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16.02.05
INDICE PUNTATO
Un contributo alla confusione generale
Volevo scrivere di libri, di atteggiamenti pseudo-elitari, di molle pigrizia e metafisiche ad hoc, che tengo come reliquie nell'armadio, insieme con l'antitarme. Di estetiche viola, anche, ed etiche in tinta, stessa taglia, comprate all'Oviesse per sentirmi n'anticchia pop, che poi piaccio di più e me la tiro di meno. Ma mi tiravano loro, 'ste stronze, sui fianchi. Eccesso di dannate backstreets, I suppose.
Ti piace così, sono più sciolta, più spendibile? Se vuoi, mi metto a masticare la cicca e abbino calzettoni colorati + anfibi + mini, come ho visto fare alla figlia della Mina, una volta dal giappo. Anzi no, aspetta, adesso elimino i punti le virgole le maiuscole e ancheglispazi. Libertà anticonformismo rottura delle regole degli schemi. Di sticazzi, perdio!
E lungamente raccontarmi, volevo, poi dall'alto sorvolarmi, irrimediabilmente fuori moda e spettinata come sono, per capire com'ècos'ècomecristopuò un timpano piombato sentire dappertutto suoni sordi e questa ottusità chiamarla critica letteraria.
Eh, come dici? Non ti arriva nulla al corazon, non ti ecciti, non ti emozioni, non fila e non fonde? Hai ragione: questa colla ha troppi gradi di separazione dalla melassa e il birignao non è di marca. Sei brava, hai fiuto, non lo rifilano a te un Louis Vitton tarocco, accattato per venti euro alla stazione, con ombrello tascabile in omaggio. Ché poi, maledizione!, nemmeno piove.
Avrei voluto scrivere di libri, di editori, di blogger ubriachi, ma poi qualcuno ha detto meglio di me. Ubi maior.
Shangri-La, 18:42
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