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04.11.04
IL CIRCOLO DEI VASTASI
L'uomo che appendeva il cappello
In seconda liceo era quasi d'obbligo, da noi, passare per il camino.
"Allora, chi partecipa?" chiedeva Cico ogni anno, facendo girare tra i banchi il bando del concorso promosso dalla Provincia. Figuriamoci, entusiasmo alle stelle. Del resto, era un invito al cachinno solo il titolo, Resistenza ancora. Da un capo all'altro, l'aula era tutta un rincorrersi di muti sguardi d'intesa e teste chine, tese a schivare la temuta designazione. Ma qualcuno doveva. Caricato il groppone dell'alto nome della scuola, ai soliti noti toccava la triste prospettiva d'un novembre saturo di nebbia, pogrom, matasse di capelli sfibrati, baracche acquartierate in ampi piazzali spazzati da venti gelidi, casacche a strisce verticali, docce senza ritorno, scabbia e morte. Morte dappertutto, fin dentro le ossa. No, non si augura a nessuno un novembre così, con la testa immersa nel secchio degli escrementi del Novecento e poche, rapide sorsate d'aria prima di rituffarsi nei libri. Pagine e pagine da macinare d'una interminabile bibliografia che trascinava tradotte di agnelli al macello e scavava fosse comuni colme di ignominia, fino alla stesura della tesina finale. C'era solo d'augurarsi di non vincerlo, il concorso. In premio, un allucinato viaggio in pullman nel cuore della follia, da Treblinka ad Auschwitz, tra birrerie, salsicce, ostelli, schitarrate al chiaror d'una lanterna, sorrisi preteschi e parassiti stipendiati dalla Provincia al seguito. Come si fosse intrufolato, tra i vincitori, nessuno sapeva. A osservarne l'occhio vacuo e ad ascoltarne l'eloquio scipito, non ci si capacitava. Tuttavia M.S. c'era. Sempre e dappertutto. Impossibile da schiodare, come una cicca attaccata alle suole, e detestabile nell'eterna sua garrula stolidità. E tanto disse, tanto fece, che l'anno successivo trovammo il suo nome tra quello dei relatori nel ciclo di lezioni preliminare al concorso. Titolo del seminario: "La banalità del male". A chi chiedeva "Ma come, com'è possibile che questo...?", l'assessore interpellato rispondeva, allargando le braccia, "Mah, capitava qui ogni giorno, attaccava il cappello, chiacchierava, stringeva le mani a tutti e sorrideva sempre".
Shangri-La, 23:32
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