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29.12.04
I WILL SURVIVE
Dal Tao-te-ching
Il cielo e la terra sono inumani: trattano i diecimila esseri come cani di paglia per il sacrificio (V).
Favore e disgrazia sono entrambi cose spaventose. Stima una grande calamità come il tuo proprio corpo (XIII).
La cosa più molle al mondo si precipita contro la cosa più dura al mondo. Niente al mondo è più molle e debole dell'acqua: ma nell'avventarsi contro ciò che è duro e forte, niente può superarla. Senza sostanza, essa penetra in ciò che non ha interstizi. La cosa diventa facile per essa grazie a ciò che non esiste (XLIII).
inviato da Shangri-La, 21:43 | permalink
28.12.04
I WILL SURVIVE
Odi et (tsun)ami
Inghiotto da mesi metri e metri cubi di rabbia, mentre i sismografi oscillano e la superficie ribolle.
Mi basterebbe un niente per catapultare gambe all'aria questi eterni vacanzieri in pareo e infradito che si fanno i cazzi loro calpestando i cazzi miei. E sorridono pure.
Sorrido anch'io, augurando loro d'essere travolti nell'azzurro mare d'agosto da un'onda anomala.
Nei momenti di crisi, quando sto per scatenare un maremoto, corro a ripassare gli appunti presi alla scuola delle buone maniere, dove ho appena seguito il ciclo di lezioni Far finta di essere calmi. Lo sento: è ora di mettere a frutto il modulo Hrim, hrim, un mantra per non uccidere.
Continuo a sorridere, faccio conversazione e parlo di me prendendomi un po' in giro, tecnica consolidata che mette a proprio agio i catapultandi, mentre si offre loro un caffè. Ci cascano come polli. Bla bla bla, come nulla fosse, mentre la terra trema e l'asse terrestre si sposta.
Non è niente, signori, va tutto bene, continuate pure la vostra vacanza. E venite a trovarci quando volete, siete i benvenuti, qui.
I culi e i lampadari ondeggiano, le tazzine scivolano e un rombo cupo gonfia l'aria premendo alle finestre.
Poi tutto tace. Baci, abbracci e saluti: tornate presto. Io sola, insonne, resto a fronteggiare il muro d'acqua che avanza.
inviato da Shangri-La, 04:40 | permalink
26.12.04
SENZA PAROLE
Ah, beh
Leggo su Tgcom:
Maremoto alle Maldive
le star del calcio salve
Tutti illesi i numerosi calciatori che erano in vacanza sugli atolli
Menomale, va. Stavamo in pensiero.
inviato da Shangri-La, 19:18 | permalink
L'ARCO E LA FRECCIA
Clown e domatori
Blim blem blam fa il giocattolino.
Din don dan il carillon.
Clip clap clap il battimani.
Trin tron tran la lingua sciolta.
Uh oh ah il leziosino.
Ullallà il saltimbanco.
Uff uffà la mamma stanca.
Mentre tu, gli occhi sgranati, la lingua in mezzo ai denti novelli, ti stropicci gli occhi frastornato. E come una tigre al circo, che al primo colpo di frusta balza stanca sullo sgabello, ti giri, guardi in tralice il domatore isterico e lo liquidi con un grande sbadiglio.
inviato da Shangri-La, 18:47 | permalink
| commenti (1)
21.12.04
SENZA PAROLE
Conoscerete la nostra velocità
Non esistendo per (quasi) tutti la verità e non rimanendo altro, sul tavolo da gioco, che carte taroccate - recanti l'una l'effigie di un Cristo in croce, l'altra di un Voltaire, l'altra ancora di un Nietzsche -, si sta nel traffico di punta, tra lo strombazzare di un'auto e lo sfrecciare di una moto, come buzzurri alla guida d'un calesse.
inviato da Shangri-La, 13:55 | permalink
13.12.04
INDICE PUNTATO
Tu dimmi quando, quando
C'è chi dice dopo un soffio.
Chi dopo 24 ore.
Dopo tot settimane, dice la legge.
No, quando nasce!, dicono altri.
E perché non quando ride per la prima volta, allora?, interviene irriverente qualcuno. Del resto l'hai mai vista, tu, una scimmia ridere?
Quindi potrebbe essere in quel preciso momento che la crisalide fetale si trasforma in persona, piccolo Zarathustra oltre l'umano troppo umano. E chi lo dice?, chiede lo scettico. La scienza!, afferma convinto il politico di sinistra. No, Dio!, replica il cattolico. Che dite, l'etica!, tuona una voce da centro-destra. L'uomo è piacere e dolore, dice il sensista, è un fascio di nervi che soffre e sorride alla vita. Nossignore, è coscienza e capacità di autodeterminarsi, ribadisce il funzionalista. Posizioni riduzionistiche!, conclude in sintesi il cattolico, che vede realizzarsi un disegno divino nella teleologia immanente che evolve necessariamente lo stato embrionale fino alla compiutezza dell'individuo. Che ognuno faccia come vuole, pensa il liberale. Con l'aiuto dello Stato, però!, ribatte il radicale, nella Babele sempre più confusa delle idee malferme, dei dubbi, delle decisioni prese e delle leggi discusse. Sullo sfondo la Tecnica, ultima dea, sorride sardonica.
Tu dimmi quando, quando non guardarmi adesso amore
sono stanco perché penso al futuro. Tu dimmi quando, quando
siamo angeli che cercano un sorriso non nascondere il tuo viso perché ho sete, ho sete ancora.
inviato da Shangri-La, 15:37 | permalink
12.12.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Tutta colpa della Basaglia
Sono stata ambigua due post più sotto, sicché mi corre l'obbligo di ricordare qui cose già scritte in passato circa il mio rapporto con Severino. In sintesi: a sedici anni, decisi che mi sarei laureata in filosofia con una tesi su Severino. Poiché sono una dai rari e capitali innamoramenti, così poi feci, a mio rischio e pericolo. Assecondando il mio istinto autodistruttivo, in nome di un'autenticità di intenti che può solo far ridere i più, ebbi la malsana idea di chiedere la tesi proprio a uno dei più acerrimi avversari del Nostro, cioè a Carlo Sini. Il quale da me s'aspettava che facessi leva sul suo pensiero per demolire la costruzione teorica di Severino (cosa che non feci e per la quale pagai il mio bel dazio). Di quest'ultimo ho letto e studiato praticamente tutto. Non solo. Ho passato in rassegna tutti i critici, compreso quel Bruno Forte che piace tanto ai cattolici e a me fa sorridere. Tralascio qui gli strascichi che la tesi poi ebbe nella conclusione del mio percorso universitario e tutti i simpatici auguri che ancora oggi, ogni tanto, faccio all'indirizzo di Sini. Dico solo questo: il Severino che io ho studiato non lo conosce nessuno. Anzi, no. A parte la sottoscritta, lo conosce Leonardo Messinese (e Galimberti, spero). Di tutti gli altri critici, non ne ho trovato nessuno che avesse fatto la fatica di prendere in mano La struttura originaria (scritta nel '58) e decostruirla mattone dopo mattone. Ora, l'avversione nei confronti di Severino da parte cattolica è comprensibile: per giudicare le sue tesi si riunì la Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant'Uffizio), che nell'aprile del '70 espresse ufficiale condanna nei confronti della filosofia del suddetto. Ma anche l'avversione della quasi totalità del mondo accademico è altrettanto comprensibile: è sufficiente orecchiare un po' del suo discorso filosofico per decidere che questo nipote di gesuiti agrigentini è scemo o pazzo. Come ho detto anche all'interessato, responsabile ne è in gran parte la politica suicida della divulgazione da lui pervicamente perseguita, che ne ha fatto una specie di De Crescenzo di alto livello. Altra cosa: quasi mai, negli articoli che scrive per il Corsera, Severino fa un minimo accenno al proprio pensiero, il che alimenta notevole confusione attorno alle sue tesi. Generalmente, l'elzeviro si limita a passare in rassegna, evidenziandone le pecche logiche, una o più posizioni filosofiche attinenti un determinato tema. Punto e basta. Risultato: il più delle volte, gli viene attribuita proprio la posizione che lui sta criticando. Non di rado, accade che il cattolico lo consideri un nichilista e il nichilista lo pensi cattolico fino al midollo. Entrambi sono fuori strada. Concludo: io non sono una filosofa. Sono stata solo una studentessa appassionata, dotata di un briciolo di talento, un pochino di puntiglio e poco altro. Con i mezzi che avevo a disposizione, ho cercato di andare a fondo di un pensiero che m'interessava enormemente e che volevo vedere fino a che punto avrebbe retto all'analisi condotta da parte di una giovane dilettante formatasi a tutt'altra scuola. Con me, la partita l'ha vinta e stravinta Severino. I suoi critici mi pareva facessero il salto della quaglia, al confronto e anche il mio relatore m'è stato di nessun aiuto nell'individuare i punti deboli del sistema che avevo preso in esame. Più che un "Severino è un cretino" da lui non ho ricavato altro. Può darsi io sia una povera ingenua, può darsi che altri al posto mio avrebbero trovato il grimaldello capace di scardinare l'intera architettura teorica, ma io no. Io, dopo un anno di studio, ho gettato la spugna. O Severino è un grande pensatore o io sono una stupida (al limite, per salvarmi la faccia, potrei dire che sono filosoficamente sprovveduta). Onestamente, la seconda opzione mi sta più che bene. Perché tra la bellezza e l'intelligenza, io scelgo la prima, ché della seconda non so che farmene. E Severino ha il coraggio folle di una visione di grande respiro e bellezza. Io lo so che uno che dice "il Tutto è la Gioia" parla una lingua fuori da questo tempo, che suscita sorrisi di compassione. Fa niente. A me piace così. (Fa niente anche che "Gioia" sta per "superamento di ogni contraddizione" e non è la cazzata enfatica e vuota che sembra di primo acchito perché bla bla bla bla...).
inviato da Shangri-La, 01:27 | permalink
10.12.04
TRENDY
E così sia
L'idolatria del reale è l'ultima, la più raffinata delle astuzie intellettuali. L'intellettuale devoto non avrà altro dio che la cosiddetta Realtà e ricorderà di santificare cinque volte al giorno il successo mondano di qualsivoglia minchiata. Sua cura sarà l'officiare a tutte le feste comandate il solenne rito della scoperta dell'acqua calda, di fronte a folle di fedeli osannanti. Salito sul pulpito, pronuncerà lunghissimi sermoni in cui spiegherà per filo e per segno perché tutto ciò che accade è buono e giusto. Di diritto, spetterà all'intellettuale di riferimento di tutte le genti il posto d'onore nel presepe di Natale. In mezzo, tra il bue e l'asino.
inviato da Shangri-La, 20:29 | permalink
SENZA PAROLE
Scemo, scemo!
C'è gente impagabile. Gente che piazza il culo sulla sedia e conciona sui massimi sistemi con somma disinvoltura. Osservo questi che palleggiano tra le dita i destini del mondo, la politica del cortile, i fatti di costume, dio e la filosofia, indecisa se ammirare cotanta sicumera o allontanarmene inorridita. Non so. E' che le lingue sciolte fanno sensazione, di primo acchito, ma poi. Mi vien da pensare che quel poco che so - davvero poco - mi è costato immane fatica e grande dispendio di neuroni. E proprio perché ne conosco i tranelli, quello è il terreno sul quale più esito. Ora, toccherebbe a me rileggere con cognizione di causa l'ultimo articolo di Severino sull'embrione, apparso sul Corsera di qualche giorno fa. Dovrei perché - tanto per cambiare - il buon Emanuele ha fatto incetta di grandi complimenti, dal cretino allo scemo (in modo più o meno paludato). Ma poi mi rendo conto che è tutto inutile. E quindi va bene: è cretino, è nichilista e lo pagano pure.
inviato da Shangri-La, 17:57 | permalink
04.12.04
SENZA PAROLE
Rifiuto solido urbano
Sola, finalmente. Tutto un mondo deflagra in lei, mentre spinge a forza dietro la porta chiusa a chiave la folla di sospetti, rimproveri e sguardi indagatori che da mesi la insegue e ora bussa furiosa. Fuori. Tutti fuori. Serra le mascelle, stringe i pugni, poggia i piedi contro il muro, a far leva, e prega un dio, uno qualunque. Non voltarmi le spalle anche tu, devo finire, lo supplica. E' un masso che rotola, inesorabile. Le preme le reni, la travolge in un'ultima spinta ed esce da lei con un grido soffocato. Fuori! Fuori anche tu. Stremata, cerca a tentoni le forbici, si risolleva e taglia il cordone. Non voglio guardare, non voglio. Ma poi non resiste. Lo tocca piano, a palpebre socchiuse, gli mette una mano sulla bocca, per tacitarne il pianto, cede al desiderio e apre gli occhi. Come sei, come sei. Lui è un inerme tremito di freddo, un pianto disperato fatto a immagine e somiglianza che la trafigge per sempre. Non posso, non posso. Raccoglie tutte le sue forze, apre il sacco nero e lo adagia dentro. Piange, lo accarezza, non ti accorgi di niente, gli sussurra, e stringe il nodo. Il sacco si dibatte, urla, si muove, si muove, si muove, si muo... Fine. Finito. Svuotata, si rialza, ripulisce di sangue e placenta e piano si riveste. Prende il sacco, esce e raggiunge a fatica il cassonetto più distante da casa. Solleva il coperchio, lo getta e torna sui suoi passi, mortalmente sollevata. E sola, finalmente.
inviato da Shangri-La, 12:46 | permalink
03.12.04
BOOKMARK
Esegeti in agguato
Un post da incorniciare.
Sembrava moribonda questa blogosfera, tutta spesa in bacini e salamelecchi. Moribonda e maleodorante. E invece no. C'è molto altro, oltre le scritture adolescenti che, bisognose del conforto del gruppo dei pari, ululano alla luna pisciando a ogni lampione.
inviato da Shangri-La, 13:50 | permalink
02.12.04
GLORY DAYS
Buon compleanno
Ci sono stati tra noi giorni di tempesta, venti infuriati ed esauste bonacce. E intreccio di mani nervose, ruvide carezze e lunghi silenzi, mentre tu cuocevi al sole e io interrogavo l'orizzonte. Non voglio regali, mi hai sempre detto, scrivimi solo due parole. Quest'anno davvero non ho comprato nulla, eppure ho il regalo più bello. E' un ponte verso il futuro, uno sguardo che innamora e scuote le tue stasi, è il nuovo che avanza salutando il passato che si ritrae e sorride in lontananza. Niente è mai fermo, tutto fluisce. Buon compleanno, ma'.
inviato da Shangri-La, 19:27 | permalink
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Chi trova un amico
Venga da noi, mi dice l'impiegato, apra un conto Fiducia.
Guardi, ne ho già pochina di mio...
Ma no, cosa dice, noi abbiamo cura dei nostri clienti, abbia...
Sì, ho capito: fiducia.
Ecco, brava. Vedrà che tassi di interesse!
Nulli, come al solito.
Non sia così negativa, suvvia. Ci consideri degli amici. Anzi, posso darle del tu?
Come crede.
Dunque, ti dicevo: un conto vantaggiosissimo. Non ti sentirai più sola e persa. Ci siamo noi, quelli del conto Fiducia. Noi sì che siamo dalla tua parte.
Fino a che ho i soldi.
Lasciati andare. Con noi non andrai mai in rosso.
Spese di conto?
Ma nulla, siamo tra amici! Qualche cena, un aperitivo ogni tanto.
E se non posso o non voglio, come pago?
Non ti preoccupare, un modo lo troviamo.
Ah sì?
Un modo per fartela pagare, lo troviamo di sicuro, sta' tranquilla.
E chi si preoccupa.
inviato da Shangri-La, 19:09 | permalink
01.12.04
INDICE PUNTATO
Una generazione di critici
Più che del saper scrivere in maniera eccellente, la maggior parte della gente è convinta di saper leggere e interpretare.
E ovviamente non c'è virtù più rara di quella più sfacciatamente millantata.
inviato da Shangri-La, 16:50 | permalink
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