro veneranda età scoprono maschilisti e squadristi tra gli amici migliori (ah, quante incredibili verità si palesano quando si viene punzecchiati!) e a quelle che si commuovono per lo schiavetto che al supermercato riempie il sacchetto e porta loro la spesa a casa, perché questa sì che è vita, signore, questo è il gusto, perbacco, dell'esser donne.
Adiós, compañeros, adiós, voi che svarionate proclami lassù sul pero. Attenti a calarvi con cautela, ché il rischio c'è: vi si strappano le braghe e si sbucciano le terga. In campagna elettorale già iniziata, non sta mica bene.

02.03.05

GLORY DAYS

Deliri di onnipotenza

Centoquarantanove voti contrari, centocinquantuno favorevoli. E' fatta. Alle due di questa notte la nuova testa di legno di Americani & soci, nella persona di me medesima (mi consigliano tutti di fare dell'autoironia, in questo frangente così delicato), è stata eletta alla direzione.
Un colpo di mano, si sussurra nei corridoi di via Solferino. Ah, questa volta abbiamo proprio toccato il fondo, si commenta via e-mail tra i giornalisti.
Sguardi torvi, espressioni sgomente, spalle incurvate: atmosfera greve, tra queste scrivanie. Uomini di poca fede. So io come conquistarvi.
Stamattina all'alba, i primi a telefonarmi per felicitarsi della mia nomina sono stati Giovanni e Francesco. Cari. Contraccambio le congratulazioni di ciascuno di loro: "Figurati. E' stato anche grazie a te che siamo usciti con una memorabile prima pagina, lunedì scorso. Eccellente. Sembrava scritta da Mike Bongiorno. Cosa dici? No, ma guarda che è un complimento e il lettore medio ha senz'altro gradito. Comunque, sei stato gentile a chiamare. Ti avrei telefonato io, altrimenti. Colgo l'occasione per comunicarti che la tua collaborazione al giornale si conclude seduta stante".
A metà mattina, la notizia è già pubblicata su Dagospia: "Silurati Sartori e Alberoni".
Prima riunione plenaria di redazione: standing ovation in Sala Albertini e, in stereofonia, strillo del pargolo. 'Azz, mi è rimasta sul groppone la corrispondenza dalla Baggina della Sotis. Ah, come le racconta lei, le splendide ragazze di 90 e passa, come cinguetta lei, soave come una cornacchia, nessuna.

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

shangrila-blog@tiscali.it