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19.10.04
IL CIRCOLO DEI VASTASI
Il lumacone
Avida e prensile la lingua, acquoso l'occhio, mutante la pelle: del suo passaggio era testimone la lunga scia di bava che correva lungo gli usci di tutto l'isolato. "E' stato qui, guarda. Se non gli lasciamo almeno un tozzo di pane, ci imbratterà di nuovo la cassetta delle lettere". "Uff. E' uno stracciapalle. Si fa mantenere da tutto il vicinato, il lumacone. Comunque, per quel che mi costa...". Che ti scoppi il ventre, pensavo, mentre ti lasciavo all'ingresso il sacchetto degli avanzi. Poi, poco a poco, ti sei dileguato e il serpentone vischioso che ti lasci dietro s'è trasferito nei quartieri alti, dove mi dicono ti sia fatto costruire una tana minimalista e scabra dall'architetto di grido, roba che io, neanche la cuccia del cane. Qualche vicino t'ha incontrato, di recente, e tu, infame, hai stortato il collo dall'altra parte, strisciando altrove fiero e altezzoso. Del resto, mangi succulenti topi di fogna, ora. Altro che pane e frattaglie.
Shangri-La, 18:23
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