ANIME SALVE


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30.11.04

I WILL SURVIVE

E brava Giù

Uomini pochi e sempre sbagliati.
Anni fa, fu la volta di un tizio che prometteva mari e monti e s'atteggiava fascinoso a pirata senza fissa dimora. Tutto un andirivieni assai misterioso che la innamorava. Sì ma da dove e per dove? si chiedeva l'incauta, già passata dal gioielliere a scegliersi l'anello.
Dalla casa circondariale, le svelò il maresciallo, mentre lei dava fuori di matto: disgraziatofottutobugiardo, io ti ammazzo!
Poi ci fu quell'altro, sospirato e laudato per anni da dietro la scrivania, il mio capo qui, il mio capo là.
Nei sogni, era tutto chiaro e scintillante. Lui si sarebbe sbarazzato dell'arcigna moglie e si sarebbe finalmente accorto di quell'amore silenzioso e fedele, tristemente accucciato ai suoi piedi, tra la stampante e la cassettiera.
E infatti lui si separò. Per un paio di artigli laccati e una chioma biondo platino, però, non certo per la maldestra tuttofare che gli scodinzolava attorno tutto il giorno.
"Ah, ma la troietta gli ha mangiato tutto i soldi e l'ha mollato quando ne ha trovato uno più ricco", sottolinea stizzita tuttora, ormai settantenne incartapecorita dalle velleità sentimentali definitivamente archiviate
Sola e pensionata, di recente ha scovato l'oggetto di una tardiva passione, che la fa ardere di vita come nessuno mai: il malato terminale.
S'è iscritta a un'associazione che fa volontariato e quasi ogni giorno prende la macchina, sfreccia in tangenziale, piomba in Istituto, indossa orgogliosa una specie di camice rosa e va a trovare i suoi moribondi.
Poi mi racconta tutte 'ste storie di gente al capolinea, evocando qua e là, con aria ispirata, la mitica figura del Professore, che immagino passeggiare ieratico, a camice aperto, lungo i corridoi del reparto e dal quale assorbe tutta la scienza medica che la fa discettare con disinvoltura di cellule staminali e procreazione assistita.
Ha capito tutto lei e tuona contro il governo ladro e la legge pincopallo. Ci provo io a dirle "Giù, guarda che le cose non sono così semplici", ma niente, non ascolta nemmeno, è un fiume in piena di certezze e compassione a buon mercato.
L'ascolto e penso che se ci fossi io, in uno di quei letti, preferirei crepare da sola piuttosto che sentirla berciare.
E mi ricordo di quelli che facevano servizio con me al Telefono amico messo in piedi dall'associazione presso cui facevo volontariato.
Al venerdì sera ci si riuniva e ciascuno faceva una relazione sulle telefonate ricevute. Gli operatori erano quasi tutti degli sfaccendati al limite del disturbo mentale, gente che cercava casi umani da pietire per sentirsi meglio.
Alle prime telefonate, condivano via l'importuno aspirante suicida con qualche formuletta standard. Ma se il poverino insisteva e richiamava, reagivano spazientiti.
Dopo un po' che ascoltavo, fissavo con crescente desiderio la cornetta del telefono e sognavo di romperla in testa a quell'accolita di befane e pisquani di paese.


Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

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