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20.04.04
SENZA PAROLE
Cerco l'uomo
Ah, quanto acume, queste faccette ordinarie, scipite e buone per tutte le stagioni. Che consolazione questa bellezza d'asino assai ragliata, d'occhi spenti e cosce cascanti, di curiosità malevole, tette ignoranti e battute attiragonzi. Che luccicore la cultura da aperitivo, i weekend da figli di babbo, il bavaglino al collo, il ciripà al culo e l'orrore simulato per le cose brutte del mondo. Uh, la sagacia delle anime belle, il successo, la letteratura da supermercato e le mirabili iniziative da salotto buono, tutti in cerchio col Sapientino. Ah, lo spettacolo del loro darsi di gomito, patetica corte dei miracoli alla porta dell'editor col grugno mastino, e la tenacia, l'ostinata volontà di potenza che trivella e trivella prima o poi il varco si apre e il fumo maître à penser invade le stanze.
Scende il silenzio, plana, greve, la stanchezza. Io non amo. Da sempre, non amo. Te solo ascolto, che in pieno giorno reggi una lampada accesa: cerco l'uomo, mi dici.
Shangri-La, 14:07
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