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29.02.04
L'ARCO E LA FRECCIA
E io avrò cura di te
Ti dirò di camminare dritto ma non rigido e ti solleverò per farti vedere dove non arrivi, là dove la linea dell'orizzonte ti parla di vuoti colmati e di pieni sgretolati. Starò spesso in silenzio, perché tu possa ascoltare il demone che è in te, mentre suona la nostra canzone. Ti amerò di un amore duro, perché tu possa abbracciarmi e anche allontanarti, quando dovrai, e ti spiegherò che qui si entra per la porta di servizio, ormai, ma in questa casa sempre silenziosa, no: qui si è accettati senza riserve o si sta fuori dal cancello. Ti racconterò che non ho mai creduto nel destino: semplicemente, ce l'avevo nello stomaco o lui aveva me tutto intorno. Non ho cercato né rifiutato nulla: è un passo dietro l'altro, sulla strada maestra di un sogno, quello che m'ha portato fino a te. Ti scriverò lettere che conserverai e lascerò che tu lenisca il male di vivere e la rabbia che sempre m'accompagna. Troverai libri, qui, sorrisi e lingue taglienti in abbondanza, un paio di tortore, un gatto in transito, corvi, gazze e uccelli di passo per festeggiare le tue primavere. Sentirai lingue strane alla radio, vedrai pagine e pagine di segni misteriosi e fantasticherai su racconti perduti, che nessuno ricorda più. Ti porterò spesso al fiume e torneremo insieme là dove fioriscono i limoni, a respirare profumo di zagare e di aria salmastra.
Perché sei un essere speciale e io avrò cura di te.
Shangri-La, 16:46
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