ANIME SALVE


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31.03.03

Addio, Jennifer

Non possono più usare i cellulari, altrimenti c'è caso che raccontino alla mamma quant'è brutta, sporca e perdente questa guerra: i soldati americani vivono isolati dal mondo e nemmeno loro sanno come si evolve la situazione. Trasferta nel deserto anche per le leggende metropolitane. Giorni fa pare si sia diffusa nella truppa la notizia che Jennifer Lopez fosse morta. Un reporter al seguito del battaglione ci ha messo cinque giorni per convincerli che non era vero.

Tutto il giorno davanti alla Tv

Dura la vita di Giorg Dabol Iu, che dedica almeno "alcune ore al giorno" a seguire il conflitto in Tv. Ogni tanto qualcosa non gli torna e chiama Condolcezza: "Condy, a quanto stiamo?".

Piano C

Stabilire elementari connessioni logiche e, sulla base delle stesse, fare ragionevoli previsioni pare sia diventato un esercizio intellettuale complicatissimo. Questo mondo popolato da gattini ciechi, incapaci di far di conto anche in faccende, politiche e/o personali, di macroscopica evidenza mi spaventa. Ora, mi devo stupire che xy, che mi conosce da una vita, estragga dal cilindro un coniglio che seppellirà il rapporto forever? Mi devo stupire che cotanto di generaloni e super ministri della Difesa abbiano stilato il piano A e il piano B della strategia militare confidando in una resa generale, loro che nel '91 abbandonarono i ribelli sciiti come dei beccamorti? L'extrema ratio la chiamano Piano C. Ironia della sorte, la stanza dei bottoni si chiama Situation room.

30.03.03

Compagni di scuola

L'altro giorno, navigando, ho scoperto che il mio vecchio Liceo ora vanta anche un sito Internet. Non solo. Si son pure presi la briga di inserire i nomi degli ex alunni. Disseppellite certe rimozioni freudiane: "ommadonna, c'era anche xxx!, e chi se lo ricordava più?", m'è venuto un po' di rigurgito al pensiero di quella fuffa deprimente. Ma soprattutto mi son sentita una ripetente a vita. Anzi, direi pure che sono retrocessa. A 15 anni dalla maturità, mi ritrovo praticamente alle scuole medie durante l'ora di educazione tecnica o, peggio ancora, sul pulmann della gita. Stesse dinamiche, grande revival delle spiritosaggini sulle caratteristiche fisiche (alto-basso, grasso-magro, figa-cesso: le coordinate, molto basic, son sempre quelle), identica paura di crescere.

Blog addicted

Sarà che sono ipotesa, sarà che carburo lentamente, sarà che sono insensibile (o serafica, a seconda di come la si voglia vedere), fatto sta che non rido selvaggiamente. Nemmeno mi commuovo, ecco. Raramente mi sorprendo. Quasi mai m'appassiono. Difficilmente mitizzo. Certi pezzulli per cui taluni fanno capriole mi fanno giusto alzare un sopracciglio, se va bene. La sopraffina ironia che tanti esaltano mi pare l'insoffribile birignao di gente in cerca di complimenti. In ogni caso invidio questo loro ingenuo narcisismo, l'interesse che coltivano per sé, la voglia di star sotto i riflettori. Much ado about nothing, d'accordo. Del resto, la sopportazione del nulla - Heidegger insegna - non è per tutti.

28.03.03

Peace

... begins with you. Molto bella l'idea di banner e link su Errore404.

Fiumi di parole

Mentre scorrono, in profondità, energie silenziose. I migliori restano inediti. Niente di detto, niente di scritto.

27.03.03

Quel che non sappiamo di questa guerra

Feddayin, feddayn, fedayn, fedayin. Ecco qui tutte le possibili combinazioni. E che dire di Al Jazeera o Al Jazira? L'arabo traslitterato a spanne: una buona misura di quel che sappiamo e/o capiamo di quella cultura.

Qui Al Jazira

Intervistatore: "Come ti chiami?"
Soldato: "Silvio".
Intervistatore: "Da dove vieni?"
Soldato:"Arcore".
Intervistatore: "Perché appoggi questa guerra?"
Soldato: "Mi hanno detto che si doveva sistemare la roba rotta. Io non voglio uccidere nessuno".
Intervistatore:"Non vuoi uccidere?"
Soldato: "No, gli iracheni mi piacciono. Ubbidisco solo agli ordini".

Nothing (wo)man

Ciascuno ha un proprio pallottoliere dove, con criteri del tutto personali, tiene il conto del dare, dell'avere e del pretendere. Mi si chiede, ora, un gesto. Deciso da altri, nei modi e nella sostanza, il gesto in questione rientra per me nell'ordine dell'impossibilità. Chi chiede, sa. Nondimeno insiste. Tecnicamente, questo si chiama esser messi all'angolo. Valgo meno di un puntiglio, concludo. Il che era un dato acquisito per il 99% dei rapporti. Il restante 1% è nausea.

You want courage
I'll show you courage you can understand
The pearl and silver
Resting on my night table
It's just me Lord
Pray I'm able

Darlin' with this kiss
Say you understand
I am, the nothing man
I am, the nothing man


Nothing Man, Bruce Springsteen

26.03.03

Boom!

Vanno di gran moda le bombe. Quelle sexy e intelligenti e quelle solo intelligenti. Per le une e le altre, bandiera bianca.

Sotto choc

E pure un po' indignati, probabilmente. I marines scoprono che in guerra si spara, ma non a senso unico. Perché quei brutti e piccoli iracheni non escono dalle trincee disarmati, dando il cinque ai brothers?

25.03.03

Mandala-net

Ti ricordi il portalino che hai messo in piedi con quattro sfigati e una pazza e rottamato nemmeno un anno dopo? Il mandala distrutto torna sullo schermo grazie a Internet Archive. Basta digitare nel motore di ricerca l'url del sito defunto e voilà: lo spirito della buon'anima torna tra noi. Per dirci cosa? Ovviamente che è morto di crepacuore, che sta bene, ci pensa e ci benedice. Rosemary Altea docet.

24.03.03

Nomina sunt...

"Tu chi sei?", chiede. Mi presento e lui subito ammicca "Parente di?", con l'aria furbetta da ma-quante-ne-so. Ne sai poche, vorrei dirgli, non più di quante ne sappiano tutti gli altri - e son tanti, ahimé - che m'han fatto la stessa domanda. "Non sono parente", rispondo quasi in automatico. Stavolta me ne son pentita, però. Il ciò-ciò-so-tuto-mi si meritava tutt'altra replica. La prossima volta, giuro, alla domanda di rito annuirò: "E' mio zio. Non si vede la somiglianza?".

Anti-Bloggies Awards

C'è persino il premio per il blog a maggior contenuto di caffeina, quello per il più deprimente, il più banale... Insomma, votate, votate. C'è tempo fino al 26 marzo.

23.03.03

Yasamin

In un profumo, i vicoli di Bagheria, le strade di San Vito Lo Capo, i crocicchi di Palermo. Sarà come averlo a due passi, il mare, quando queste tre piante di gelsomino fioriranno.

Io cerco la Titina...

La cerco e non la trovo. Ieri, il giorno delle mission impossible. La chaise longue dei miei sogni non mi aspettava - come speravo - all'Emporio 31. All'entrata, tuttavia, riluceva il laccato della leggendaria Red and Blue di Gerrit Thomas Rietveld, pezzo di storia del design disegnato nel 1918 (la versione a colori comparve però nel '23). Altra spedizione a vuoto, quella in cerca della Garzantina di Storia. Alla libreria Garzanti mi dicono che non è in ristampa, non è nemmeno esaurita: da anni non la fanno più. Mi casca la mascella. Com'è possibile - penso- che abbiamo davvero deciso di non aggiornare più uno dei migliori strumenti di studio che mi siano mai capitati in mano? Controllo sul sito della casa editrice e i conti non mi tornano: l'Atlante storico parrebbe esistere. Mi sfugge qualcosa o i commessi della Garzanti si son fatti il cicchetto del sabato pomeriggio?

Refusi

Ringrazio Mu, che mi segnala un errore nel link al blog di Pino Scaccia (era sbagliato anche quello di Andrew Sullivan). Correggo e addebito tutto alla mia distrazione e a questa mania compulsiva, che m'è venuta ultimamente, di riordinare tutto. Sicché, sposta qui e sposta là, il copia&incolla m'ha tradita.

21.03.03

Vedrai, vedrai

In pieno Tenco mood. Tutti i giorni mi dico che cambierà. Tirata come una corda di violino, prima o poi salto.

Qui Iraq

Dont' believe it? Don't read it! Lo dice l'iracheno Salam Pax dal suo blog, Where is Raed?

20.03.03

Messico e nuvole

Non so chi possa permettersi, oggi, un'esistenza che vada oltre la sopravvivenza, mi dice, mentre lo sguardo si perde lontano, nel miraggio caraibico di un localino sulla spiaggia, tra frutti esotici e amache. "Una settimana mi dura due giorni", aggiunge. Nostalgico di un tempo che si distilla lentamente, dilatando i sapori mentre il sole sale allo zenith, medita di salpare l'ancora. Gli basterebbe, in fondo, qualche ora in più di luce, all'aria aperta, coi suoi cani, per sentirsi vivo. Presente a se stesso lo è già, a dire il vero, e pressoché unico, in questo formicaio, alto una spanna sopra la chiacchiera.

Incidente sulla Statale

Le autoambulanze arrivano e non ripartono, le gazzelle si susseguono a sirene spiegate, le macchine si accodano. Mentre la Primavera rinfresca il verde spento della campagna, ai lati del Naviglio, si consuma il rituale solito della morte su strada. Tutti i giorni è una scommessa e le statistiche evocano ormai un fenomeno ineluttabile e inappellabile. Si tratta solo di decidere a chi tocca, insomma. Dalla strada provinciale al Palazzo di Vetro, una costante: l'impotenza.

An ambulance finally came and took him to Riverside
I watched as they drove him away
And I thought of a girlfriend or a young wife
And a state trooper knocking in the middle of the night
To say your baby died in a wreck on the highway

Sometimes I sit up in the darkness
And I watch my baby as she sleeps
Then I climb in bed and I hold her tight
I just lay there awake in the middle of the night
Thinking 'bout the wreck on the highway


Wreck on the highway, Bruce Springsteen

19.03.03

Quattro verticale: romanzo di Moravia

Più letale del gas nervino, la noia filtra nelle stanze degli uffici attraverso il condizionatore e paralizza i centri nervosi degli impiegati. All'inizio del trattamento, il nervosismo serpeggia e dilagano i tic nervosi. Affinare l'arte del cazzeggio - Internet, grazie di esistere! - diventa a questo punto un fatto di sopravvivenza. Quando ti accorgi che pure quello t'annoia e che non spedisci curricula da mesi, è la fine. Stasera, una controprova. M*, teorica nonché docente ordinaria di fancuzen, cede le armi. "Ti rendi conto" - mi dice - "che ieri per la disperazione sono andata addirittura a farmi un cruciverba su Enigmistica.it e non l'ho nemmeno finito perché a metà m'ero stufata?".

Dall'Fbi allo studio legale

Ai compagnucci della parrocchietta piace affibbiarmi nomignoli. Sicché, col nuovo look, ho guadagnato un trasferimento d'ufficio: l'agente Dana Skully non abita più qui. E' arrivata Erin Broccovic. Pronunciato proprio così. :-)

18.03.03

La politica tra noi

Era da un bel po' che non lo facevamo. Ormai, la mia tecnica era quella di lasciarlo parlare e di allontanarmi in dissolvenza. Ieri, invece, abbiamo di nuovo incrociato le lame. Il tema è sempre quello: la politica. Il bello è che non me ne può fregar di meno. Per di più, inscatolati in tv, c'erano Sofri, Ferrara e Bertinotti. Strana impressione rivedere - dopo mesi e mesi che non accendo il produttore di cazzate - quello strano aggeggio che il buon Fausto porta sempre al collo. Portacellulare, portaocchiali, fondina per la pistola, siringa per l'iniezione letale nel caso fosse catturato dal nemico, cosa diavolo è quell'affare? Se l'oggetto è inquietante, Fausto no, è sempre lui, glaucopide, rassicurante e di lingua sciolta. Tutti e tre del resto lo sono, retori sofisticati e interlocutori acuti. Tuttavia girano in tondo, che è poi più o meno quel che fa mio padre. E va bene che i girotondi fan tanto sinistra per bene, ma non portano da nessuna parte. Una volta il pensare non era proprio dei filosofi? E' inutile che stiano a discutere della politica presidenziale americana se non lasciano dire a chi di dovere cosa sia la Forza, cosa l'Apparato e il suo indefinito potenziamento, cosa l'Occidente. Invece no. Come disse giustamente Vattimo qualche tempo fa, i filosofi non se li fila nessuno, salvo poi, ogni tanto, tirarli fuori dal magazzino e fargli fare la mossetta come Wanda Osiris.

Cicalino

Proprio bellina 'sta macchinetta. Fluida, facile da guidare, con un ampio raggio di sterzo. La prima impressione è buona (sedili a parte: non sono molto confortevoli). Ma il cicalino, quello no. Da neuro. O da giappo, che poi è lo stesso. Qualunque cosa tu faccia, stai sbagliando. E lui suona con petulanza tutta nipponica, incessante, esasperante, manco fosse un bambino che piange e tu non sai perché. Apparentemente servizievole, sa essere più irritante di una madre: mettiti la cintura beep-beep-beep, mettiti la cintura. Miiiii, sono a un metro dal cancello, posso togliermi questa cazzo di cintura?

Incredula

Ricevo davvero l'illustre visita di Gianluca Neri? La cosa mi perplime. Nel caso fossi davvero tu, le orecchie ti fischiano a ragione. Sempre nel caso, una comunicazione di servizio: il server della web mail di Clarence è in piena crisi d'asfissia. Fate qualcosa. Il paziente è cianotico.

17.03.03

Incongruenza

Gloriarsi del numero di accessi e lamentare al contempo l'imbecillità diffusa che fa bello sfoggio di sé non appena gli si dia pulpito e platea. Decidiamoci. Idiota per definizione, la massa, sempre oppure mai. Non solo quando fa comodo.

Superclassifica show

Quel che sta succedendo in Rete mi ricorda tanto gli anni '80 e Maurizio Seymandi. E' tutto un fiorire di classifiche e conteggi di page views. Vedi alla voce > skip pop, "link popularity index tutto italiano". Persino nei forum di Indymedia c'è un sondaggio che chiede: "Qual'è il tuo indyano preferito?". Mi vien da rispondere, a distanza: quello che sa che qual è si scrive senza apostrofo. Superformidabile ciao! :-)

Amici e parenti

I miei, Bradipa, avrebbero fatto bene a non farmi entrare dal parrucchiere. I parenti, soprattutto, stanno ancora sacramentando. La mia pelle non è da meno e recita giaculatorie da sabato notte. Il motivo? Una bella dermatite allergica. Così imparo. Oggi va già meglio, ma ieri la mia fronte sembrava quella di The Elephant Man.

16.03.03

Revolution

Del resto, i segni che stessi per fare qualcosa di folle per dare una svolta alla mia vita c'erano già. Giovedì mattina ho riordinato la scrivania dell'ufficio, commossa dal grido di dolore d'un collega. Anche lei, adesso, è irriconoscibile.

Operazione restyling

Parto con un'idea semplice, sana e di facile realizzazione: andare dal parrucchiere e farmi tagliare i capelli. Entro e trovo un incredibile guascone sulla sessantina che circola nel salone armato di Psion, con l'aria da tenente Derrik in pensione. Scopro poi che il coiffeur moderno dispone - anche lui! - di un database. Da ieri sono inserita pure io: nome, cognome, indirizzo e numero di telefono. Cosa se ne faccia, non so e non voglio sapere. Forse collabora con la Digos, chissà, e comunica tutti i cambiamenti d'immagine. Stavo quasi per invocare la legge sulla privacy, ma sotto il casco, tutta bigodinata e già abbastanza ridicola così, potevo solo peggiorare la situazione. Nelle note particolari, immagino abbia inserito: entrata liscia, uscita riccia.
Taglio netto, drastico e arricciatura. Nemmeno mia madre mi riconoscerebbe al primo colpo. Il mio coinquilino è da un lato contento che mi sia sbarazzata della (falsa, lui dice) aria perbene cui ero tanto affezionata, dall'altro lato è un po' inquieto. Vedendomi di spalle, mentre camminiamo, incorre in attimi di smarrimento in cui si chiede: ma dov'è finita? Nel giro di tre ore di tortura, quindi, sono diventata un'estranea. A me stessa, che da ieri sera capito ogni due per tre davanti allo specchio tentando di riorientarmi e di fare amicizia con quella faccia lì. A lui, che si sta preoccupando di dover rinegoziare il rapporto.

14.03.03

Mouse generation

Inasprisco e inacidisco di giorno in giorno. Benché chiunque abbia meno di trent'anni mi sembri inguaribilmente affetto da mocciosità molesta, stamattina s'è accesa in me una luce di speranza e di fiducia nei supergiovani tutti. A Trezzano sul Naviglio, vedo a un incrocio questo illuminante cartello:
La nuova generazione
Trattamenti antizanzare - Disinfestazioni - Derattizzazioni

13.03.03

Luci a San Siro

Sssssstttt, silenzio! Si va a letto presto, dopo Carosello, coi tappi nelle orecchie. E poi con la vucciria di quest'anno, tra Springsteen, Rolling Stones e Vasco, sarà un inferno. Roba da non sentir più nemmeno la televisione.

Cosa faremo da grandi

Ci sta già ripensando. Incredibile a dirsi, in dirittura d'arrivo, concepisce dubbi esistenzial-professionali di dimensioni galattiche. Sulla via di Damasco, deve aver avuto qualche incontro rivelativo con un mentore, qualcuno che l'abbia messo di fronte a se stesso. Naturalmente, inanella spiegazioni di comodo e tratteggia le qualità indispensabili - a suo giudizio - a un vero professionista. Se ne sente sguarnito. Ma per grandezza morale, s'intende. Che dire. Faccio il tifo per la sua coscienza.

Annoiami, o retore

Bisognerebbe proprio capirla questa faccenda del talento. Prima o poi sì, sarebbe il caso di farsene una ragione. Tutti quanti, dico. Ci son cose che è meglio lasciar fare ai legittimi titolari. A loro e soltanto a loro. Troppo distante la divina riuscita di un'azione dall'umano, troppo umano affaccendarsi. Troppa fatica, anche. Stasera, la prova del nove. Incantata alcuni giorni fa dall'avvocato (donna) che illustrava gli elementi fondamentali di diritto penale, oggi ho ceduto all'invincibile stanchezza provocata dall'eloquio noiosissimo di due legulei e me ne sono andata anzitempo. Perché hanno accettato di tenere una lezione se tutto nella vita sanno fare tranne che tener sveglio un uditorio? E perché, stando così le cose, si son messi in testa di fare gli avvocati? Bravi, bravi, non metto in dubbio. Ma son pietanzine senza sale.

Parlami, chiedimi che ora è

Straordinarie quelle presenze silenziosamente carezzevoli che basta solo ti si avvicinino e ti senti avvolgere di quieta dolcezza.

12.03.03

Salvami tu

Big green eyes that look like, son
They can see every cheap thing that you ever done


Bruceeeeeee, sempre e solo lui.

Mea culpa

Piccolo così. E io che me ne facevo - sia pur inconsciamente - un problema. Un incidente di percorso rivela che - al di là della boriosa parata - il re è nudo. E lui che fa? Dopo avermi sottilmente denigrata per due anni, ora mi chiede di correggergli i pezzi. Ipocrita prima, quando gli faceva gioco sbertucciare me e chiunque gli capitasse a tiro per sentirsi e apparire un grand'uomo. Ipocrita adesso, che - pungolato dal timore dell'esame - apparecchia questa ridicola messinscena del finto umile al solo scopo di uscirne a testa alta. Mi spiace, ma non correggo un beneamato. Rinsavita dall'infinocchiamento, non perdono a me stessa d'aver sofferto un certo complesso d'inferiorità e a lui la miseria umana che sta dimostrando. Basta, basta, piazza pulita. Un bel forbicione e via. Il taglio degli zebedei è la mia specialità.

11.03.03

Toh

Ma tu guarda... è già martedì!

Per polli che credono di essere aquile

Quest'uomo mi piace. "Gli altri vi diranno di volare basso. Io no. Volate alto. Non importa se il massimo che potete fare è il volo del tacchino. L'importante è sollevarsi da terra".

10.03.03

Up and down

Giornata spiacevole con epilogo edificante. Prende una sacrosanta legnata sui denti il collega presuntuoso che non perde occasione per demolire gli altri. E pensare che due minuti prima d'andare incontro al suo giusto castigo m'aveva offesa. Soddisfazione tripla perché ci han pensato altri e io non mi sono nemmeno sporcata le manine, perché è stato colpito nella cosa di cui più si vanta e perché a me invece è andata bene. Jesus, ma allora esisti?

09.03.03

Avvertimenti non richiesti per ego ipertrofici

Lungo il fiume, mentre aspetto, un rombo in lontananza. La raffineria? Un motoscafo? Non si vede nulla. A un tratto il rumore cresce, il muro d'acqua si alza, si gonfia e si infrange sulla barriera di cemento. Non c'è tempo per i se e per i ma. All'acqua piace scorrere e vuole incavi larghi, piani, di poche pretese. Impalpabile, demolisce e ridisegna il mondo.

Sassolini nelle scarpe

Addio a quelli che:
- la tesi no, saresti un genio se l'avessi scritta tu e poi C.S. è l'unico dio perfettissimo supremo e E.S. un cretino (sic. Detto da tale Carmine, devoto lustrascarpe di C.S.)
- voi siete quattro paranoici maniaco depressi e noi vi faremo un mobbing spietato finché non ve ne sarete andati tutti (sic. Detto da tale G.G., scrittorucolo della nuova generazione, sedicente "nuovo Grisham italiano" nonché leaderino di un gruppo di acchiappagonzi e cacciaballe che se non la dicessero loro la verità, chi la direbbe?)
- sei una squilibrata (sic. F.G. mentre mi dimetto)
- per noi non esistono, non intendiamo salutarli né rivolgergli la parola (sic. Detto da illustri giornalisti del Corrierino dei piccoli disturbati, qui a fianco)

Mistero

Tutto sommato, un mistero. C'era la neve alta così, mi dicono, e un gran sole a dare una tregua all'inverno. I quattro baronetti furoreggiavano e le infermiere, stupite dalla massa dei capelli, mi avevano appioppato il primo nickname: bambina beat.
E' stato un lungo attimo fatto di calze a rombi, mollettine, grembiulini neri, suore, rosari, un pastore tedesco, interminabili pomeriggi estivi, lunghe nuotate, ghiaccioli, pattini, poesie infilate in una pagina di diario, dizionari, piste di atletica, libri di filosofia e una manciata di tag html.
Un banco di memoria bruciato, un sentiero interrotto e una frase annotata: "Non prenderò mai più niente sul serio che non dipenda da me stesso" (C.P.).

08.03.03

Carnevale svestito

Tornata a casa, gli racconto la scena e lui mi chiede se il tizio era ben dotato. Che ne so, non gliel'ho misurato. Certo che a momenti andavo a sbattere quando, sul Lorenteggio, un simpaticunazzo dall'aria alternativa ferma la macchina al semaforo, scende e ci mostra tutte le sue virtù nascoste. Completamente nudo dalla cintola in gù. Freno. Guardo di nuovo per esser sicura. Eggià: maglione e anfibi, nient'altro. Divertito, si esibisce un po' davanti alla macchina di amici che lo seguono e poi riparte. Contento lui...

Carnevale (tra)vestito

"Ce l'ha la Vantaggi?", chiede, un tantino inferocita. Incredibile ma vero oggi all'Iper la spesa la paghi a Biancaneve o, se ti va male, devi fidarti a consegnare il Bancomat a una vestita da non-so-cosa con una serie di ragni attaccati dappertutto. Povere cassiere. Lavorare di sabato e pure coprirsi di ridicolo.

06.03.03

Aperto-chiuso, come un fiore. Oggi

Aperto-chiuso, come un fiore. Oggi chiuso. √à così, tutto ha un ritmo.

La strana coppia

Uno ci sente poco e l'altro non sembra un fulmine di guerra. Li incrociamo e G* commenta, lapidario: pani duru e cutieddu ca 'un tagghia (pane duro e coltello che non taglia).

Conosci te stesso

Voce tonante, atteggiamento decisionista, etica severa e scarso margine di tolleranza: ecco il ritratto della persona arrendevole, ondivaga, fondamentalmente insicura e bisognosa di conferme.
Titubante, tendenzialmente gregaria, timida e mite, la persona che procede con passi esitanti nasconde spesso una natura irremovibile, solida e sorretta da una volontà ferrea. Pirandelliani e diversi da quel che crediamo di essere e di rappresentare, ci tastiamo il polso l'un l'altro, guidati da un insopprimibile istinto animalesco. E se il polso è debole, non c'è messinscena che tenga.

04.03.03

Quelli del kollettivo

Chissà dove siete finiti. Com'è che vi chiamavate? Sara T*, sì di te mi ricordo, poi c'era il tuo fidanzato di allora, e Man. T*, con quel nome da opera lirica, la fanatica che parlava sempre del suo guru, il maestro di yoga, e una serie di altri cani sciolti. C'era ancora Cespuglio, che ogni tanto si faceva vedere durante l'occupazione.
Ricordo liti furibonde con voi che non vedevate l'ora di provocare scontri con i celerini, sognando lanci di cubetti di porfido e bulloni.
Perché il poliziotto e il carabiniere, mi spiegavate, non sono esseri umani. Sono ruoli. Anzi, peggio, fantocci, simboli da colpire. A Sara lo dissi: tra dieci anni tu sarai una prof. dall'aria sciura, una borghese ammuffita con la casa al lago. Previsione facile, perché la magione al Lago Maggiore esisteva già. Ecco, vorrei proprio rivedervi. Da lontano, s'intende. Tanto mi bastano dieci secondi per inquadrarvi, piccoli terroristi mancati.

Ambrogio, ho voglia di...

Qualcosa di nuovo... tipo... una vita sensata.

Problem solving

Il mio lavoro toglie tempo al mio lavoro. Normale e fisiologico: la macchina organizzativa si sta mettendo in moto. Tra poco, saremo alla paralisi totale. Dopo di che, tireremo su una bella riga e ricominceremo daccapo.

Sulla sessantina, elegante, truccata (anche

Sulla sessantina, elegante, truccata (anche troppo), indossa un giaccone con collo e risvolti di pelliccia ai polsi. Perfetta per il museo delle cere e ingessata come un manichino, con tanto di cartellino del prezzo pinzato sulla manica. Scommetto che la domestica è a casa con l'influenza. Ah, la lavanderia!

03.03.03

Mister T.

Vorrei incontrarlo. Io e lui soli, nessuno intorno. La spiaggia, Teodorakis in sottofondo, un libro, qualcosa da spilluzzicare. La lentezza che ci avvolge e ci scioglie, la vita che si dilata, gli orizzonti che si aprono, io che mi sento esistere. Chiedo troppo? D'accordo, è corteggiatissimo, sa di essere bello, lancia sguardi imperdonabili, si concede un attimo e poi sparisce, mi lascia languire. D'accordo, è un impunito e la sa lunga. Non l'ho mai desiderato così tanto, mai voluto con tutta me stessa come ora che mi tradisce con chiunque. Eppure lo voglio. Mio e solo mio. Una storia d'amore con il Tempo: qualcuno può regalarmela per il mio compleanno?

Quattromila

Un abbraccio a te, signor quattromila!

Contro la stupidità

Nemmeno gli dèi.

Tristerrima

Tutti col nodo allo stomaco per lui: due mesi e tanti estranei intorno, in un lettino d'ospedale.

02.03.03

I miss you baby

Dialogo, no, non c'è n'è mai stato molto. Affettuosità nemmeno. Tu ti vergogni e io riesco a sbaciucchiarti poco poco solo ora, che ci vediamo sì e no una volta la settimana. Tritaballe cosmico lo sei, inutile negarlo, coi tuoi interminabili pipponi politici, il tuo mutismo logorroico, lo sguardo torvo. Eppure mi manchi. Da morire. E parlo di me. Provaci tu a morire, che ti ammazzo prima io.

Debolezze senili

Mai piaciuto, con quel pallore un po' anglossassone e l'ancestrale perbenismo di certi compagni di scuola che non mi avrebbero baciata neanche al gioco della bottiglia. Eppure da qualche tempo Hugh m'incatena. Quando ci si mette riesce perfino ad essere sexy. Merito di Divine?

Urano

Finalmente arriva Urano. Rompicoglioni di tutte le galassie, addio. Parola di Susan Miller. :-)

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

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