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28.12.04
I WILL SURVIVE
Odi et (tsun)ami
Inghiotto da mesi metri e metri cubi di rabbia, mentre i sismografi oscillano e la superficie ribolle.
Mi basterebbe un niente per catapultare gambe all'aria questi eterni vacanzieri in pareo e infradito che si fanno i cazzi loro calpestando i cazzi miei. E sorridono pure.
Sorrido anch'io, augurando loro d'essere travolti nell'azzurro mare d'agosto da un'onda anomala.
Nei momenti di crisi, quando sto per scatenare un maremoto, corro a ripassare gli appunti presi alla scuola delle buone maniere, dove ho appena seguito il ciclo di lezioni Far finta di essere calmi. Lo sento: è ora di mettere a frutto il modulo Hrim, hrim, un mantra per non uccidere.
Continuo a sorridere, faccio conversazione e parlo di me prendendomi un po' in giro, tecnica consolidata che mette a proprio agio i catapultandi, mentre si offre loro un caffè. Ci cascano come polli. Bla bla bla, come nulla fosse, mentre la terra trema e l'asse terrestre si sposta.
Non è niente, signori, va tutto bene, continuate pure la vostra vacanza. E venite a trovarci quando volete, siete i benvenuti, qui.
I culi e i lampadari ondeggiano, le tazzine scivolano e un rombo cupo gonfia l'aria premendo alle finestre.
Poi tutto tace. Baci, abbracci e saluti: tornate presto. Io sola, insonne, resto a fronteggiare il muro d'acqua che avanza.
Shangri-La, 04:40
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