ANIME SALVE


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Volti, mari e bellezze senza tempo.

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31.01.03

TRENDY

Voyeur al supermercato

Velo tanga, sapone depilatore, carote, carta igienica, insalata, confezione di prosciutto a dadini (naaaaaaaa, il buco di Rubik al polifosfato!). Giuro, non volevo guardare. E' che mi trovavo lì, in coda al nastro della cassa, e l'ho fatto. Ho sbirciato dal buco della serratura. Il Garante della Privacy non dice niente?

29.01.03

SENZA PAROLE

U* dixit

"Sto facendo più moffa di un formaggio alpino". Da La vita agra di un programmatore cipiùppiù.

24.01.03

STRETTAMENTE PERSONALE

Nel vuoto

Gelassenheit!, diceva. Lasciar essere, far spazio. Nel vuoto, tutto fiorisce. E sia. Eppure, pare a me che il vento scompigli le fronde a suo piacimento, senza darmi il tempo di accordare un sia pur tacito assenso.
Inavvertito, qualcosa emerge dallo sfondo. Una sigaretta brucia nel buio e ti chiedi com'è.
Com'è essere filtro. Una mano sfiora il tavolo e vorresti essere solo quella cosa. Pura superficie.

I WILL SURVIVE

Professione: consolatore

Il sociologo Francesco Morace di Future Lab, istituto di ricerca milanese, non ha dubbi: le figure professionali più richieste nel prossimo futuro saranno quelle "che soddisfano il nostro bisogno di consolazione e rassicurazione". Vedi alla voce "psicoterapeuti, consulenti per gli acquisti, addetti alla sicurezza". Non solo. Perfino la bufala internettiana darà ancora grasse mozzarelle.

Magnifiche sorti e progressive per tutti, dunque. Stressati e dottorini, lavoratori e psicologi del lavoro, mali e rimedi peggiori del male. Nel 2010 si prevedono infatti due milioni di posti di lavoro in più rispetto al 2000.

Protagonisti assoluti, il net-manager e il suo consolatore di fiducia. Appuntamento alle dieci di sera, dopo l'ufficio. Ciuffo frondoso, occhio glauco, artigliato e suadente come un gatto, il saprofago curatore fallimentare d'anime perse inviterà il manager a entrare nello studio con gesto ampio e generoso.
"Prego, s'accomodi".
L'altro, rigorosamente calvo e col cranio tirato a lucido, si avvicinerà con passo marziale e piglio manageriale. Un sospiro di sollievo e un tuffo nella poltrona.
"Dottore, ma lei come fa... con i capelli, dico".

23.01.03

GLORY DAYS

La violinista e le palle

La violinista e le palle gonfie, che rotolavano sul pavimento. Quelle della scenografia, rosse-gialle-blu, e le nostre, color vinaccia.
Tutt'intorno ricordo, di questo (s)party, i fondotinta unisex n. 6 (revival estetico degli anni Ottanta?) spalmati con la cazzuola, le facce publitaliane da marchettari venuti giù con la piena della gnueconomy (tracimazione 2.0), i dejavu, gli sguardi persi e lui, il campione mondiale di salto allo stipite della porta.

Cafone as usual, si avvicina al nostro gruppetto, non invitato, con la solita aria autocompiaciuta da guida alpina che ha appena schivato una slavina. Frenata a spazzaneve e ciao masticato.
Stringe la mano ad A* - "come va?" - molto user friendly e aspetta fintamente noncurante che C* si volti e lo investa con un "Ciaoooooo, come stai?". Male, risponde, sono appena andato a farmi dilatare la pupilla (!?).

Giuro. Una scusa così per un saluto negato non l'avevo mai sentita. Lui continua a fissare A* e ignora bellamente la sottoscritta e M*. Guardo M* e le dico, a voce neanche tanto bassa: poverino, soffre di una dilatazione selettiva della pupilla.
Lei ride. Io continuo: la solita testa di cazzo. Il tutto a nemmeno un metro da lui, che non sente o finge di non sentire.

Poverino, non è che sia irrecuperabilmente maleducato. Non è che reciti la parte del macho in modo patetico. E' timido, ecco cos'è. Presto, portatelo sotto a uno stipite, fategli fare un saltino, toglietelo dall'imbarazzo!
Ma si può organizzare una festa della gnueconomy e non allestire nemmeno, qua e là, una quinta di cartone, di quelle che si usano a teatro, con qualche porta?

BOOKMARK

Vero o falso? Divertente

"Ripensandoci, non avrei dovuto accendere il fiammifero. Ma stavo solo cercando di recuperare il criceto" ha detto confuso Eric Tomazewski i medici dell'ospedale per ustioni gravi di Salt Lake City.
Tomazewski e il suo partner omosessuale Andrew "Kiki" Farnum, sono stati ricoverati d'urgenza dopo che una serata di sesso estremo è veramente finita male.

"Gli ho infilato un tubo di cartone nel retto e ci ho fatto scivolare dentro Raggot, il nostro criceto" ha spiegato Tomazewski. "Di solito Kiki urlava "Armageddon!" come segnale per farmi capire che ne aveva avuto abbastanza. Ho cercato di recuperare Raggot, ma non sono riuscito a farlo uscire, allora ho sbirciato nel tubo con un fiammifero, pensando che la luce lo avrebbe attirato".

In una conferenza stampa, un portavoce dell'ospedale ha raccontato cosa sarebbe accaduto subito dopo: "Il fiammifero ha incendiato una sacca di gas intestinale, così dal tubo e venuta fuori una fiammata che ha incendiato i capelli di Mr. Tomazewski ustionandogli gravemente il viso. Inoltre la fiammata ha incendiato anche il pelo e i baffi del criceto che, a loro volta, hanno incendiato una sacca ancora piu grande di gas più su nell'intestino, sparando fuori il criceto come una palla di cannone.
Tomazewski ha subito ustioni di secondo grado e si è rotto il naso per l'impatto con il povero criceto; invece Farnum ha subito ustioni di primo e secondo grado nell'ano e nell'ultimo tratto dell'intestino". (Storia pubblicata sul Los Angeles Times)

22.01.03

STRETTAMENTE PERSONALE

La povera Berta

Io e il mio karma professionale dobbiamo fare un discorsetto. Dopo anni di onesto servizio nella soap Un posto sotto sale, dove recito la parte di una redattrice di serie B in un magazine di alta moda, dico basta. Chiedo urgentemente un colloquio con la produzione. Di più. Voglio incontrare personalmente gli sceneggiatori. Mi devono spiegare, lor signori, perché costringono sempre la povera Berta (d'accordo, con quel nome dove vuole andare 'sto personaggio?) a essere marginalizzata. Dentro e fuori dal set, intendo. Lo dirò a chiare lettere: ho intenzione di inoltrare regolare domanda di revisione del copione. In caso contrario, lascio la soap.

Mi ricordo che sì, si escludeva
per motivi che
oggi fanno solo ridere
mi ricordo che sì, si escludeva
per primi quelli che
facevano paura: chissà perché?!?
mi ricordo che sì, si escludeva
... sempre il più debole
mi ricordo che "non si voleva"
però neanche i più brutti come me...

E avanti così...

facciamo due comunità diverse
facciamo due comunità diverse
facciamo due comunità diverse!!!

21.01.03

IL CIRCOLO DEI VASTASI

Sassate

Come da bambina, giochetto divertente, ieri. Una bella sassata in fronte, tirata dal muretto dove m'ero arrampicata. Silenzio generale. Il gruppo, annichilito, si disperde. Qualcuno chiama papà. Braccio proteso, dito indice puntato, il signor Rossi arriva, strascicando le pantofole. Con voce impostata, mi redarguisce: non son cose da farsi, sei off topic, ragazza. Nascosto nelle cantine, c'è uno che mi minaccia di darmene tante ma tante. Non appena mi becca, s'intende. Che dire. Il divertimento è già finito. Bersagli fin troppo facili, questo è il guaio. La loro scrittura ha le armi spuntate, appena sufficiente per certe serenate stonate, dove se la cantano e se la suonano. Sono ancora lì a chiedersi chi, come e perché. Sicuri solo di una cosa. Ed è quella sbagliata. Donna, non uomo! Dalla mira non si capiva?

20.01.03

L'ARCO E LA FRECCIA

Il tuffatore

A scuola non ci andava tutti i giorni. La mattina, se non era dell'umore giusto, andava a farsi un tuffo all'Aspra. Quando usciva dall'acqua, si appollaiava su uno scoglio e faceva colazione con pane caldo e sarde sott'olio. Lui è il mio trampolino. Alto, su uno specchio di mare azzurrissimo.

SENZA PAROLE

Esselunga rap

Compra, fidaty, cogli l'occasione, paga due e prendi tre /
forza, corri, abbiamo innumerevoli vantaggi in serbo per te /
avanti, presto, riempi il carrello, raccogli i punti e vinci un ombrello!

SENZA PAROLE

Sprechi

S* dixit: "Ho un oroscopo fantastico e lo sto sprecandoin questo posto di merda".

16.01.03

INDICE PUNTATO

Giro, giro tondo

La pagina è incompleta, si vede. Da giorni medito: cosa linko, cosa trascuro? Idea della prim'ora: adotto un criterio meritocratico, quello della buona scrittura. Inapplicabile, non foss'altro per il numero dei blog. Seconda opzione: cito i guru del blog, che girano in tondo, come fa la sinistra per bene, rincorrendosi di link in link, e mi levo il pensiero. Modesto contributo, il mio, alla lievitazione dell'obeso gaberiano, che si ovalizza ingurgitando opinioni, parole e rivoluzioni. Modesto e tuttavia significativo, nel suo retrogusto di resa all'inevitabile. Anche qui, nell'allucinatoria galassia del net-villaggio, non vi sono altro che costrizioni. Ma io ce l'ho qui sulla punta della lingua quel che non posso dire del pennellone sedicente giornalista che è stato in Tv stasera. Mi brucia anche non poter raccontare certe cosette di quell'altro, il gnu-mandante. E il figlio-fidanzato-amico? Scrive bene, non nego. Ma con disappunto. Perché è così, quando la fama viene a cercarti perché gli piace frequentare il salotto di papino, basta che tu non zoppichi perché la folla dica ammirata: che camminata elegante!

15.01.03

IL PUNTO

Rose rosse per te

"Noooooo!". Muto o appena sibilato, il disappunto è, al suo arrivo, unanime. Imperterrito, sorride. Bello il contrasto cromatico: rosse le rose, avorio i denti, brunita la carnagione, bronzea l'insistenza. Distogliamo lo sguardo imbarazzate. "Allora, le vacanze?", fingendo il nulla. Ma lui niente, non molla la presa e ci porge la rosa. "Per mangiare", dice. E sorride. Non c'è niente da ridere. Se diciamo no è no. La tensione cresce. Lui sorride, quasi poggia la rosa sul tavolo, noi sentiamo invasa l'intimità del nostro aperitivo tra amiche e ciascuna reagisce a suo modo. S* sbuffa, M* ridacchia nervosamente, A* abbozza un dialogo costruttivo ("Non compriamo niente, davvero"), F* manda un sms. Io guardo la scena e d'un tratto ci sono, ho capito: nella vita precedente il venditore di rose era un manager, un boss, un capetto, un aguzzino di professione. Tutto torna.

IL CIRCOLO DEI VASTASI

Virgola!

Regolarmente tra soggetto e predicato arriva il pugno nello stomaco. Non l'hanno spiegato alla sedicente colta, politologa e tuttologa da Bar Sport che la virgola non si mette MAI tra soggetto e predicato?

SENZA PAROLE

Quando scappa, scappa

Te la ricordi come correva in bagno con uno scatto da centometrista, picchiando selvaggiamente la porta chiusa? Nemmeno Sonia Braga in Dancin' days avrebbe recitato una minaccia di aborto come fosse un attacco di dissenteria.

14.01.03

SENZA PAROLE

Matiz

Compra una Daewoo Matiz, mi dice.
Carina, economica, consuma poco.
Sarà. A me ricorda tanto le polacchine correttive che mi costringevano a indossare da bambina perché ero (fin da allora e per eredità genetica) una piedipiatti. Le scatole cinesi passino, ma quelle sudcoreane, per di più rottamate da General Motors, no!

L'ARCO E LA FRECCIA

Prove tecniche di esistenza

"Ha una cosa in gola", mi dice piangendo.
"Una cosa, cosaaaa?", le grido.
"Ho paura, ho paura!", singhiozza lei.
Sempre così. Vede tumori e metastasi dappertutto. Ora è il turno di mio padre. Lo so, si rivede venticinquenne, orfana nel giro di anno con una ragazzina di nove anni da crescere, le rate della Cinquecento da pagare e un lavoro a Milano che le fa fare tardi la sera. Ho letto tutti i suoi libri da bambina, dal Calendimaggio a Piccole donne, assorbito la sua orfanità permanente, affrontato i suoi mostri, detestato i suoi rimedi. Prove tecniche di esistenza e nulla più. La vita (e la morte) sono ancora di là da venire.

11.01.03

SENZA PAROLE

Tabaccaia rapinata

Tabaccaia rapinata tra botte e minacce: "Che male!".
"Il boom" è alla fonte.
Ancora una spaccata ma i ladri non vanno a segno.
Picchiata a sangue perché non voleva mollare la borsa.
Servizi anche ai ricchi.
Assalto alla meningite.
Pace, non a muso duro.

La provincia è riassunta qui, nel modo in cui apostrofa se stessa sul giornale locale. Si vive col gomito. Ci si dà di gomito. Si lavora con olio di gomito. Si alza un po' il gomito. E poi si scrive.

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

shangrila-blog@tiscali.it