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20.05.04
STRETTAMENTE PERSONALE
Tempo per cambiare ce n'è
Mi telefona dopo quattro anni dall'ultimo incontro e pare ieri. La vita, dice, gli è scivolata un po' addosso. Novità di rilievo nessuna, donne da ricordare nemmeno. "Ne ho quasi trentotto, adesso, e sono stanco". Stanco e demotivato, aggiunge, perché una ha tanto sofferto e non si arrischia più, l'altra gli dice siete tutti chiacchiere e distintivo, quell'altra ancora poteva anche andare ma trovarsi entrambi al momento giusto e nello stato d'animo adatto, riconoscersi, insomma, è una combinazione da Cabala e mica tutte le fortune si possono avere. E poi, porcaputtana, dovrò mica pagare per colpe non mie, protesta. Un lavoro ce l'ho, conclude, la salute anche, il resto non me lo sogno neanche più. Mentre lo ascolto, mi si accende una lampadina. Non diceva forse le stesse identiche cose quattro anni fa?, mi chiedo. All'epoca avrei dovuto registrare un nastro. Lui, bello - o convinto di esserlo -, corteggiatissimo da nugoli di belle oche e già disgustato: mi pare che il copione fosse questo. Ah, poi c'era l'interlocutrice, l'unica che si salvasse, almeno lei nell'universo, talmente eccezionale da meritare una fuga a gambe levate, se ricordo bene. Eh, ragazzo. Trentotto sono ancora pochi, mi sa. Telefonami tra vent'anni e non ti preoccupare / di tempo per cambiare ce n'è.
Shangri-La, 11:24
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