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09.02.05
MIGLIOR COMMENTO
L'aria che tira
"Premettendo che non mi sto riferendo al singolo episodio citato da Tasca, quello che percepisco io è una tendenza diffusa al rifiuto tout-court, al no pasarán deciso e irrevocabile, una sorta di lotta a chi la dice meglio, una continua confutazione dei ragionamenti altrui.
Forse si è indugiato troppo in passato sull'innaturale sistema del "volemose tutti bene", ma trovo che anche il sistema opposto di naturale abbia ben poco.
Tu dici di sentirti parte di quel nemico insonne che sta sempre all'erta per scovare l'errore altrui (concessione su cui ho delle riserve), ma mi sembra che anche tu abbia provato sulla tua pelle una sequela di attacchi portati a testa bassa e con il paraocchi ben calato sulla faccia, una tipologia di attacco cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi tempi. Il clima è diffuso, e mi viene oziosamente da chiedermi che cosa può essere stato a far scattare la levetta.
Una teoria in merito ce l'ho: credo che l'epoca pioneristica dei blog sia terminata, che ora si stia cominciando a cercare una definizione ulteriore alla definizione di blogger. Lo spazio che ci si era ritagliati comincia a stare stretto, si sente la necessità di prendere la distanza da certi atteggiamenti su cui in passato si soprassedeva. Forse perché il blog è altro da prima, e lo spartiacque è stata la visibilità data da certi media, la calata degli Unni a tirar fuori da chi si è ritenuto più utile al sistema (ma come parlo?) quello che poteva diventare business.
Non lo so, forse è una visione alla Candy Candy, ma io mi sono sempre sentita più vicina alla sua amica, come si chiamava quella stronzissima, per cui tenderei a pensare che non sia il buonismo a farmi parlare. Ma semplicemente la voglia di poter tornare a scrivere quello che mi pare senza il timor di vedermi intruppata in una guerra che, per altro, non è la mia".
Fainberg, via e-mail
Shangri-La, 12:30
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