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20.05.04
I WILL SURVIVE
Piccoli torturatori crescono
"Ma ti rendi conto? Sean e Matthew li ha chiamati". "E il cognome?", chiedo. "Sardo. ***". "Ma dai, come il liquore...". "Ti sfido a scriverli correttamente", dice. "Scion come...?". "Connery". "Preferisco Penn, invece di quel finto piacione". "Me le vedo già certe bande di marcopaoloandrea che menano 'sti due, all'asilo". "Ma siete tutti fissati con 'sto spauracchio dell'asilo! Poi li picchiano, dite tutti". "Perché, no? I bambini sono cattivi". "Solo i figli dei pacifisti". "Scema". "E' la nemesi storica".
"Questa faccenda dell'asilo non mi convince", penso a voce alta. Ormai il vecchio adagio "se non la pianti, ti porto dall'uomo nero" è archiviabile a favore di un più moderno "ti porto all'asilo, dove quei cannibali dei tuoi coetanei ti faranno a pezzettini piccoli così".
"Tu scherzi, ma guarda che è vero". "Ommadonna, anche tu?". "Io venivo sempre picchiato, all'asilo. Non mi volevano nella banda". "Ci credo". "Perché, perché, cos'ho io che non va?". "Non sei tipo da banda". "E come lo capivano?". "Si vede". "'Azz, non mi ci vogliono neanche adesso, nelle bande". "Appunto".
Shangri-La, 11:54
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