Alla finestra
Volti, mari e bellezze senza tempo.
Argomenti
BOOKMARK
GLORY DAYS
I NUOVI RACCONTI DEL MARESCIALLO
I WILL SURVIVE
IL CIRCOLO DEI VASTASI
IL PUNTO
INDICE PUNTATO
L'ARCO E LA FRECCIA
MIGLIOR COMMENTO
SENZA PAROLE
STRETTAMENTE PERSONALE
TRENDY
Come eravamo
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007
Novembre 2006
Ottobre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Giugno 2005
Maggio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Agosto 2004
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
Novembre 2003
Ottobre 2003
Settembre 2003
Agosto 2003
Luglio 2003
Giugno 2003
Maggio 2003
Aprile 2003
Marzo 2003
Febbraio 2003
Gennaio 2003
And the winner is...
MIGLIOR FILM
+ Cyan
+ Phoor Twona
+ Uru
MIGLIOR REGISTA
+ Macchianera
MIGLIOR ATTORE
+ 2x0
+ Artifiziale
+ Blog Notes
+ Errore404
+ Herzog
+ Leonardo
+ Personalità confusa
+ Rage
+ Wittgenstein
MIGLIOR ATTRICE
+ Arancia
+ Bendix
+ Cut&Paste
+ Ilmiostupidoblog
+ Le stanze di Gaia
+ Non dire gatto
+ Pesce Vivo
+ Selvaggia Lucarelli
+ Sonechka
+ Tentativi di fuga
MIGLIOR ATTORE non protagonista
+ Apprentisorcier
+ Clutcher
+ Daveblog
+ Falso idillio
+ 4banalitaten
+ Filosofia del nonsense
+ Giallo diVino
+ Gilgamesh
+ Giovani tromboni
+ Gomitolo
+ IlPaeseCheNonC'È
+ Il sentiero giusto
+ incipit_nemo
+ I Miserabili
+ La consistenza delle cose
+ La vita istruzioni per l'uso
+ ...l'ermo colle...
+ Maestrini per caso
+ Momoblog
+ Redbull
+ Salto del canale
+ Squonk
+ Zittialcinema
MIGLIOR ATTRICE non protagonista
+ Black Cat
+ Blogocauda
+ Bradipa
+ InvasivaMente
+ ..::MU::..
+ Sphera
+ Sooshee's
+ Tragica+Antipatica
+ Zeta
MIGLIOR FOTOGRAFIA
+ Buba
+ Lothloriel
+ Uomonero
MIGLIOR MONTAGGIO
+ d o t - c o m a *:o)
MIGLIOR GAYBLOG
+ Tom
MIGLIOR DISEGNO
+ Eriadan
+ Grassilli Warehouse
MIGLIOR DOCUMENTARIO
+ Il Mazziniano
+ Haramlik
+ Liberlibri inutilities
+ Orizzonti intorno
+ Pino Scaccia
MIGLIOR SPLINDER
+ Briciolanellatte
+ KoAn's Blob
+ Peter Sauerkirsche
+ Quarky
PREMIO ALLA CARRIERA
+ Brontolo
+ Massaia
+ Mentira
+ TheGnuEconomy
Velociter
+ RSS 2.0
|
|
poWWWered by
|
|
« Ottobre 2003 |
torna alla pagina principale
| Dicembre 2003 »
29.11.03
Vita da blogger
La mia entità tibetana (e supergiovane) ha colto, nell'etere blogballico, messaggi rivolti alla sua clone in simil-pelle, domiciliata alla scrivania con vista cosce sul corridoio, nonché al di lei sprezzante interlocutore. Essendo la mia alter-ecopelle momentaneamente fuori ufficio, mi riservo di recapitare i succitati messaggi via sinapsi e senza affrancatura. Sfogatevi pure, o bloggers. Una schizofrenica vi ascolta ed è pronta a rincuorarvi. L'altra no.
Lo so, lo so. Criptica.
inviato da Shangri-La, 15:59 | permalink
| commenti (19)
28.11.03
La cura
Non è sempre acqua che corre veloce, sotto i ponti. Né ampio e generoso scavo, lungo gli argini. Non sono sempre passi spediti e capelli al vento, sicuri e noncuranti. Sono i giorni, questi, dei respiri dimezzati, abbacinati dalla linea di fuoco che attraversa il petto, da parte a parte. Ferma alla frontiera, ascolti il corpo rammemorare quella prima volta che, e la seconda volta che. Fu davanti al mare triste della Calabria, ricordi?, nella brezza già malevola di inizio settembre. Una pugnalata improvvisa, vent'anni fa. Ora qui il camice bianco chiede il resoconto e il come, il quando, il perché. Non riconosce, la sua scienza ai raggi X, a chi appartenga la mano minuta, nervosa e brutale che stringe il coltello. Non capisce che nulla accade per caso e che l'anima, stanca di mondo, si rovescia all'indietro e precipita dentro, per tracciare di nuovo la mappa del senso. In cerca di sentieri interrotti.
inviato da Shangri-La, 16:30 | permalink
| commenti (7)
Uomini indecisi a tutto
Chi ha paura della scuola milanese?
di Eugenio Scalfari
inviato da Shangri-La, 15:05 | permalink
27.11.03
Post dis-aggregato
Ora, sarà che sono nervosa perché non riesco a risolvere un problema di salute, sarà che mi sento tirata in ballo, sarà che il sacro posteriore della mia macchina ha avuto un incontro ravvicinato, ieri, con la morte gialla, sarà che sono convinta che la lobby dei carrozzieri controlli la distribuzione dei nanetti bastardi e traditori, sarà insomma per tutto questo e altro ancora, ma certo la lettura dei commenti a questo post di giggì avrei forse dovuto rimandarla a giorni più sereni. Dunque, il cosiddetto BA, l'aggregator, insomma. Tempo fa, ricevuta la mail di invito, ricordo di aver chiesto subito a Granieri quale fosse il criterio di aggregazione dei post e come si comportassero gli altri. Risposta vaga, la sua: ognuno si regola come gli pare, c'è chi aggrega tutto e chi solo una volta ogni tanto. Molto simile al "carta bianca" di Neri per gli autori di GnuEconomy. Sbrigativa come al mio solito, non son stata lì a pensarci più di tanto: aggrego tutto, ho pensato. Credo di essere tra quelli cui è capitato, in una sola giornata, di segnalare più d'un post e sicuramente sono tra quelli che avrà racimolato, per ciascuno di essi, meno lettori di quante dita ci siano in una mano. Sicché non escludo affatto che qualcuno abbia pensato "cani e porci, ormai, qui dentro". Non solo. Al terzo post, avrà anche detto, quel qualcuno, "ma questa cosa vuole, chi se la fila?". Ora non nego: sarà stata anche sbagliata - e troppo sbrigativa, appunto - la decisione iniziale di non scremare, io stessa, il pregevole dal superfluo, ma per me si tratta di una decisione obbligata, dal momento che sono incapace di immaginare che un altro - chiunque altro - debba essere interessato a quel che scrivo. Ben scritto o mediocre che sia, per me un post vale l'altro: finché adotto il metodo della segnalazione automatica, vado liscia. Se devo valutare quanto sia interessante e/o utile per altri, allora non aggrego nulla. Tant'è vero la prima volta che qualcuno mi ha chiesto "ma tu aggreghi tutto?" ho spalancato gli occhi sorpresa, "veramente sì, non ho mai pensato a dosarmi". Insinuatosi il tarlo del dubbio sul senso della mia prassi, è successo quel che prevedevo, cioè che il solo pensiero che la segnalazione d'un mio post potesse risultare ridondante mi ha bloccata. E non ho aggregato nulla per un po'. Poi ho pensato a Granieri, ho scelto un post a caso, degli ultimi scritti, e l'ho segnalato. Geniale, no, come metodo? Eppure, più ci penso, più rileggo quanti, su Blog Notes, si sono espressi in materia, e più mi convinco che la sistematicità della segnalazione non sia poi un'idea tanto malvagia. Qualunque criterio di valore e/o di gusto risulta inapplicabile (fermo restando che la prima "selezione" la opera Granieri stesso nel momento in cui sceglie - sulla base di legittime considerazioni e della propria conoscenza dei blog - le persone cui mandare l'invito). Rimane in piedi l'ipotesi di razionare i viveri: un post al giorno a testa e basta così (converrà aspettare a far la cernita fino a sera, per vedere com'è andata la pesca, ché non si mai: magari alle sei e mezza prendi un luccio di un metro e stupisci il mondo). C'è chi dice simpaticamente che quelli che postano a raffica sul BA e vengono letti ogni volta da pochissimi navigatori dovrebbero riflettere da soli sul senso di quel che stanno facendo. Ohibò, sì, parliamone, riflettiamo. Ah, la magia del numero, il magnetismo della folla, ah, il conforto del gruppo, il consenso degli amici, il plauso corale, ah, com'è bello incontrare il gusto della gente, com'è calorosa la pacca sulla spalla di centinaia di improvvisati critici letterari, ah, come fa bene al cuore la certezza di piacere a cotante menti illuminate. Adesso capisco perché m'hanno spedita a fare l'elettrocardiogramma. :-(
inviato da Shangri-La, 15:42 | permalink
| commenti (30)
25.11.03
Il ballo dei debuttanti
Che notte, ieri sera, per Milano.
inviato da Shangri-La, 18:33 | permalink
| commenti (10)
La seconda laurea
Tempo fa mi ero imbarcata nell'insana avventura, perché pensavo di aver ormai sviluppato gli anticorpi di bacilli universitari. Illusa. Tuttavia, ecco, potrei ripensarci.
inviato da Shangri-La, 18:23 | permalink
| commenti (5)
Il vizietto
E si torna sempre a casa, prima o poi. La dentiera sul tavolino, vicino al telefono. Gli occhi di vetro appoggiati sul lettore cd. La parrucca sistemata sull'appendiabiti. La gamba di legno infilata nel portaombrelli. Ah, finalmente. Lo svacco, sì. "Allora?" "Allora che?" "No, dico, com'è andata?" "Bene, ne ho portati a casa cinque". "Cinque? Sei pazza, non ci staranno mai". "Beh, in effetti..." "O usciamo noi o entrano loro. Qui di posto non ce n'è più". "Eddai, lo sai che non resisto". "Sei un disastro. Quando esci sola la sera, sempre così. Basta una vetrina vuota..." "E spoglia! E' meravigliosamente eccitante, dovresti provare anche tu". "No grazie, non ci tengo". "Senti, ora li tiro fuori tutti dal bagagliaio e vedrai che cambi idea". "Capirai". "Vedrai. Ho trovato dei manichini nuovi di zecca, assolutamente fantastici!" "Qualche giorno ti beccano". "Ma va, sono bravissima, ormai, non se ne accorge mai nessuno". "Sì, sì, voglio proprio vedere come andrà a finire". "Guarda che roba, piuttosto. Secondo me li fanno in Albania, li portano qui in gommone e li vendono alla Rinascente a peso d'oro". "Meraviglia". "Guarda che natiche, vedi un po' che attributi, hai mai visto roba simile?". "Penso di sì. Ne abbiamo un centinaio in casa". "Ma questi sono diversi! Hai notato la differenza? Fanno le scarpe ai soliti manichini di Taiwan, questi, altro che". "Sembrano tutti uguali". "Un corno. Questi ridono". "Embeh, è perché sei spiritosa".
inviato da Shangri-La, 17:26 | permalink
| commenti (3)
Passaparola
Sssshhhh... senti Dimmi La parola d'ordine è: **&/%! Uhmm, sì, mi è tutto chiaro. Allora, siamo intesi? **&/%! D'accordo. Quando comincio? Subito! Metti giù il drink e comincia: siamo tutti allineati. **&/%! Senti, ma tutto 'sto coretto non sarà poi sospetto? Non sembrerà che ci siamo messi d'accordo o che, al limite, siamo tutti un po' cazzoni? Vuoi scherzare, mai sentito parlare di opinione pubblica? Non fare il coglione, vai e scrivi: **&/%!, non dimenticare. Sarà. Che c'è, vuoi rovinare tutto? Il solito guastafeste. Mi sento a disagio. Non ci credo. Mi sento un pappagallo. Piantala. E non mi viene da ridere. Per niente. Perché non sai cos'è l'umorismo, cristo, non sai cos'è il cabaret. Può essere. E ridi, perdio!, sempre serio! Non ti smolli mai? Come, no. E poi guarda, la devi finire. Tanto ormai abbiamo deciso. La parola d'ordine è questa e non si cambia. **&/%!. Fai solo la figura del fesso o dell'invidioso se ti dissoci. Ah, ecco. Senti, ma tu e gli altri vi siete mai guardati allo specchio? Perché, cosa intendi dire? Che, sfotti? Stai attento a come parli, che qui ci teniamo stretti stretti e poi te la facciamo pagare. Faccio solo un po' di cabaret, cretino. Cos'è, non hai il senso dell'umorismo? Ah, **&/%!, naturalmente. Naturalmente.
inviato da Shangri-La, 15:59 | permalink
| commenti (20)
24.11.03
I barbari sono arrivati
Questi, i barbari che abbiamo in casa. E che sbagliano le citazioni.
inviato da Shangri-La, 15:03 | permalink
| commenti (19)
Consigli per gli acquisti
E chiudi il frigorifero, per favore.
inviato da Shangri-La, 14:31 | permalink
| commenti (4)
21.11.03
Un caso imbarazzante
A proposito di parenti serpenti. C'è uno che, pur di ricevere risposta dall'innamorata sua, riottosa alquanto, s'è vestito dei panni dello Zio e ha preso a insultarla, facendola assai pietosamente sorridere. Un caso imbarazzante, sì.
inviato da Shangri-La, 14:53 | permalink
| commenti (8)
Lassù qualcuno mi odia
Ecco, lo sapevo. Li aspettavo al varco e loro, i bastardi, aspettavano me. In uno dei miei momenti di più alto e sublime cretinismo, cosa danno in Tv, per la millesima volta? Frankie e Johnny, ovviamente, il film cult della mia personalissima mitologia drammosentimentalsfigata. Ah, come fa la depressa Michelle, nessuna. Non per nulla la adoro. Assolutamente impareggiabile nell'apparecchiare l'armamentario estetico della sciupatella - cappottino un po' x, t-shirt slabbrata, capelli poco convinti, jeans da manichino, rari sorrisi disarmanti -, Michelle vanta la camminata più sgangherata di Hollywood. Da manuale la sua arrampicata sulla tazza del water, gli occhi strabuzzati, l'espressione da non-credo-a-una-parola-di-quello-che-dici, l'aria di quella che ti fa risparmiare tempo, ché sa già cos'hai da infilarle in mezzo alle scapole. Così, con la faccia d'angelo e l'aria fintamente innocente di quello che non sa, non è colpa sua se va in giro a far sfracelli, a sedurre e abbandonare (sparati!, sta pensando lei, che conosce già la trafila). Povera me, conosco a memoria tutte le battute di questo dannato filmetto. Tutte. Ma ieri sera è successo qualcosa di inquietante. Dunque, le premesse erano le solite: cointreau, divano, fazzoletti e pigiama. Senonché, sul più bello, quando lui la porta a letto, mi sono addormentata. Ohhh, svegliati, la tragedia deve ancora cominciare, il coltello è appena entrato nella ferita, che fai, molli proprio ora? Niente. Ora non so: benedico la stanchezza o festeggio il fatto d'essermi forse stufata di queste storie pulciose, di me stessa, dei deja vu, di quanto son brava io a far la zia e voi i nipoti?
inviato da Shangri-La, 12:32 | permalink
| commenti (10)
20.11.03
Avviso ai naufraghi prossimi venturi
Io non so fare conversazione. Io ascolto. :-)
inviato da Shangri-La, 18:13 | permalink
| commenti (18)
E tu come stai
Come va? Bene, grazie. (Male, grazie) E tu? Normale. (Non mi va di rispondere)
Ora faccio giustizia sommaria. Ieri sera, tutti a sciogliersi come quindicenni in gita su un medley, dal vivo, di Baglioni. Ah, gran voce, grande artista, pure belloccio. Però ora basta. È tutto il giorno, qui, che ci stiamo straziando in loop con questi versi strappaviscere, a tutto volume. Chi ti telefonaaaaa e ti domanda adessoooooo tu come staiiiiii?. Sento che non sopravviverò.
inviato da Shangri-La, 17:35 | permalink
| commenti (1)
19.11.03
Dimmelo ancora, dai
Stamattina mi tira giù dal letto, dopo una notte insonne, l'appuntamento telefonico con un signore momentaneamente sintonizzato su un altro fuso orario. Ne valeva la pena. Cos'è che la indigna, gli chiedo. La mancanza di rigore, mi risponde. (Grazie, avevo bisogno di sentirmelo dire). E la bellezza? È di chi si accetta e si ama. Al di là del canone. (Grazie, avevo bisogno di sentirmelo dire. Anche se.)
PS.: la sua battuta sui markettari, Squonk, te la racconto a voce.
inviato da Shangri-La, 16:22 | permalink
| commenti (7)
18.11.03
Termopili
Onore a quanti in vita si ergono a difesa di Termopili. Mai che dal dovere essi recedano, in ogni circostanza giusti e retti, agendo con pietà con tenerezza generosi se ricchi, generosi ugualmente quanto possono se poveri, conforme ai loro mezzi sempre sovvenendo e sempre veritieri ma senz'astio verso coloro che mentiscono.
E un onore più grande gli è dovuto se prevedono (e molti lo prevedono) che spunterà da ultimo un Efialte e che i Medi finiranno per passare.
Kostantinos Kavafis, traduzione di Nelo Risi
inviato da Shangri-La, 10:59 | permalink
17.11.03
I mandanti della strage
Un amico mi domanda se abbia senso cercare il dialogo e andare a sbattere contro i muri di gomma. Sì, caro, sempre. Finché c'è abbastanza fiato per parlare ma non abbastanza per gridare, sì. L'importante è non voler convincere nessuno, ma solo esprimersi con tutta l'onestà possibile, esponendosi - se serve - al rischio di essere ridicolizzati. Che poi di insulti alla propria intelligenza non si muore e del consenso altrui si può fare a meno.
È un falso argomento. Il "non ce li ho mandati io", dico. Penso che sia capzioso. Mi spiego. Nessuno di noi ha responsabilità dirette di governo. E questo è un fatto. Sicché nessuno di noi - singolarmente - manda (o non manda) i nostri militari in Iraq, in Afghanistan o, chessò, in Bosnia. La nostra è una democrazia rappresentativa, giusto?, per cui quanti condividono quel "non ce li ho mandati io" in realtà stanno esprimendo la propria (legittima) dissociazione dalla linea politica dell'attuale governo. Ora, quando si tratta di inviare truppe al fronte, foss'anche per missioni di pace, mettiamo pure sotto l'egida dell'Onu, c'è sempre qualcuno che "non ce li ha mandati". I pacifisti a oltranza, per esempio, quelli che le armi mai e poi mai. Posizione legittima anche questa, come si fa negarlo? E non solo: ci son quelli che appoggiano il sacrificio di mandare potenzialmente a morire sul fronte i soldati solo se ritengono che sia rispettato il dettato costituzionale (art. 11) e che le truppe partano al seguito di un contingente ONU. Anche qui: assolutamente legittimo e condivisibile. Ragion per cui s'è detto: "In Iraq, in questo momento, non c'è Patria né Costituzione". E tuttavia questo no, non mi sento di accettarlo. Per il semplice fatto che questa coalizione di governo non siede sugli scranni di Palazzo Madama e di Montecitorio a seguito di brogli elettoriali. Rappresenta invece, fino a prova contraria, il consenso della maggioranza dei votanti. Non il mio, se proprio interessa, ma di altri la cui opinione, per quanto così divergente dalla mia, merita rispetto. È possibile, altamente probabile, che molti elettori si trovino ora a dissentire con le decisioni di quanti hanno loro stessi mandato al governo. Ci sono tanti validi modi, in democrazia, per esprimere il proprio dissenso, ma non quello di lavarsi le mani del sangue dei morti. Soprattutto perché - per quanto sia assolutamente discutibile la decisione di aver inviato le truppe - non mi risulta (ma forse ero distratta, forse i giornalisti al seguito del nostro contingente hanno mentito, non hanno visto o sono tutti prezzolati) che i nostri militari abbiano mai ingaggiato azioni di guerra o di guerriglia. Mi risulta invece che abbiano fatto tutt'altro (cose meritevoli, non mi vergogno mica di dirlo) e mi risulta anche che siano stati vittime di un attentato. Un'azione vigliacca quant'altre mai, aggiungo. Persone che ritengo più attendibili di certi sguaiati commentatori qui sotto - Emma Bonino, per intenderci - attribuiscono a faide interne per il controllo politico-militare del Paese l'attentato che ha fatto saltare per aria i nostri. È cretina la Bonino, è una demente guerrafondaia? Ovvio che sì, convinta com'è che in Iraq si dovesse intervenire. ONU o non ONU. Parole forti le sue, che in me non fanno vacillare la convinzione che la guerra faccia schifo anche a lei, e per le quali potrei discutere appassionatamente ma mai e poi mai tacciarla di cieco militarismo. O vogliamo cancellare la storia politica di una persona perché dice cose che non ci piacciono? (Confesso: sempre avuto un debole per i radicali, Cicciolina nonostante).
Certe cose anzi, dette da una che ha indubitabilmente maturato una notevole esperienza nel campo della politica internazionale e che ha vissuto un anno al Cairo per imparare l'arabo e conoscere più da vicino il mondo musulmano, mi inquietano molto. Nonostante questo, non saprei dire se al posto suo - potendo avere un quadro più generale della questione - mi esprimerei nello stesso modo. Onestamente mi imbarazza azzardare analisi politiche al di là della mia portata. Mi limito a dire - senza alcun imbarazzo e chissenefrega delle prese in giro - che il mio sentirmi parte di questa collettività, di questo Paese, prescinde da considerazioni politiche, che un sentimento patriottico, per quanto zavorrato di scetticismo (ma anche questa è una nota caratteristica nazionale), ce l'ho (o scopro di averlo di fronte a queste tragedie) e non lo riservo solo alle partite di calcio, che ci sono modi d'essere e culture nelle quali mi riconosco e altre no, che mi fa proprio male allo stomaco sentir dire i "loro" soldati, i "loro carabinieri", che mi inalbero di fronte a questo venire a dire, di fronte alle bare, "l'avevamo detto noi!". Mi pare - mi pare - che anche in altri Paesi il dissenso politico sull'intera faccenda si sia fatto sentire, e tuttavia non mi sembra che altrove ci sia l'uso di scrollarsi i morti dal groppone. Ho visto che qualcuno - con ragione - ha stigmatizzato l'iperbole fuori luogo di chi ha voluto paragonare la strage di Nassiriya all'11 settembre. Tuttavia credo che se qualcuno, in America, avesse tuonato attribuendo alla politica di Bush i morti di Ground Zero, sarebbe stato coperto di contumelie. Sarà anche un popolo per certi versi bambino, quello statunitense, ma a me piace la sua compostezza di fronte al dolore. Possibile che qui ogni occasione sia buona per allestire in quattro e quatt'otto una bella caciara da kollettivo, per di più spacciata per coscienza critica e consapevolezza politica? E sarà pur vero, chissà, che la gente come me peggiora il mondo, che contribuisce ad alimentare - con la melassa del suo sentimentalismo - il peggior nazionalismo guerrafondaio. Ecco, però permettete il mio riso amaro, al riguardo. Un po' come quando sentivo (talvolta ancora sento) gli sfoghi di certo antimeridionalismo duro a morire, che Bossi ama ancora solleticare, quando deve sobillare i suoi, mentre nelle viscere delle nostre città volti e culture a noi sconosciute scavano termitai brulicanti di lingue d'ogni dove, che ti fanno sentire un bel po' più spaesato dell'inflessione dialettale di uno che al massimo è nato a duemila chilometri da te. Così, quando sento certi pseudo-pacifisti privi di autocontrollo, quando avverto l'ennesimo rigurgito d'odio per le forze armate manco fossimo una repubblichetta sudamericana, penso a quelli che intanto si fregano le mani, mentre stanno portando il tritolo sotto il nostro culo. Ah, ma il repertorio del dopo strage è già collaudatissimo e potremmo cominciare a suonarlo fin d'ora, l'organetto. È tutta colpa, nell'ordine, di Berlusconi, dei fascisti, di Bush e degli ebrei. Dico bene? Hasta la vista, compañeros. (E preparatevi, che per domani ho il colpo in canna della peggior retorica).
inviato da Shangri-La, 18:29 | permalink
| commenti (8)
14.11.03
Povera patria
Ho scritto e riscritto l'inizio di questo post decine di volte. Mi è successo un po' come ieri sera, che dovevo andare a una cena e, non so perché, mi sono infilata in una stradina di campagna senza uscita, che sfociava su una pista ciclabile. Cartelli di divieto a ogni piè sospinto e nessuno spazio per girare la macchina e tornare indietro. Mi avessero fermata, mi avrebbero ritirato la patente. I carabinieri, sì. Eh, l'ironia della sorte.
"Brave persone, poveri diavoli" li definisce uno, in un commento qui sotto. Sgomenta. Espressioni così non le userei mai nei confronti di nessuno. So di un paio di azzurrissimi occhi e di una lingua biforcuta che prova a dargli del brav'uomo e poi vedi che espressione e che intraducibile mimica da chemminchiadici ti fulmina di rimbalzo. C'è chi viene a parlarmi di fraintendimenti. Ma qui siamo ben oltre: viviamo in universi paralleli. Nel mio, i poveri diavoli e le-vittime-del-meccanismo-più-grande-di-loro non rispondono nemmeno al citofono. Forse sono andate a fare un giro al festival del luogo comune. A volte mi sembra davvero di avere a che fare con l'Ufficio Complicazioni Affari Semplici. E, per contrappasso, con l'Ufficio Semplificazione Affari Complessi. L'affare semplice, l'hanno detto già altri meglio di me, è che quella roba del Bui era scritta in modo indecoroso. C'è bisogno di ribadire che la forma è sostanza, che una cosa malscritta è malpensata, che il cattivo gusto non ha scuse e che siamo sufficientemente attrezzati per non aver bisogno - tutti noi - di tutor ed esegeti dell'ultim'ora? C'è bisogno, sì. Finché rimane un buontempone a darmi della serva dell'impero. (Ma come si fa, come si fa, dico. Vabbeh). Altro affare semplice: la morte. Ah già, che qui non si muore più, si crepa (Sgalambro docet). Perciò, mi correggo: anche il morire è una complicazione. Soprattutto per quelli che rimangono a coprire col frastuono di argomentazioni imbecilli il vuoto di una pietas che non c'è e che lascia il posto, quando va bene, alla pietà da due soldi. Quando va male allo sciacallaggio. L'affare complesso è tutto il resto. La guerra, l'Arma, i simboli, le istituzioni. E qui, si fa all'italiana. Cioè, tifo calcistico, cori da stadio e processi del lunedì. Ora, fermi un attimo e fatemi capire, che mi gira la testa. Partiamo da un punto fermo: io sono "fessa aggratis" come dice tale zietto su queste pagine. Confermo, sì. Non ho opinioni chiare su tutto. Se venite a dirmi, di fronte alle bare, che non ce li avete mandati voi, alzo gli occhi e vi guardo. Giuro, non so cosa dirvi, non capisco su quale pianeta vivete, com'è che vi aggiustate le cose e cos'avete compreso voi - che a me sia sfuggito - di questo infame groviglio di terrorismo internazionale, tendenze imperialiste americane, gioco sporco di Putin, crisi mediorientale, petrolio, Onu, Europa, Israele e politichetta di casa nostra. Per di più, dato che scrivete coi piedi, mi riesce difficile darvi credito più tanto, zietti e wun minghia cari, e ho come l'impressione che non abbiate capito una fava neppure voi, ma vi piace giocare coi lego e mettere insieme i pezzi come più v'aggrada. E solo alcuni, di pezzi. Che sono, nella fattispecie, i fatti di Genova, Delfino, Scieri e l'Iraq. Dimentico qualcosa? Senz'altro sì. Bene, signori, non ce la posso fare. Questa discussione di altissimo livello socio-politico non è alla mia portata. E allora scusate la stolidità, ma rimango ancora un po' qui, davanti alle bare.
Dunque, l'Arma. Nel bene e nel male. Ecco, di una cosa sono dolorosamente certa. Sono un'italiota anch'io. Come tale, mi è precluso un rapporto sano e adulto coi simboli. Figuriamoci poi con le cosiddette istituzioni. L'italiota è un cialtrone, un cretino intelligente avrebbe detto Sciascia, uno stronzo che deve sempre dileggiare tutto, che il suo non fermarsi davanti a nulla lo chiama "spirito critico", "lavoro intellettuale" o "satira", pontificando non poco sul suo assai modesto funanbolismo circense. L'italiota è il re della mediocrità letteraria, politica, artistica e mediatica. Sarà mica un caso che non si riesca a trovare, in questo Paese, una faccia d'attore presentabile o minimamente esportabile. Siamo il Paese dei libercoli, dei politicazzi, dei cantantucoli, dei format scopiazzati, dei filmetti che fanno discutere salottieri in cerca d'argomenti di conversazione, degli eroi con l'estintore, dei brigatisti cossighiani, dei calendari delle veline appesi in ufficio e dei casariniagnoletti e compagnia cantante. Ormai sì, siamo pure il Paese dei manganellatori che entrano in polizia e nei carabinieri perché hanno voglia di menare le mani. Ce lo meritiamo pure, razza di rammolliti che facciamo più schifo che spavento. In un Paese così, pieno di mocciosi cui se dici che di guardia si sta zitti e muti e loro ti guardano come se fossi scemo, è impossibile conservare un briciolo di dignità. Impossibile morire circondati dal rispetto. Impossibile vestire una divisa senza vergognarsi un po'. ("Mi sento un pinguino", si lamentava, quella rara volta che la metteva. "Piantala, è solo per oggi, stai benissimo". "Mi stringe la cravatta, non mi sento a mio agio". "Ummarò, ma la vuoi piantare?"). In un Paese così, fai lo slalom tra il disprezzo e la melassa. Si sentono dire cose, in circostanze come queste, che mai in nessun altro Paese, porcogiuda, e mi spiace solo che non siano morti greci, questi uomini o, chessò, spagnoli o francesi. Però non è tutto guano. Persino qui funziona un po' come in Africa, sai quella faccenda della gazzella che tutte le mattine si alza eccetera eccetera. Ecco, non solo tutte le mattine, ma tutte le notti c'è qualcuno di turno, in ogni caserma, che se lo chiami arriva subito, senza se né ma. Questo qualcuno fa uno dei mestieri più difficili in circolazione. Magari parla un italiano zoppicante da barzelletta, ma - non ci crederai - ha studiato sodo, ha imparato un sacco di cose, deve essere pronto a tremila evenienze diverse, ha una pila di faldoni così sulla scrivania, sta cercando di sbrigare queste pratiche e già gli scoppia la testa perché non può sbagliare. Magari tra cinque minuti chiamano questo "povero diavolo", come lo chiami tu, e lo destinano a un'operazione di servizio che comincia ora e finisce non si sa quando. Retorica, dirai, che poi questi che son morti sono i teppisti di Genova, l'hanno scritto sul giornale tal dei tali. Stessi corpi, stesse brigate. E lo dici di fronte alle bare, indeciso tra l'assassinarli due volte misconoscendoli, questi cadaveri, con la scusa del dissenso politico, o l'eleggerli a vittime del loro karma negativo. E ben gli sta, insomma, che se la son cercata, fin dal giorno in cui - imbecilli che hanno portato il cervello all'ammasso - hanno deciso di entrare alla Scuola sottufficiali per imparare a fare i giustizieri della notte. Oh, ne ho sempre sentite di cotte e di crude, sull'argomento. Ne so abbastanza, di queste porcherie, per aver capito che al 99% è solo aria ai denti. E poi lo so che quando senti dire che Tizio era un uomo eccezionale, sogghigni. Quando ti dicono che uno rispetta la consegna per senso del dovere o addirittura in nome di un ideale, tu pensi che è un pirla che non capisce di essere un ingranaggio del Meccanismo e che è pure un po' guerrafondaio. Quando ti raccontano che uno è morto lavorando bene, sempre all'altezza della situazione, e che magari ha contribuito a migliorare un po' le condizioni esistenziali di una popolazione allo stremo, dici che lì non ci doveva stare perché Bush e Berlusconi e i colonizzatori occidentali e l'Onu e le forze d'occupazione militare travestite da contingenti di pace e la retorica no, per favore. Poi, pugnalata finale, vieni a fare l'anima bella che s'indigna perché i giornali piangono sulla morte degli italiani e anche - in subordine, vuoi intendere - di civili iracheni. Mi fai ridere quando ti atteggi a cristiano ecumenico da strapazzo. Si vede che non conosci la differenza tra le lacrime e il ciglio asciutto. Perché altrimenti sapresti cosa vuol dire il "prossimo tuo". Sarò pure una povera illusa, ma per me martedì prossimo è giorno di lutto perché il mio prossimo è morto - e vissuto - in un modo che mi appartiene, che riconosco, che mi riguarda e nel quale sono e sarò sempre coinvolta.
inviato da Shangri-La, 19:02 | permalink
| commenti (26)
13.11.03
Wu Minghia chi?
"E che s'aspettavano? D'essere accolti a Refosco e polenta? Ce n'est qu'un debut." E che cosa si aspetta Wu Ming, di fare la rivoluzione con qualche trovatella situazionista? di risvegliare le nostre coscienze col cinismo d'antan? (ma si, chi vogliono ingannare a parte loro stessi, è sempre quello lì, quello del Partito...) Scusate il secondo post ma Wu Ming è veramente insopportabile, mai vista tanta mediocrità camuffata da intelligenza. Posso sopportare di vivere in un paese di buzzurri idioti ma non in un paese di buzzurri idioti camuffati da raffinati intellettuali. E' ora che qualcuno ponga seriamente "Il problema Wu Ming" in maniera seria. Cioè non Wu Ming stesso ma il fatto che ci sono (giuro) molte persone che pensano che questi dicano cose intelligenti.
Commento de Il Golpista, su TheGnuEconomy
inviato da Shangri-La, 12:10 | permalink
| commenti (21)
Sottoscrivo
"Mica si discuteva di questo, si discuteva se sia o meno disgustoso scrivere un testo come quello di Wu Ming 1, grondante odio verso la nostra gente in Iraq, descritta sempre come *loro*, nel giorno in cui ne sono morti 14. Io almeno parlavo di questo, del cattivo gusto e della cattiva prosa (ovviamente nelle messe a punto successive si accusano i lettori di aver equivocato, non aver compreso i riferimenti, etc.) e del livore mal celato nei confronti delle forze dell'ordine, che siccome hanno combinato quello che hanno combinato a Genova è giusto che ora muoiano. Parlavo di quelli per cui la vita di un civile non ha lo stesso valore di quella di un carabiniere (perchè loro sono volontari, quindi se lo dovevano aspettare). Parlavo dei deliri che ho letto sui soliti siti, poliziotti schiavi del potere e servi di Berlusconi. Insomma, quel volantino di wu ming riprende degnamente tutti gli slogan di una frangia di esaltati, chiamiamoli di sinistra, che non hanno nessun interesse a discutere le ragioni di quello che succede in Iraq, mentre si galvanizzano quando scorre il sangue di qualche poveraccio "borghese" (si legge anche questo in giro). Queste persone per me sono fascisti, tanto quanto quelli doc".
Commento di Carlo
inviato da Shangri-La, 11:35 | permalink
| commenti (4)
12.11.03
Uomini e no
E bisogna sempre essere intelligenti. Anche per gli altri. Sempre forti. Anche per chi non ha ritegno. Controllati e misurati, anche, ché la vita, si sa, è complicata. Soli, perché certe cose son tue e solo tue. Imbarazzati, a volte, da parole gettate con malagrazia, come coperte corte, su chi dorme all'addiaccio. Riservati e dignitosi, anche a denti stretti. Bisogna sapersi mettere nei panni degli altri, ce lo ripetiamo alla noia. Anche quando gli altri, nei tuoi, nemmeno a parlarne. E vivere nascosti, come insegnava il saggio, i pugni chiusi nelle tasche, la bocca serrata. Ci son cose da sopportare, caro, e cose da provare sulla tua pelle. Ce ne sono altre delle quali è meglio tacere, perché le vedi da lontano, col binocolo, c'è tanta nebbia e nessuno a far luce. Ci sono nervi scoperti, viaggi senza ritorno e uomini sventrati. Ci sono occhi che non vogliono vedere e morti che non vogliono esser viste, ma solo dimenticate in fretta e da tutti, che la vergogna è dura e tempo ce n'è poco: gli avvoltoi già disegnano cerchi perfetti nell'aria e la vita ha fame. Ci sono cose che sarebbe meglio non scrivere, quando il dio non è con te. Ma se qualcuno le scrive, tu le devi sempre leggere e capire, mi hai insegnato. Mai tirarsi indietro, mai. "Con senso del dovere e spirito di sacrificio": dai, lo so che ne ridi e l'hai appeso nel ripostiglio, vicino alle scope e all'aspirapolvere, ma insomma è storia nostra. C'è chi, una storia, ce l'ha solo in prestito. E pontifica anche.
inviato da Shangri-La, 17:00 | permalink
| commenti (10)
Lettere d'amore
“Un'intera notte buttato vicino a un compagno massacrato, con una bocca digrignata volta al plenilunio, con la congestione delle sue mani penetrata nel mio silenzio, ho scritto lettere piene d’amore. Non sono mai stato tanto attaccato alla vita”. Ungaretti citato da Sisì, su Squonk
inviato da Shangri-La, 14:07 | permalink
| commenti (2)
Oggi voglio restare spenta
Ho un amico che mi sfotticchia alquanto. Carabbiniera, dice, simulando una pesante inflessione sicula. Essendo lui un amico ed essendo io un'intollerante liberale (si può, si può), gli permetto di fare lunghe concioni sui maledetti repressori con fiamma e banda rossa. Oggi però lo sportello lamentele rimane chiuso. Lo spirito accomodante si prende una settimana di vacanza. Ci risentiamo quando ho assorbito l'ultimo ferito e gli ultimi morti. Amici come prima, eh. S'intende.
inviato da Shangri-La, 11:57 | permalink
| commenti (2)
Un buon motivo per sopprimersi
Scrivere "un'ecosistema" e accorgersene solo la mattina dopo, quando un altro (senza apostrofo, almeno questo) te lo fa notare. Vado a suicidarmi un attimo. Poi torno.
inviato da Shangri-La, 10:38 | permalink
| commenti (8)
11.11.03
Ossorbole!
Una persona (sempre fin troppo generosa con me) definisce, commentando altrove, "blog di terza generazione" questa pallida paginetta, collegata a un certo mainstream nonsoche. Mica ho capito bene cosa vuol dire. Certo, son preoccupata. Che poi questi son tempi di rivoluzioni tecnologiche e non vorrei che un giorno qualcuno, ridendo e scherzando, mi spedisse per decreto sul satellite. Intanto, perché non ho niente da mettermi. E poi perché in castigo, a fare un blog di pubblica utilità, tutto noiosi documentari e dibbattiti stracciamutande, non ci sto (sebbene, mal me ne incolga, ho dimostrato un certo talento per questo genere di cose).
inviato da Shangri-La, 14:08 | permalink
| commenti (5)
10.11.03
Da oggi è più facile
Problemi di incontinenza? Cambia vita, resta asciutto: da oggi c'è Easy Up per te! Scegli il formato più adatto (maxi o junior) e scopri i vantaggi del nuovo Pampers: 1) Materassino assorbente 2) Fasce laterali super-elastiche 3) Apertura facilitata ai lati 4) Morbide bande in vita 5) Disegni di supporto per il fronte retro
E ci sono anche gli sfondi e gli screensaver per il tuo pc! Cosa vuoi di più?
inviato da Shangri-La, 16:59 | permalink
| commenti (6)
Il nuovo assunto
Il nuovo assunto non è un nuovo assunto. Se lo sogna. È piuttosto uno a cui hanno scritto un contrattino di terza generazione. Cioè, sulla carta igienica e con l'inchiostro simpatico. Il nuovo arrivato è quindi nervoso. Comprensibile. E anche eccitato. Guarda il mondo come se lo vedesse per la prima volta. Uh, gli ascensori! E la mensa, il badge, le riunioni e tutta questa gente che va avanti e indietro, su e giù. Il gioco gli pare bello e affascinante. Beh, è la prima settimana, gioia della zia, vedrai che ti passa. Ma lui no, non ha pazienza, non vuole aspettare di smagarsi un po'. Lo mettono a giocare con il trenino per fare un po' di gavetta? E lui si sente il re degli scambi, il capostazione che rivoluzionerà il mondo delle ferrovie, l'uomo della svolta. Cappello, sciarpa, fischietto e paletta, fa partire i convogli e passa di carrozza in carrozza per multare i contravventori. "Biglietto, prego. "Ho l'abbonamento". "Favorisca". "Ecco". "Non ha scritto bene il numero della settimana". "Ma c'è la data!". "Grafia leggibile, la prossima volta". Il nuovo arrivato è così: zelante, indefesso, talvolta tarantolato, quasi sempre indignato. Intorno a lui, scopre ben presto, nulla funziona. Tutti battono la fiacca, non si curano di nulla e la sera richiudono nell'armadietto, assieme al portatile, dai dieci ai quindici cadaveri. E allora lui fa un gesto grave, definitivo, estremo. Scrive ai colpevoli. "Con la presente si sottolinea la necessità di provvedere a che l'aggiornamento di x e y presenti forti legami con l'attualità e caratteristiche di appetibilità. Cordiali saluti e buon lavoro". Cachinni e insulti da parte dei fancazzisti: "Ma chi è questo scemo, cosa vuole?". "È uno nuovo". "Ah, beh".
inviato da Shangri-La, 11:38 | permalink
| commenti (2)
È inutile bussare qui
Non ti aprirà nessuno / Il portale è volato fuori giù dal quarto piano...
inviato da Shangri-La, 11:10 | permalink
| commenti (14)
08.11.03
Elezioni libere in libero Stato
Generalmente mi ricordo una domenica di sole una mattina molto bella un'aria già primaverile in cui ti senti più pulito anche la strada è più pulita senza schiamazzi e senza suoni chissà perché non piove mai quando ci sono le elezioni.
Una curiosa sensazione che rassomiglia un po' a un esame di cui non senti la paura ma una leggera eccitazione e poi la gente per la strada li vedo tutti più educati sembrano anche un po' più buoni ed è più bella anche la scuola quando ci sono le elezioni.
Persino nei carabinieri c'è un'aria più rassicurante ma mi ci vuole un certo sforzo per presentarmi con coraggio c'è un gran silenzio nel mio seggio un senso d'ordine e di pulizia. Democrazia!
Mi danno in mano un paio di schede e una bellissima matita lunga, sottile, marroncina perfettamente temperata e vado verso la cabina volutamente disinvolto per non tradire le emozioni e faccio un segno sul mio segno come son giuste le elezioni.
E' proprio vero che fa bene un po' di partecipazione con cura piego le due schede e guardo ancora la matita così perfetta e temperata io quasi quasi me la porto via. Democrazia!
Giorgio Gaber, Le elezioni
inviato da Shangri-La, 12:20 | permalink
| commenti (5)
Er posticciaccio brutto
"Ma che succede, hanno rovesciato un camion di lsd nell'acquedotto?". Massimo Morelli su er posticciaccio brutto de via gnerulana.
inviato da Shangri-La, 12:11 | permalink
| commenti (1)
|