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06.04.04
INDICE PUNTATO
Grandi scrittori per piccoli lettori
Ieri sera mi si è affacciata l'apparizione catodica del detestabile rostro e della vocetta querula di quel miserabile usurpatore di nomi illustri, tal Cesare Battisti. Un infame quant'altri mai. E ho sentito i discorsi scarrucolati di Paolo Cento, più che verde paonazzo, nello sforzo di innestare in fretta la marcia indietro di fronte alle enormità che l'Imbecille andava dicendo da Parigi camminando in fretta, come un ladro, con la giornalista che gli correva dietro col fiatone e un sorrisetto di circostanza, tallonata da una qualche intellettuale francese al seguito, che parlava ad alta voce, perché chissenefrega se questa è un'intervista e vaffanculo la televisione italiana. Eh beh, certo, bisogna drizzare le orecchie per ascoltare la viva voce di cotanto mirabile genio, autore di libercoli noir che mandano in solluchero quel genere di lettori ed editori che gridano al genio trecento volte al giorno. Dunque, è questa la larva d'uomo di cui tanto si parla. Questo il pezzo d'escremento per cui fior di pensatori tutto fumo e niente arrosto sprecano alte parole, inerpicandosi su, come caprette affamate, verso la cima di grandi concioni sulla Storia con la esse maiuscola, la pacificazione bla bla e questa vigliaccheria del lasciamoli in pace, questi poveretti, che va tanto di moda ed è pure fine. Che milordi, gente, quante cose ho da imparare da questi signori. Ci vuole dello studio a laurearsi imbecilli per tutte le stagioni, ieri rivoluzionari di 'sta cippa e oggi santoni con le stimmate. Ci vuole talento. Comunque sì, viviamo e lasciamo vivere, noi che una vita ce l'abbiamo ancora. I morti pensino a se stessi e i parenti stiano zitti, ché tanto ci sarà sempre un cretino pronto a issarsi sul loro silenzio e a protestare perché neanche una parola di perdono, sprecano, orcozzio, neanche un po' di pietà per i compagni che sbagliano.
Shangri-La, 15:04
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