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19.07.04
INDICE PUNTATO
Finché c'è la salute
Qui, nella ridente Cittaslow - sapete, quelle città che si distinguono per "qualità del tessuto urbano, accoglienza, arte del ricevere, cura e rispetto dell'ambiente, politica delle infrastrutture, gusto per la buona tavola" - da anni l'orologio del campanile segna solo il tempo di morire, mai quello di nascere. E' così da quando il reparto Ostetricia e Ginecologia del locale Ospedale ha chiuso i battenti. Perché sia successo, non so. Fatto sta che una cittadina di più di trentamila abitanti ha fatto del pendolarismo perpetuo la sua principale virtù, fin dal primo vagito. Si nasce altrove, si studia altrove e si lavora altrove: tutto chiuso per ferie a tempo indeterminato, per ottusità mentale o per fallimento. Del resto, già è tanto che abbiano messo in piedi un liceo scientifico. Classico, linguistico o sa il cavolo cosa, neanche a parlarne. Comunque, dei tempi in cui si decise che le signore partorienti dovessero fare armi e bagagli, ricordo solo qualche articoletto sul giornale locale in cui ci si rammaricava di non poter più veder scritto, sulla carta d'identità, "nato a ***". Capirai il lustro. In realtà, le marsupiali interessate non erano poi tanto dispiaciute. Si raccontavano cose turche di quel reparto e in ogni caso era ormai prassi consolidata, tra quelle mura, schedulare parti pilotati, con dolorose contrazioni indotte. Va bene che la medicina è un po' soggetta a mode e convinzioni da stregoni, per cui c'è stato il periodo in cui non c'era dentista che non facesse estrarre i denti del giudizio appena spuntavano né chirurgo che non facesse piazza pulita delle tonsille al primo mal di gola od ortopedico che non martirizzasse inutilmente i piedi dei bambini dentro insoffribili scarpe correttive. Figuriamoci, c'erano addirittura quelli che facevano dormire piccoli martiri in età scolare con le gambe imbrigliate dentro tutori di metallo solo perchè avevano le ginocchia un po' storte, prima di scoprire l'acqua calda, cioè che con la crescita quasi tutto si sistema da sé. Va bene tutto, vanno bene i progressi della scienza e tutte le idiozie annesse e connesse, ma qui evidentemente si esagerava. Un po' di buon senso, perdio! Non per nulla, le sorti dell'Ospedale cittadino sono andate in caduta libera, da allora, se è vero che ormai si è arrivati a organizzare una raccolta di firme per scongiurarne la definitiva chiusura. Mentre è in corso di costruzione un nuovo padiglione, infatti, pare che l'intera struttura stia marcendo sia materialmente che professionalmente. I posti letto diminuiscono, i pazienti disertano, il personale medico e paramedico viene trasferito e non più sostituito. Ristrutturare i reparti esistenti? Soluzione troppo ovvia. Meglio stanziare 15 milioni di euro per costruire un Ospedale nuovo e, successivamente, abbattere il reperto archeologico, testimonianza dei tempi che furono. Vedremo. Intanto, stamattina alle sei la signora B* attendeva davanti alla portineria. "Come mai già in piedi a quest'ora, signora?". "Aspetto che mi accompagnino al San Raffaele per un ciclo di cure. Sa, sono malata". "Mi spiace... Auguri e non si abbatta. Almeno lei".
Shangri-La, 15:16
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